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30 Marzo 2017
 
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  FILTRAGGIO di Cristian Barucca (Pirataj)     Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    


In questo articolo:
• Premessa
• Ciclo dell’azoto.
• Vari tipi di filtri.
• La filtrazione nell’acquario dolce
• La filtrazione nell’acquario marino


PREMESSA:

Facciamoci la più semplice domanda a riguardo, perché bisogna filtrare l’acqua?
La filtrazione dell’acqua è indispensabile per la stabilità dell’acquario, che lasciato a se stesso andrà sicuramente incontro al collasso dell’intero sistema biologico, infatti un acquario è un sistema dinamico che è in continuo mutamento, guidato dall’attività biologica degli ospiti in vasca, che siano essi pesci, piante, batteri e invertebrati.
I vari escrementi dei pesci, le foglie che marciscono, eventuali cadaveri, il cibo che si decompone e via dicendo cambiano continuamente gli elementi chimici nell’acquario trasformandoli .
Il filtro ha lo scopo di:
• Trattenere sostanze in sospensione
• Trasformare quegli elementi chimici tossici per gli abitanti della vasca in sostanze meno tossiche.
• Ossigenare l’acqua.
• Renderla per quanto più possibile limpida.

Insomma il filtro serve per far si che il sistema giri e si purifichi in continuazione, evitando l’accumulo di sostanze tossiche.

CICLO DELL’AZOTO:

Come già detto sopra l’importanza del filtro sta nel trasformare quegli elementi chimici tossici per la vasca, in elementi meno tossici che possano essere smaltiti autonomamente dal sistema.
Per far ciò, in vasca attraverso il filtro, si crea un ciclo che si chiama ciclo dell’azoto.
Scorie vegetali, escrementi dei pesci, e pesci morti forniscono azoto, che durante la decomposizione viene trasformato dai batteri aerobici in ammoniaca(NH3), poi successivamente in nitriti (NO2) per poi essere trasformati in nitrati (NO3), tutte queste trasformazioni fanno parte del processo ossidante.
Gli NO3 poi verranno usati come nutriente per le piante e le alghe e verranno anche ridotti da batteri anaerobici che libereranno nuovamente N e utilizzeranno i 3 O per respirare; questo invece viene definito processo riducente.
I filtri che utilizzano questa attività batterica vengono definiti filtri biologici

VARI TIPI DI FILTRI:

L’acqua in vasca può essere filtrata in vari modi a seconda del tipo di filtro che si adotta.
Filtro biologico naturale, filtro a comparti interno, filtro a comparti esterno, filtro percolatore, filtro a letto fluido, denitratore, schiumatoio.

FILTRO BIOLOGICO NATURALE

La filtrazione dell’acqua è affidata solamente a quei processi naturali derivanti dall’attività batterica, insita in eventuali rocce vive, sabbia ecc, è un metodo di gestione e filtraggio usato in alcune e particolari vasche marine.

FILTRO A COMPARTI INTERNO

E’ il classico filtro compreso nelle vasche commerciali, è anche il genere più vecchio e utilizzato.
È un recipiente generalmente di plastica diviso in vari settori, dove l’acqua deve scorrere obbligatoriamente seguendo un determinato percorso, nel quale passerà in vari tipi di materiale filtrante ( spugna, lana, cannolicchi o bioballs, lana, resine, carboni o torba).
Oggi in commercio si trovano di varie dimensioni anche per piccole vasche,anche se quest’ultimi spesso funzionano soltanto come filtri meccanici (cioè trattengono solo particelle in sospensione).



FILTRO A COMPARTI ESTERNO

Già da alcuni anni sta soppiantando il filtro interno, grazie al fatto che:
- è possibile metterlo esterno alla vasca
-non occupa spazio all’interno di esso e non rovina l’estetica,
-offre più volume per i materiali filtranti,
-può offrire una portata maggiore di acqua da poter filtrare
- comodità di manutenzione.
Per il funzionamento è come quello interno l’acqua è obbligata a passare in vari strati di materiale filtrante.



FILTRO PERCOLATORE

E’ un filtro esterno alla vasca spesso inserito nelle sump, l’acqua dopo essere stata filtrata meccanicamente, passa non uniformemente nel filtro percolatore, dove in esso sono messe delle bioballs.
Usato di rado, anche se molto efficiente.
Filtro unicamente nitrificatore.



FILTRO A LETTO FLUIDO

Il filtro a letto fluido è esterno alla vasca, è composto da un cilindro verticale contenete in genere sabbia di quarzo o materiale sintetico, dove l’acqua passa dal basso verso l’alto, facendo galleggiare e muovere continuamente questo materiale.
E’ stimato che un filtro a letto fluido abbia una resa di sviluppo batterico rispetto ad un normale filtro biologico di circa 80 volte, e rispetto ad un percolatore di circa 20 volte.
Però l’efficiente nitrificazione portata da una biomassa elevata di batteri porta ad un consumo di ossigeno elevatissimo, quindi l’acqua che poi riandrà in vasca non contribuirà all’ossigenazione di essa.



