|
Da sempre la cosa che più mi affascina di un acquario
è la possibilità di ricreare un piccolo angolo
di natura in casa. Oltretutto riprodurre le condizioni naturali
è la base per il successo in acquariofilia, per cui
ho sempre cercato di documentarmi il più possibile
sui luoghi di provenienza dei pesci che allevo.
Su libri e riviste ho letto i reportage di autori praticamente
sempre stranieri, sui biotopi di origine dei nostri pesci
d’acquario. Quest’anno ho per la prima volta
avuto la possibilità di visitare io uno di questi
luoghi con un viaggio in Uruguay in compagnia di Lorenzo
Bardotti, grande amico ed esperto acquariofilo.
Perché l’Uruguay?
Innanzitutto perché in Uruguay è possibile
legalmente catturare ed importare in Europa alcuni esemplari
di pesci e perché in Uruguay lavora Felipe Cantera,
grandissimo conoscitore della fauna ittica locale, che di
mestiere fa la guida per questi viaggi di raccolta.

Il paese offre inoltre una moltitudine di ecosistemi acquatici
diversi: grandi fiumi, laghi, lagune e ruscelli, con una
ricchezza di specie ittiche paragonabile a quella delle
regioni amazzoniche situate più a nord.
Il Viaggio
Arrivati a Montevideo, la capitale ed unica grande città
del paese, ci siamo spostati a Salinas dov’è
la casa-campo base di Felipe. Da qui siamo partititi con
un furgone carico di attrezzatura verso il nord arrivando
fino al confine con il brasile ed attraversando di fatto
tutto il paese.

Trinidad, Salto, Bella Union, Tranqueras, Ansina. Sono solo
alcune delle località che abbiamo toccato col nostro
itinerario. Quasi tremila chilometri in 10 giorni.
Ogni giorno abbiamo pescato in località diverse.
La prassi era: Determinare la posizione esatta in cui ci
trovavamo con il GPS, fotografare l’ambiente e le
specie vegetali presenti, misurare la temperatura dell’aria
e dell’acqua, misurare i valori dell’acqua in
particolare conducibilità e pH.
Circa a metà del nostro soggiorno il paese è
stato interessato da precipitazioni eccezionali che hanno
fatto straripare i fiumi in gran parte del territorio creando
non pochi disagi alla popolazione. Questo però ci
ha reso possibile osservare i corsi d’acqua sia in
regime di acque basse all’inizio del viaggio che di
acque alte in seguito.
Poi iniziava la raccolta con reti, cast net, retini e setacci.
Annotavamo le specie presenti e fotografavamo gli esemplari
più belli ed interessanti.
La cosa che più stupisce all’inizio è
la quantità di pesci ed il numero di specie presenti
in pochi metri d’acqua. In una pozza di acqua torbida
nella laguna della Pedreda a Bella Union, Kullander famoso
ittiologo svedese anni prima aveva contato 53 specie di
pesci. Un numero paragonabile a quello delle specie delle
acque interne italiane!
In poche ore di pesca con le reti potevamo catturare centinaia
di esemplari di pesci, quelli che ci interessavano venivano
sistemati in appositi contenitori dotati di aereatore, tutti
gli altri subito rilasciati.

Il Mantenimento
Mantenere vivi ed in buono stato centinaia di pesci in
viaggio su di un furgone con punte di 42°C all’ombra
non è cosa semplice. Questo è stato sicuramente
l’aspetto più impegnativo di tutto il viaggio,
ogni giorno passavamo almeno tre quattro ore a cambiare
l’acqua, caricare e scaricare il furgone, spostare
i contenitori dei pesci all’ombra, preparare l’acqua
per il cambio successivo poche ore dopo.

I pesci portati in Italia
I permessi rilasciati dal ministero dell’ambiente
di Montevideo ci permettevano di esportare solo alcuni esemplari
per famiglia di pesci, ma il problema maggiore è
dato dal trasporto in aereo per le limitazioni in volume
e peso dei bagagli da imbarcare.
Alla fine in tre grossi trolley abbiamo sistemato 31 sacchetti,
circa trecento esemplari appartenenti a venti specie diverse.
I sacchetti, doppi uno dentro l’altro, sono stati
riempiti con ossigeno puro, inoltre nell’acqua di
trasporto sono stati aggiunti dei sali ossigenanti.
Per la lunghezza del viaggio ed alcuni problemi logistici
i pesci sono rimasti nei sacchetti per più di 50
ore! Ciononostante all’arrivo a Firenze la mortalità
è stata prossima a zero segno che il lavoro era stato
fatto a regola d’arte.
Lista specie
Apistogramma commbrae
Apistogramma borelli
Macrocephalus sp.
Otocinclus sp.
Hisonotus sp.
Rineloricaria sp.
Ancistrus sp.
Hypostomus sp.
Leporinus striatus
Crenicichla vittata
Crenicichla sp. "saxatilis rubio chico"
Gymnogeophagus sp. "gymnogenis rubio chico"
Gymnogeophagus sp. "ex meridionalis"
Gymnogeophagus tiraparae (ex sanborja)
Jenynsia onca
Phallocerus caudimaculatus
Corydoras paleatus
Corydoras aeneus

Macrocephalus sp.

Otocinclus sp.

Hisonotus sp.

Rineloricaria sp.

Ancistrus sp.

Hypostomus sp.

Leporinus striatus

Crenicichla vittata

Gymnogeophagus sp. "ex meridionalis"

Jenynsia onca

Phallocerus caudimaculatus

Corydoras paleatus
Ho ragione di pensare che molti fra questi pesci non siano
stati mai importati prima d’ora in Italia.
Ovviamente un viaggio di questo tipo è impensabile
senza una valida guida che conosca capillarmente il territorio
e fornisca tutta l’attrezzatura necessaria.
Si tratta di materiale molto specifico, di difficile reperibilità,
quindi a volte costoso ed anche molto ingombrante. Felipe
è un vero esperto nel suo lavoro e così grazie
ad un organizzazione impeccabile tutto è filato liscio.
Devo ringraziare Lorenzo Bardotti per questa avventura,
sua è stata l’idea e suo è stato l’onere
di organizzare tutto dall’Italia. Erano due anni che
parlavamo di questo viaggio, alla fine ce l’abbiamo
fatta!

Si ringrazia PIANETA
BLU di Scandicci (FI) per la concessione dell'articolo.

| |
| |
| |
|
Vuoi
approfondire l'argomento acquariofilia? Niente di meglio
di un buon libro!
Visita NeoGea la libreria on line delle scienze e della
natura.
Troverai centinaia tra i migliori libri italiani ed
esteri a prezzi imbattibili!
|
|
Vuoi
discutere con altri appassionati di acquariofilia? Vai
sul forum di AcquaPortal
E' la community di acquariofilia più grande d'Italia
e centinaia di persone ti potranno aiutare velocemente
per il meglio. Iscriviti subito!

|
|
Copyright © AcquaPortal.it
E' assolutamente vietata la riproduzione, anche parziale,
del testo e delle foto presenti in questo articolo,
senza il consenso dell'autore. |
|
|