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Chiunque sia appassionato di pesca in acqua dolce non può
non aver incontrato almeno una volta nella sua vita di pescatore
questo stupendo pesce. Dall’aggettivo che ho usato tutti
avranno già capito cosa ne penso del Persico Sole;
ebbene sì, lo confesso, mi piace !!!!
Eppure non è così per la gran parte degli amici
acquariofili.
Come spesso accade, tutte le cose che abbiamo a portata di
mano ci piacciono meno di quelle che vediamo da lontano; è
un po’ come il detto “L’erba del vicino
è sempre la più bella”.
Ogni tanto, però, soprattutto di fronte a chi si accalora
discutendo su quale sia il Ciclide più bello o perché
certe specie costano così tanto, mi viene da pensare
e rifletto sulle incongruenze della vita.
Quante volte tralasciamo le belle cose che abbiamo a portata
di mano per inseguire le chimere che vediamo da lontano; d’altra
parte come dice il Saggio ? “L’erba del vicino
è sempre la più bella !”.
Vi voglio, però, raccontare un episodio. Nel 2003 sono
andato a Singapore e, ovviamente, ho fatto visita al locale
“Acquario”. Molto bello, non molto grande, vasche
anche originali e, che cosa vedo ???
Alcuni Lepomis Gibbosus che facevano bella mostra di sé
in una vasca dolce insieme a varie altre specie di acqua cosiddetta
fredda.
Insomma se gli Orientali li mettono in vetrina non devono
essere poi così brutti.
UN PO’ DI STORIA
Lepomis Gibbosus è originario dell’America del
Nord, in particolare proviene dalle paludi della Florida,
dove è ancora autoctono. E’ stato descritto e
classificato per la prima volta nel 1758, dallo scienziato
naturalista Limneo. Appartiene alla Famiglia dei Centrarchidi
ed all’Ordine dei Perciformi. Esistono circa 30 specie
di Centrarchidi, autoctoni in prevalenza delI'America settentrionale:
fra questi mi piace ricordare il Persico Trota, una bestia
che può arrivare ai 10 chilogrammi di peso, anch’esso
importato con successo in Europa. Il nome con cui il Persico
Sole è conosciuto nel suo paese d’origine è
Pumpkinseed o Pumpkinseed Sunfish, che vuol dire “Seme
di zucca” o “Pesce sole seme di zucca” dove
seme di zucca è un aggettivo che indica la tipica colorazione
dei fianchi che sono vistosamente macchiati di giallo. Attenzione,
però, Pumpkin è spesso amichevolmente usato
per indicare uno “zuccone” e Pumpkin Headed è
il nostro equivalente di “Testa di rapa”. In Italia,
in alcune regioni l’ho sentito chiamare Gob e Gobbo,
forse con riferimento alla curva dorsale molto accentuata.
Dicono gli specialisti in materia che il Persico Sole venne
effettivamente introdotto in Europa, solo successivamente
alla scoperta operata da Limneo, cioè nel 1887. La
leggenda parla di alcuni Nobili francesi che, di ritorno dal
continente americano, colpiti dalla bellezza di questo pesce,
pensarono bene di portarselo dietro in Francia ed immetterlo
negli stagni della Reggia di Versailles, dove fu accolto come
specie ornamentale. Fu, però, in Germania che numerosi
acquariofili cominciarono ad allevarlo con successo, favorendone
l’ulteriore diffusione. Oggi, questo pesce si è
ben acclimatato in buona parte delle acque interne del vecchio
continente, compresa la Gran Bretagna. Purtroppo non sono
tutte rose e fiori, infatti il Persico Sole si è rivelato
essere una specie assai invadente, tanto da ridurre drasticamente
le popolazioni di vari organismi acquatici (anfibi, pesci,
invertebrati) con i quali viene a contatto, che vengono sistematicamente
predati da questo vorace abitatore di laghi, laghetti e delle
lente acque dei fiumi di pianura.
