ciclidi del lago Malawi

Un lago in casa vostra – Informazioni sui ciclidi del lago Malawi

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Le specie di Ciclidi classificate dagli ittiologi ammontano ad una quantità piuttosto elevata: oltre un migliaio e mezzo popolano le acque tropicali dolci dell’intero pianeta, ma circa il 60% sono concentrate nell’Africa orientale, in particolare nei 3 grandi laghi: lago Vittoria, lago Malawi, lago Tanganica.

La popolazione del lago Vittoria è certamente abbondante, ma non rispecchia caratteristiche interessanti ai fini dell’acquariofilia: le varie specie maschili residenti in tale lago presentano colorazioni brillanti soltanto durante il periodo della fregola, mentre la popolazione femminile è caratterizzata da cromatismi spenti ed elementi estetici assolutamente non differenziati, peculiarità che, oltretutto rendono assai problematico individuare con certezza l’appartenenza dell’animale vivo ad una determinata specie (infatti tale identificazione è attendibile esclusivamente, esaminando la forma della papilla genitale dell’animale morto).

Per tali motivi, le specie originarie di tale area sono scarsamente reperibili sul mercato, e rappresentano piuttosto una prerogativa di studio degli esperti di ittiologia e tassonomia.

Quindi, mediante questa trattazione, ci proponiamo di tracciare un quadro esauriente, riguardo l’habitat del lago Malawi, sicuramente più rappresentativo in ambito acquariofilo.

Il lago Malawi

Il lago Malawi costituisce uno spartiacque tra lo stato omonimo e la Tanzania, e la sua estremità meridionale lambisce ad est i confini settentrionali del Mozambico; analogamente al Tanganica, tale area idrografica denota uno sviluppo nel senso della lunghezza, infatti le sue acque abbracciano una superficie lunga ben 600 km, mentre la distanza intercorrente tra entrambe le rive ne misura quasi una novantina.

La notevole estensione di tale regione lacustre è tale, da presentare alterazioni meteorologiche comparabili a quelli registrate in un habitat marino (di grandezza limitata), quindi non è improbabile che si verifichino impetuosi moti ondosi che inibiscano la navigazione di imbarcazioni leggere o da diporto.

Piuttosto ragguardevole la profondità massima, (760 m), nonostante la mancanza di ossigeno, riscontrata a livelli inferiori del lago, non permetta alla fauna ittica di prosperare (gli animali vivono senza eccessivi problemi a profondità che non oltrepassino i 150-200 m).

La temperatura massima dell’acqua è di circa 29°, ma tale valore non è ovviamente costante, poichè soggetto a variazioni piuttosto accentuate, riscontrabili, di norma, durante le varie fasi del ciclo stagionale; naturalmente, via via ci si addentra in profondità, la temperatura si riduce esponenzialmente sino a registrare il valore minimo di 22°.

Per quanto concerne le proprietà chimiche-fisiche dell’acqua, occorre precisare che esse sono compatibili pienamente con quelle dell’acquario, grazie a valori di durezza elevati, dovuti alla concentrazione di minerali soggetti a discoglimento, e al pH alcalino; caratteristica peculiare è data dalla limpidezza dell’acqua che facilita l’osservazione del biotopo dei pesci a una ventina di m di profondità, vista l’assenza di materia in sospensione che pregiudica la visibilità alle stesse profondità nel lago Vittoria.

I fondali litoranei (i biotopi che ospitano la maggior parte dei Ciclidi  reperibili in commercio, provenienti dal lago Malawi) possono presentare substrati differenti che si ripercuotono in maniera non indifferente sulle condizioni riproduttive e legate al fabbisogno alimentare degli animali.


