Aquascape: Il Caridinaio Jedi di Giacomo Abatucci

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Sono felice che per la seconda volta mi sia stato richiesto un breve articolo su di una mia vasca, e per questo ringrazio di cuore tutto lo staff di AP: persone competenti, preparate e sempre disposte a dare una mano a tutti.
Ma veniamo brevemente alla vasca..

Si tratta di una vasca aperta di un’ottantina di litri (80x30x35h), vecchiotta e piena di graffi; inizialmente è stata un regalo per la mia ragazza, ma nel tempo si è dimostrata un po’ troppo grandicella per le sue necessità ed eccola tornata all’ovile..
Sono stato ben contento di riallestirla e dedicarla esclusivamente all’allevamento dei miei gamberetti preferiti, nella fattispecie la variante Red delle Taiwan Bee (Wine e Ruby).

Nel farlo ho però cercato di intraprendere strade poco battute, sia per quanto riguarda l’allestimento, sia per quello che è stato l’avviamento.
Come in ogni buona vasca che si rispetti il punto di partenza devono essere gli animali che dovrà ospitare; nel mio caso ho optato per tutta una serie di materiali ben rodati nell’allevamento delle Taiwan..
Fondo: new amazonia (circa 10l) + lapillo vulcanico tra le rocce.
Rocce anch’esse scelte in funzione degli animali -che richiedono durezze carbonatiche prossime allo zero; di conseguenza è buona norma sceglierne di meno calcaree possibile: delle comuni Dragon Stone sono perfette allo scopo.
Il filtraggio è stato un salto nel buio.. ho deciso infatti di “riciclare” il mio Eheim professional III 2075, spropositato per il litraggio della vasca ( portata sui 1250l/h e indicazioni per vasche fino a 600l.. esagerate). C’è da dire però, e tornano in scena le caridine, che per questi animali è fondamentale un abbondante apporto di ossigeno in vasca, maggiore che per i pesci in generale, tanto è vero che è buona norma associare ai filtri tradizionali anche filtri ad aria. Mi è venuto così naturale modificare la spray bar di serie utilizzando un tubo lungo circa 60cm e posizionandolo lungo tutta la lunghezza della vasca in modo da ridurre al minimo la turbolenza generata da un filtro tanto potente e allo stesso tempo garantire un’ adeguata ossigenazione alla vasca attraverso il movimento dell’intera superficie.

Per quello che riguarda le piante, ho scelto solo specie epifite-epatiche che non richiedano fertilizzazioni di nessun tipo ( controindicate con animali delicati come le taiwan), per la precisione:
Fissidens Splachnobryoides (Mini Fissidens)
Fissidens Zippelianus
Fissidens Fontanus
Riccardia Chamedryfolia

Con queste piante la luce è di secondaria importanza e per questo mi sono limitato ad una plafoniera T5 2x24W 985(anteriore)+840(posteriore) con un fotoperiodo a regime di 8 ore.
Riscaldatore: 100W
Cambio settimanale: 15l Ro+Sali sera (1g ogni 5l)
Veniamo adesso all’allestimento vero e proprio.

Per creare qualcosa di originale mi sono lasciato andare alla fantasia e ho voluto allestire una vasca “stile Avatar”,posizionando delle rocce in sospensione sopra la vasca.
Per farlo ho realizzato un graticcio in acciaio con un’intelaiatura fissa posizionata sopra la vasca e dei travetti mobili semplicemente appoggiati sull’intelaiatura. Questa soluzione è estremamente pratica perché mi permette, all’occorrenza, di modificare la posizione delle rocce, facilitando le operazioni di manutenzione o cattura, o di togliere totalmente le rocce qualora ce ne fosse bisogno.

Ogni travetto è forato in più punti e le rocce sono assicurate a questi travetti tramite 3 lenze ognuna dalle portata di circa 12kg. Ogni roccia possiede 3 fili indipendenti sia per garantire una tenuta assoluta (la roccia più pesante è circa 2,5kg, contro una portata complessiva di 36kg), sia per evitare che la corrente le smuova o le ruoti.

