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Anemoni: Tutto sul loro allevamento

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Allevamento in acquario

Tenere gli anemoni in una vasca può essere molto difficile, non riescono ad adattarsi sempre alla vita in queste condizioni artificiali se non riproducono quelle a cui erano abituati in natura.

Il problema più grande è che non siamo in grado di offrire loro una adeguata sistemazione e la giusta combinazioni di luce, corrente e nutrizione.

Appena messi in una vasca con condizioni sbagliate quasi subito perdono le loro alghe zooxanthellae e diventa problematica l’alimentazione.

E’ probabile che alcuni problemi dipendano anche dalla forte concentrazione di nitrati e di altri compisti chimici.

Altri problemi possono essere uno sbagliato substrato dove l’anemone non riesce a far prendere le sue fondamenta, oppure la troppa vicinanza con altri invertebrati.

Si sono riscontrati anche infezioni e difficoltà nell’adattarsi alla corrente che c’è in un acquario, l’illuminazione è risultata quasi sempre inadatta.

Conoscere dove le specie di anemoni crescono e quali sono le condizioni in cui sono abituate a vivere può essere di aiuto per sperare di farli sopravvivere per un periodo sufficientemente lungo.

Il primo problema da affrontare è la sistemazione delle pompe di movimento, gli anemoni infatti posso accidentalmente finire all’interno della girante e di conseguenza venir feriti seriamente e poi morire.

E’ meglio provvedere nascondendo e rendendo difficile l’accesso alla pompa stessa magari proteggendola con delle grate per evitare che questo possa succedere.

Problemi si possono avere anche con il troppo pieno in questo caso l’animale può essere risucchiato e, come nei casi precedenti, può procurasi delle ferite mortali.

Questi invertebrati pur potendosi muovere non sono molto veloci quindi se l’animale ha deciso di attaccarsi a un riscaldatore quando questo entrerà in funzione danneggiare seriamente l’animale. Data la bassa velocità di spostamento dell’invertebrato non riuscirà a fuggire in tempo e potrebbe morire per questo.

Un altro problema potrebbero essere gli altri ospiti della vasca, alcuni magari portati con le rocce vive. I granchi che vivono nelle rocce se non sono in grande numero possono nutrirsi delle alghe e di altri detriti che trovano sul fondo, se però diventano tanti e il cibo scarseggia non esitano ad attaccare e ferire gli anemoni.

Anche alcuni tipi di pesci come i Chaetodontidi e i Pomacantidi possono ferire e uccidere gli anemoni quindi si sconsiglia di tenere insieme questi animali. Eccezione si può fare nel caso in cui nella vasca insieme all’anemone ci siano abbastanza pesci pagliaccio per difendere l’invertebrato dagli attacchi degli altri pesci.

Altro problema può essere la vicinanza o meno con altri invertebrati in quanto spesso l’anemone non riesce a sopravvivere in queste condizioni oppure sono gli altri invertebrati che soccombono.

Gli anemoni possono diventare invece un problema per i pesci che nuotano molto lentamente e che quindi possono finire tra i tentacoli dell’animale, inoltre se si possiede dei pesci di grosse dimensioni la vasca è piccola c’è il rischio che il pesce venga in contatto con i tentacoli e che danneggi la sua mucosa.

Temperatura

Abbiamo già parlato nella riproduzione come la temperatura sia uno dei fattori che determina con quale metodo l’anemone si riproduce. Ad esempio l’alta temperatura porta gli invetebrati ad espellere le uova e lo sperma.

Con l’alta temperatura la solubilità dell’ossigeno nella vasca scende vistosamente, di giorno quando le alghe producono ossigeno non ci sono problemi, ma di notte potrebbero insorgere delle complicazioni.

E’ per questo motivo che ad alte temperature per evitare di assimilare troppe tossine spesso le alghe vengono espulse.

Variazioni al di sopra e al di sotto del range ottimale può essere pericoloso in quanto questi animali perdono alcuni funzioni vitali: hanno problemi di digestione e problemi metabolici.

In genere le specie vivono bene tra i 20°C e i 30°C l’ottimo si ha intorno ai 24-25°C però molto dipende dalle varie specie.

Luce

Non è facile riprodurre le corrette condizioni in una vasca, infatti se si vuole mantenere per lungo tempo un anemone in un acquario è consigliabile usare una illuminazione naturale.

Il problema delle luci artificiali è che difficilmente riescono a riprodurre le varie fasi della giornata riproducendo i diversi spettri di illuminazione, ultimamente sono stati messi in commercio dei particolari prodotti che permettono comunque di simulare le varie fasi.

