Agosto è finalmente arrivato e sono in vacanza, con mio
figlio Jacopo mi reco in agenzia di viaggio e mi compro
un biglietto per lo Zambia…ma per la partenza dovrò aspettare
Febbraio 2010! Sarà infatti in quel mese che parteciperò
ad una missione di ricerca che esplorerà la zona nord dello
Zambia alla ricerca di nuove specie! Il nostro obiettivo
principale sono ovviamente Nothobranchius e altri killifish
ma cercheremo di catalogare tutte le specie ittiche che
incontreremo lungo il nostro tragitto! Ma il tempo passa
veloce e siamo già all’11 febbraio 2010 la mattina inizia
bene perlomeno non nevica (il 10 invece nevicava tantissimo
e alcuni voli da Bologna erano stati cancellati) chiamo
l’aeroporto e mi consigliano di andarci subito e magari
anticipare il volo per Francoforte…alle 12 sono all’aeroporto,
mi cambiano il volo anticipandolo ma dopo poco viene cancellato,
mi rimettono sul volo delle 19:00 nel frattempo sento Giuseppe
(Amato) che deve arrivare a Francoforte da Torino, sento
Jørn (Boklund) da Copenagen. L’aereo è in ritardo e fino
all’ultimo non ho idea se ci sia o meno, intanto a Bologna
inizia a nevicare, e scambio con Giuseppe mille sms, lo
chiamo prima di salire sull’aereo dicendogli di tenere le
porte del gate aperte quando arriverà a Francoforte e non
fare partire l’aereo per Joannesburg senza di me! Arriviamo
a Francoforte dove nevica tantissimo, chiamo Giuseppe che
è già in coda al gate, corro come un pazzo per l’aeroporto
e mentre chiamo (ansimante per la corsa forsennata) mia
moglie Francesca vedo Giuseppe! Tutto ok ci siamo e saliamo
sul 747! Ma dov’è Jørn??? So per certo che se manca solo
una persona non la si aspetta ma se sono 20 sì e vedendo
il tempo e tutti i ritardi che ci sono continuo a sperare
nel suo arrivo! Provo a chiamarlo, non risponde…chiedo ad
uno stuart di controllare se l’aereo di Copenagen con Jørn
sopra è arrivato…dopo un po’ torna con la faccia delusa
mi dice che l’aereo è troppo in ritardo e non lo aspetteranno.
Vedremo cosa deciderà di fare l’indomani. Intanto è l’una
e dopo il trattamento antighiaccio alle ali e carlinga partiamo…sono
stanchissimo per l’attesa di 8 ore all’aeroporto e per la
tensione, servono la cena verso le 2 poi dormo come un bimbo
fino alle 8 del mattino! Colazione poi finalmente verso
le 11:30 atterriamo a Joannesburg!

Qui sento finalmente Jørn che è a Londra e prenderà il volo
diretto per Lusaka che arriverà l’indomani mattina alle
7:00. Io e Giuseppe prendiamo il volo per Lusaka a metà
pomeriggio, dopo un paio di ore di volo sopra spettacolari
paesaggi (incluso il lago Kariba). Ad aspettarci all’arrivo
Kaj (Østergaard) che aveva già sentito della disavventura
di Jørn. Invece di partire immediatamente ci fermeremo una
notte a casa di Kaj per poi partire la mattina seguente
passando a prendere Jørn all’aeroporto. La sera (giusto
il tempo di una doccia) siamo invitati ad un party presso
un ristorante cinese dove gli amici “della camminata del
sabato” di Kaj e della sua bellissima moglie ugandese Jechi
ci aspettano. Qui brindiamo con la Mosi (quanto mi manca
questa birra africana) e Giuseppe si lancia anche in danze.
