alghe infestanti nell'acquario di barriera

Alghe infestanti nell’acquario di barriera

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Cyanophyta (Cianobatteri)

Notizie generali

Gli scienziati preferiscono classificare queste alghe come batteri, infatti hanno molto in comune con i batteri e molto di meno con le alghe: sono batteri fotosintetici. In natura sono presenti più di 200 specie, ma sono in grado di assumere aspetti diversi a secondo dell’ambiente in cui vivono: riescono a sopravvivere anche in ambienti particolarmente ostili, per esempio dalle acque caldissime delle sorgenti termali ai laghi antartici. La loro sopravvivenza in acque acide è però impossibile.

Caratteristiche fisiche

Il nome significa in realtà alghe blu e verdi, ma le forme marine hanno colori diversi, si presentano in genere di colore rosso, ma anche verdi, blu-verdi e nere, infatti bisogna ricordare che le specie sono qualche centinaio.
Quasi tutti sono unicellulari, sono pochi i cianobatteri che formano filamenti ramificati e che sono in grado di riunirsi in colonie uniformi, però questi sono i più pericolosi in acquario.
Essi sono formati da un nucleo e da una doppia membrana, sono uniti attraverso le pareti cellulari oppure dalle guaine gelatinose quindi ogni cellula conduce vita propria.
Si presentano in acquario in tappeti e pellicole più o meno spesse di colori che vanno dal rosso viola, al verde bottiglia, al marrone, al nero. Ricoprono indistintamente le rocce, la ghiaia del fondo e quando presenti in modo massiccio anche i nostri coralli col rischio di soffocarli. Al tatto si presentano come struttura viscida, morbida e mucillagginosa e si staccano dalle rocce con facilità (è sufficiente agitare una mano nelle vicinanze per provocarne il distaccamento) Prediligono le strutture inerti si raccomanda pertanto di utilizzare unicamente rocce vive e non rocce o pietre di altra provenienza. La somministrazione di calcio favorisce la formazioni di alghe calcaree sulle quali attecchiscono con più difficoltà. Sopra la pellicola possono formarsi microbollicine di azoto.

Abitudini sociali

In natura formano dei filamenti e possono crescere in grandi masse di dimensioni superiori al metro; è facile intuire quali possano essere i danni in un acquario.
Inoltre alcune specie sono dotate di vacuoli che permettono loro di regolare la loro capacità di galleggiare nell’acqua, quindi a volte vivono negli strati superficiali dell’acqua e si spostano seguendo la corrente, come fa il plancton.
A causa di variazione repentina di temperature oppure della quantità di ossigeno disciolto in acqua possono perdere la capacità di fluttuare correttamente regolando i vacuoli gassosi, in questo modo affiorano e incominciano a galleggiare senza più controllo.
Se sono molti i cianobatteri che non riescono più a controllare i vacuoli si possono formare delle masse galleggianti chiamate fioriture che secernono delle sostanze chimiche che possono essere dannose per altri organismi.

Alimentazione

Sono noti per la loro capacità di assorbire sostanze azotate, soprattutto quelle forme che vivono in acqua dolce; comunque non richiedono ne ammoniaca ne nitrati o fosfati per poter crescere.

Riproduzione

Tutte le cellule, escluso le eterocisti, sono in grado di dividersi e generare nuove colonie, si spiega la loro capacità nel riprodursi i fretta: in venti minuti possono raddoppiare la loro popolazione. Infatti la loro apparizione è sempre velocissima e in breve tempo causano una moltitudine di danni nell’acquario.

Foto al microscopio

alghe infestanti nell'acquario di barriera cianobatterialghe infestanti nell'acquario di barriera cianobatteri Foto di Cianobatteri visti al microscopio

Foto in acquario 

Cianobatterie verdi
Cianobatterie blu-verdi
alghe infestanti nell'acquario di barriera cianobatterialghe infestanti nell'acquario di barriera cianobatteri Cianobatterie rosse
Cianobatterie rosso-marroni
Cianobatterie nere-marroni
Tappeto di Cianobatterie rosse sopra una roccia.

Disegni struttura cellulare

Frequenza
Le possibilità che un acquario ne venga colpito sono alte.

Cause
La loro presenza in acquario è causata dall’abbondanza di materiale nutritivo: avanzi di cibo dei pesci, i loro escrementi oppure materiale in decomposizione sul fondo sia di origine animale che vegetale.

