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23 Febbraio 2017
 
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  Attrezzatura elettronica complementare, pHmetro, conduttivimentro di Luigi Loffredo (scriptors)     Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    



Piccolo e veloce riassunto sulle metodiche di utilizzazione e taratura dei nostri strumenti di misura elettronici.

Consiglio l'acquisto di uno o più siringoni da 60ml, esiste la versione sia senza ago che quella dove applicare l'ago (ed anche di aghi ci sono diverse misure, chiedete quelli più larghi per minor sforzo di utilizzo). Sono ottime per un po tutto, dal dosaggio del fertilizzante allo sciacquo delle provette dei test kit (GH, KH, NO3 ecc. ecc.) al prelievo, di quantità di acqua della vasca, non proprio piccole.





Norme generali di utilizzo:

Prelevare i campioni di acqua da testare a circa metà vasca, vi bagnerete le mani ma avrete una misurazione media più affidabile, l'alternativa è prelevare acqua in più punti ed a diverse altezze (in prossimità del fondo si fanno misurazioni interessanti, specialmente per i PO4, ma questo è un altro discorso).
Sciacquare per bene e più volte il becker con acqua della vasca in modo da eliminare qualsiasi traccia di impurità/polvere (spruzzare acqua con forza, tramite il siringone, è un ottimo sistema, occhio solo a tenere inclinato per bene il becker o finirete per bagnarvi), inserire il campione di acqua nel contenitore in modo che sia smosso il meno possibile, quindi senza spruzzare colpendo la superficie dell'acqua ma inserendo il prima possibile il beccuccio della siringa sotto il pelo acqua (misurare per esempio il pH dopo aver smosso il liquido campione non avrebbe senso in quanto la CO2 verrebbe dispersa).



Non usare contenitori di plastica per le misurazioni, tutti gli strumenti misurano correnti elettriche e contenitori plastici potrebbero avere cariche elettrostatiche che falsano la misura, consiglio l'utilizzo di becker da 100ml in vetro al costo di pochi euro (in alternativa un classico bicchiere in vetro va bene, possibilmente non del servizio buono e da tenere da parte), attenzione a non misurare in prossimità dei neon, mi è capitato più volte (ho provato anche volutamente al fine di essere certo della cosa) che, mettendo la sonda in vasca in prossimità dei neon, il valore letto sia totalmente differente da quello reale o che vari continuamente in maniera tale da rendere impossibile una lettura stabile, tutti gli strumenti in genere hanno la compensazione della temperatura, è quindi buona norma attendere qualche minuto affinchè la misura si stabilizzi, fondamentale la taratura degli strumenti, vedremo nello specifico per ogni strumento come tararlo al meglio, e la pulizia/conservazione dello stesso pHmetro.

Gioia e dolore, in alcuni casi il suo mantenimento costa più dell'acquisto dei normali test a reagente, quindi è bene scegliere lo strumento idoneo alle proprie necessità.

Escludendo gli strumenti da centinaia di euro, mediamente ci sono due tipi di pHmetri acquistati dagli acquariofili, quelli a penna e quelli con sonda esterna da lasciare in vasca (consiglio questi ultimi, vedremo a breve la motivazione)




fonte: gainexpress.com

Importanti (anche economicamente) le soluzioni di taratura che hanno ben determinati pH a ben definite temperature, altrettanto importante quindi avere le rispettive tabelle di variazione del pH a differenti temperature.
Tali liquidi non sono altro che soluzioni saline che, a determinate concentrazioni, hanno uno specifico pH, è importante quindi che non siano inquinate da altri sali, che ne comprometterebbero definitivamente la funzione, e/o che l'acqua non evapori o ne venga diluita. 
Questo ovviamente non vale per le soluzioni di taratura in bustina monodose che, al pari della quantità di liquido prelevata dalle boccette più capienti, dopo l'utilizzo vanno buttate.

Il primo tipo si definisce pHmetro a penna, ha dalla sua la comodità di utilizzo, basta riempire il becker della minima quantità di acqua della vasca sufficiente ad immergervi la sonda ed attendere che la misurazione si stabilizzi. 
Il problema principale di questi strumenti è proprio la sonda e la sua perfetta conservazione.
Se la sonda si secca vi si depositano sali che falsano la lettura anche di parecchio, occorre quindi pulirla (esistono soluzioni apposite, da acquistare a parte), rifare la taratura e sperare che la sonda non si sia rovinata definitivamente.
Se le misurazioni si fanno a distanza di una settimana sicuramente la sonda avrà problemi, anche lasciare il tappino di chiusura con del liquido al suo interno non garantisce che nel periodo estivo la sonda non si asciughi con tutti i problemi che questo comporta.

Il secondo tipo, il pHmetro con sonda esterna, è altrettanto semplice da utilizzare, basta accendere ed immergere la sonda nel liquido da campionare, la grande comodità è che si può lasciare la sonda immersa in vasca (in un punto con leggero movimento d'acqua) e avremo la certezza che la sonda non si asciugherà mai (a meno che il livello in vasca non si abbassi lasciando la sonda scoperta). In qualsiasi momento volessimo misurare il pH in vasca basterà accendere un attimo lo strumento, leggere la misurazione e quindi spegnere lo strumento.

Taratura dello strumento:

Esistono diversi tipi di strumenti e diversi tipi di taratura, normalmente possiamo dividerli in strumenti a singola taratura (mediamente pH 7) e doppia taratura (mediamente pH 4 e pH 7), ci sono anche strumenti a tripla taratura (pH 4, pH 7 e pH 10).