Qui conosciamo delle care persone (il capo della sicurezza
dell’ambasciata danese, Scott che lavora con Kaj, sua moglie,
…una cara signora amica di John Rosenstock noto appassionato
di Nothobranchius danese che ha lavorato molti anni anche
in Zambia,…) ma oramai sono le 23 e l’indomani la sveglia
è alle 5:00!!! Salutiamo tutti e andiamo a dormire! Dormiamo
come sassi o perlomeno io (che mi sono messo anche i tappi
per non sentire niente)…ci svegliamo e dopo una colazione
abbondante carichiamo il land cruiser (preparato per i viaggi
nel bush con doppio serbatoio da 140 litri…) e andiamo a
prendere Jørn all’aeroporto. Inganniamo l’attesa fotografando
gechi su una staccionata, dopo circa 15 minuti escono Kaj
e Jørn, questo ci saluta caldamente ma con la faccia “smunta”:
il suo bagaglio è ancora in Danimarca!!! Decidiamo di partire
senza le sue attrezzature e vestiti (per le attrezzature
ne faremo a meno mentre quest’ultimi li compreremo lungo
il tragitto).
Dopo alcune ore siamo a Kabwe dove ci fermiamo e Jørn va
a comprarsi un po’ di vestiti! Torna più rilassato e contento
adesso che ha qualcosa con cui cambiarsi! Ci fermiamo anche
a Chisamba al “Farm Pride Butchery Frigilla” dove compriamo
delle salcicce di manzo secche per il viaggio e dove conosciamo
il proprietario una persona molto cordiale Andrew Woodley,
il miglior produttore di salcicce di tutto lo Zambia! Continuiamo
la strada verso nord: passiamo Kapiri Mposhi (dove al mercato
nell’incrocio per il Copperbelt compriamo arachidi freschi
e pannocchie arrostite), Mkushi sul confine con il Congo,
poi Serenje da qui in poi la strada asfaltata si riempie
di buche e visto che sono le 13:00 ci fermiamo a pranzare.
Ci addentriamo un po’nel bush e campeggiamo, dopo poco siamo
l’attrazione della giornata per circa una ventina di persone
che man mano si fermano ad osservarci incuriositi. Raccogliamo
le nostre cose salutiamo e ripartiamo.
Finalmente lungo la strada proviamo a pescare nelle zone
di inondazione dello Chambeshi, qui facciamo conoscenza
con “l’erba degli elefanti”, un”erba tagliente” alta più
di 2 metri in cui Kaj riesce a muoversi bene mentre io e
Giuseppe abbiamo qualche difficoltà nel raggiungere le pozza
proprio di fianco al fiume, sfortunatamente riesco a pescare
solo un piccolo ciclide. Un po’ delusi arriviamo a Mpika
dove facciamo rifornimento, mancano ancora 210 km all’arrivo.
Il sole è già tramontato (18:30 circa) e finalmente arriviamo
al Thorn Tree Guest House di Kasama. Dopo un’ottima cena
e una bella dormita ripartiamo per arrivare sul lago Tanganica,
oggi la strada da percorrere sarà meno della metà ma impiegheremo
tutta la giornata (circa 10 ore) visto le condizioni. Infatti
dopo alcuni km di asfalto perfetto quando prendiamo la deviazione
per Mporokoso la strada diventa una linea rossa che taglia
il bush.
Continuiamo a salire e scendere da colline (l’altitudine
media è superiore ai 1000 mt slm) e alle 9:30 ci fermiamo
a pescare in un bellissimo ruscello che passa sotto la strada
e qui riusciamo a catturare i primi killifish Lacustricola
matthesi, ovviamente dopo pochi istanti arriva il gruppo
di ragazzini curiosi (ma mettiamoci nei loro panni: anche
noi saremmo incuriositi nel vedere 4 tipi che armati di
retini e macchine fotografiche cercano di catturare dei
pesci dove loro vanno a prendere l’acqua per bere e lavarsi).
Continuiamo la strada e ci fermiamo in altre due località
vicino a Kapatu: la prima è un ruscello robusto con acqua
torbida dove disturbiamo la tranquillità di una mamma che
lava i panni con figlia e nipote, ma anche loro ci “compatiscono”
e si lasciano fotografare (qui a parte Lacustricola matthesi
catturiamo anche un bellissimo barbo Barbus kersteni); la
seconda è un ruscello con acqua perfettamente trasparente
e piena di Lacustricola matthesi ma sfortunatamente i pesci
presentano una forte infezione batterica e nonostante una
cura antibiotica moriranno nei giorni successivi.
