acquario di Matteo Carpani

L’acquario di Matteo Carpani

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Mi chiamo Matteo Carpani, ho 35 anni e vivo a Castiglione dei Pepoli. Dopo ben 13 anni di incubazione, l’acquariofilite si è ripresentata più forte e insistente che mai. Provengo dalla classica esperienza di vasca chiusa, filtro biologico, neon t8 e coralli molli.

Evidentemente questo si riflette nella mia nuova vasca “sbagliata”, acquistata di fretta e senza prima essermi informato nella giusta maniera.

VASCA: Juwel Lido 200. Misure 70-50-60h,litri 200, in funzione da gennaio 2014. Inizialmente partita chiusa e successivamente aperta per ovvi motivi.

acquario di Matteo Carpani

Non avendo sump, ho dovuto semplificare il più possibile la tecnica. Il sistema è quindi un berlinese, composto da 30 kg di rocce vive, 20 kg di sabbia fine viva RED SEA ed uno schiumatoio TUNZE 9004 il quale ritengo essere ottimo per silenziosità, efficienza e per la possibilità di inserire un po’ di carbone attivo al suo interno.

Inizialmente tutto è partito con i 2 t5 della Juwel, successivamente diventati 4, fino ad arrivare finalmente all’acquisto della prima RADION XR30W G2 140w seguita a breve dalla seconda G2 PRO 170w.

Pur riconoscendo che il led non agevoli fin da subito i principianti come me, devo dire che sono veramente entusiasta di queste lampade, sia per l’effetto scenico che danno alla vasca, sia per la colorazione e la crescita dei coralli( per me)già buona.

I tiraggi nelle parti più ombreggiate di alcune acropore ed una vasca costantemente affamata e magra, possono essere le maggiori difficoltà riscontrabili. Per quanto riguarda i consumi, la gestione e la manutenzione, considero queste plafoniere insostituibili.

Fotoperiodo: accensione 11:30 e spegnimento ore 23:00, programma artificial con percentuali dei led da me impostati, alba e tramonto.

Utilizzo 2 pompe Jebao WP 25 poste ai lati della vasca, purtroppo su una lunghezza di 70 cm non riesco a sfruttare appieno il loro moto ondoso e la maggior parte del tempo funzionano costanti a 4000 l/h, che è la metà della loro potenza massima.

Ritengo queste pompe ottime, sia per il rapporto qualità–prezzo, sia per le ridotte dimensioni associate ad una buona silenziosità e direzionabilità.

Dopo aver provato ogni sorta di prodotto e vista l’assenza della sump, ho dovuto scegliere un sistema che non fosse il reattore di calcio e qui il metodo Balling ha fatto al caso mio.

Utilizzo i prodotti della Triton, che associati a tre piccole pompe dosometriche dell’Aqua1, mi permettono di dosare ogni tre ore (da me impostate) le quantità misurate di calcio, kh e magnesio oltre a tutti gli altri oligoelementi che il classico metodo Balling non prevede.

Prediligo questo tipo di integrazione perché mi permette di non avere cali di PH ed eventuali aumenti di concentrazione dei fosfati. Uniche pecche, un piccolo aumento della salinità dovuto ai prodotti integrati ed un costo maggiore.

Utilizzo per l’acqua evaporata un osmoregolatore Tunze che funziona ottimamente, anche se la pompa può risultare piuttosto rumorosa. Produco l’acqua d’osmosi con un impianto Aqua1 a tre stadi. Riscaldatore Newa therm pro 200 w infrangibile, ventoline di raffreddamento Grothec.

L’allestimento è partito circa un mese e mezzo prima, infatti dei trenta chili di rocce totali, solo 9 erano effettivamente vive, le altre, ritrovate in cantina, provenivano ancora dalla mia prima vasca.

A novembre 2013 misi tutte le rocce a spurgare in una vecchio acquario con temperatura e salinità corrette ed un piccolo schiumatoio in aiuto. A metà gennaio 2014 piccoli spirografi ed altri animaletti filtratori popolavano ogni anfratto, i nitriti erano assenti ed i nitrati in continua diminuzione, mi decisi così a procedere con l’allestimento vero e proprio.

Una volta eliminato, seppur a fatica, il filtro biologico, stesi sul fondo circa 20 chili di sabbia viva fine e, riempita la vasca, feci la mia prima rocciata.

Il primo mese alghe verdi lunghe come capelli arredavano il tutto, tanto da farmi pensare di ripartire da zero, dopo però aver letto alcuni articoli su AP e qualche esperienza altrui decisi di aspettare, fino a quando nel giro di qualche giorno scomparvero quasi del tutto. Preso coraggio, acquistai la mia prima colonia di zooanthus.

Mi affido totalmente al metodo Triton, che prevede nel sistema l’integrazione di tutti gli oligoelementi, ogni due mesi effettuo i test completi dell’acqua, ed in base ai risultati integro ciò che manca.

Alimento quotidianamente i pesci con artemia salina, fiocchi e granulato arricchiti con aglio e vitamine. I coralli vengono alimentati tutte le sere dopo lo spegnimento delle luci alternando giornalmente cibo in polvere (Sicce, Elos svc) ad alimenti liquidi specifici. Una volta alla settimana doso due gocce di zeoback e due gocce di zeofood.

Come pesci ho una coppia inseparabile di amphiprion ocellaris che ormai mangiano dalle mani, tre Chromis viridis, uno Zebrasoma Flavescens che mi tiene pulite le rocce ed una simpatica Bavosa. Ho inoltre un gambero Lismata amboinensis e tre Wurdemanni che hanno eliminato quasi del tutto le aiptasie.

Allevo principalmente SPS, la maggior parte di questi talee cresciute in vasca tra le quali:seriatopora milka, seriatopora hystrix, millepora, pocillopora damicornis, montipora rossa e vari tipi di acropore.

Tra gli LPS troviamo:euphyllia ancora, caulastrea furcata, trachypyllia verde.

Per quanto riguarda la manutenzione, ho cercato di renderla più semplice possibile, vista la distanza casa-lavoro ed il poco tempo disponibile. Ogni giorno pulisco il bicchiere dello schiumatoio ed i tre vetri principali.

Ogni 15 giorni pulisco le pompe e rabbocco l’acqua di osmosi. Mensilmente pulisco integralmente lo schiumatoio e rabbocco le taniche del balling. Avendo deciso di seguire alla lettera il metodo Triton, non effettuo cambi d’acqua da ormai un paio di mesi.

VALORI DELL’ACQUA:
1) Temperatura 24° in inverno e 26° in estate.
2) Salinità 1028
3) Fosfati 0 mg/l fotometro Hanna
4) Nitrati 0 mg/l
5) Calcio 500 mg/l
6) KH 6,5°
7) MG 1400 mg/l

Affidarsi ad un ottimo negoziante, leggere qualche libro(ce ne sono di molto belli e semplici), avere almeno un po’ di pazienza e soprattutto imparare a non trattare gli animali come oggetti.

Fondamentalmente, devo ringraziare me stesso, per la costanza e la pazienza avute nell’affrontare le varie difficoltà, Alessia per non avermi fatto fuori durante i vari allagamenti, Giovanni ed Enzo di Hobby Acquari di Bologna per i preziosi consigli e il mio amico Claudio.

Inoltre voglio salutare gli amici acquariofili di Bologna con i quali passo sempre serate belle ed interessanti.

Ciao e buon acquario a tutti.
Matteo

 




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