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Innanzitutto queste sono semplicissime elaborazioni di trattati
e post che ho trovato sul forum di Zeovit , indicherò
i link dove necessario per approfondimenti.
L'interesse è stato scatenato da alcune conversazioni
con amici che utilizzano o utilizzavano il sistema Zeovit.
Quando inizio ad interessarmi ad una cosa cerco di analizzarla
e studiarla in maniera più approfondita possibile
nel limite delle mie capacità e dei miei interessi.
Man mano che studiavo il sistema (o i sistemi dato che
quanto scriverò è applicabile a quasi tutti
i sistemi a moltiplicazione batterica e non) mi rendevo
conto che il discorso era molto più complesso e non
riducibile al “quante gocce devo mettere di quello
? e di questo ? “
Per fortuna, anche se pochi, ci sono dei volenterosi amici
in grado , spero , di apprezzare queste mie farneticazioni
e magari poter far partire da qui altre discussioni interessanti
.
Se a voi interessa sapere solo quante gocce mettere o quando
cambiare la zeolite potete tranquillamente saltare direttamente
ad un altro articolo dato che non tratto minimamente questo
argomento.
Prima cosa.. cerchiamo di capire su cosa si basa il sistema
Zeovit :
Il sistema fondamentalmente cerca di portare l’acquario
ad una condizione di acqua estremamente povera di nutrienti
(quasi priva) per mezzo di una fortissima azione batterica
e dell'utilizzo della Zeolite (esportazione diretta dell'NH3,
quindi toglie la partenza del ciclo dell'azoto) ,o meglio..
di una miscela di zeoliti selezionate; negli ultimi anni,
inoltre, si è andati verso un ampliamento del sistema
con numerose integrazioni minerali e alimentari, questo
perchè il metodo di base funziona anche troppo bene
e ai coralli serve "altro", ma lo chiariremo in
seguito.
Spesso si sente parlare di batteri , wodka , zuccheri ,
esplosioni batteriche ecc.ecc. senza veramente capire cosa
si sta leggendo.
Si legge di mettere wodka o altre fonti di Carbonio per
far diminuire i nutrienti (specificatamente NO3 e PO4 ,
che sono gli unici che siamo realmente , o quasi, in grado
di misurare con attrezzature casalinghe) , ma realmente
come avviene la cosa ?
Esistono in acqua marina decine, se non centinaia, di ceppi
batterici , ognuno dei quali processa vari nutrienti (non
necessariamente solo N e P) , a varie velocità, in
differenti condizioni e producendo differenti “residui”
.
Quando diverse famiglie batteriche lavorano assieme in un
ecosistema come il nostro piccolo acquario , i loro ratei
di crescita ed i processi metabolici possono influenzare
la crescita e i comportamenti metabolici degli altri ceppi
.
Un eccesso così come una carenza di una fonte di
nutrienti può potenzialmente far beneficiare una
determinata parte dei batteri a sfavore di altre e di conseguenza
altre ancora , in pratica può alterare l’equilibrio
o il tentativo di equilibrio che stiamo cercando di portare
in vasca .
Questo è uno dei motivi basilari per cui si dice
sempre che ogni vasca è un mondo a sé stante
e le indicazioni che si leggono sulle etichette dei prodotti
(zeovit o meno) sono sempre indicazioni di massima che si
devono adeguare alla nostra personale situazione.
Con un sistema complesso come zeovit possono occorrere
svarianti mesi o anni di prove con vari dosaggi per arrivare
alla situazione a cui punta il sistema, cioè un BILANCIAMENTO
ECOLOGICO (DINAMICO) DELLA COMPLETA POPOLAZIONE BATTERICA.
Quindi la risposta alla domanda : “ma se io doso fonti
di Carbonio (per esempio Zeostart2 che approfondirò
più avanti), i nitrati e i fosfati vengono esportati
più in fretta ? “ è molto semplice :
non necessariamente.
I prodotti Zeovit, così come gli altri, non sono
le uniche fonti di Carbonio , azoto e fosforo che ci sono
nel sistema , il Carbonio non è l’unico fattore
limitante (l’azoto e il fosforo stessi sono fattori
limitanti) in gioco .
Quindi non è possibile dosare eccessivamente Carbonio
? Certo che sì! Il problema è che eccedendo
non solo aumento il consumo di N o P , ma rischio solo di
incasinare il sistema e portare ad un aumento di quelle
sostanze che voglio asportare .
