L’acquario di Marco Cagianelli

598

La vasca è stata comprata usata nell’ottobre 2010, poco prima di trasferirmi nella casa nuova.

All’epoca cercavo una nuova vasca, decisamente più grossa  dell’askoll ambiente 100, per allevare i miei carassi eteromorfi (si, ok, pesci rossi).
L’idea era di prenderla nuova, un 400L lordi. Poi misurando lo spazio a disposizione e trovando questa usata (da Paolo Piccinelli) mi son detto, e perché no?!? E così, armato di furgone a noleggio sono andato a prendermi il vascone (con annessi e connessi) che misura 170 x 60 x 60 per 612litri lordi.
I vetri sono da 10mm, il frontale e quello destro in extra-chiaro (solo quello destro, si. Dopo vi spiego…)
La storia di questa vasca è abbastanza incasinata e non c’entra niente con lo spirito dell’articolo, ma, solo per citare la più grave tra le varie peripezie, sappiate che sono riuscito a rompere ben due vetri (frontale e laterale).

Per grazia ricevuta un vetraio, che non smetterò mai di ringraziare (sig. Poli), me li ha riparato in loco. Con un pezzo avanzato del frontale rotto il vetraio mi ha sostituito il laterale destro, è per questo motivo che ho una vasca unica nel suo genere 😉
Fatto sta che la vasca ci ha messo ben 8 mesi prima di essere avviata.

Tutta la tecnica è stata acquistata in blocco insieme alla vasca stessa e, col tempo, leggermente modificata.
Filtraggio
Il filtraggio è affidato ad un Eihem 2075 professionel III da 1200l/h, con due tubi di aspirazione ed uno di mandata con spry-bar. Avere due aspirazioni garantisce una pulizia ottimale della vasca che, data la sua lunghezza, non sarebbe stata così efficace ed efficiente. Il filtro era già caricato con i materiali originali della Eihem e l’ho lasciato così.

Lo apro e pulisco forse 1 volta ogni 4 mesi. L’unica cosa che devo fare leggermente più spesso è la pulizia dei tubi, che si riempiono di alghe facendo diminuire la portata. Per questo mi sono dotato di un bellissimo scovolino che funziona egregiamente!
Riscaldamento
Inizialmente c’era (sempre nell’acquisto) un riscaldatore Hydor ETH 300 da 300W, montato su uno dei tubi di aspirazione.
Settato sui 21° (il bello dei pesci rossi) non è mai partito, pertanto l’ho smontato e messo in vendita (se a qualcuno interessa è ancora sul mercatino…).

Illuminazione
Il parco luci comprendeva, nel kit d’acquisto, 3 luci hqi da 125W l’una. A parte i consumi e l’illuminazione stile palcoscenico della sala, era un’illuminazione esagerata per il tipo di vasca. Contando che poi, complice uno schizzo d’acqua di un pesce, una lampada è scoppiata, ho deciso di apportare qualche modifica…
Ora, con la configurazione definitiva, ho montato 3 lampade a risparmio energetico da 36W l’una. Marca lexman (si quelle del Leroy Marlin) da 6400k.

Il fotoperiodo è di 8 ore, dalle 15 alle 23 circa. Da precisare che , data la posizione, la vasca prende anche molta luce indiretta dalle finestre.

Non c’è nessun impianto di Co2 e non seguo nessun protocollo particolare. I pesci, con i loro escrementi, contribuiscono per bene con concimazione naturale. Un paio di volte all’anno inserisco delle pasticche da fondo vicino alle piante e 1 volta al mese concimo con il TetraPond Planta Min.
In generale, avendo anche un laghetto, utilizzo tutti prodotti per laghetto. Sono identici a quelli per acquari ma hanno il vantaggio che essendo venduti in confezioni grosse il costo è decisamente più basso.
Lampada UV
Unico impianto riciclato dal vecchio acquario è la lampada UV. Ho un’impiantino da 10W della ruwal alimentato da una pompa da 500l/h. Fortunatamente, l’echinodorus centrale è sufficientemente grossa da nascondere abbastanza bene la pompa ed il prefiltro a monte.
La lampada UV ha lo scopo di tenere bassa la carica batterica della vasca. Mi è capitato, anni addietro, di avere una moria di pesci a seguito d un innalzamento della temperatura della vasca (che, probabilmente, ha portato ad una veloce proliferazione dei batteri in colonna). Da quando abbiamo installato l’UV (ormai 5 ani fa) sembra che questi problemi siano risolti. Non che non mi sia più morto un pesce. Ma non ho avuto più decessi seriali senza spiegazione apparente.

Per l’allestimento ho optato per del ghiaino quarzifero nero di dimensioni 3-5mm e bordi smussati per evitare ferite alla bocca dei pesci che amano ciucciarlo e risputarlo costantemente. All’inizio, avevo mescolato al ghiaino degli stick della tetra, mi pare si chiamasse “complete substrate”, per renderlo un po’ più fertile rispetto alla ghiaino inerte. Non mi sono fidato di mettere un normale fondo fertile perché i rossi amano scavare e lo avrebbero tirato su tutto.

