acquario di Enrico Guida

L’acquario di Enrico Guida

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Salve, mi chiamo Enrico e sono di Roma (ok, fin qua ci siamo). Circa 20 anni fa (ora ne ho 30) andavo spesso alle pendici dei monti Prenestini, dove vivevano i miei nonni. Qua ho iniziato a catturare, e allevare, Dytiscus e Notonette che man mano trovavo, nei vari torrenti della zona.Devo ammettere, che il mondo acquatico fin da subito mi ha completamente rapito, a tal punto che la curiosità iniziale si è ben presto tramutata in una passione maniacale.

Fatta questa piccola, ma doverosa, premessa, torniamo ai giorni nostri e alla vasca Río Atabapo, che andrò successivamente a descrivere. E’ doveroso però,  darvi qualche riferimento di questo ambiente, in modo tale che possiate comprendere meglio, la conduzione abbastanza estrema di questa tipologia di vasche.Il Río Atabapo è un fiume del Venezuela e della Colombia, affluente dell’Orinoco, lungo 131 km e fà da frontiera internazionale tra i due paesi per gran parte del suo corso.

I suoi principali affluenti sono il Rio Temi, il Rio Atacavi ed il Rio Guasacabi. Durante la stagione delle piogge, il fiume subisce notevoli variazioni a livello chimico delle acque, unitamente ai cambiamenti della sua portata e della forma.

Nella stagione secca il fiume e i suoi torrenti scorrono placidi nei loro alvei dalle rive spesso costellate di scure rocce basaltiche, arrotondate da millenni di continua erosione,  il fondale è ricoperto di finissima sabbia silicea di colore bianco, l’acqua è limpida e fortemente ambrata (gli acquariofili tedeschi la definiscono feuerwasser, acqua di fuoco, per il colore rosso acceso) e la vegetazione sommersa è quasi assente, limitata spesso alle sole alghe.

 

La parte esterna delle anse dei fiumi è erosa dalla corrente, che lascia scoperto l’intrico formato dalle radici degli alberi mentre la parte interna è occupata da vasti depositi sabbiosi che formano estese e candide spiagge bruciate dal sole.

I letti dei grandi fiumi sono molto soleggiati, mentre i piccoli affluenti scorrono sotto la fitta copertura del fogliame. Durante il giorno i pesci si spostano verso il centro dei corsi d’acqua nelle zone più profonde e di moderata corrente per cercare il cibo, mentre la notte si rifugiano nelle fenditure delle rocce o fra le radici sommerse per trovare acque calme e riparo dai predatori.

La temperatura dell’acqua  varia fra circa 26°C e 30°C, a seconda della stagione,  il pH è decisamente acido, attorno al 4, GH e KH non sono rilevabili, la conducibilità è di circa 15 µs/cm.

Nel Rio Atabapo, troviamo diverse specie di pesci, differenti fra loro, nei comportamenti, nell’alimentazione e nella morfologia.

Alcuni hanno dieta onnivora con predilezione per lo zooplancton e piccoli crostacei. In età adulta anche piccoli pesci. Tra loro troviamo gli Uaru fernandezyepezi, Metynnis argenteus, Myleus torquatus, Mylossoma duriventre.

Altri sono definiti bentofagi. La loro dieta è costituita in gran parte da piccoli invertebrati acquatici, larve di insetti, materiale vegetale, detrito organico e sedimenti. Le specie come Biotodoma wavrini e Geophagus daemon ne sono l’esempio.

Tra i predatori, Crenicichla, Hoplias, Potamotrygon, Cichla, Pristobrycon striolatus, Pygopristis denticulata, Serrasalmus gouldingi, Serrasalmus irritans, Serrasalmus rhombeus, Acestrorynchus falcatus, Hydrolycus tatauaia, Phractocephalus hemiliopterus, Sorubim lima, Pseudoplatystoma metaense, sono in cima alla catena alimentare.

Nella speranza che le informazioni che vi ho fornito, vi abbiano dato una maggiore nitidezza dell’ambiente che ho voluto ricreare, vado al dettaglio della descrizione.

LA VASCA:

La vasca è artigianale con  le seguenti misure: 190x60x60 per un totale di 684 litri lordi.

SISTEMA DI FILTRAGGIO:

Il sistema di filtraggio è composto da tre filtri esterni (circa 10L/cad. ), di cui uno biologico e due meccanici.

SISTEMA DI ILLUMINAZIONE:

L’illuminazione e’ basata da tre faretti a luce calda ( circa 4000 k°) , con un  fotoperiodo è di 8 ore consecutive.

ALLESTIMENTO:

La vasca riprende uno scorcio del Rio Atabapo che scorre nella foresta, con radici sommerse e foglie cadute sul fondale. L’acqua risulta limpida e fortemente ambrata.
Il fondo e’ costituito da finissima sabbia silicea di color bianco, mentre le rocce sono basaltiche, arrotondate e con una colorazione scura.

MANUTENZIONE:

Cambio settimanale di 1/3 dell’acqua, eliminando le foglie in decomposizione e sostituendole con quelle nuove. Rabbocco automatico con sola acqua osmosi.

I filtri meccanici vengono puliti una volta al mese, le resine anti no2 – no3 e la zeolite sono rimpiazzate con quelle nuove. Il biologico, composto da solamente cannolicchi non viene toccato da 4 anni!

FLORA E FAUNA:
La vegetazione è assente mentre i pesci sono:
Hemiodus gracilis
Pterophyllum Altum
Biotodoma wavrini
Crenicichla sp. “Rio Atabapo”
Uaru fernandezyepezi
Hoplarchus psittacus
L-052 Dekeyseria brachyura


 

VALORI DELL’ACQUA:
PH: 5
KH e GH: non rilevabili
NO2 – NO3 : assenti
Conducibilità: 80 microsiemens

La vasca come potete ben capire, è abbastanza estrema nella conduzione e l’assenza della flora è sopperita dai cambi puntuali e dalla presenza delle resine. Va da se, che questa soluzione si è resa necessaria, per smaltire il carico degli inquinanti che come potete ben immaginare non è di certo di poco conto.

 

Recentemente ho partecipato ad un contest  tenutosi presso una fiera che si svolta di recente. Il tema era quello di ricreare un biotopo quanto più fedelmente possibile. Di seguito vi posto alcuni scatti, della vasca e degli animali che avevo portato per quell’occasione, che nello specifico erano:

Pterophyllum Altum
Crenicichla sp. “Rio Atabapo”
Uaru fernandezyepezi
Hoplarchus psittacus
L-052 Dekeyseria brachyura

 

CONCLUSIONE:

Innamorato dei Pterophyllum Altum, ho cercato di ricreare in vasca il loro habitat naturale, attenendomi esclusivamente ai pesci che nuotano nelle acque del Rio Atabapo cercando di rispettare il più possibile i valori chimici dell’acqua.

Purtroppo la difficile reperibilità di queste specie, fa si che restino per lo più sconosciute alla maggior parte degli acquariofili, costringendoci spesso ad ammirarle solo su qualche libro o nei vari documentari che si possono trovare sul web.

Mi ritengo quindi molto fortunato ad averli a “portata di occhi”, potendo quindi osservarli nei loro comportamenti lasciandomi rapire dal loro fascino.




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