DESCRIZIONE
Le foto parlano da sole, comunque, per essere più sistematici,
possiamo dire che il corpo è molto compresso sui fianchi
e da adulto diventa quasi rotondeggiante. Gli occhi sono grandi
mentre la bocca è di piccole dimensioni ma fornita
di numerosi piccoli denti. La pinna dorsale è grande
e sorretta da numerosi raggi; quelli posizionati nella parte
anteriore della pinna sono veri e propri aculei spinosi che
il pesce è in grado di irrigidire per difendersi da
eventuali predatori, quelli posti nella parte posteriore sono
molli e non idonei alla difesa. Alla presenza di questi aculei
(“kentra” in greco antico) fa riferimento il nome
“Centrarchidi” della Famiglia. Tutte le altre
pinne sono abbastanza ben sviluppate, la caudale è
corta ma ampia e connessa al corpo da un peduncolo breve ma
massiccio, che consente al pesce di produrre scatti brevi
ma assai possenti. La colorazione di fondo del corpo è
bruno-oliva arricchita da numerosi disegni verdi e azzurri
con chiari riflessi metallici; i fianchi sono screziati di
arancione, giallo e marrone. Sul margine posteriore dell’opercolo
branchiale è ben visibile una macchia nera, spesso
contornata di rosso o giallo. La lunghezza massima che questo
pesce sembra raggiungere nelle nostre acque è di circa
20 centimetri con un peso non superiore ai 200 grammi. Nel
paese d’origine, dove la temperatura dell’acqua
si mantiene durante l’anno su valori medi più
elevati dei nostri, può raggiungere i 30 centimetri
e i 400 grammi di peso. In letteratura si legge che non esiste
dimorfismo sessuale ma solo un parziale dicromatismo: la femmina
sembra essere meno colorata del maschio. Citando la mia esperienza
personale posso dire che, laddove mi è riuscito di
assistere a riproduzioni, il maschio era sempre sensibilmente
più grosso della femmina, oltre che molto più
aggressivo. Sulla differenza di colorazione ho delle perplessità,
in quanto secondo me è discutibile che esista una vera
e propria differenza di colorazione, sono più portato
a pensare ad una accentuazione dei colori nel maschio, durante
la riproduzione, per effetto dello stato di eccitazione legato
alla fregola. L’accentuazione o lo sbiadimento della
colorazione in condizioni normali, lo farei riferire, semmai,
alla ferrea gerarchia che governa un gruppo di Persici Sole,
il dominante (maschio o femmina che sia) è sempre più
colorato degli altri.

Figura 1 : esemplare giovanile, in cui i colori non hanno
ancora raggiunto la livrea definitiva
ALIMENTAZIONE
Si tratta di un predatore, che secondo me ricorda molto l’orso.
Ovvero un onnivoro molto carnivoro. Studi effettuati hanno
accertato, nello stomaco dei Lepomis, la presenza di invertebrati
acquatici, piante acquatiche, detriti organici e piccoli pesci.
Chiaramente il regime alimentare dei giovani comprende anche
microrganismi planctonici. In acquario ho spesso utilizzato,
come alimento, le Gambusie, oltre a pezzetti di gamberetto
e cozze scongelati, cibo secco di ogni tipo e natura, larve
di zanzara vive o scongelate, pezzi di mela, cuore di piselli
(crudi o bolliti), pezzetti di carne rossa cruda, lombrichi,
camole della farina e del miele, piccoli grilli, mosconi e
mosche. Sono anche gradite le larve di mosca carnaria, i cosiddetti
“bigattini”, una delle esche più utilizzate
dai pescatori, in quanto estremamente appetita dalla maggior
parte delle specie ittiche. Oltre a quanto sopra, qualsiasi
tipo di lumaca acquatica presente nelle vasche, finirà
presto per fare una brutta fine. Insomma, quando si tratta
di mangiare, il nostro amico non va tanto per il sottile;
non consiglierei a nessuno di tentare una convivenza con le
Caridine...
Figura 2 : un bel lombrico non si rifiuta mai!
RIPRODUZIONE
In natura la riproduzione avviene nel periodo compreso fra
la primavera avanzata (maggio) e l'estate (luglio-agosto),
a seconda della zona climatica in cui ci troviamo. Le uova,
che possono superare il migliaio, vengono deposte dalla femmina
in una ampia buca sul fondo, preparata dal maschio a colpi
di coda. Subito dopo la deposizione, il maschio scaccia la
femmina e si dedica alla cura delle uova e delle larve. Le
uova schiudono, in funzione della temperatura, dopo 3-6 giorni.
Le cure parentali del maschio si estendono per alcuni giorni
anche agli avannotti, ma l'accrescimento dei piccoli è
molto rapido e dopo circa una settimana raggiungono un grado
di autonomia elevato che consente loro di abbandonare il nido
e nascondersi tra la vegetazione. La mia esperienza conferma
quanto sopra.