A causa della rottura del vetro (la vasca era in maturazione), ho dovuto svuotare tutto, mettere tutto il fondo in un grosso catino (il Samla dell’Ikea da 130L) e gran parte del fertilizzante se n’è andato a ramengo… e non ne ho aggiunto altro.
Completano l’allestimento dei grossi legni disposti in modo da creare (o cercare di farlo) una certa profondità e qualche sassetto avanzato da altre vasche.

Per quanto riguarda le piante ho una grossa echinodorus che pian piano ho riprodotto e sparso per la vasca. L’egeria è quasi infestante, tanto come la vallisneria (entrambe crescono davvero tanto e sono costretto una volta al mese, a fare grosse potature e buttare via un sacco di verdura…) completano il comparto flora delle immancabili anubias ed altre piante di cui al momento mi sfugge il nome…
Essendo la vasca aperta ed avendo un bel traliccio su cui ho fissato le lampade, ho penato, due anni fa, di provare a far crescere del normale photos. Questo è il risultato…. Direi che di nutrimento per le piante ce n’è abbastanza.

Come dicevo prima la fauna ospitata in vasca è principalmente monospecifica: ci sono 6 pesci rossi eteromorfi più 3 ancistrus e due colonie di caridine .
Ma andiamo con ordine. I carassi come detto sono i padroni della vasca. C’è la mamma di quasi tutti, che ormai ha 8 anni e spero che a breve smetta di deporre più che altro perché, dopo ogni fregola, la vedo sempre più affaticata. La mamma è una normalissima fantail.

Da questa sono nati i 4 dei pesci che vedete nelle prossime foto. Sono nati tutti nel laghetto, dopo che nell’estate del 2011 ho pensato di buttarci un po’ di potature di egeria sulla quale, non mi ero accorto, c’erano le uova di carassio. Nacquero una trentina di pesci, la maggior parte omomorfi, e qualche eteromorfo.

Questo, altro fantail, è il primo che ho tirato dentro, dopo i primi giorni di inverno in cui mi sembrava morto adagiato sul fondo del laghetto. Invece il freddo gli aveva provocato un problema alla vescica natatoria che, non appena ritirato in casa, si è risolto.
Questi due, molto simili ad oranda, hanno passato invece 2 anni fuori. Sono cresciuti in maniera incredibile ma, come spesso dico nel forum, si vede che gli eteromorfi non sono adatti al laghetto (specialmente in un laghetto a milano): hanno difese immunitarie più deboli degli altri ed ho dovuto ripararli in casa a seguito di un attacco parassitario che gli stava letteralmente mangiando tutte le pinne…

Questo è l’ultimo dei figli, sempre fantail, nato direttamente in vasca e scampato alle fauci fameliche dei genitori per puro miracolo (o, mi piace credere, perché è davvero tosto).

Poi abbiamo un black moore femmina, in vasca da tre anni ed un simil ranchu, regalatomi da Simone di Ranchu.it perché la mia signora, innamorata del ranchu con coda singola, gli ha fatto una testa tanta per farselo dare.

Come dicevo poi, ci sono tre piccoli ancistrus (femmine) che, dati i grossi spazi, fortunatamente non vedo infastidire minimamente i rossi. Ed infine ci sono anche delle caridine, finite per sbaglio in vasca quando ho pescato della lemna dal caridinaio per darla in pasto ai rossi. Al momento non mi accorsi, salvo poi vederne una miriade in giro… ho parlato di due colonie perché ce ne sono sia di red cherry che di babaulti…

Sono stato in dubbio per parcchio tempo sul ripescarle o meno, ma poi, conscio del fatot che in 1,7 metri di vasca sarebbe impossibile prenderle tutte, ho pensato di lasciarle al loro destino (ma credo che ci stiano bene…).
La gestione della vasca è abbastanza semplice. Dati i volumi, non riesco a far decantare 24 ore l’acqua dei cambi, pertanto mi sono dotato di questo kit della jbl,

con cui ogni 15 giorni cambio 150 litri d’acqua. Il sistema è molto semplice, sfruttando la depressione innescata dal rubinetto si riempie il tubo (8m) con cui poi sifono leggermente il fondo, scaricando l’acqua in bagno.

Con lo stesso sistema, chiudendo la valvola che permette lo svuotamento, riempio nuovamente la vasca con l’acqua di rubinetto. Durante il riempimento doso il biocondizionatore anti cloro direttamente vicino al tubo di immissione.
Altre attività di routine sono le potature e la pulizia dei vetri. Ad intervalli più estesi (circa ogni 4 mesi), pulisco il filtro ed i tubi ed una volta all’anno cambio la lampada UV e le lampade di illuminazione.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*