Passiamo Mporokoso dove nel mercato del paese compriamo
dei bellissimi tessuti per 20000 Kwacha ognuno (pochi dollari!!!),
sandali e Kaj mi compra per gioco un buffo cappello. Dopo
circa 40 km (a circa 19 km da Nsama) troviamo una località
molto promettente siamo molto carichi e peschiamo sotto
il sole battente ma sfortunatamente riusciamo a catturare
solo esemplari adulti e avannotti di una Kneria non ben
identificata.

Arriviamo ad un piccolo villaggio a metà strada tra Nsama
e Bulaya nei pressi di Tutele Swamp chiediamo di piccoli
pesci in pozze stagionali e, dopo aver discusso con il dottore
del villaggio, un gruppo di ragazzi ci vuole accompagnare
in una località dove sono certi che questi pesci ci siano.
Partiamo pensando che la pozza sia a poche centinaia di
metri dalla strada ma sbagliavamo, dopo un’ora di cammino
sotto il sole cocente (dove io mi brucio entrambe le mani
e Giuseppe il collo) finalmente arriviamo. Io mi lamento
per tutto il tragitto visto che doveva essere dietro l’angolo.
La zona ora sembra promettente ma sfortunatamente non erano
pesci ma stranissimi girini e pesci gatto! Torniamo al villaggio
stanchissimi e assetati (non avevamo preso acqua con noi
perché la pozza doveva essere vicina) mentre i ragazzini
che erano con noi correvano ancora e non erano nemmeno sudati!!!


Ad aspettarci centinai di persone incuriosite, nessun bianco
si era mai fermato in questo piccolo villaggio, ho giusto
il tempo di presentarmi al capo villaggio e partiamo quasi
senza salutare (non era pericoloso ma visto che avevamo
intorno alla macchina almeno 200 persone urlanti ed eccitate
era meglio andare), l’unico rammarico non aver salutato
Ciola, la nostra “guida” per il tempo che ci ha dedicato,
anche se di certo non lo scorderò! Dopo alcuni km ci fermiamo
e ci beviamo 4 birre ghiacciate (nella macchina ovviamente
avevamo anche il frigo!)! Ripartiamo lungo la strada vediamo
delle possibili località ma sta diventando tardi e manca
ancora molto all’arrivo. All’imbrunire vediamo l’indicazione
per Ndole Bay Lodge ma la strada diventa una pietraia con
erba alta oltre il cofano e decidiamo di tornare indietro
siamo convinti di aver sbagliato strada. Ci fermiamo alle
prime abitazioni e chiediamo informazioni, per botta di
fortuna ci abita il cuoco del Lodge che facciamo entrare
in macchina mentre io mi aggancio dietro poggiando i piedi
sul paraurti e aggrappandomi al portapacchi; bellissimo!!!
Finalmente arriviamo al Lodge, che probabilmente viene raggiunto
abitualmente via acqua dal lago e non via terra! Siamo stanchi
e affamati e visto l’orario il manager del Lodge ci aspettava
per il giorno successivo! In ogni caso ci sistemiamo, ci
laviamo e mangiamo! Qui ovviamente siamo fuori dal mondo,
il telefono cellulare non prende e per questa notte non
manderò sms a casa! La sera dormiamo sentendo lo sciabordio
delle onde sul lago.

Il mattino successivo alle 6:00 sono sul pontile del Lodge
dove posso apprezzare la bellezza e eleganza del Martin
Pescatore bianco-nero a caccia, le evoluzioni di alcune
rondini, la stranezza del “hornbill”, ma anche piccoli ciclidi
che brucano sull’erba della riva. Dopo la colazione mi accorgo
delle moltissime velvet monkey che corrono sui bungalow,
gechi, grilli corazzati…ma bisogna muoversi. Controlliamo
la ruota posteriore del fuoristrada che cigolava: un sassolino
era finito tra il disco e il ferodo quindi partiamo per
Nsumbu dove ci hanno detto esserci un “dambo” (pozza stagionale)
a poca distanza dal mercato nel centro al paese dove dovrebbero
vivere gli “Nkomo” (i Nothobranchius in lingua Bemba nel
nord dello Zambia). Andiamo a controllare, ma questo acquitrino
non è come ci aspettavamo anche se ci confermano che qui
vivano Protopterus (o meglio “Nsompo” in lingua Bemba)!
