Alexander Girz metodo Zeovit

Alexander Girz ci spiega il metodo Zeovit

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Con questo articolo voglio descrivere la mia esperienza nell’allevamento di SPS nel mio acquario, nel quale ho adottato il sistema Zeovit fin dall’inizio. La vasca descritta in questa articolo è attualmente in uso da 6 anni e mezzo.

La vasca così come la tecnica sono state concepite in primo luogo per la cura di coralli duri a polipo piccolo SPS (Small Polyp Stony Corals ). La vasca ha adottato dall’inizio con successo il sistema Zeovit della ditta www.korallen-zucht.de

Alexander Girz metodo Zeovit

Prima un paio di dati rilevanti del sistema descritto:

Dimensioni, volume: 220 x 80 x 60 cm (L x T x H), 1.056 l, più sump di circa 250 l

Rocciata / Fondo: La rocciata è composta esclusivamente da rocce vive fresche importate dall’Indonesia, circa 100kg. Come fondo utilizzo Rowalith, lavata prima dell’uso in acqua d’osmosi. L’altezza nei punti della vasca dove è visibile ammonta a 2 -3 cm. Secondo la mia esperienza un sottile strato di fondo apporta un contributo estremamente positivo alla stabilità biologica del sistema.

Illuminazione: Plafoniera Aquaconnect PowerRiga con tre bulbi E40 (BLV, 10.000 Kelvin, 250 watt) e 4 tubi blu Narva Blue2 da 80 watt. I bulbi vengono tutti cambiati circa ogni 6-7 mesi. Fotoperiodo: HQI 8 ore – Tubi 12 ore.

Filtraggio dell’acqua: La sump, che si trova in una stanza separata, è stata collegata tramite un aspiratore di superficie alla vasca principale. Lo scambio d’acqua tra vasca principale e sump è di circa 2500 l. l’ora (Eheim 1260). Uno skimmer Revolution modello S è stato installato da circa 6 mesi come sostituto ad un Bubble King 300 esterno, prima ancora era in funzione un H&S A200-2×1060 esterno con un passaggio d’acqua di 2.000l/h. Il materiale filtrante Zeovit si trova in un reattore Zeovit autocostruito, anch’esso installato in sump.

Movimento: 2 x Tunze Turbelle “Electronic” con una portata di 4.000 l. l’una, 2 x Tunze-Turbelle-Stream con una portata di 12.000 l. comandati da un Multicontroller in modalità “Pulse”. In totale son in vasca circa 34.000 l. l’ora.

Alexander Girz metodo Zeovit

Cambio d’acqua: 7% alla settimana con acqua d’osmosi. Sale Reefers Best della Korallenzucht.

Supplementi calcio, elementi in tracce, e altri: Reattore di calcio Schuran Jetstream I Co2 operante di continuo (riempito con sabbia corallina grossa), Jod Komplex / B-Balance / Aminoacidi / Zeobac / Zeostart 2/ Coral Vitalizer / Sponge Power e Zeospur 2, tutti della Korallenzucht.

Contenuto: 95% SPS del tipo Acropora, Stylophora, Pocillopora, Montipora, 5% altri invertebrati del tipo Xenia, Sarcophyton, Tridacna, Goniopora.

Per prevenire qualsiasi fraintendimento vorrei definire per primo, cosa si nasconde dietro il termine “Metodo Zeovit” e cosa c’è da capire.

I seguenti componenti vengono offerti dalla ditta Korallenzucht con le seguenti designazioni:

1. Zeovit (Zeolite) 2. Soluzione di batteri (Zeobac) 3. Cibo per batteri (Zeostart)

Le seguenti condizioni sono necessarie per l’applicazione con successo del metodo:

4. Sufficiente schiumazione 5. sufficiente illuminazione 6. costante filtraggio attraverso carbone attivo 7. ottimizzazione dell’entrata dei nutrienti 8. supplementazione di elementi tramite piccole dosi

Ciò che segue deve essere ottenuto allo stesso modo:

Lo scopo del sistema è creare un ambiente con nutrienti in basse concentrazioni, portando a livelli non misurabili i nitrati (NO3) e fosfati (PO4) senza abbassare i livelli di elementi importanti, come il calcio (Ca), il magnesio (Mg) e durezza carbonatica (KH). Tutto questo usando basse concentrazioni di prodotti Zeovit. Il nutrimento dei coralli tramite batterioplankton, coral vitalizer e amminoacidi è sufficiente secondo la mia esperienza. Nei prossimi passaggi esporrò i singoli punti allegandovi una breve descrizione e aggiungendo le mie esperienze a riguardo.