Sono le alghe zooxanthellae le prima che risentono di una scarsa o di una troppa illuminazione, ma la loro presenza nell’animale diventa difficoltosa alle alte temperature. Se la temperatura è bassa la solubilità dell’ossigeno nell’acqua cala e di notte quando le alghe lo consumano rischiano di non averne a sufficienza e incominciano a produrre delle tossine pericolose per l’anemone.

Se l’intensità luminosa è troppo alta l’anemone in realtà è in grado di regolarsi e chiudere il disco orale per schermare le alghe, ma a volte questo non basta; per evitare di venire intossicato dalle tossine velenose che queste sinterizzano se sottoposte a troppa luce, le espelle.

Al contrario se la intensità luminosa è troppo bassa le alghe non fanno abbastanza fotosintesi e non forniscono abbastanza sostanze nutritive. In questo caso l’animale tende a dimagrire perchè consuma i suoi tessuti e non riceve abbastanza sostanze dalle alghe, in questo caso basta aumentare l’intensità luminosa per ottenere dei miglioramenti.

Se un anemone riceve luce sufficiente non richiede di essere nutrito continuamente quindi non lo si deve forzare portandogli il cibo alla bocca, bisogna solo verificare che la luce sia sufficiente.

Una buona illuminazione dovrebbe essere costituita da lampade al neon oppure al mercurio con uno spettro di 5000-65000 Kelvin, quella della luce solare, e in aggiunta una luce blu. Nel caso di illuminazione al neon si consiglia di installare più tubi possibile.

Un problema può sorgere quando l’animale perde il suo colore, sono due le possibilità: la prima è che l’anemone non riceve abbastanza luce e quindi impallidisce.

In questo caso basta aumentare la potenza delle lampade oppure cercare di ridurre il filtro che l’acqua riesce a fare. In genere i raggi UV che servono all’animale per sopravvivere sono molto filtrati dall’acqua e se questa ha un colore giallino oppure non è perfettamente trasparente, nel caso con l’aiuto di carboni attivi si può ripristinatre le corrette condizioni.

Se invece l’animale tende a nascondersi sotto le rocce e a perso il suo colore vuol dire che l’intensità luminosa è troppo alta e l’anemone ha espulso le alghe zooxanthellae che gli danno il colore.

Se le condizioni sono riportate a valori ottimali non è raro il caso in cui l’animale si riprende e le alghe ricrescono.

A volte si tende a scegliere un anemone piuttosto che Un altro per il colore particolarmente brillante.

In natura è facile trovare animali di colore verde, blu o rosso; queste tonalità di colori dipendono moltissimo dal tipo di luce a cui questi animali sono stati sottoposti, in acquario se l’illuminazione è inadatta può accadere che l’animale si sbiadisca.

Attenzione a evitare di comprare anemoni che possono presentare colori particolarmente belli perchè potrebbero essere stati sottoposti a pigmentazione artificiale.

Movimento dell’acqua

Per riuscire a mantenere a lungo nelle vasche un anemone risulta importantissimo il movimento dell’acqua.

L’acqua è il mezzo con cui arriva ossigeno e cibo all’animale e che porta via gli scarti della digestione e del ciclo biologico.

Deve essere sufficientemente forte per tenere pulito i tentacoli, ma non troppo per infastidire l’animale.

Spesso la intensità corretta è un fattore soggettivo che dipende da anemone ad anemone è per questo che bisogna porre molta attenzione alla fase di “rodaggio”.

Se l’anemone sta con la bocca completamente spalancata significa che l’animale soffre di una carenza di ossigeno, spostarlo in un angolo tranquillo della vasca sarebbe sbagliatissimo al contrario bisognerebbe portarlo in piena corrente per garantirgli la corretta ossigenazione.

Oligoelementi

Cresce un anemone in vasca è complicato anche dal fatto che non è facile individuare la giusta quantità di oligoelementi da aggiungere all’acqua.

Se sono troppi o troppo pochi possono in poco tempo portare alla morte l’animale, essi vengono usati sia dalle alghe zooxanthellae che dall’animale per poter crescere e proteggersi dalle infezioni.

E’ anche vero che non sono note tutte le funzione che i singoli elementi possono fare per aiutare un anemone e questo rende più complicato la definizione delle varie concentrazioni.

Infezioni batteriche

E’ facile che un anemoni sia attaccato dai batteri, questo è più probabile nei periodo di adattamento dell’animale alle condizioni di una nuova vasca.

Il batterio che lo colpisce è il Vibrio species, vi sono due antibiotici che possono essere usati come trattamento precauzionale e sono il neomycin e lo streptomycin. In dosi di circa 5-10 ppm possono aiutare nella cura e nella prevenzione di queste malattie.

Un altro medicinale che però richiede particolare attenzione nell’uso in quanto è tossico per l’uomo è il chloramphenicol.

Tutte questi trattamenti di cura vanno svolti in vasche a parte in modo tale da evitare problemi agli ospiti della vasca principale.

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