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20 Ottobre 2014
 
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    Organismi commensali nell’ acquario di barriera Testo e foto di Marco Milanesi     Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    


Crostacei
I Crostacei sono Artropodi prevalentemente acquatici, e quindi muniti di branchie. Il corpo è formato da segmenti articolati e provvisto di appendici pure articolate. Il rivestimento cutaneo è costituito da chitina rafforzato da una robusta calcificazione, e dato che alcuni raggiungono dimensioni considerevoli sono costretti ad una muta periodica. L'apparato boccale è masticatore, si nutrono prevalentemente di sostanze animali (anche in decomposizione), ma alcuni anche di alghe. Possiamo considerarli (chiaramente non le forme parassite) i migliori spazzini che esistono in acquario. Le femmine di moltissimi crostacei portano con se le uova fino alla schiusa sia attaccate alla parte addominale che in altre parti del corpo. Altre specie le lasciano cadere nell'acqua o le depositano sulla vegetazione. Capita a volte che la deposizione o la schiusa (di enormi quantità di individui) avvenga in acquario. I Nauplius (la prima forma larvale) sono molto diverse dai genitori, hanno tre paia di arti ed un solo occhio centrale. Rappresentano un cibo eccezionale per i nostri Antozoi, i rimanenti verranno aspirati dal filtro.
Come per i Gasteropodi, per capire se i gamberetti, i granchi, o i paguri che si annidano nelle cavità delle rocce vive sono potenzialmente nocivi, bisogna osservarne il comportamento e di intuirne le abitudini alimentari. Alcuni sono piccolissimi e praticamente innocui.

Copepodi
Sono piccoli animaletti (ad occhio nudo si presentano come puntini bianchi di colore chiaro) che brulicano sulle rocce, sulla sabbia o sul vetro della vasca. Hanno addome privo di arti, un solo occhio e le antenne fungono da organo natatorio. Si nutrono di alghe Diatomee, generalmente compaiono numerosi nella fase di maturazione dell’acquario e diminuiscono col tempo.

Copepode fotografato sul vetro dell’acquario

Branchiopodi
Piccoli crostacei, alcuni provvisti di carapace. Vivono prevalentemente nelle acque dolci (Dafnia), anche se esistono alcune specie marine. Solo a titolo informativo ricordo che anche l'Artemia è un Branchiopode.

Ostracodi
Crostacei di piccole dimensioni con carapace e due valve. Possono essere carnivori, vegetariani, detrivori o filtratori.

Un Ostracode trovato tra delle alghe, fotografato al microscopio.

Cirripedi
Possono comparire frequentemente. Hanno una struttura che non ricorda affatto quella di un crostaceo, si presentano infatti come delle piccole ciglia. Vivono in associazione con coralli o spugne.

Un cirripede.

Cirripede
(10 sec. - 520 Kb)
I Cirripedi hanno un movimento caratteristico (sembrano una mano che si apre e si chiude), se vuoi vedere un filmato clicca qui.


Malacostraci
Ai Malacostraci appartengono i gamberetti, i granchi, i paguri, ecc.. Di solito se sono piccoli ed erranti possono essere tollerati, in quanto probabilmente nelle loro passeggiate notturne si limiteranno a svolgere il loro compito di efficienti spazzini, mangiucchiando qualche avanzo di cibo. Se viceversa stazionano sugli invertebrati o diventano troppo grossi, è bene eliminarli.

Anfipodi e Isopodi
Sono piccoli gamberetti con il corpo schiacciato di colore marroncino. Durante il giorno vivono nascosti tra le rocce vive per il timore di essere mangiati dai pesci (molti pesci li gradiscono) ed escono prevalentemente di notte. Quando sono allo scoperto sono velocissimi. Mangiano di tutto, alcune specie sono onnivore altre si nutrono di alghe (praticamente tutte: diatomee, filamentose, cyanobatterie). Alcune specie (Isopodi per la precisione, meno frequenti) possono attaccarsi alla pelle dei pesci e parassitarli. Se accade è necessario staccarli con una pinzetta.