Alexander Girz metodo Zeovit

Zeolite

Le zeoliti sono un gruppo di minerali naturali che esistono in tutto il mondo. La loro composizione chimica può variare notevolmente e perciò avere differenti proprietà diverse di assorbimento, scambio ionico o ritenzione molecolare. Le moderne applicazioni industriali richiedono proprietà molto specifiche e perciò la maggior parte delle zeoliti utilizzate o sono il risultato di modifiche effettuate sulle zeoliti naturali, oppure sono zeoliti sintetiche. La miscela di zeoliti della Korallenzucht si compone di tre zeoliti diverse. Queste sono state scelte in funzione della loro capacità di ridurre certe tossine in modo bilanciato. La vita funzionale della miscela è limitata e bisogna sostituirla ogni 6-10 settimane a seconda del carico di nutrienti presenti in vasca.

La sostituzione della zeolite vecchia con la nuova pùo essere eseguita in una volta sola, viene consigliato di tenere il 10% del vecchio materiale nel reattore e di riempire il restante 90% con nuovo materiale. Questo comporta una piu veloce occupazione del materiale fresco da parte dei batteri. È importante per l’utilizzo del materiale avere un flusso non troppo basso (400 litri per 1 litro di ZEOvit). Per l’impiego occorre un 1 litro di zeolite per 400 lt. di acqua dell’acquario.

Non si deve eccedere con queste quantità, ciò sarebbe deleterio per i coralli SPS, un forte sovra-dosaggio potrebbe portare alla degenerazione dei tessuti ed anche alla stessa morte dei coralli.

Io personalmente utilizzo sulla mia vasca 2 litri di prodotto che prima dell’uso lascio per qualche giorno in acqua osmotica che cambio quotidianamente. Lavate la Zeolite molto bene in acqua dolce prima dell’uso perché le particelle fini create dall’abrasione durante il trasporto si rimuovano. Un intorbidamento iniziale dell’acqua durante l’introduzione di nuovo materiale non è dannosa per gli organismi viventi e scompare di solito dopo un’ora circa. Il filtro appositamente studiato per il sistema ZEOvit rende possibile la pulizia in poco tempo. Il filtro consiste in un tubo cilindrico nel quale l’acqua viene pompata dal basso verso l’alto. Per pulire il materiale è sufficiente sollevare e abbassare il materiale che si trova su un piatto perforato 10 – 15 volte di seguito.

La melma (flocculato batterico) rilasciata dal materiale viene introdotta direttamente in vasca. La zeolite non rimuove direttamente i nitriti (NO2), i nitrati (NO3), o i fosfati (PO4) dall’acqua dell’acquario. Assorbe in modo permanente l’ammonio (NH4+) e l’ammoniaca (NH3), i primi due elementi del ciclo denitrificante. Si previene così la formazione di nitriti (NO2) e nitrati (NO3). La riduzione di PO4 e NO3 avviene indirettamente attraverso l’attività dei batteri per i quali la superficie del materiale costituisce un ottimo substrato per lo sviluppo.

A questo punto vorrei avvertirvi di non utilizzare una zeolite qualsiasi. Ci sono svariate centinaia di zeoliti differenti. Ciascuna è stata elaborata o selezionata per assolvere ad uno specifico compito. Utilizzare una zeolite con proprietà errate potrebbe avere un impatto negativo sul sistema e portare alla perdita di tutti gli animali.

Soluzione microorganismi (Zeobak)

Questa soluzione liquida contiene alcuni ceppi batterici. Dovrebbe essere dosato per un periodo di 10-14 giorni dopo ciascun cambio di ZEOvit. La dose consigliata corrisponde ad una goccia ogni 100 litri netti di acqua dell’acquario, anche se a volte correggo la dose basandomi sull’esperienza e la mia sensibilità. In seguito, dosate 1 goccia ogni 100 litri netti di acqua dell’acquario due o tre volte a settimana.