E’ possibile vedere quando il sistema ha eccessi di
C : fioriture batteriche (acqua torbida e lattiginosa) ,
aumento di cianobatteri , aumento di dinoflagellati e anche
strane e brusche variazioni di nitrati e fosfati .
Come Alexander Girz suggerisce è consigliabile diminuire
il dosaggio di Zeostart2 in caso si verifichino queste cose
per poter riconsentire all’equilibrio di ristabilirsi
(ricordate che i batteri che sfruttano meglio determinate
sostanze hanno la meglio , e questo può causare sbilanciamenti
e disequilibri nell’intera popolazione batterica).
Tanto per complicare il discorso, non è proprio
vero che si crea un “eccesso di Carbonio” e
che i batteri usano direttamente NO3 e PO4 al posto del
Carbonio quando questi sono presenti , è più
corretto parlare di una quantità di Carbonio “disponibile”
per i batteri, che porta questi a cambiare il proprio metabolismo
per sfruttare quel determinato “cibo abbondante e
disponibile” .
Per i batteri non fotosintetici, tipicamente non c’è
abbastanza C disponibile in acqua per permettere un ottimale
utilizzo di N o P , questo spiega perché il sistema
si basa anche sul dosare fonti di Carbonio, cioè
per apportare in vasca abbastanza C in modo che N e P (quello
che noi vogliamo togliere) sia utilizzato nella maniera
più efficiente possibile.
Adesso passiamo ad analizzare quale è la principale
(non unica) fonte di Carbonio del sistema Zeovit. Il famoso
(famigerato?) Zeostart2 (ZS2), che stando alla descrizione
della guida ufficiale è una fonte di cibo per promuovere
la riproduzione di tutti i batteri nitrificanti nell’acquario,
in pratica un insieme di fonti di Carbonio assortite per
mantenere bilanciati le varie famiglie batteriche che il
sistema Zeovit vuole promuovere.
Ricordiamoci infatti che il sistema Zeovit, così
come gli altri a riproduzione batterica, non mirano a conservare
TUTTI i batteri presenti in mare , ma solo una parte, per
mantenere comunque attivi e bilanciati i vari processi effettuati
dai batteri stessi.
Lo ZS2 , in una vasca Zeovit completa, dovrebbe sempre
essere dosato , magari anche interrotto per qualche settimana
, ma non sospeso completamente , perché si potrebbe
modificare l’equilibrio batterico tanto cercato.
Ovviamente non esiste la certezza che questo equilibrio
si debba alterare in assenza di ZS2 o altre fonti di C,
ma perché rischiare ?
Una vasca può essere in grado di trovare questo
equilibrio anche senza tale prodotto. Moltissimi forumisti
non utilizzano lo ZS2 in vasche zeovit , spesso perché
hanno avuto dei problemi ai coralli, infatti questo è
probabilmente l’unico prodotto che può realmente
essere pericoloso per i coralli presenti in vasca , soprattutto
se anche solo leggermente sovradosato (il problema è
che ogni vasca ha un suo “sovradosaggio” che
non è dato da quanto si legge sulle istruzioni).
Dosando questo prodotto si aumenta la densità batterica
nella vasca .
Tale aumento di batteri porta solitamente ad un abbassamento
(o ad un mantenimento a bassissimi livelli) di nitrati e
fosfati (anche sulla guida Zeovit è consigliato di
dosarlo nella maniera più continuativa possibile
: un dosaggio minimo tantissime volte al giorno . Questo
proprio perché il prodotto vuole mantenere un equilibrio
batterico , piuttosto che variarlo velocemente) .
Come risultato dell’abbassamento dei nutrienti avremo
uno schiarimento degli animali (attenti.. schiarimenti non
vogliono dire per forza salute) .

Esempio di corallo preso prima di iniziare Zeovit.

Lo stesso corallo dopo un paio di mesi di utilizzo di Zeovit
.
Oltretutto il classico assioma “nutrienti bassissimi”
à “coralli colorati” è fondamentalmente
incompleto , non errato , ma incompleto.
C’è un altro livello a cui guardare quando
si vuole capire questi discorso. Per chi ha esperienza è
infatti noto che ci possono essere enormi differenze di
colorazione e salute dei coralli in acquario che sono tecnicamente
, chimicamente (per i nostri poveri test da mortali hobbisti)
identici e mantenuti allo stesso modo.
Questo livello è dato dalla differenza, a parità
di valori realmente bassi di nutrienti, tra sistemi con
una popolazione batterica “arricchita” ed una
non “arricchita”.
