Mobile e acquario

Mobile e acquario fai da te

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Mobile e acquario fai da te

All’inizio doveva essere una piccola vaschetta sul mio comodino, accanto al letto, avevo già programmato di ricostruire per intero il comodino ed incollare una vaschetta su misura. Come al solito tutto progettato e realizzato da me, poi invece c’è stato un cambio di programma.

L’idea in realtà è stata di mia moglie..”tutto quel lavoro pe’ ‘na vaschetta!…allora levamo il televisore che tanto non lo accendiamo mai e mettila la una bella vasca….!

E io…. fai-da-te-mobile-e-acquario

Non me lo avesse mai detto!!!!! Tempo una settimana ho cominciato ad elaborare il progetto.

Il televisore era poggiato in camera, davanti al letto, su una sorta di cassettiera.

A differenza di un comò, che seppur non adatto a sorreggere un acquario, ha almeno una sua struttura, questa cassettiera in realtà sfrutta i pannelli dei due moduli laterali, mentre il ripiano è sorretto lateralmente solo da 4 staffette metalliche a L, due per parte.

Da originale non avrebbe sorretto nemmeno la vasca vuota, quindi dentro è stato ben nascosto un telaio in ferro fatto su misura dal fabbro.

Le zampe sono solo due perché davanti ci sono le guide dei cassetti e i cassetti ovviamente devono rimanere tali, apribili; quelle posteriori toccano terra perché sul fondo della cassettiera ho fatto due asole.

La parte alta è stata bullonata con bulloni “M8”, tre per lato, sui laterali del mobile che sono in truciolato laminato 25mm.
In questa foto si vedono anche due delle staffette a “L” che reggevano il ripiano.

All’interno del mobile, tra le aste su cui si appendono le stampelle, si vedono le teste dei bulloni, mia moglie non se ne era nemmeno accorta, segno che il lavoro è ben camuffato ed esteticamente quasi invisibile; proprio ciò che volevo!

Ecco il ripiano di nuovo al suo posto, il fabbro ha lavorato con precisione millimetrica, davvero bravo ed economico, il che non guasta mai.

Il supporto in ferro, con tubolari 20x20x2mm, zampe 40x20x2mm, mi è costato 40 euro. Non mi andava di vernicialo, quindi dopo averlo ben pulito con diluente nitro è stato rivestito con una pellicola bianca opaca adesiva. Da fuori non si vede nulla!

Dopo aver finito questo lavoro, ho iniziato a pensare alla vasca, in fin dei conti il mobile così modificato mi permetteva di stare tranquillo sul peso sopportato.

Quindi ho deciso di fare una vasca quasi al limite delle dimensioni massime del ripiano, 91x45x45, float 8 mm, fondo da 10mm, per i vetri ho utilizzato il silicone trasparente DowCorning 881, un ottimo silicone.

Qualche scatto:

Consigli che mi permetto di dare a tutti coloro che si cimentano nell’incollaggio di una vasca:

– Investite tutto il tempo che occorre a provare e riprovare a secco il corretto posizionamento delle lastre, e segnatene il verso.
– Pulite a fondo tutte le parti da incollare, io utilizzo ammoniaca ed alcool denaturato
– Nastrate per bene e con precisione, abbiate pazienza e non andate di fretta.

Tutto il tempo che vi sembra di perdere in realtà è ben investito, l’incollaggio sarà agevole e pulito, sempre che abbiate una buona pistola per estrudere il silicone.

Ed eccola qui, finita! In giardino per la prova di tenuta durata 3 gg.

Qui si vede anche il filtro angolare, l’ho realizzato con due lastre di PVC nero incollato al vetro, la più esterna è stata forata a mano con trapano avvitatore e punta a ferro da 3mm. Per aiutarmi ho utilizzato un foglio di quaderno a quadretti, forando sugli incroci delle linee.

Torniamo alla sistemazione della vasca, dietro la TV c’erano le 3 placche con le prese elettriche e antenna e telefono.