Alimentazione batterica Zeostart 2

Anche questa sostanza viene distribuita in forma liquida e ha risvolti positivi sulla moltiplicazione e il nutrimento dei batteri dosati.. Io doso due volte al giorno 0.8 ml attraverso una peristaltica Iks. In poche parole tramite questi 3 prodotti è possibile creare una concentrazione di nutrienti di Po4 e NO3 simile a quello riscontrabile in natura. Per un ottimo sviluppo ed una ottima colorazione degli SPS non basta questo, ma sono da tenere in conto anche altri fattori secondari che ora elencherò.

Schiumazione sufficiente.

Come già menzionato, le basi di questo metodo consistono nell’asportazione di sostanze inquinanti fra l’altro anche attraverso lo schiumatoio. Per questo dovrebbe essere impiegato uno skimmer sufficientemente dimensionato. Un’ utilizzo continuo e una pulizia frequente sono elementi indispensabili per ottenere la massima performance dal proprio schiumatoio. I risultati sono migliori quando è regolato in modo che lo schiumato rimosso nel bicchiere non sia troppo concentrato.

L’utilizzo di ozono o di sterilizzatori UV agiscono contro i principi dell’ideatore del sistema, in quanto i batteri e gli elementi introdotti morirebbero. Questo mi sembra assolutamente plausibile e per questa ragione non utilizzo il supporto di nessuno dei due metodi.

Negli ultimi anni sono arrivati sul mercato skimmer estremamente performanti che non possono essere paragonati a modelli del passato. Prima ero dell’idea che il modello prescelto non potesse essere troppo grosso, ora la mia idea è radicalmente cambiata. Uno schiumatoio molto performante, che è anche sovradimensionato, può avere un effetto abbastanza negativo sulla crescita e la colorazione dei coralli.

Sufficiente illuminazione

Con la costruzione della rocciata ho previsto che sotto ognuna delle 3 HQI si trovasse un picco. Questa sommità termina circa 15 – 20 cm sotto la superficie dell’acqua direttamente sotto le tre soprastanti lampade HQI da 250 watt. Possono essere creati in questo modo dei terrazzamenti molto illuminati con l’obbiettivo di ricreare le condizioni ottimali agli SPS provenienti da fondali poco profondi. Ho potuto osservare così che i frammenti dei coralli posizionati la, spostati a metà altezza, non raggiungevano la colorazione intensa delle colonie madri più in alto. L’intensità, così come lo spettro della luce, giocano un ruolo fondamentale nella colorazione dei coralli.

Filtrazione costante tramite carbone attivo

Estremamente positiva è il costante filtraggio attraverso l’uso di carbone attivo di buona qualità.

Io stesso utilizzo più di un litro di carbone attivo che cambio ogni 30 giorni. Qui bisogna prestare attenzione alla qualità del carbone in modo che nessun elemento inquinante possa essere rilasciato in vasca.

In questo modo è possibile mantenere una duratura trasparenza dell’acqua e così assicurare una maggiore penetrazione della luce, inoltre vengono asportate sostanze inquinanti così come tossine nocive. Nel caso di carboni attivi per lo sviluppo di corali possiamo optare per una modalità attiva o passiva. Per ciò che riguarda la modalità passiva, al fine di mantenere in efficienza il carbone attivo, suggerisco di scuotere il carbone, ogni due giorni, per impedire la formazione di canali preferenziali di scorrimento dell’acqua. Per la modalità attiva, che personalmente uso anche io, consiglio di posizionare la quantità di carbone necessaria nel reattore ZEOvit sopra al materiale Zeovit. Si tenga a mente che solamente il 50 % della dose è da utilizzare in questa modalità. Il cambio del materiale viene effettuato ad intervalli di tempo di 2 – 3 settimane. Io preparo il carbone un giorno prima del suo utilizzo lasciandolo a bagno già in un filtro con acqua calda a 90 gradi per tutta la notte. Per esperienza personale l’utilizzo di carboni non consoni che presentano agenti nocivi come PO4 o sono troppo aggressivi possono recare danni molto velocemente. Questo è il motivo principale per il quale la mia disponibilità a testare carboni di altri e pressoché nulla.