In ogni caso c’era troppa acqua per riuscire a pescare e
non volevamo rompere le piantine di riso in crescita! Dopo
un po’ di acquisti al mercato, inclusi cappello e olio per
bimbi per le bruciatore di Giuseppe, siamo andati in farmacia.
Il farmacista persona deliziosa che parlava francese e ha
studiato in Congo, ci voleva rifilare cortisonici per le
bruciatore…un po’ eccessivo! Decidiamo di visitare un esportatore
di ciclidi poco distante, lo troviamo (anche se il posto
è veramente poco accessibile via terra!!!) i pesci sono
tenuti bene, con cambio dell’acqua continuo e divisi per
specie…il manager che controlla il posto però non ci fa
fare foto!!! Dopo un giro sul pontile (dove apprezziamo
la moltitudine di ciclidi nell’acqua perfettamente trasparente
e uno splendido varano che prende il sole) torniamo verso
il Lodge. Fa veramente caldissimo (più di 30°C) decidiamo
quindi di pranzare sul lago e di farci un bagno. Kaj ha
preso con sè la maschera e lo snorkel e gentilmente ce li
presta: uno spettacolo unico!!! Nel pomeriggio io e Giuseppe
decidiamo di fare una passeggiata a piedi sulla montagna
alle spalle del Lodge e prendiamo il sentiero che conduce
a Mungela. Lungo la strada riusciamo a fotografare molti
insetti interessanti e spaventiamo (ovviamente involontariamente)
le poche persone lungo il percorso che non si aspettavano
di vedere due Muzungu (uomini bianchi) per questa stradina!
La sera, dopo aver telefonato a casa con il telefono satellitare,
il manager ci ha avvertiti che vicino al pontile (praticamente
a riva) c’era un ippopotamo!!! Troppo curiosi siamo scesi
fino al lago (nel buio più completo) per poi accendere le
luci delle torce quando eravamo a circa 10 mt dalla bestia,
bellissimo!!! Anche l’ippopotamo nel lago Tanganica!!! Il
mattino successivo partiamo con l’intenzione di arrivare
fino a Nchelenge. Qui interrompo il mio racconto, continuerà
appena verrà pubblicata la descrizione del nuovo Nothobranchius
che abbiamo raccolto in questa zona.







E’ quasi buio quando arriviamo nella “civiltà” a Nchelenge,
o meglio c’è la linea del telefono ma manca la luce elettrica!Stavo
meglio in mezzo al nulla! Anche la gente non è il massimo…troviamo
una guest house sul lago Mwero, il posto è il peggiore in
cui abbiamo dormito ma il tramonto sul lago è incredibile!
Stanchi ma contenti per aver trovato una nuova specie di
Nothobranchius dopo una birra gelata ci ricordiamo che dobbiamo
cenare, usciamo (nel buio più assoluto) e troviamo un piccolo
ristorante: ci accordiamo sul menu e a lume di candela ci
raccontiamo storie, beviamo birra e mangiamo. La mattina
successiva ci svegliamo di buon ora (verso le 5:00 come
tutti i giorni!!!) e come avevamo deciso la notte prima
il nostro obiettivo è arrivare al parco nazionale del Kasanka,
fermandoci però a pescare Nothobranchius rosenstocki tra
Mansa e Samfya e N. symoensi nella zona di Kapalala. La
strada è abbastanza bella e ben presto diventa asfaltata
e senza buche! Arriviamo a Mansa dove facciamo rifornimento
di gasolio e diamo una controllata alla pressione delle
gomme quindi prendiamo la strada per Samfya. Come ci aspettavamo
era una successione di colline e fiume in mezzo alla valle.