Anfipode (4 mm.)

Gamberetti (Decapodi-Eucaridi)
I gamberetti che si possono trovare nelle rocce vive sono generalmente innocui, di solito sono piccoli e difficilmente crescono. Sono spesso facile preda dei pesci che introduciamo. I gamberetti del genere Alpheide a volte stazionano sugli invertebrati (Dendroneftie, Sinularie, Cladielle) ma sono innocui, si cibano infatti di plancton. Rimangono molto piccoli ed hanno una chela molto sviluppata che può produrre, per intimorire eventuali predatori, dei forti schiocchi.

Granchi (Decapodi-Eucaridi)
Ci sono circa una cinquantina di sottofamiglie di granchi ed un'identificazione precisa purtroppo è difficile.
Si nutrono praticamente di tutto, molti sono onnivori, altri si nutrono di alghe, di spugne, di molluschi, ecc, alcuni sono commensali.
L'unico modo per capire se in acquario possono dare dei problemi e osservarne il comportamento, cosa comunque non facile, essendo animali timidi e spesso notturni.

Hyastenus piccolo granchio (2,5 cm.), trovato nella Caulerpa. Probabilmente è innocuo.
Orribile granchio peloso (8 cm.), probabilmente meno innocuo del precedente.
Granchio (6 cm.) trovato in un buco di una roccia viva dopo 5 anni dal loro inserimento.
 Piccolo granchio

Ci sono 2 grandi famiglie di granchi:

Anomura e Brachyura
Quelli della famiglia Anomura somigliano vagamente ad aragoste.
Quelli della famiglia Brachyura sono suddivisi in 45 sottofamiglie e sono i granchi veri e propri.

Anomura
Molti sono innocui quando sono piccoli ma crescendo possono diventare distruttivi
Si cibano di lumache e anche di coralli.
Altri rimangono piccoli e possono essere usati per tenere le alghe sotto controllo.

Brachyura
Ce ne sono tantissimi alcuni sono erbivori altri sono spazzini alcuni sono commensali altri nuotatori.
Tutti hanno una forma abbastanza schiacciata.

Sotto Fam. Xanthidae
In questa famiglia sono quasi tutti carnivori tranne qualche erbivoro.
Il pilumnus sono tra i più distruttivi anche se rimangono piccoli, mangiano praticamente di tutto, dai coralli duri a quelli molli, anemoni, spirografi e molluschi.
I Caphyra sono generalmente immessi nell'acquario insieme alle xenie, sono di colore chiaro e facilmente mimetizzabile, non si sa se usano le Xenie come cibo o come nascondiglio, escono solo di notte.

Sotto fam. Dromiidae
Sono anche detti granchi delle spugne per la loro abitudine di mimetizzarsi ricoprendosi il carapace con appunto pezzi di spugna.
A volte però usano anche coralli molli per questo scopo, tagliandone pezzetti con le chele.

Sotto fam. Calappidae
Sono detti granchi scatola per la loro forma , possono ritirare le zampe all'interno del carapace, mangiano molluschi e lumache.
Hanno colori molto vivaci, con disegni rosa o rossi.
Sono rari in acquario di solito si trovano nascosti nella sabbia e in piccoli acquari possono mangiare praticamente di tutto.

Sotto fam. Grapsidae
Hanno il corpo molto schiacciato , sono marroni con pallini gialli alle giunture delle zampe, e una striscia gialla sulla testa.
Sono erbivori da piccoli, e mangiano principalmente le alghe filamentose ma è comune che crescendo si nutrano anche di piccoli pesci addormentati.
Uno dei più comuni è il Percnon gibesi.

Sotto fam. Majidae
Sono maestri nel mimetizzarsi e usano di tutto per farlo: pezzi di spugna, alghe coralli rocce ecc.
Generalmente si nutrono di alghe ma possono mangiare anche coralli.