Una acquario di ciclidi del lago malawi
(Foto di A. Massi)

Moltissime specie del genere Labidochromis sono localizzate in aree scarsamente profonde (non più di un paio di metri) contrassegnate da formazione sassose (di piccolissime dimensioni), rivestite di alghe giallognole, che rappresentano, unitamente alle microrganismi in esse celate, la primaria fonte di approvvigionamento alimentare degli animali; questi ultimi svolgono l’attività di riproduzione, e di riposo nei pertugi e anfratti ricavati nei ciottoli.


Labidochromis caeruleus (Foto di A. Massi)

Altre specie appartenenti al genere Trematocranus si accalcano, invece, lungo la fascia litoranea rocciosa, la cui profondità è soggetta ad una rapida discesa verso il fondo toccando profondità di circa 20 m; in tale zona i pesci trovano riparo in grotte e vaste crepe evidenti nel substrato roccioso.

I Ciclidi appartenenti ai generi Lethrinops vivono spesso in branchi in corrispondenza di zone caratterizzate da un manto sabbioso finissimo e formazioni sporadiche di sassi, mentre esemplari Hemitilapia imperversano nel litorale sabbioso, ricco di vegetazione costituita da rinomate piante subacquee, quali Ceratophyllum e Vallisneria.

Anche le aree pelagiche sono interessate dalla presenza dei Ciclidi, in particolare quelli appartenenti al genere Copadichromis, rinomati (ci riferiamo agli esemplari maschili) per i loro cromatismi blu lucenti, da sempre ammirati dagli acquariofili di mezzo mondo; tali specie, tuttavia, abbandonano la zona aperta durante il periodo riproduttivo, per approdare al litorale sabbioso, dove occupano dei territori scavando buche adibite alla deposizione delle uova.


Pseudotropheus demasoni (Foto di A. Massi)

La cattura di Ciclidi in tale zona lacustre risale inizialmente al 1850, ad opera di una spedizione organizzata da un collega di Livingstone, per continuare costantemente  nei decenni successivi ad opera di alcune spedizioni tedesche ed inglese, celebre quella del 1925 organizzata dal British Museum.

La raccolta di un numero consistente di esemplari pone le basi per una prima classificazione negli anni 20, suscettibile di una revisione graduale negli anni successivi; attualmente non è un azzardo ipotizzare che ben oltre 500 specie popolino le acque del lago Malawi.

Grazie a studi approfonditi è stato possibile appurare che le specie che risiedono in tali acque praticano l’incubazione a livello orale, con la sola eccezione di 2 specie appartenenti al genere Tilapia, che depositano le uova in un buco scavato sotto una pietra, e successivamente vengono spostate dalla femmina in una cavità ubicata nel manto sabbioso; le tane sono pulite e sorvegliate meticolosamente da entrambi i riproduttori.

L’acquario

Ma come riprodurre su “scala domestica” l’habitat naturale del lago Malawi? Di seguito riportiamo alcune direttive a cui attenersi scrupolosamente per non fare (scusate il gioco di parole) un buco nell’acqua…

E’ importante allestire una vasca di una certa lunghezza (almeno un metro) poichè la maggioranza delle specie originarie di tale lago africano non costituiscono coppie fisse: i maschi delimitano un territorio in cui formano un harem composto da svariate femmine idonee alla riproduzione; quelle che non soddisfano tali requisiti vengono vessate dal maschio, e possono subire danni non indifferenti se l’ambiente non è sufficientemente grande.


Pseudotropheus Kingsizei (Foto di A. Massi)

Inoltre, è bene sapere che i Ciclidi sono particolarmente ostili verso gli esemplari della medesima specie, dunque la vastità degli spazi può rivelarsi determinante per limitare sensibilmente le scaramucce tra gli animali.

Un altro accorgimento necessario per attenuare gli scontri tra pesci della medesima specie è dato dalla convivenza con specie diverse, anche originarie di biotopi differenti: infatti anche in natura esemplari differenti possono convivere in modo pacifico; sconsigliato invece l’abbinamento a specie provenienti dagli altri laghi africani, o appartenenti ad altre famiglie (tranne alcune specie di Siluroformi).