Dopo 17 km circa abbiamo provato a pescare ma a causa della
troppa acqua siamo riusciti a catturare solo Lacustricola
matthesi e una femmina di N. rosenstocki. Siamo passati
alla vallata successiva e anche qui nella parte centrale
scorreva un fiume piuttosto grosso, ai lati dei rigagnoli
più piccoli mentre alle estremità piccole buche, alcune
di queste del diametro di circa 1,5 mt e profonde 20 cm.
Qui riuscimmo a catturare la maggior parte dei Nothobranchius!


Contenti del risultato decidiamo di non fermarci oltre nella
zona e di puntare diritto verso Kapalala, non ci fermiamo
nemmeno a mangiare e sgranocchiamo schiacciatine, cracker
e biscotti (offerti da mia madre e da quelle di Giuseppe!!!)!
Quando lasciamo la strada principale e ci mettiamo su quella
per Kapalala inizia a piovere e la pista si riempie di pozzanghere
di cui però, a causa dell’acqua, non conosciamo la profondità
quindi bisogna andare piano. Suggerimenti ricevuti per le
località dove trovare Nothobranchius rosenstocki e N. symoensi
non corrispondono a realtà ma dopo un tentativo andato a
vuoto finalmente li peschiamo a circa 40 km dall’incrocio
con la strada principale. Riusciamo a catturarli, anche
se molto piccoli (saranno nati da alcuni giorni), in un
canale di acqua torba in mezzo ad un prato allagato, la
maggior parte vicino alla riva tra l’erba semisommersa.
Ritorniamo sulla strada principale e riprendiamo verso sud,
passiamo prima sul ponte sul Luapula, un fiume enorme (e
riusciamo a scorgere anche vari ippopotami) poi costeggiamo
la zona di inondazione del Lago Bangweulu. Una vista stranissima:
campi verdi inondati dove “galleggiano” isolette con un
alberello sopra, poi centinai di termitai che sbucavano
come inquietanti figure scure in mezzo a questo mare piatto
fatto d’erba e acqua. Poi finalmente quasi all’arrivo un
bellissimo arcobaleno! Il parco di Kasanka è molto piccolo
ma è rinomato per il passaggio della più grande migrazione
di mammiferi (che non è quella di gnu e zebre tra serengeti
e masai mara) ma è quella di circa 8 milioni di pipistrelli
(che si ripete ogni anno verso Dicembre). Sono oramai le
18:00 quando arriviamo ai Lodge! Stanchi ma contenti per
la buona giornata di pesca facciamo due chiacchiere con
il “nuovo” manager del parco (punto la sera prima da uno
scorpione coloratissimo di cui ci mostra la foto sul cellulare
e il dito di cui per il momento ha perso completamente la
sensibilità!!!). Uso il termine “nuovo” perché il precedente
e caro amico (Edmun Farmer) era andato in pensione a Dicembre,
che peccato non averlo incontrato di persona! Avevamo scambiato
molte missive nel 2004 al momento della descrizione di Nothobranchius
rosenstocki (la località tipo che ho designato per questa
specie e infatti il Kasanka!!!). La sera dopo cena raccontiamo
storie alla luce di un falò e ci facciamo cullare dai milioni
di stelle sopra le nostre teste…poi tutti a dormire domani
visiteremo il parco!!! Al mattina alle 5:00 ci mettiamo
in macchina per visitare il parco armati di teleobiettivi
e tanta buona volontà! Giriamo per “strade” appena segnate
(o meglio pozzanghere in mezzo all’erba alta) per ore ma
vediamo solo puk e taiga…sentiamo il “soffiare” di un’ippopotamo
dietro ad un canneto. Ci fermiamo più volte a causa di alberi
caduti sul percorso, veniamo attaccati da decine di mosche
tze tze che sembrano gradire solo me (ho la crosticina del
morso dopo una settimana!) e Jørn; lasciano stare inspiegabilmente
Giuseppe e Kaj (stessi colori di maglietta e camicia) ma
ci divertiamo lo stesso! Proviamo a pescare in alcune pozze
vicino ad un grosso acquitrino ma niente Nothobranchius.