La causa a volte può essere la morte di un pesce, una lumaca, ecc. del cui cadavere non ci siamo accorti e che ha incominciato a inquinare l’acqua decomponendosi.
Tutto questo causa anche un eccesso di nitrati e fosfati nelle vasche, la presenza di queste alghe infatti indica una scarsa qualità dell’acqua.

Altre cause sono uno scarso movimento dell’acqua con zone stagnanti, una luce errata (con spettro basso e tendenza verso il giallo ed il rosso) o l’utilizzo di lampade vecchie che producono una luce “sporca”.

Alcuni acquariofili hanno notato la formazione di Cyanobatteri ciclicamente soprattutto durante i mesi estivi, probabilmente a causa dell’aumento della temperatura. Situazione che poi regredisce spontaneamente con il ritorno alla temperatura normale.

Le Cyanobatterie gradiscono una densità bassa ed alcune sostanze che vengono somministrate in acquario. Tra queste ricordiamo l’eccesso di oligoelementi come lo stronzio, lo iodio ed il ferro, e tutti gli additivi organici a base di aminoacidi, con sostanze chelanti (EDTA), o a base di gluconati.

Rimedi

Alle prime avvisaglie bisogna agire tempestivamente, raramente le alghe vengono accettate come cibo da lumache o pesci.

Procedere subito, con il controllo dell’impianto di illuminazione, il controllo della densità, con la sospensione di qualsiasi additivo utilizzato e ad un controllo dei valori dell’acqua: fosfati e nitrati; anche se può capitare che a volte la presenza di queste alghe non sia dovuta solo all’acqua inquinata.

L’unica cosa è agire subito ripristinando le condizioni ottimali per l’acqua se questa risulta inquinata; ciò rende indispensabile l’utilizzo di uno schiumatolo e di metodici cambi dell’acqua. Si deve procedere ad una sifonatura del fondo in modo da asportare tutte le alghe e alla pulizia delle rocce.

Inoltre bisogna provvedere a far rispettare ai pesci un periodo di digiuno per ridurre drasticamente la presenza di resti organici e di escrementi.

Alcuni hanno riscontrato buoni risultati aumentando il movimento dell’acqua scongiurando la formazione di zone stagnanti. Sembrerebbe che i risultati migliori si ottengano con pompe elettroniche alternate con simulazione del moto ondose e delle maree.

Si può usare anche come metodo quello di abbassare la temperature dalla solita (se superiore ai 25°C, ad esempio durante i mesi caldi) a una compresa tra i 23-24°C usando anche il refrigeratore. Questo porta ad un repentino cambiamento delle condizioni che può far perdere all’alga la sua capacita di muoversi nell’acqua quindi di spandersi nella vasca (vedi sopra nelle caratteristiche peculiari).

Un discorso che vale per qualsiasi caso è il consiglio di non usare mai antibiotici perché potrebbero risolvere il problema delle alghe almeno momentaneamente, ma crearne altri con gli ospiti dell’acquario, in particolare modo con i batteri del filtro (A titolo informativo: Eritromicina – Si trova in farmacia sotto il nome Eritrocina in bustine da 1000 mg. Sciogliere il contenuto in 250 cc di acqua e dare le dosi appropriate).

In commercio esistono prodotti (Antired della Aquiline) che effettivamente danno buoni risultati. Si sconsiglia ad ogni modo l’utilizzo in vasche fittamente popolate di invertebrati e con molte rocce vive, il prodotto non è infatti tollerato da tutti gli invertebrati e dalle macroalghe e potrebbe inoltre creare uno squilibrio dal punto di vista chimico e biologico. Non sembra danneggiare più di tanto i batteri del filtro e può pertanto essere invece utilizzato con ottimi risultati in acquari di soli pesci.

Antired della Aqualine. E’ un prodotto molto efficiente ma va utilizzato con precauzione.