Ora da sinistra ci sono:
– 3 piantine rosso e nero, che partono dal controller led Thypoon che è in uno dei quadri elettrici in salotto accanto all’altra vasca. Dal quel quadro arriva anche la 220v attaccata ad un magnetotermico dedicato solo e soltanto agli acquari, il tutto sotto traccia come il resto dell’impianto elettrico di casa,
così se devo staccare la corrente in casa per qualche lavoro sulle prese gli acquari rimangono alimentati.
E’ un ottimo accorgimento venutomi in mente mentre ristrutturavo casa e che consiglio a tutti.

Inoltre:
– Nella placca centrale c’è appunto la 220v che vi ho descritto.
– Nella placca destra passano due tubi, uno trasparente da 10mm per il reintegro osmotica e uno nero da 6mm per la CO2.
Questi due tubi passano dietro al mobile e finiscono alla sua sx, dove è posizionata la tanica e la bombola di co2, che attualmente deve essere ancora posizionata.


In questa foto non avevo ancora passato il tubicino nero

Queste tre placche sono posizionate SOTTO al bordo superiore della vasca, da li i fili vanno tutti in alto sul primo ripiano in vetro del mobile, quindi spine e alimentatore della plafo sono ben protetti in alto.

Dietro alla vasca ho attaccato un foglio di polionda in pvc nero e una rete larga da giardinaggio, sempre in pvc nero, che mi serve per far arrampicare l’hydrocotyle.


Qui stava cominciando ad arrampicarsi.

Per l’illuminazione ho posizionato la plafo che avevo sul malawi, ho tolto i led Royal blu ed ho messo 4 red.

Come si può vedere dalle foto la struttura è piuttosto semplice, un dissipatore in alluminio ben dimensionato, intorno al quale ho incollato delle lastre di vetro laccato bianco.

Un’accortezza: ho utilizzato silicone neutro per specchi al posto dell’aceto perché il neutro non macchia e non volevo fare l’alone dietro la laccatura.

I led utilizzati sono due serie di 14 Cree alimentati con driver Meanwell LDD700H e alimentatore sempre Meanwell 48v. In totale 16 coolwhite, 8 warmwhite e 4 red.
Vengono alimentati da un controller Thypon (di cui in realtà non sono pienamente soddisfatto), che mi aiuta a gestire un’alba/tramonto di un’ora e mezza, picco centrale con una serie di led al 50% (quella posteriore composta da soli cool white) e l’altra al 30% (l’anteriore con warmwhite e red).
Devo cambiare qualcosa, credo che toglierò 2 red, 2 warmwhite e 4 coolwhite per mettere solo 4 natural white, che per altro già ho.

Queste foto le avevo scattate quando era appesa sul malawi

Ora è così, semplicemente posizionata su due staffette a “L”, avviate lateralmente al mobile, l’ho inclinata leggermente all’indietro per illuminare anche la parte emersa della vasca.

In questo articolo ho trattato solo la parte della progettazione e realizzazione, se volete potete vedere tutta la presentazione qui:
http://www.acquariofilia.biz/showthread.php?t=487757

Un grazie enorme a tutto il G.R.A. (Gruppo Acquariofilo Romano) per tutti i consigli e l’aiuto offerto da alcuni componenti del gruppo che ormai da diverso tempo è affiatato e compatto.

 

ATTENZIONE!
Negli articoli dedicati al fai da te vengono descritte esperienze di appassionati italiani che vogliono, unicamente a titolo dimostrativo, mostrarci e renderci partecipi dei loro risultati nella costruzione artigianale di accessori di acquariofilia.
Ricordiamo che molti progetti avendo a che fare con impianti elettrici e l’utilizzo di macchinari e strumenti di lavoro possono essere pericolosi, e che le modifiche apportate ad accessori già esistenti, rendono l’accessorio non più a norme CE e pertanto con la garanzia non più valida.
Nel caso qualcuno volesse ugualmente cimentarsi nella realizzazione di questi progetti, sia Acquaportal sia gli autori del progetto stesso non si assumono in alcun modo responsabilità in caso di incidenti o guasti di qualsiasi tipo essi siano. Nel caso di realizzazione ricordiamo infine che alcune lavorazioni necessitano di strumenti di protezione.



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