Faccio foto a tutto: ragni dalle forme incredibili, cavallette
colorate, mantidi, fiori,…uno spettacolo! Verso le 9:00
rientriamo per la colazione poi mentre Jørn e Kaj provano
a pescare nello stagno davanti ai Lodge, io e Giuseppe re-insacchettiamo
i pesci! Dopo pranzo si parte, alcune centinaia di metri
fuori dal parco cerchiamo il “Dembo Mukatwe” a nord del
fiume Mulembo ma sfortunatamente nessuna delle persone che
incontriamo conosce questa pozza stagionale! Decidiamo quindi
di andare verso sud, destinazione Kapiri Mposci, vediamo
subito lungo la strada molte zone acquitrinose, magari era
questo il “Dembo” ma non ci fermiamo e dopo alcune ore raggiungiamo
il Forest Inn guest house che però è pieno. Ci consigliano
una guest house a 15 km “Loza Guest house” ci andiamo ed
è bellissima!!! E’ stata aperta solo da un paio di anni
è tutto nuovo. Questa struttura è all’interno di una fattoria enorme, facciamo due chiacchiere
con la guardia (Sydney)alla porta e parliamo degli Ncomo:
lui li conosce e ci dice che ci sono anche in zona, cosa???
Altri Nothobranchius nella zona??? Incredibile!!! Sono quasi
le 18:00 lo carichiamo in macchina e partiamo. Torniamo
lungo la strada principale e proviamo a pescare sotto il
ponte ma sfortunatamente solo barbi, ciclidi, e Lacustricola
katangae! La sera pranziamo come signori, degustiamo birre
ghiacciate e giochiamo a freccette. Italia vs. Danimarca:
1-2…ma ci rifaremo (loro sono dei professionisti e a casa
di Kaj il giorno successivo ho scoperto un tabella da freccette
sotto il portico!)! Il mattino successivo avevamo appuntamento
con Syndey che ci avrebbe mostrato altre località all’interno
della fattoria (ovviamente avevamo chiesto il permesso ai
proprietari).



Le prime erano laghetti artificiali lungo un fiume e come
risultato i soliti barbi, ciclidi e Lacustricola katangae!
Seguento il suggerimento di sua moglie ci rechiamo in un
posto “specifico per Ncomo” (dove ci sono otto stagni)…dopo
circa un’ora ci arriviamo ma il capo villaggio quando gli
chiediamo di Ncomo ci dice che non ci sono!!! In ogni caso
ci mostra gli otto stagni e gentilissimo con tutta la famiglia
ci pesca il contenuto di tutto lo stagno (per mezzo di una
grossa rete!) è pieno di pesci ma niente Nothobranchius!
Proviamo a pescare anche nelle buche più piccole attorno
ma niente! Delusi ci spostiamo in una proprietà privata
di cui Sydney conosce la proprietaria, lei però non conosce
questi pesci. Dopo mezz’ora che aspettiamo un’ “accompagnatore”
andiamo a prendere un’ometto di una certa età che lavora
per la signora e che ci accompagnerà nella proprietà, poca
strada in macchina (ovviamente mi attacco dietro per farli
stare entrambi dentro) poi dopo un breve tragitto a piedi
raggiungiamo alcune pozze stagionali : bellissime ma senza
Nothobranchius (solo i soliti barbi, ciclidi e Lacustricola
katangae). Kaj prova a pescare anche nel fiumiciattolo (per
raggiungerlo deve attraversare un “prato allagato” con alcuni
cm di acqua ovunque) ma niente! Siamo un po’ delusi forse
non ci sono Ncomo o forse è il periodo sbagliato. Ringraziamo
Sydney, lo salutiamo e ci rimettiamo in strada per tornare
a Lusaka: sono le 11:00 forse facciamo in tempo a pescare
Nothobranchius kafuensis nei Lukanga swamp!!! Telefoniamo
a Nick (caro amico di Kaj) per farci dare il numero di cellulare
di suoi amici proprietari terrieri sulla cui proprietà l’anno
precedente avevano trovato questi pesci! Li avvertiamo che
dopo circa 3 ore saremo da loro. Passiamo Kabwe e riusciamo
ad imboccare la strada per la loro proprietà e dopo circa
20 km di sterrato raggiungiamo la fattoria. Qui ad aspettarci
Tim, sua moglie e la figlia Sara (adesso la manager di tutta
la “fattoria”), sono persone estremamente cordiali e gentili
e dopo aver raccontato un po’ di noi, del viaggio che stavamo
facendo, dopo aver bevuto una “cola” ghiacciata andiamo
sul posto! Erano già pronti (di certo da almeno un’ora!!!)
