L’acquario di Antonio Ferrara

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L’acquario di Antonio Ferrara

C’era una volta, tanti, tanti e tanti (ma non troppi) anni fa un bambino di 5 anni che da grande non voleva fare l’astronauta, il pompiere o il calciatore, ma voleva fare il “corallaro”, tanto amava il mondo acquatico e i suoi piccoli e grandi abitanti, dai granchietti alle enormi balenottere azzurre.
Gli fu regalato per il Natale del 1983 un piccolo acquarietto di 20 litri per pesci d’acqua dolce, man mano che il bambino cresceva anche le dimensioni della vasca aumentarono e la voglia di sperimentare anche, si passò così ad una di 100 litri dolce, ad un 300 litri e poi 420 litri marini, fino a quello attuale di 720 litri.

L’attuale vasca ha circa un anno e mezzo di vita ed è stata installata in occasione del trasferimento nella mia nuova casa, la ristrutturazione dell’appartamento è gravitata per buona parte intorno all’acquario.
Considerando che il peso totale della vasca, della sump e di tutto l’impianto supera abbondantemente la tonnellata di peso e che l’alloggio si trova al primo piano, ho preferito far intervenire un ingegnere strutturale per far eseguire i calcoli di tenuta del pavimento e verificare se fosse necessario farlo rinforzare, per evitare di sprofondare nella casa dei vicini al piano terra.
Si è reso infatti necessario rinforzare il massetto con un telaio di 6 mq in scatolato di acciaio, per distribuire uniformemente il peso entro i limiti di tenuta di 200 Kg/mq statici.

Per rendere più funzionale la manutenzione, mi sono fatto installare un rubinetto a cui è collegato l’impianto di osmosi e uno scarico sotto la vasca; sotto la sump ho fatto stendere una serpentina derivata dall’impianto di riscaldamento, in modo da riscaldare l’acqua e poter così risparmiare un pochino sulla bolletta elettrica, eliminando l’utilizzo dei termostati, inoltre la pavimentazione sotto la sump e la vasca è stata impermeabilizzata.
Sul muro verso cui è rivolto il lato corto non visibile, è stato installato un pannello elettrico con 18 prese; all’acquario è stato dedicato anche un impianto elettrico indipendente da quello dell’abitazione, in modo tale che in caso di corto circuito in casa non verrebbe a mancare energia all’acquario, inoltre qualora vi fosse un black out, l’impianto è dotato di un sistema di riarmo automatico che scatta ogni tre minuti.
La vasca è artigianale ed è stata costruita da Fulvio Nosenzo, proprietario del negozio Marin Life di Torino, con il quale ci conosciamo da tanti anni; in considerazione del peso dei vetri (circa 200 Kg) e delle dimensioni 150 cm di lunghezza x 80 cm di larghezza x 60 cm di altezza, è venuto ad incollarla direttamente in casa.

Come detto prima le dimensioni sono 150 x 80 x 60 cm, lo spessore dei vetri è di 15 mm, i vetri dei tre lati visibili sono in extrachiaro.
La vasca poggia su un castelletto in alluminio, rivestito con dei pannelli di plexiglass nero lucido: due lati sono avvitati, mentre il terzo lato lungo è apribile verticalmente mediante due pistoncini, altri due pannelli verticali per lato sono posti in corrispondenza del muro e rimovibili mediante scorrimento su guide verticali, per avere un accesso facilitato all’impianto elettrico e allo scarico e carico dell’acqua.

Venendo alla tecnica, l’illuminazione è affidata a due plafoniere ATI ognuna da 6 neon T5 da 54 watt, il foto periodo è di 10 ore, per quanto riguarda la configurazione dei colori sono passato da una combinazione più tendente al bianco, attraverso poi una più equilibrata con i blu, fino a quella attuale decisamente tendente al blu, utilizzando prima dei tubi ATI, poi Geissmann e ora Fauna Marin.