Per arricchita intendo, semplicemente, che i batteri non
devono essere solo veicoli per assorbire N o P per essere
schiumati o mangiati dal corallo (batterioplancton); invece
nel sistema Zeovit (e in molti altri , come si nota ultimamente
dalla nascita di moltissime linee di integrazioni minerali)
i batteri sono sfruttati come veicolo per portare al corallo
anche i minerali di cui ha bisogno .
Studi sulle popolazioni batteriche marine hanno dimostrato
che alcune famiglie di batteri si moltiplicano meglio in
presenza di minerali come Magnesio, Potassio (strano eh
?)ed altri .
Quindi il vero modo per comprendere la colorazione dei coralli
è dato dallo studio dei flussi che regolano le interazioni
tra zooxanthelle , coralli e microbiota (popolazione microbica):
in pratica occorre capire come nel corallo venga stimolata
la produzione di cromoproteine e cromatofore.
Il “feedback” dinamico tra le zooxanthelle
e il corallo si esprime al quel “livello” batterico
di cui parlavo sopra e nel quale si devono considerare 5
aree di possibile controllo per ottenere buone colorazioni
:
- Predisposizione genetica del corallo (se un corallo ha
scritto nel dna che è marrone , l’unico modo
per colorarlo è con la vernice.. )
- Movimento dell’acqua (caratteristica estremamente
sottovalutata in generale , meriterebbe studi al riguardo)
- Efficienza del filtraggio (ricordiamo che stiamo sempre
parlando di ambienti che di base devono essere estremamente
poveri di nutrienti)
- Luce (caratteristiche come intensità, spettro
e diffusione sono fondamentali)
- Manutenzione .. già.. perché la vasca va
mantenuta , non va da sola (o quasi). Una volta raggiunti
certi risultati , i cambi d’acqua sono necessari ;
la routine di integrazione è necessaria ; l’osservazione
degli animali è fondamentale in qualsiasi momento
di vita della vasca .
Se guardate l’immagine che ho allegato noterete che
c’è un’altra parte nel diagramma.. cioè
la relazione tra “corallo” e “microbiota”
che fa assumere al primo quegli elementi grezzi che portano
(assieme a parte dell’energia e dei pigmenti forniti
dalle zooxanthelle) alla sua pigmentazione. E’ questa
parte che ha portato allo studio di sistemi mirati allo
sviluppo batterico (dalla semplice wodka al metodo Zeovit
e all’italianissima Xaqua).
Quindi, in pratica, tutto si riduce ad avere (oltre a integrazioni
alimentari e minerali mirate) una popolazione batterica
stabile e attivissima in vasca in modo che sia ben attivo
il collegamento coralloßàmicrobiota dato che
la parte zooxanthelle ßà corallo è influenzabile
in maniera nota come ho scritto sopra.
Per avere una stabile popolazione mirata di batteri, questi
devono essere periodicamente introdotti in qualche modo
(Prodibio e Zeovit ,ad esempio, fanno inserire i batteri
anche su vasche che vanno sempre) , devono essere specificatamente
alimentati , e tutto si ricollega alle “fonti di Carbonio”
di cui parlavo sopra.
Dosare fonti di Carbonio può scatenare meccanismi
sia di limitazione sia di inibizione sia di riproduzione
batterica . Il manifestarsi di uno di questi effetti piuttosto
che altri è dovuto alla : specifica fonte di C ,
biodisponibilità della medesima e da quali famiglie
batteriche la utilizzano. Tutto ciò porta alla riduzione
dei nutrienti che è fondamentale per la colorazione
del corallo.
Prima però di approfondire questa parte vorrei
provare a spiegare come i vari batteri interagiscono gli
uni con gli altri nelle nostre vasche.
Questo discorso vale in generale per ogni altra forma di
vita : tutte le specie sono in qualche modo limitate dalle
risorse disponibili e/o dai nemici naturali; nelle comunità
dove più specie usano risorse comuni e/o hanno nemici
naturali comuni , quelle che riescono a mantenere la crescita
della popolazione in attivo per il minor numero di risorse
usate (regola R* ; Tilman 1982) o nonostante una elevatissima
presenza di nemici naturali (regola P* ; Holt et al.1994)
portano ad una estinzione di quelle concorrenti.
La coesistenza richiede che le specie siano differentemente
colpite , o colpiscano differentemente, dalle risorse disponibili
e/o dai nemici presenti in modo che la competizione intra-specifica
sia maggiore della competizione inter-specifica.
In pratica .. la quantità di biomassa batterica
è limitata dalle risorse e dai predatori. La regola
R* è una descrizione di come le famiglie,in effetti,
siano in grado di utilizzare le risorse : la regola P* è
una descrizione di come rispondano ai nemici (predatori
o competitori che siano).