Una volta deciso il layout, mi sono voluto cimentare in un tipo particolare di avviamento, il metodo “dry start”. Questo metodo prevede un iniziale periodo di tempo nel quale la vasca rimane senza acqua in colonna, ma con tutte le piante posizionate. Ovviamente non è un metodo che si adatta ad ogni tipo di allestimento, ma è estremamente comodo per allestimenti con prati o con muschi (come nel mio caso), che non possono essere altrimenti ancorati a supporti (non avrei potuto fissare il mini fissidens alle rocce sospese,ne il fissidens fontanus sul lapillo tra le rocce).

Con questo metodo inoltre si può partire immediatamente con un fotoperiodo completo senza timore di incorrere in problemi algali, dando modo, nel mio caso, ai muschi di attecchire autonomamente alle rocce.

Per garantire un’adeguata umidità durante le 6 settimane di Dry start ho modificato un piccolo Mist maker in modo tale che diffondesse una sottile nebbia nella vasca per 15minuti ogni ora durante il fotoperiodo e 15min ogni 3 ore durante il resto della giornata.

Ho inoltre fertilizzato questa nebbia introducendo piccole quantità di protocollo Dennerle direttamente nell’acqua necessaria per generarla.

Una volta completato l’attecchimento dei muschi ho riempito la vasca riportando il fotoperiodo su 4 ore ed incrementandolo come di norma di 30min a settimana fino ad un totale di 8h.
Durante questa seconda fase ho optato per una avviamento Ada cioè un avviamento che prevede cospicui cambi settimanali (circa 30l) già a partire dalla prima settimana. La mia scelta è scaturita dalla necessità di mantenere minimi i livelli di nitrati, abbondantemente rilasciati dall’Amazonia, in assenza di piante a crescita rapida che potessero competere con eventuali crescite algali. Normalmente seguendo questo tipo di avviamento i tempi di maturazione si allungano notevolmente (in media 2 mesi),ma per tentare di minimizzarli comunque, ho effettuato i cambi con l’acqua prelevata settimanalmente durante la manutenzione, dalle altre mie vasche dedicate alle taiwan e quindi con valori perfetti per questi animali.
Dopo un mese circa ho quindi inserito le prime taiwan di test, seguite a breve dalle altre.
Attualmente i valori in vasca sono i seguenti:
Temperatura: 22 – 23°
Gh: 6
Kh: 0 – 2
µS: 300 – 350
pH: 6.2 – 6.6
No2: 0.000
No3: 1 – 3
Nh4: 0.0
Po4: <0.02
Effettuo integrazioni settimanali con:
Genchem Aminovita-P: Integratore di Vitamine e Aminoacidi ed Enzymi
Genchem Astaxanthin: Integratore a Base di Astaxantina e Carotenoidi Vegetali
Genchem Beta-G: Integratore di Betasglucani e Vitamine B
Genchem Biozyme: Enzymi Essenziali Specifico per Gamberetti
Genchem Eikoso: Integratore di vitamine per invertebrati
Genchem Polytase: Attivatore e Stabilizzatore Biologico
Alimentazione a giorni alterni:
BioMax (Genchem)
White Pellet (Genchem)
Ebi Dama (Shirakura)
Foglia di Catappa
Pigne di Ontano

Ringrazio di cuore tutti gli amici del forum e mi auguro che la mia vaschetta possa piacervi ed essere di spunto per qualcuna delle vostre..
Giacomo Abatucci .


ATTENZIONE! 
Negli articoli dedicati al fai da te vengono descritte esperienze di appassionati italiani che vogliono, unicamente a titolo dimostrativo, mostrarci e renderci partecipi dei loro risultati nella costruzione artigianale di accessori di acquariofilia.
Ricordiamo che molti progetti avendo a che fare con impianti elettrici e l’utilizzo di macchinari e strumenti di lavoro possono essere pericolosi, e che le modifiche apportate ad accessori già esistenti, rendono l’accessorio non più a norme CE e pertanto con la garanzia non più valida.
Nel caso qualcuno volesse ugualmente cimentarsi nella realizzazione di questi progetti, sia Acquaportal sia gli autori del progetto stesso non si assumono in alcun modo responsabilità in caso di incidenti o guasti di qualsiasi tipo essi siano. Nel caso di realizzazione ricordiamo infine che alcune lavorazioni necessitano di strumenti di protezione.



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