In particolare mi riferisco ai due seguenti episodi:
- Acquario da 400 litri lordi piazzato in una scuola elementare,
arredamento con Vallisneria Gigantea, presenti un gruppo di
7 Persici Sole con dimensioni medie degli esemplari pari a
9 centimetri circa, alimentazione come sopra descritto. Nessun
riscaldamento interno alla vasca né filtraggio. Cambio
settimanale di 50 litri di acqua, sostituita con acqua di
rubinetto. Illuminazione naturale proveniente dalle finestre.
Elevata presenza di alghe filamentose. Fondo di circa 8 centimetri
costituito da ghiaietto finissimo prelevato in natura. La
temperatura media della vasca non è mai scesa sotto
i 15°C, con punte di 28°C a fine giugno quando i pesci
sono stati tolti. I persici sono stati prelevati in natura
e immessi nella vasca a fine agosto, per cui il periodo di
osservazione si riferisce all’arco temporale agosto-giugno.
Nel giro di pochi giorni si è creata una solida gerarchia
con a capo quello che poi si rivelerà essere il maschio
riproduttore. Non ho rilevato particolare aggressività
intraspecifica, i pesci convivevano abbastanza tranquillamente
formando un gruppo compatto. Ogni tanto qualche piccola scaramuccia
e qualche morso, ma le pinne di Lepomis Gibbosus sono estremamente
robuste e non ci sono mai state conseguenze significative.
La temperatura elevata ha mantenuto in costante attività
i pesci per tutto il periodo e di conseguenza il maschio dominante
ha potuto corteggiare tutti (!!) gli altri coinquilini. A
metà aprile il maschio ha costruito il nido, allargando
con l’uso della bocca e della coda una piccola depressione
già esistente sul fondo dell’acquario. In questo
periodo il maschio si slanciava contro tutti gli altri coinquilini
e poi, con il classico dondolamento del corpo cercava di attirare
la possibile partner dentro la buca. La deposizione è
avvenuta la mattina presto e, purtroppo non ho potuto assistervi.
Le uova sono state deposte nella buca ed il maschio ha mantenuto
lontani dal nido tutti gli altri pesci. La temperatura dell’acqua
era di 22°C. Purtroppo il nervosismo creato dagli alunni
che si azzuffavano per vedere le uova e i tentativi continui
degli altri Persici di mangiarsele, ha prodotto come risultato
che la mattina dopo non c’era più niente. Quattro
giorni dopo è avvenuta un’altra deposizione,
presumibilmente con un’altra femmina. Questa volta tutto
si è svolto in maniera più tranquilla, non si
trattava più di una novità per i bambini e forse,
anche il maschio si è gestito meglio la cura delle
uova. Fatto sta che circa 4 giorni dopo centinaia di avannotti
cominciavano a fare i primi tentativi di nuoto all’interno
della buca. Dopo altri 3 giorni il gruppo nuotava tranquillamente,
ma da quel momento il numero è andato scemando progressivamente
e nel corso delle successive 72 ore sono spariti tutti, direi
mangiati dagli altri ospiti. Nella vasca sono poi avvenute
altre 3 deposizioni, man mano che la temperatura si alzava.
Insomma, tra metà aprile e metà giugno sono
avvenute complessivamente 5 deposizioni, tutte con lo stesso
epilogo della seconda. Credo che tale frequenza sia connessa
alla presenza contemporanea, nell’acquario, di più
femmine pronte ed al rapido esaurimento delle cure paterne
dovuto alla morte degli avannotti. Probabilmente, avvenuta
la deposizione, avremmo dovuto togliere tutti i pesci lasciando
solo il maschio con le uova. Però catturare 6 scatenati
Persici Sole in una vasca di 400 litri, senza mettere a repentaglio
le uova non sarebbe stato facile. E poi non avremmo saputo
dove metterli, avremmo solo potuto riportarli nel laghetto
di provenienza rinunciando a successive deposizioni.