Sotto fam. Mithrax
Non decorano i loro corpi, e si trovano facilmente nelle rocce vive.
Sono generalmente grigio-verdastri, o marrone-rossastri con le zampe pelose.
Alcuni possono essere color crema con disegni rossi.
Sono eccellenti erbivori, ma non vanno tenuti in acquari piccoli in quanto diventano grandi e possono iniziare a cibarsi di coralli e pesci.

Paguri (Decapodi-Eucaridi)
I paguri, se non troppo grossi, difficilmente arrecano danni agli invertebrati se non durante il momento dell'alimentazione. Quelli onnivori infatti si arrampicano sull'invertebrato per rubare il pezzetto di cibo che abbiamo somministrato, col rischio, se molto irruente, di danneggiarlo. Molti paguri rimangono piccoli (1-2 cm.) sono vegetariani, e si nutrono di alghe (filamentose e cyanobatterie), sono forse il miglior metodo per combattere la formazione di alghe a crescita rapida. Tra questi ricordiamo i cosiddetti "paguri gambe rosse" Paguristes cadenati, Calcinus tibicen, Calcinus californiensis, Phimochirus opercolatus; i "paguri gambe o occhi blu" Clibanarius tricolor, Paguristes sanguinimanus, Calcinus leavimanus.
I paguri quando compiono la muta aumentano di dimensioni, gradiscono avere a disposizione alcune chiocciole di conchiglia da poter "provare".

Primo piano di un paguro (9 mm.)
 Un povero paguro rimasto senza conchiglia.

  

Cicale (Decapodi-Oplocaridi)
La stupenda ed intelligente Cicala mantide, se piccola non rappresenta alcun pericolo, crescendo però indirizzerà i suoi micidiali istinti predatori verso animali sempre più grandi, come gamberetti, vermi e piccoli pesci. La cicala mantide è molto schiva ed esce a caccia durante la notte e spesso non si è a conoscenza della sua presenza. Si può individuare se durante le ore notturne si sente un forte schiocco provenire dall'acquario, è causato dall'improvvisa estensione delle sue zampe anteriori.

Cicala mantide, se piccole come questo esemplare (18 mm) sono innocue. In acquario possono crescere notevolmente.

Trappole
Ci sono molti modi per eliminare i Crostacei più o meno efficaci (vedi anche il paragrafo Policheti). Di solito i Crostacei si scelgono qualche nascondiglio abituale, una volta individuato si può togliere direttamente la roccia in cui è nascosto (anche durante l'estrazione della roccia rimangono terrorizzati nel loro buco) e poi liberarsene con calma, chiaramente se la roccia è in una posizione semplice da togliere. Un altro modo (un po' crudele) è quello di uccidere l'animale direttamente in vasca infilando un ferro da calza nel buco.
Se non si riesce a capire dove si nasconde si può tentare con delle trappole: si può provare o con dei contenitori alti appoggiati alle rocce in modo che il granchio ci caschi dentro e non riesca più ad uscirne, o con una trappola azionata manualmente, ad esempio un contenitore con coperchio a caduta azionato da un filo.
Il metodo più efficace è comodo è comunque quello della nassa: si prende una bottiglia di plastica, si taglia il collo fino ad una certa altezza, si infila quest'ultimo pezzo al contrario nel fondo della bottiglia e si fissano i due pezzi con una spillatrice sui tre lati (se la bottiglia è di "forma quadra"), il quarto lato non si fissa in modo da poter inserire per es. una calamita per rendere la trappola più pesante e più facilmente posizionabile. In questo modo l'animale sarà facilitato nell'introdursi ma avrà molte difficoltà ad uscire.

Nassa ricavata da una bottiglia di plastica.

Le trappole, comunque, è meglio metterle senza esca per qualche giorno, in modo che smettano di insospettire e vengano scambiata per parte dell'arredamento. L'esca (un pezzettino di gamberetto surgelato, di sardina, ecc) va messa dopo lo spegnimento delle luci per evitare che la mangino i pesci.

 



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