La sump è di 120 x 40 x 50 cm e l’acqua è tenuta ad un livello costante di 23 cm, quindi contiene 110 lt ed è suddivisa in 4 scomparti, il primo, in cui vi è lo scarico che avviene mediante due corrugati collegati a due scarichi Ultra Reef 40 da 40 mm, è adibito a cripta con all’interno alcune grosse rocce vive. L’acqua passa poi sotto una paretia di vetro e giunge nel secondo scomparto, molto stretto, in cui ripongo il carbone attivo, pertanto si viene a formare un passaggio forzato attraverso il carbone.
L’acqua a questo punto scavalca la seconda paratia di vetro che ha un’altezza di 22 cm e passa nello scomparto più grande dove sono allocati lo schiumatoio, il reattore di calcio e il reattore di zeolite, infine passa nell’ultimo scomparto dove ci sono due pompe di risalita Eheim da 2000 lt ciascuna che ributtano l’acqua in vasca attraverso due carichi Ultra Reef  da ½”.
Ho preferito mettere due pompe di risalita di portata inferiore rispetto ad una sola di portata maggiore, per garantire comunque lo scambio d’acqua anche in caso di malfunzionamento o rottura di una pompa.

Lo skimmer è uno Skimz mod. SK 201 Kone Protein, monopompa, che utilizzavo prima sulla vasca da 420 litri e ora su quella attuale da 720 lt.

Ha sempre funzionato egregiamente, specialmente con la schiumazione “bagnata”, indispensabile per il metodo a riproduzione batterica che ho adottato negli ultimi anni con il sistema Oceanlife.
Lo schiumatoio è assolutamente dimensionato rispetto alla capacita della vasca e al carico organico dei suoi abitanti, poiché sono molto scettico nell’utilizzo di skimmer sovradimensionati rispetto alla capacità dell’acquario, per far fronte ad altissimi carichi organici, originati da vasche sovrappopolate, in questo modo sono certo di non impoverire eccessivamente l’acqua di sostanze utili o addirittura indispensabili, pur mantenendo gli inquinanti praticamente non rilevabili: No2 0, No3 > 0,2, Po4 0.

Il reattore di calcio è un Ultra Reef UCS 150, collegato ad un Phmetro Papilion, ora in fase di sostituzione, collegato ad elettrovalvola Aquili e bombola da 4 litri di Co2, è caricato a corallina di granulometria grande e media, e a granuli di magnesio, sciolti con acqua a ph 6,39 e rubinetto in uscita completamente aperto a causa dell’altissimo consumo di calcio da parte dei coralli.
Il reattore di zeolite è invece della Ruwall, ed è caricato con 1 Kg di zeolite a granulometria grande che mensilmente cambio nella misura di 500 g.

Il movimento della vasca è affidato a due Jebaoo WP 60, entrambe posizionate sui due estremi del lato corto della vasca rivolto verso il muro, in modo tale che il lato corto visibile risulti libero ed esteticamente gradevole.
Le due pompe, funzionano in modo alternato per un minuto ciascuna, in modo da creare una circolazione dell’acqua prima in senso orario e poi in senso antiorario, che simula quindi il moto delle onde e della risacca.
Al centro del medesimo lato corto è posizionata ancora una koralia da 5.600 l/h che funziona in continuo per spazzare la “cresta del reef”.

Il metodo di gestione è un berlinese con riproduzione batterica, nell’acquario ci sono all’incirca 100 kg di rocce vive, di cui 60 kg provenienti dalla precedente vasca e 40 kg di provenienza Sulawesi introdotti con la nuova vasca.
La rocciata è stata costruita dall’amico Gennaro Barnabà, con l’aiuto degli altri soci di Goccia Blu Piemonte Fabio Clovis, Marco Trivellin e Giovanni Casetta.

È presente anche un sottile strato di sabbia corallina della Caribbean sea di circa 3 cm, che rende a mio parere più gradevole la vasca e le conferisce un aspetto più naturale, inoltre ritengo che sia utile per agevolare la riproduzione del bentos, pur non essendo un dsb; la pulizia della stessa è affidata a 5 stelle marine archaster typicus.