Rimedi naturali
Una soluzione naturale potrebbe anche essere il Ctenochaetus che con il suo movimento tra le rocce contribuisce a smuovere le alghe e i detriti che qui si bloccano soprattutto i tappetini che i cianobatteri formano, questo aiuta il lavoro di pulizia meccanica dell’acquario, a volte capita anche che si possa nutrire delle alghe stesse.
Le Cianobatterie non piacciono affatto, se proprio si vuole tentare la via naturale si può provare anche con :

Clibanarius tricolor

Habitat naturale: Mare dei Caraibi

Note particolari: Paguro dalle zampe blu con strisce rosse e bianche , le chele sono di colore nero con puntini bianchi. Vive vicino alle rocce, in genere è ottimo con le alghe filamentose, ma è anche valido per tenere sotto controllo i cianobatteri che crescono sul fondo.

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Paguristes cadenati

Note particolari: Mangia preferibilmente le alghe filamentose, ma può essere adatto alla lotta dei cianobatteri. Ha delle abitudini notturne, accetta qualsiasi tipo di cibo, le alghe che possono attaccarsi alla conchiglia possono dare un colore viola al suo guscio. Inoltre ha l’abitudine di rimuovere la sabbia e questo è molto utile.

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Calcinus tibicen

Habitat naturale: Mediterraneo ed Est Atlantico

Note particolari: E’ adatto alla lotta sia dei cianobatteri e che alle alghe filamentose; ha l’abitudine di rimuovere la sabbia.

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Phimochirus operculatus

Habitat naturale: barrire coralline nel mare dei Caraibi

Note particolari: Questo paguro si distingue per il sua chela bianca a puntini rossi e per i suoi occhi blu, le zampe sono arancioni e una sua caratteristica è di usare la grande chela come riparo quando si ritira nella conchiglia. In genere è una specie molto attiva e in natura raramente si trovano molti esemplare nella stessa zona quindi è meglio metterne uno solo per acquario.

Cerithium litteratum

Habitat naturale: Mar Caraibico

Note particolari: Introdotto in genere con le rocce vive è un utilissimo mangiatore di diatomee e di cianobatteri.

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Ctenochaetus species

Habitat naturale: A seconda delle specie, dalle Maldive alle Hawaii.

Note particolari: Pesce erbivoro che oltre alle alghe può essere nutrito con zucchine, broccoli o verdure varie. I migliori sono i Ctenochaetus striatus e Ctenochaetus hawaiiensis questi possono essere usate efficacemente anche contro altri tipi di alghe perché tengono pulite le rocce.

 

Anfipode

Habitat naturale: Tropico sub-tropico
Note particolari: E’ un ottimo mangiatore di diatomee e di cianobatteri, sono molto veloci e ciò è un vantaggio per le loro attività predatorie. Normalmente vengono introdotti insieme alle rocce vive.

Tabelle riassuntive

Tipo Manifestazione in acquario Colori Causa
Cyanophyta Frequenza: ****
– Alghe rosse
– Alghe blu-verdi
– Alghe nere filamentose
Tappeti e pellicole mucillaginose che ricoprono tutto. Si staccano con facilità. – Rosso viola
– Verde bottiglia
– Verde blu
– Marrone
– Nero
– Luce errata
– Luci vecchie
– Esposizione luce esterna
– Nitrati alti
– Fosfati alti
– Sostanze in decomposizione
– Zone stagnanti
– Poco movimento
– Alta temperatura
– Additivi con EDTA
– Additivi con gluconati
– Additivi con amminoacidi
– Eccesso di Ferro
– Eccesso di Iodio
– Eccesso di Stronzio
– Bassa densità
– Assenza di schiumatoio
– Poche o assenza di rocce vive.
Soluzioni Soluzioni naturali
– Controllo dell’impianto di illuminazione.
– Sospensione di qualsiasi additivo somministrato.
– Ridurre il fotoperiodo.
– Controllo e ripristino dei valori chimici.
– Cambi d’acqua regolari con relativa sifonatura accurata del fondo.
– Rimozione di tutte le alghe mediante aspirazione.
– Rimozione di sostanze in decomposizione.
– Aumento della corrente, possibilmente con pompe elettroniche alternate.
– Controllare la densità.
– Abbassare la temperatura
– Antibiotici (sconsigliato)
– Prodotti specifici (solo in vasche di soli pesci)
– Favorire la formazione di alghe calcaree
Paguri – Clibanarius tricolor
– Paguristes cadenati
– Calcinus tibicen
– Phimochirus operculatus
Gasteropodi – Cerithium litteratum
Microcrostacei – Amphipod
Pesci – Ctenochaetus species



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