su un pick up due ragazzoni armati di rete e secchi! Sara
si mette alla guida del pick up e corre “come una matta”
fino ad un cancello lungo una proprietà che avevamo passato
nell’arrivare, entriamo a dopo circa 500 mt ad aspettarci
un gruppo di giraffe, incredibile! Poco più avanti ci fermiamo
e proseguiamo brevemente a piedi (infangandoci un po’, è
un vero acquitrino) siamo ad una bellissima palude! I due
ragazzoni aprono la rete ed entrano in acqua, Sara li segue
come se niente fosse (l’acqua le arriva al petto!).


Catturano un sacco di pesci e mentre io rimango basito dalla
scena loro ci riportano un secchio pieno di Nothobranchius
kafuensis (Lacustricola johnstoni & L. hutereaui)! Sono
senza parole: telefoniamo poche ore prima dell’arrivo senza
avvertirli preventivamente, ci offrono la loro ospitalità
e ci pescano pure i pesci: incredibile!!! Sono veramente
delle persone eccezionali!!! E i pesci nella loro proprietà
dei bellissimi Nothobranchius kafuensis nella forma rossa!!!
Ricaricati dalla pesca ci rimettiamo in macchina alla volta
di Lusaka, il viaggio volge al termine e anche il tempo
sembra piangere il nostro ritorno infatti arriviamo in città
durante un’ acquazzone. Appena arrivati iniziamo a rimpacchettare
i pesci per il viaggio del giorno successivo: i Nothobranchius
li impacchettiamo singolarmente nei breathing bags mentre
i Barbus li mettiamo in gruppo. E’ tardi andiamo a mangiare
(cena deliziosa!!!), una birra in un locale vicino a casa
di Kaj dove c’è un gruppo dal vivo (bravissimi) e poi finalmente
una doccia e una bella dormita, il giorno dopo si và a casa!!!

La mattina successiva salutiamo con dispiacere Jeki, la
bellissima moglie ugandese di Kaj, il loro piccolo Jonatan
e Jørn che rimarrà ancora una settimana e andrà da solo
a pescare nel parco del South Luangwa. Prendiamo prima il
volo per Joannesburg poi quello per Francoforte e finalmente
il giorno dopo verso le 13:30 sono a casa! Disimballo i
pesci, fortunatamente senza nessuna perdita (anche se una
parte era stata tolta da uno dei contenitori isolanti durante
un’ispezione della valigia all’aeroporto di Francoforte).
Finalmente a metà pomeriggio riabbraccio il mio piccolo
Jacopo mentre per Francesca dovrò aspettare la sera tardi
(stava infatti vincendo i campionati regionali dei piccoli
gruppi show di pattinaggio). Cosa dire: che mi ritengo una
persona fortunata per quello che mi è stato permesso di
realizzare, per le persone che ho incontrato e per quello
che ho visto! E’ stato un viaggio bellissimo e i 3000 km
percorsi in meno di una settimana sembrano un sogno lontano!
Ripartirei domani…
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descritte esperienze di appassionati italiani
che vogliono, unicamente a titolo dimostrativo,
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con impianti elettrici e l'utilizzo di macchinari
e strumenti di lavoro possono essere pericolosi,
e che le modifiche apportate ad accessori già
esistenti, rendono l'accessorio non più
a norme CE e pertanto con la garanzia non più
valida.
Nel caso qualcuno volesse ugualmente cimentarsi
nella realizzazione di questi progetti, sia
Acquaportal sia gli autori del progetto stesso
non si assumono in alcun modo responsabilità
in caso di incidenti o guasti di qualsiasi tipo
essi siano. Nel caso di realizzazione ricordiamo
infine che alcune lavorazioni necessitano di
strumenti di protezione.
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