Se una famiglia batterica non riesce a sopravvivere per
uno di questi motivi , semplicemente si estingue.
Difficilmente questo avviene (e se avviene è un problema)
in acquario , anche se motivi svariati esistono che possono
portare a questa condizione di disequilibrio batterico .
Quindi quando pensate a come un acquario possa rispondere
ad una “dose di C”, pensate in generale a come
questa nuova risorsa sia in grado di influenzare la coesistenza
di tutta la massa batterica.
Pensando ad una vasca zeovit (o altro sistema a moltiplicazione
batterica) dovete pensare come questa nuova risorsa combinata
con l’introduzione di diverse famiglie batteriche
sia in grado di influenzare la coesistenza della massa batterica.
Per esempio : quando dosiamo una singola fonte di Carbonio
(etanolo nel caso del classico “metodo wodka”)
, stiamo spingendo la lotta batterica a favore di quelle
famiglie in grado di utlizzare in maniera migliore l’etanolo
(regola R*). In caso di sovradosaggio si rischia una esponenziale
crescita di queste famiglie accompagnato da un rapido consumo
di O2 dalla vasca.
Nel caso di una vasca Zeovit si dosano batteri nuovi (Zeobak)
e diverse fonti di Carbonio (Zeostart2), per cui la lotta
sarà sia per le risorse che per la competizione (R*
e P*), provocando quindi un effetto stabilizzante.
Questo è il motivo per cui le strategie che possono
produrre monoculture di batteri eterotrofi possono essere
così problematiche , ed è sempre per questo
che è importante capire le dinamiche alla base di
comunità eterogenee e competitive di batteri piuttosto
che andare a studiare approfonditamente gli effetti di una
singola forte di Carbonio.
Il Dr. Randy Holmes Farley (chimico) spesso è intervenuto
sui forum americani e scrivendo articoli mirando a far capire
i rischi di un crollo di O2 in vasca dovuti a dosi eccessive
di wodka o zuccheri. Sia l’etanolo che lo zucchero
sono infatti estremamente usati da una vasta serie di batteri
eterotrofi , la cui crescita troppo rapida porta a superare
gli altri competitori (e inibire i processi che questi normalmente
effettuano) a superare i predatori e di conseguenza a sbilanciare
il normale equilibrio di popolazione batterica e, come ultimo
e più importante, porta ad un aumento di consumo
di O2 dell’acqua.
Questo non vuol dire che lo Zeostart2 non ha rischi (tutti
abbiamo sentito o letto di vasche con sistema Zeovit perse
per svariati motivi , ho molto amici che usano il sistema
Zeovit e non usano ZS2 perché lo reputano pericoloso)
, io stesso ho scritto sopra che è il prodotto più
pericoloso del sistema .
Purtroppo non è facilissimo da spiegare (non lo
è stato nemmeno provare a capire)
Ovviamente la base è che lo ZS2 influenzi pesantemente
i batteri che sono dosati con lo Zeobak, questi agiscono
:
- sulla miscela di zeoliti Zeovit
- nell’acqua
- sulle altre superfici disponibili in vasca (dalle rocce
all’attrezzatura)
- sulla matrice superficiale dei tessuti dei coralli
Questo ultimo punto è quello che ci interessa.
Riguardate l’immagine che ho allegato prima : il
legame microbiotaßàcorallo si interfaccia con
il legame coralloß àzooxanthelle sui tessuti
dei coralli.
E’ lì che l’azoto , il fosforo , gli
altri minerali , gli amminoacidi e tante altre “cose”
sono disponibili per essere ingerite dal corallo stesso.
Questo ingerimento è largamente , ma non solo , guidato
dalla cinetica .. in pratica quello che è ingerito
è dipendente dalla concentrazione sui tessuti.
Quindi dosando lo ZS2 noi modifichiamo la quantità
di batteri che il corallo ingerisce ? sì.. ma non
solo .. qualche studioso ha speculato sul fatto che la pericolosità
dello ZS2 sia data dal fatto che questo è in grado
di modificare i prodotti della respirazione batterica ,
che spostano a loro volta la concentrazione di “cose”
nell’interfaccia coralloßàmicrobiota
che di conseguenza variano quello che viene ingerito dal
corallo… e questo è MALE .