Ottimizzazione dell’ingresso dei nutrienti

Tenendo a mente l’obiettivo del sistema è necessario limitare il più possibile l’ingresso di nutrienti esterni attraverso il cibo e l’acqua di rabbocco. Ci sono svariati modi per ottenere ciò.

Personalmente ho optato per un impianto ad osmosi inversa per ridurre l’entrata di nutrienti attraverso l’acqua di cambio e di rabbocco, sistema che considero il più facile da utilizzare. All’uscita di questo impianto ho collegato in più un filtro ad alta purificazione. L’acqua all’uscita del filtro deve avere una conducibilità inferiore a 5, altrimenti possono formarsi velocemente delle patine sgradevoli su rocce e sabbia. Un’altra forma di produzione di nutrienti deriva dai pesci dell’acquario. Le loro feci, cosi come il cibo che non consumano, apporta accumuli di nutrienti alla vasca. Io alimento i pesci a pompe spente, in molte piccole dosi, evitando così che si infiltrino nelle decorazioni e che si sviluppi il conseguente processo di decomposizione di nitriti (NO2), in Nitrati (NO3) e Fosfati (PO4). Il numero e il tipo di pesci dovrebbero essere congrui con le dimensioni del proprio sistema.

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Aggiuunta di elementi a bassi livelli

La povertà di nutrienti si riferisce ovviamente anche alla somministrazione di elementi. L’aggiunta di elevate concentrazioni di oligoelementi all’ecosistema porta, presto o tardi, seri problemi. Riconduco questo fatto al lento ma costante accumulo di elementi traccia che non vengono utilizzati. In questo caso è meglio meno che più. Molti degli elementi che aggiungiamo possono avere effetti tossici sugli animali se raggiungono certe proporzioni e, quindi, possono portare più svantaggi che vantaggi. Questo è il punto del metodo che richiede un minimo di cambiamento nelle abitudini consolidate degli acquariofili. L’aggiunta regolare di elementi in quantità minime e la programmazione di cambi parziali di acqua sono sufficienti per evitare delle carenze per i coralli. È impossibile raccomandare delle dosi prestabilite, in quanto ogni vasca è diversa. Il tipo di equipaggiamento, così come il numero e la dimensione dei coralli e dei pesci, richiedono alti livelli di individualità nella scelta dei quantitativi giusti. La capacità di osservazione della persona che gestisce il sistema è molto importante. Chi utilizza questo metodo deve capire che la supplementazione ha una reazione ritardata di circa 2-3 giorni. Questo è un fatto molto importante quando si aggiungono elementi. Io personalmente raccomando, nel caso di dosaggio di elementi nuovi e di cui non si conoscono gli effetti, di dosare con attenzione e in una sola volta ed aspettare qualche giorno per osservare la reazione dei coralli. Un parametro che può aiutare molto in questo è la colorazione dei coralli. Il tessuto dovrebbe rimanere chiaro e la colorazione apparire intensa sempre che si tratti di specie che permettono questa caratteristica.

Al momento l’aggiunta dei prodotti avviene come segue:

Sistema base
ZeoBac
10 goccie 2 volte a settimana
ZeoStart2
0,8 ml 2 volte al giorno
Componenti per la colorazione
B-Balance
5 ml al giorno
Jod Komplex
2 goccie ogni 2 giorni
Zeospur2
7 ml 1 volta a settimana
Componenti per nutrimnto dei coralli
Aminosäuren
4 goccie al giorno
Coral Snow
5 ml 2 volte a settimana
Coral Vitalizer
6 goccie al giorno
Sponge Power
10 goccie al giorno

Il dosaggio di ognuno di questi prodotti dipende molto dalla colorazione dei coralli presenti e quindi possono variare nel dosaggio.

Ci sono le seguenti ragioni per l’uso dei sopra-citati prodotti sulle colorazioni:

Con B-balance, secondo la mia esperienza, potete mantenere alla lunga un colore di tessuto piuttosto chiaro. La quantita da aggiungere dipende dal colore base del tessuto.

Per intensificare il colore verde attualmente uso Jod Complex, anche se un dosaggio troppo elevato puo scurire troppo il tessuto.

Zeospur2 lo doso per incrementare le sfumature di colore. In questa quantità porta ad un lieve schiarimento del tessuto.