Venendo all’impostazione e alla gestione della vasca, bisogna premettere che è stata pensata e pianificata per l’allevamento di coralli sps, conseguentemente era necessario che gli inquinanti rimanessero con valori particolarmente bassi e che vi fosse una forte illuminazione.
Come detto in precedenza, la luce è fornita da 12 tubi t5 da 54 watt, che però non coprono completamente la vasca, infatti le plafoniere sono lunghe 120 cm e la larghezza coperta è di 60 cm, dunque rimangono meno intensamente illuminate le aree periferiche della vasca, dove sono posizionati i coralli di profondità e gli lps.

L’acqua osmotica la producevo con un impianto della Osmosys, dopo parecchi problemi sono passato a quello dell’Acqua1, devo peraltro ringraziare il proprietario Luca Papalia, per la sua estrema gentilezza e per tutte le volte che si è reso disponibile a venire a casa mia.

Come già accennato, utilizzo un sistema a riproduzione batterica della Oceanlife, mediante l’introduzione la sera di ceppi batterici e la somministrazione la mattina di fonti di carbonio per la loro riproduzione, abbinati ad una schiumazione bagnata.
A giorni alternati integro stronzio e bario, fluorite, iodio, elementi traccia e snow; a causa della dimensione della vasca e dell’alta densità di coralli, i consumi di sostanze minerali e oligoelementi è altissima e non è possibile compensarli solo mediante i cambi di acqua, seppure se effettuati con sali molto carichi.
Inoltre, ritengo che in una buona gestione della vasca non vi debbano essere sbalzi degli elementi chimici causati prima dalla carenza dei medesimi e poi da un sovradosaggio degli stessi, per questo motivo preferisco integrare piccole dosi a giorni alterni, piuttosto che inserire dosaggi più elevati una volta alla settimana.
Per lo stesso motivo eseguo piccoli cambi di acqua da 30 lt tutte la settimane, che però consentono un cambio di oltre 1.600 litri durante un anno, pari quindi ad oltre due cambi totali dell’acqua dell’intera vasca.

Alimento i coralli a giorni alterni con il coralfood e gli aminoacidi della Oceanlife, oppure con un pastone fatto da me che poi surgelo, composto da gamberoni, alici e cozze, che ritengo sia gradito particolarmente agli lps, inoltre aggiungo quasi tutti i giorni 60 cc di phytoplancton da me prodotto con l’apposito reattore. Nella mia esperienza ho notato che l’introduzione del phytoplancton, oltre che giovare ai coralli e al bentos, aiuta a mantenere molto bassi i valori degli inquinanti.

Pesci:
1 acanthurus xanturum
1 acanthurus lineatus
1 pomacanthodes imperator in livrea giovanile
1 centropyge loricolus
1 centropyge poteri
2 synchiropus splendidus
1 synchiropus picturatus
1 paccaniella
4 pagliaccetti ibridi
4 chromis

Infine vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato e tuttora mi aiutano nella mia passione: Fulvio Nosenzo di Marin Life con cui ho mosso i primi passi nell’acquariofilia e ha costruito le ultime due vasche; Andrea di Coral Specialist con il quale ho fatto il salto di qualità nell’allevamento di sps, ho impostato gli ultimi due acquari e fornitore delle più belle “chicche”; Roberto di Fish and Friends che riesce a soddisfare tutte le mie richieste di prodotti e tecnica; Simone di Reef Lab, il mio “spacciatore” preferito di coralli; Gennaro Barnabà che ha costruito la rocciata, che è sempre disponibile nel momento del bisogno e con cui ci confrontiamo spesso sulla gestione della vasca; ed infine tutti gli amici di Goccia Blu Piemonte: Giovanni Casetta, Alessio Atzeni, Diego Giraud, Fabio Clovis, Marcello Fanara, Marco Trivellin, Simone Pozzati e Marco Sacco.




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