Il fatto è che potenzialmente questa reazione è
troppo veloce (lo ZS iniziale è stato modificato
, probabilmente solo diluito , e cià è dimostrato
anche dal fatto che ha perso completamente l’odore
acetico che aveva in precedenza) ma allo stesso tempo ci
sono le potenzialità di sviluppare un modo per poter
controllare in maniera efficacissima cosa far ingerire al
corallo.
Concludendo queste mie (e non solo) considerazioni vorrei
far capire che il metodo Zeovit è un sistema complesso
ma attuabile da chiunque sappia cosa guardare (è
sempre e comunque fondamentale l’osservazione degli
animali) , non è un sistema semplicemente basato
su : doso questo e questo e quest’altro completamente
alla cieca, deve essere un sistema studiato a fondo prima
di essere usato , altrimenti si rischia solo di fare danni.
E’ un metodo le cui dosi indicate nelle guide e sulle
confezioni dei prodotti vanno prese ed interpretate come
dosi massime , tutto deve essere adeguato alla vasca , e
non è un metodo “magico” , funziona solo
in presenza di ben determinate condizioni di impostazione
della vasca stessa.
E’ un metodo che mal si adatta a vasche vecchie e
stabili in quanto , come ho spiegato sopra, cerca di stabilire
un proprio equilibrio , mentre una vasca stabile e con qualche
anno ha già ( se tutto è andato bene) raggiunto
un proprio equilibrio.
Gli altri prodotti a parte quelli base (zeoliti , zeobak
, zeofood, zeostart) possono essere usati in vasche che
non utilizzano il sistema zeovit per poter stimolare lo
sviluppo delle pigmentazioni dei coralli.
Molte persone che conosco per esempio che non hanno problemi
di nutrienti utilizzano solo il bak e il food per schiarire
principalmente l’acqua (sempre tramite l’azione
batterica) e di conseguenza creare parecchi vantaggi soprattutto
di penetrazione della luce nell’acqua.
Il sistema Zeovit è una cosa complessa , ogni prodotto
ha più di un effetto sulla vasca e tutti puntano
ad un equilibrio che, una volta raggiunto, è abbastanza
facile mantenere. Comunque è un sistema che porta
la vasca al limite e che deve essere mantenuta sempre molto
efficiente .
Spero di aver chiarito qualche dubbio a quelli che, non
sapendo l’inglese, fanno fatica a leggere sui vari
forum internazionali; spero di aver fatto capire che prima
di iniziare ad usare qualcosa di nuovo in vasca sarebbe
corretto sapere cosa si andrà a modificare; in pratica
spero che qualcuno possa trarre anche un minimo beneficio
da quanto scritto.
Per chi vuole approfondire:
Nutrition and Metabolism of Marine Bacteria
XII. Ion Activation of Adenosine Triphosphate in Memebranes
of Marine Bacteria Cells
Gabriel R. Drapeau & Robert A . MacLeod
1963
http://jb.asm.org/cgi/reprint/85/6/1413.pdf
Inorganic nitrogen utilization by assemblages of marine
bacteria in seawater culture
S. G. Horrigan, A. Hagstrom, I. Koike & F. Azam
Marine Ecology Progress Series, Vol. 50, pp.147-150
1988
http://www.int-res.com/articles/meps/50/m050p147.pdf
Composition and Cycling of Marine Organic Phosphorus
Lauren Clark Kolowith, Ellery D. Ingall, Ronald Benner
Limnology and Oceanography, Vol. 46, No. 2 (Mar., 2001),
pp. 309-320
Abstract:
http://links.jstor.org/sici?sici=0024-3590(200103)
Marine Bacteria and Their Role in the Biological and Chemical
Cycles in the Sea
http://content.cdlib.org/xtf/view?do...8&brand=eschol
H. U. Sverdrup & Martin W. Johnson, The Oceans, Their
Physics, Chemistry, and General Biology. New York: Prentice-Hall,
1942.
Consumption of dissolved organic carbon by marine bacteria
and demand for inorganic nutrients
Ulla Li Zweifel, Bo Norrman, Ake Hagstrom
Marine Ecology Progress Series
Vol. 101: 23-32, 1993
http://www.int-res.com/articles/meps/101/m101p023.pdf
Nutrition and Metabolism of Marine Bacteria
I. Survey of Nutritional Requirements
Robert A. MacLeod, Eva Onofrey, and Margaret E. Norris
1954
http://jb.asm.org/cgi/reprint/68/6/680.pdf
Competitive coexistence in spatially structured environments:
a synthesis.
Priyanga Amarasekare
Ecology Letters
Volume 6 Page 1109
December 2003
http://www.blackwell-synergy.com/doi/full/10.1046/j.1461-0248.2003.00530.x
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