La taratura è abbastanza semplice se fatta con calma ed attenzione:
in base al tipo di strumento (singola o doppia taratura) prendere uno o due becker in vetro, possibilmente della misura minima per infilarci il pHmetro e/o la sola sonda, al fine di utilizzare meno liquido possibile (ottimi quelli dei normali kit a reagente in vetro, per esempio quelli in dotazione ai test del GH e KH della Sera), misurare con dell'acqua RO la quantità minima di liquido necessaria a bagnare completamente la sonda, in genere dai 2 ai 5 ml, sciacquare la sonda con acqua RO e sciacquare e pulire i/il becker, prelevare la quantità minima necessaria di liquido campione ed inserirla nel/nei becker.
Inserire la sonda del pHmetro nel becker, attendere la stabilizzazione della misura e quindi regolare la vite di taratura affinché segni il valore indicato dal campione (eventualmente correggere il valore in base alla temperatura di riferimento). Se il nostro strumento ha due punti di taratura, dopo la taratura del primo punto, lo sciacqueremo con acqua RO, cercheremo di asciugarlo al meglio (ma senza far toccare nulla sulla sonda, fate un po come si fa al termometro casalingo quando bisogna azzerarlo) e lo metteremo nel secondo liquido di taratura agendo questa volta sulla seconda vite di regolazione.

Fatta la singola o doppia taratura, ricordo che i liquidi non possono essere più riutilizzati (motivo per cui prelevare dalle boccette solo la quantità minima necessaria), possiamo ricontrollare e verificare, se ci fossero dubbi, come i liquidi di taratura cambino in seguito alla loro 'corruzione' da altri sali/liquidi. Supponendo due liquidi di taratura a pH4 ed a pH7, basterà passare la sonda da un liquido all'altro per notare come quello a pH4 tenderà ad aumentare e quello a pH7 tenderà a diminuire, potremo anche verificare le tolleranze di misurazione del nostro strumento che dovrà misurare variazioni nell'ordine della minima scala consentita (anche qualche centesimo di pH) ad ogni passaggio e rispettivo 'inquinamento' del liquido campione.

Manutenzione e conservazione:

Come già avrete capito è importante evitare che la sonda resti a secco, esistono dei liquidi appositi ma sono di difficile utilizzo negli strumenti da poche decine di euro. Ho provato più volte con cotone imbevuto e/o liquido inserito direttamente nel cappuccio di chiusura ma senza risultati, lo strumento a penna si starava in continuazione (non faccio il nome ma era di una marca conosciuta ed affidabile ... oltre 50 euro buttati).
Dopo ogni misurazione consiglio risciacquo in acqua RO e/o bi-distillata ma ATTENZIONE, non conservare la sonda a contatto con acqua distillata o RO, usare liquidi appositi.

Conduttimetro o Conduttivimetro

Semplice strumento che ci consente di misurare la conducibilità dell'acqua della vasca e/o la qualità della nostra acqua RO, lo strumento da pochissimi problemi e, mediamente, basta controllare la taratura una volta al mese e/o quando dovesse dare letture 'strane' (in modo da essere certi che il problema non sia lo strumento).

Anche di questi strumenti esistono più varianti ma, vista la quasi assenza di problematiche, non ho consigli particolari da dare, vanno bene tutte le versioni.


fonte: gainexpress.com

La cosa più importante da conoscere, viste le numerose varianti, è la scala di utilizzo necessaria ai nostri scopi di acquariofili

- Dolce: 0 - 1999 μS/cm (microsiemens/centimetro)
- Marino: un reef a 35‰ ha una conducibilità di 53 mS/cm (millisiemens/centimetro) lo strumento quindi deve avere una scala idonea alla lettura di tale valore, la nostra acqua RO deve essere tra 0 - 10 μS/cm per essere definita tale.
Una vasca dolce dovrà essere tra i 400 - 800 μS/cm (escludendo casi particolari per specifiche esigenze degli animali allevati)

Taratura dello strumento:

Come per il pHmetro consiglio l'utilizzo di becker in vetro delle dimensioni minime per infilarci la sonda ed il prelievo della quantità minima di liquido campione al fine di bagnare completamente la sonda.
Una volta inserito lo strumento nel liquido campione attendere che la misura si stabilizzi ed eventualmente correggere la lettura agendo sulla vite di regolazione.

Manutenzione e conservazione:

Dopo ogni misurazione consiglio risciacquo in acqua RO e/o bi-distillata e, lasciando lo strumento bagnato, chiudere con il coperchio in dotazione.

Salinometro

Semplice strumento per misurare la salinità di un acqua in ppt (parti per mille), utile per chi ha un acquario salmastro o marino.


fonte: gainexpress.com

Ricapitolo brevemente le caratteristiche dei vari ambienti:

Dolce -> 0 ppt
Salmastro -> 6 - 15 ppt (dipende dalle specie allevate)
Marino -> 25 - 35 ppt

Taratura dello strumento:

Come per il pHmetro consiglio l'utilizzo di becker in vetro delle dimensioni minime per infilarci la sonda ed il prelievo della quantità minima di liquido campione al fine di bagnare completamente la sonda.
Una volta inserito lo strumento nel liquido campione attendere che la misura si stabilizzi ed eventualmente correggere la lettura agendo sulla vite di regolazione.

Manutenzione e conservazione:

Dopo ogni misurazione consiglio risciacquo in acqua RO e/o bi-distillata e, lasciando lo strumento bagnato, chiudere con il coperchio in dotazione.







 

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