Anche l’arredamento dell’acquario costituisce un elemento prioritario per fronteggiare adeguatamente il problema causato dall’aggressività intraspecifica; i pesci meno resistenti possono così trovare riparo in cavità e anfratti ubicati in rocce e sassi, elementi usati anche a scopi riproduttivi.


Pseudotropheus lombardoi (Foto di A. Massi)

La collocazione delle pietre (si sconsiglia l’impiego di rocce soggette all’erosione) è da applicarsi lungo le pareti della vasca, ma soprattutto ripartendola in modo adeguato attraverso la superficie del fondo in modo da agevolare gli animali nella creazione dei loro territori.

Diverse specie hanno l’abitudine di scavare tunnel nel substrato di fondo, quindi è bene premurarsi che i blocchi rocciosi o di pietra siano fissati saldamente per evitare indesiderati collassi dell’intera struttura.

Il  legno di torbiera può essere compatibile anche se ha il difetto di rilasciare acidi umici che causano un abbassamento del pH.

L’impiego di un fondale roccioso o ciottoloso non ne pregiudica l’abbinamento a piante acquatiche (nonostante tale biotopo ne sia sprovvisto in natura), purchè non limitino ulteriormente lo spazio a disposizione dei pesci per nuotare; esemplari vegetali che ben si addicono allo scopo sono costituiti da specie robuste che rivestono la superficie delle rocce e denotano una crescita piuttosto bassa, come Anubias e Microsorium.

Le piante non rappresentano soltanto un elemento decorativo non indifferente, ma anche un valido rifugio usato dai pesci adulti e dagli avannotti in alternativa alle canoniche cavità e anfratti.

Se si vuole allevare Ciclidi provenienti da biotopi sabbiosi è bene optare per un apposito materiale di fondo  o alternativamente utilizzare ghiaietto di spessore fine e caratterizzato da cromatismi chiari, visto che un’ambientazione scura condiziona in tal senso la colorazione della livrea degli animali compromettendone i toni luminosi; inoltre, per far risaltare le magnifiche livree bluastre di alcune specie, è bene utilizzare un’illuminazione appropriata abbinando una luce bianca ad una blu attinica.


iPseudotropheus saulosi
(Foto di A. Massi)

Riveste particolare importanza la qualità dell’acqua, sia per ciò che concerne le caratteristiche chimiche-fisiche, sia per la  cura richiesta per non causare evidenti scompensi all’ecosistema dell’acquario.

Come summenzionato, i Ciclidi del lago Malawi vivono in acque caratterizzate da una durezza ed un pH elevato.

In virtù del fatto che, nel loro habitat naturale, i pesci vivono in acque contrassegnate da una notevole limpidezza, è caldamente raccomandato curare l’igiene dell’acqua: in primo luogo è necessario utilizzare una adeguata pompa in modo da garantire l’efficienza del sistema di filtraggio; il cambio parziale dell’acqua (stimabile in circa un terzo o metà del volume complessivo) effettuato ogni 2 settimane consente lo smaltimento dei residui organici, particolarmente abbondanti negli acquari di Ciclidi.

Alimentazione

Per assicurare alla fauna presente in vasca un adeguato regime alimentare è d’uopo somministrare alimenti in abbondanza e piuttosto variati: esistono in commercio ottimi mangimi specifici per ciclidi che offrono un adeguata dieta completa. Anche cibi liofilizzati possono rappresentare una alternativa alla dieta di base (artemie, tubifex, ecc).

I Ciclidi africani non sono difficili nei gusti e anche se sono prevalentemente vegetariani, gradiscono praticamente di tutto. E’ consigliato somministrare anche cibi di origine vegetale come alghe, zucchine, fiocchi d’avena, spinaci, ecc.
Infine va ricordato che un ottima dieta e costituita dalle alghe che tendono a formarsi spontaneamente sulle rocce, che i ciclidi brucano di sovente.




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