La soglia tra una reazione positiva e negativa e molto sottile ed infatti è compito del conduttore stabilire la quantità delle dosi per il proprio sistema attraverso la personale osservazione degli SPS.

In parallelo ad un ambiente povero di sostanze nutrienti, vanno adottate concentrazioni di calcio (Ca), magnesio (Mg) e durezza carbonatica (KH) prossime ai valori riscontrati in natura.

Io mi sono trovato bene con i seguenti valori:

Minimum – Maximum
Ca (Calcio)
400 – 420 mg
Mg (Magnesio)
1290 – 1350 mg
KH (durezza carbonatica)
7 – 8
K+ (Potassio)
~ 380 mg
Salinità
33 – 34 ppm

Concentrazioni maggiori non portano alcun beneficio, nè alla crescita nè alla colorazione dei coralli SPS. Per contro si può riscontrare immediatamente un’ effetto negativo se uno dei sopra citati parametri sgarra ampiamente distruggendo l’equilibrio esistente. Se confrontiamo queste concentrazioni con quelle di una barriera corallina naturale ci accorgiamo che sono le stesse. Ho osservato anche che questi valori devono essere mantenuti il più costante possibile. Come gia accennato per il cambio dell’acqua utilizzo il sale Reefers Best della Korallenzucht. Da quando uso questo sale mi e possibile tenere i vari parametri nei valoti ottimali. Solamente CA/ KH vengono aggunti tramite un Reattore di calcio (CaCO2), mentre tutti gli altri valori rimangono costanti senza aggiunte.

In conclusione, è importante ricercare lo stabile equilibrio dei singoli punti. Se un parametro sgarra troppo questo avrà risultati negativi sugli SPS. Il miglior metodo di controllo, oltre ai test per acquario disponibili, è lo spirito d’osservazione del conduttore. A questo punto vorrei che si prestasse attenzione alle reazioni esagerate causate da misurazioni sbagliate. Spesso si tratta solo di aver misurato male, oppure di letture erronee causate da test tropo vecchi o mal utilizzati.

Se ottengo valori o parametri non ottimali, prima di fare qualsiasi azione riparatoria, per sicurezza rifaccio il test meglio con un kit nuovo appena comprato. Nell’eventualità di una lettura che mi confermi la precedente solo allora comincio con azioni di riparazione che verranno adottate piano piano durante i giorni seguenti. Altra lettura alla quale bisogna prestare attenzione è la concentrazione salina. Io con l’utilizzo di 3 diversi metodi di misurazione (Aerometro, Rifrattometro e Condutivometro) in 5 diverse serie di misurazioni riscontro forti differenze. La concentrazione varia da 1,021 a 1,026. Gia ad un valore di 1,025 alcune specie come Seriatopora e Stylopora reagiscono con perdite intesive nel tessuto e nel colore. Sia il colore che lo sviluppo a questa densità risulta rallentata soprattutto per gli SPS.

A seconda dell’anzianità della vasca e dell’accumulo di sostanze nutrienti ed oligoelementi, il sistema può impiegare fino ai 6 mesi per mostrare risultati. Quindi si può avere successo in tempi relativamente rapidi grazie anche all’osservanza degli accorgimenti fin qui esposti. Pazienza, attenzione, osservazione e la capacità di controllare i dosaggi degli additivi sono i requisiti più sicuri, oltre ad un equipaggiamento tecnico “standard”, per avere successo con questo metodo.

Riassumendo penso di poter dire che grazie ai miglioramenti ed adattamenti apportati tramite questo sistema si possano ottenere ottimi risultati riguardo la cura ed il colore di coralli SPS. Comunque non voglio dire o dare la certezza al 100% che il sistema rappresenti una cura miracolosa per la colorazione dei coralli dato che molto dipende anche dal tipo di sale usato, dall’accuratezza dei test, dall’illuminazione e da quanto tempo il controllore dedica alla vasca. Altro punto importante e la gia sottolineata stabilitá chimica e biologica del sistema che è da tenere in considerazione soprattutto se parliamo di questi coralli molto sensibili.

Non basta limitarsi all’aggiunta dei vari prodotti, pure il rispetto delle condizioni secondarie è di cruciale importanza. Copyright by Alexander Girz

Cordinamento articolo: Gilberto Hassan (ik2vov) – Traduzione: Davide (Apollo01)




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