DENITRATORE

Filtro esterno alla vasca, non necessita obbligatoriamente della sump.
E’ un recipiente generalmente in plastica riempito completamente di materiale filtrante adatto alla colonizzazione batterica ( il più usato per questo tipo di filtro sono le bioballs).
E’ un filtro denitrificante che utilizza batteri anaerobi facoltativi che si nutrono di carbonio o solfobatteri che si nutrono di zolfo, tutti e due vivono in ambiente anaerobio (cioè mancante di aria), per creare tale situazione, nel filtro denitratore viene fatta scorrere l’acqua lentamente in modo che i batteri aerobici consumino velocemente tutta l’aria, cosi che poi i batteri anaerobici possano usare i 3O degli NO3 per respirare.
I batteri però devono anche essere nutriti altrimenti non svolgeranno il loro lavoro, per alimentarli ci sono sia nutrienti in polvere o liquidi.




SCHIUMATOIO

Si può definire una filtrazione meccanica.
Può essere a seconda del tipo inserito in vasca appeso ad essa oppure inserito in sump.
E’ generalmente un cilindro con sopra un bicchiere che ha al suo interno un cono, con collegata una pompa.
IL funzionamento di esso sta tutto nel creare una schiuma all’interno dello stesso che salirà nel cono dove qui si asciugherà e si separerà dall’acqua per poi finire ed essere raccolto nel bicchiere.
La schiuma ha la funzionalità di aggregare alle bollicine che la compongono molecole organiche, che cosi verranno estratte fisicamente dall’acqua prima che inizino a trasformarsi chimicamente in quegli elementi chimici inquinanti.
Lo schiumatoio riesce a filtrare: Phitoplancton e plancton, particelle in sospensione, Batteri, Tossine prodotte dagli invertebrati e altri prodotti.
Usato prevalentemente se non unicamente nel marino.



LA FILTRAZZIONE NELL’ACQUARIO DOLCE

Per filtrare l’acqua nell’acquario dolce possiamo usare vari metodi di filtrazione:
Filtro a compartimento interno,esterno, percolatore, denitratore, letto fluido.

L’utilizzo di un determinato filtro non implica una gestione particolare della vasca.
Adesso vorrei precisare che nessuno di questi filtri da solo può chiudere il ciclo dell’azoto, neanche nel caso del denitratore perché esso ha sempre bisogno di essere pre-collegato ad un altro filtro nitrificante.
Il ciclo dell’azoto in una vasca dolce è chiuso dalle piante e dalle alghe e se c’è qualche zona atossica nel substrato anche da batteri denitrificatori.

LA FILTRAZZIONE NELL’ACQUARIO MARINO

La filtrazione nell’acquario marino invece può essere affidata:
filtrazione naturale, schiumatoio, filtro biologico esterno, denitratore, letto fluido.

La scelta del filtro nel marino è molto legata al metodo di gestione della vasca e a cosa ci si và ad allevare.

La filtrazione naturale sfrutta esclusivamente l’attività batterica insita nelle rocce vive o eventulamente nel substrato di un DSB (è un metodo di gestione), insieme eventualmente alle alghe che assorbono nitrati silicati fosfati ( ovviamente questo genera anche una loro prolificazione, che spesso è sgradita); questo tipo di filtrazione viene scelto in quelle vasche dove non è richiesta un acqua priva di inquinanti, per esempio per l’allevamento di coralli molli e qualche corallo lps non esigente, e in quelle vasche dove non è previsto l’inserimento di pesci.

Lo schiumatoio, è usato in quelle vasche dove si richiede un acqua priva di inquinanti, per l’allevamento di coralli sps ( ovviamente anche lps e molli), e in vasche dove è previsto l’inserimento di pesci.
L’uso dello schiumatoio non esclude la filtrazione naturale che avviene normalmente.

Il filtro biologico esterno, usato in passato e adesso lasciato da parte, ha una pecca di fondo nell’utilizzarlo in una vasca marina, è la produzione di NO3 che nel marino non possono ovviamente essere smaltiti dalle piante, ma possono essere smaltiti eventualmente solo dalle alghe ( sgradite in vasca).
E’ usato solo in quelle vasche dove accumuli di NO3 sono sopportati, es. in vasche solo per pesci o eventualmente anche per coralli molli.

Il denitratore, è usato per eliminare completamente la presenza di nitrati.
Può essere accostato ad un filtro biologico esterno, per smaltire l’inevitabile produzione di NO3 di quest’ultimo.
Usato di rado per la sua complessità e la poca stabilità di esso.

Il letto fluido, nel marino è usato spesso per contenere resine e carboni.

 

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