- Vasca all’aperto in cemento, tipo fontanile, altezza
dell’acqua circa 30 centimetri per circa 4 metri quadri
di superficie (oltre un migliaio di litri); arredamento con
piante palustri e grosse rocce. Gruppo di 12 Persici Sole,
dimensioni medie iniziali degli esemplari pari a 6 centimetri
circa, conviventi con 3 Pesci Rossi (Carassius Auratus) di
oltre 25 centimetri di lunghezza. Alimentazione naturale,
integrata saltuariamente con l’immissione di numerosi
branchi di Gambusie. Dopo circa un anno il gruppo dei Persici
si era ridotto a 9 esemplari che superavano abbondantemente
i 10 centimetri di lunghezza. La riproduzione a cui ho assistito,
in diretta, è avvenuta in luglio con una temperatura
dell’aria di oltre 30° C. Pomeriggio inoltrato,
mi trovavo in piedi, vicino al bordo della vasca, pensando
alla possibilità di immettere nel laghetto anche dei
pesci gatto ed alle possibili conseguenze di questa azione,
quando mi accorsi che proprio sotto di me, due Persici si
stavano accoppiando. Uno dei due, ogni tanto abbandonava l’accoppiamento
per slanciarsi contro ogni eventuale curioso che aveva l’ardire
di avvicinarsi troppo. I pesci rossi non erano molto spaventati
ma giravano pigramente alla larga. Senza alcun timore per
il sottoscritto che osservava dall’alto i due continuarono
con i loro giochi amorosi per oltre 20 minuti (ovviamente
non so quando avessero iniziato). Poi uno dei due cominciò
a diventare più nervoso, facendo vari tentativi di
scacciare l’altro esemplare. Si trattava certamente
del maschio che, accortosi che la femmina non aveva più
uova da deporre, considerava chiusa la deposizione. La partner
fece vari tentatitivi di riavvicinarsi al nido, ma il maschio
fu irremovibile ed ogni volta la scacciava con maggiore veemenza.
Infine la femmina decise di abbandonare la partita e si allontanò
verso il centro dell’ ampia vasca. In trasparenza, sul
fondo, si intravedevano numerosissime uova, ma il timore di
scatenare le ire del maschio mi trattenne dall’avvicinarmi
troppo alla superficie dell’acqua. Il giorno dopo il
maschio era ancora lì e vi rimase tranquillamente fino
alla schiusa delle uova. Non riuscii ad inquadrare perfettamente
quando le larve cominciarono ad uscire dalle uova, la visibilità
era limitata, comunque dopo 6 giorni si vedevano tantissimi
avannotti nuotare sul fondo del nido, protetti dal maschio.
Ancora per 3 giorni potei vedere i piccoli diventare sempre
più intraprendenti e nuotare protetti dal padre, poi
dopo il quarto giorno si dispersero nell’ampio vascone.
Credo che quella che ho tentato di descrivere sia solo una
delle numerosi deposizioni messe in atto nell’ambito
del gruppo di Lepomis. Però, nonostante l’ampio
spazio a disposizione, ma con soli 30 centimetri di livello,
nessun avannotto è mai riuscito a sopravvivere. I Persici
Sole sono stati tenuti nel “laghetto” per circa
tre anni poi, a causa di una manutenzione che ha portato via
parecchio tempo, abbiamo dovuto svuotare la vasca e togliere
i pesci.

Figura 3 : anche le lumache destano l'interesse di questo
giovane Persico Sole
Una terza esperienza che voglio raccontare è la seguente:
Vasca da 70 litri netti. Gruppo di 3 Lepomis di circa 3 centimetri
ciascuno di lunghezza, prelevati con un retino in natura.
L’acquario, dotato di filtro esterno e senza riscaldamento,
ha ospitato i Persici Sole, anche in questo caso, da metà
agosto a fine giugno, mese in cui sono stati riportati nel
luogo di prelevamento. L’esperienza è stata importante
per chiarire definitivamente che questo pesce può essere
tenuto in ambienti ristretti solo da giovane e con molta attenzione.
Tutto è filato liscio per i primi tre mesi, chiaramente
c’era qualche sporadica scaramuccia, ma niente d’importante.
Dopo questo periodo, cominciò a diventare sensibile
la differenza di ritmo di crescita, con uno dei tre esemplari
che sembrava crescere a vista d’occhio e gli altri due
che, invece, stentavano. Insomma, a dicembre tra il più
grosso e gli altri c’era un centimetro abbondante di
differenza. Ciò accentuava l’aggressività
del primo a discapito dei più deboli. In realtà
non si trattava di morsi o aggressioni vere e proprie, ma
di continui inseguimenti che stressavano i due più
piccoli, soprattutto al momento del cibo. Decisi di tentare
una carta, inserendo una cinquantina di gambusie nella vasca,
che così divenne veramente sopra affollata. Fu una
mano santa perché la situazione migliorò decisamente
ed anche i due rimasti indietro, ripresero a crescere. L’unico
problema era rappresentato dalla cattura delle gambusie, che
nel periodo invernale si rintanano in acque più profonde
e difficilmente accessibili. Fortunatamente il laghetto da
pesca che si trovava vicino casa mia, mi consentiva, previo
autorizzazione dei proprietari, di fare periodici rifornimenti.
In ogni caso integravo l’alimentazione come già
descritto nel paragrafo precedente. In giugno i tre esemplari
avevano raggiunto una dimensione media di circa 8 centimetri,
l’acquario scoppiava letteralmente e c’erano segnali
chiari che anche le gambusie non sarebbero state più
sufficienti per sedare l’aggressività reciproca
dei tre. Decisi di riportarli dove li avevo prelevati e lo
feci giurando a me stesso che non avrei mai più portato
a casa un Persico Sole, se non per metterlo in una vasca degna
di questa splendida specie.
COMPORTAMENTO IN ACQUARIO
Si tratta di una specie dalla livrea molto accattivante e
dal comportamento molto interessante, che può tranquillamente
sostenere un confronto con molti grandi Ciclidi che vanno
per la maggiore. Se si vuole godere della compagnia del Persico
Sole in un acquario casalingo, è importante ragionare
come se si volessero allevare grossi Ciclidi turbolenti, che
non formano coppie fisse e che devono essere tenuti in branco
per contenerne l’aggressività. In un tale gruppo
soltanto il maschio dominante riuscirà, generalmente,
ad accoppiarsi. Non è possibile riconoscere i maschi
dominati dalle femmine. Un’ altra accortezza da tenere
in considerazione è quella di non aggiungere nuovi
esemplari una volta che il gruppo di Persici si è ambientato
nell’acquario, si rischierebbe di provocare una spietata
aggressione nei confronti del nuovo inquilino con la sua probabile
morte. Per quanto concerne il filtraggio, si tratta di una
variabile non eccessivamente critica: sono pesci molto robusti
che resistono a valori anche abbastanza elevati di nitrati
e nitriti; inoltre, in acquario non devono essere sovralimentati
per evitare fenomeni di obesità. E’ importante
che il flusso di uscita del filtro sia ridotto, ai Lepomis
non piace la turbolenza. Non hanno problemi di acqua, o meglio
devono essere tenuti in acqua con caratteristiche chimico-fisiche
medie e non estreme, in poche parole l’acqua di osmosi
e la torba non sono assolutamente necessarie, anzi potrebbero
essere controproducenti. Infine, niente riscaldamento, anzi
sarebbe auspicabile l’utilizzo di un refrigeratore che
consenta di mantenere la temperatura, per almeno un paio di
mesi l’anno, su temperature dell’ordine dei 10°-13°C
: ciò per consentire un naturale periodo di riposo
biologico ed evitare che i maschi adulti infastidiscano costantemente
le femmine. In tale periodo sarà opportuno ridurre
al minimo l’alimentazione dei pesci, cercando di emulare
quanto avviene in natura nel periodo invernale.
Un ultimo consiglio, l’arredamento dell’acquario
dovrebbe prevedere una folta vegetazione costituita da piante
che raggiungano la superficie, lasciando, però una
zona della vasca completamente libera; sarà quella
l’area prescelta per la deposizione. Senza questa accortezza,
il maschio, per costruire il nido sul fondo, sradicherebbe
tutte le piante presenti nella zona prescelta. Rocce non le
consiglierei, se non molto lisce: infatti i Persici Sole,
pur ambientandosi benissimo in acquario, mantengono sempre
una certa “rusticità” che li porta, in
caso di spavento, a fare scatti/fughe improvvisi. La presenza
di rocce, tipo lava o simili, potrebbe provocare, se urtate,
pericolose abrasioni sulla pelle dei pesci.
CONCLUSIONI
Il successo raggiunto da questa specie, in tutte le acque
in cui è stata introdotta, è dovuto alla sua
eccezionale capacità di adattamento, alla difesa del
territorio di riproduzione ed alle cure parentali fornite
alla prole. Inoltre è in grado di sopportare notevoli
sbalzi di temperatura e la sua capacità di nutrirsi
praticamente di tutto lo rende un elemento privilegiato nell’ambito
della catena alimentare. In natura la specie è stanziale
e territoriale, allo stadio giovanile ha abitudini gregarie
e tende a formare piccoli branchi di alcune decine d’individui.
Si adatta a vivere in una moltitudine di ambienti purchè
non si tratti di acque molto correnti. Il Persico Sole è
strettamente legato all’habitat dei sottoriva, dove
svolge la sua attività alimentare e riproduttiva. La
specie è particolarmente attiva durante la stagione
estiva, nei mesi invernali si sposta invece a maggiore profondità
dove resta in stato quasi inattivo.
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