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    La lampada UV nell'acquario d'acqua dolce di Lele32     Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    


I raggi UV

La radiazione ultravioletta (UV o raggi ultravioletti) è una radiazione elettromagnetica con una lunghezza d'onda inferiore alla luce visibile, ma maggiore dei raggi X. Il nome significa "oltre il violetto" (dal latino ultra, "oltre"), perché il violetto è il colore visible con la lunghezza d'onda più corta.
I raggi UV occupano uno spettro che varia dai 100nm ai 400nm

Ne esistono di tre tipi diversi: UV-a, UV-b e UV-c .
Diamone una sintetica descrizione:

UV-c: sono raggi compresi tra i 100nm e 280nm.
Sono la componente più dannosa per l’uomo , rappresentano lo 0,5 % delle radiazioni solari.
Non hanno nessuna componente benefica per l’uomo è l’ossigeno e l’ozono presenti nell’atmosfera hanno il compito di filtrarli.

UV-b: sono raggi compresi tra i 280nm e 320nm; rappresentano 1,5 % dell’irradiazione solare. Anche questi raggi sono per la loro totalità dannosi per l’uomo e riescono a raggiungere la superficie terrestre in percentuale ridotta grazie all’alto potere assorbente dell’ozono. Infatti alla superficie terrestre sono rilevabili a 290 nm.

UV-a: Hanno uno spettro d’azione che varia dai 320nm a 400nm. Sono i raggi responsabili della nostra abbronzatura assieme agli UV-b. La loro dannosità è rilevabile a lunga data se non si osservano accorgimenti durante l’esposizione. L’80% dei raggi UV ha questa componente e da soli rappresentano il 6.5% della radiazione solare.

La lampada UV

Una normale lampada consiste in una sorgente di luce che può essere causata dall’ incandescenza o da scarica. Nel primo caso avremo un filamento che attraversato dalla corrente troverà una resistenza che genererà calore e con esso luce. In essa è creato del vuoto con immissione di gas per evitare che il filamento (solitamente in tugsteno) si bruci. Tra queste troviamo le più comuni lampadine e le lampade alogene.
Nel secondo caso (lampade a scarica), il processo della formazione della luce avviene grazie ad una scarica che si crea applicando agli elettrodi di un tubo di vetro ove all’interno è stato creato il vuoto ed introdotti gas e vapori metallici.

Un neon

La lampada UV è una lampada a scarica che genera uno spettro (cioè il campo delle onde elettromagenatiche ) non visibili all’occhio umano in quanto al di sotto dei 380 nanometri ed è una lampada germicida schermata in modo diverso dalle lampade comuni per l’abbronzatura. Infatti queste ultime sono simili, ma presentano una schermatura molto più rafforzata, atta a far passare solamente i raggi UV-a.

Una lampada UV per uso in acquario.

La lampada germicida è costituita da una lampada contenuta in un involucro di vetro al quarzo dove è stato creato il vuoto e sono stati immessi gas (Argon e vapori al mercurio) ed un secondo involucro contenuto nel primo, il quale è collegato ad una pompa di aspirazione.

L'esploso di una lampada UV

In pratica la pompa aspira l’acqua dell’acquario e la invia all’interno dell’involucro dove sarà esposta, prima di essere immessa nuovamente in vasca, ai raggi ultravioletti.

Funzionamento di una lampada UV
L'acqua viene prelevata dall'acquario (1) tramite la pompa (2) posizionata possibilmente dopo il filtro meccanico. Passa attraverso il contenitore esterno della lampada (6) e il tubo di quarzo (5) e viene reinserita nell'acquario sterilizzata (3). La lampada (4) irradia l'acqua con gli ultravioletti.

Lampada UV e acquariofilia

La funzione che solitamente ricopre una lampada UV è quella di sterilizzare l’acqua che viene esposta alle sue radiazioni. Tutte le lampada sterilizzatrici emettono raggi UV-c, per tanto devono essere ben schermate. Il potere di sterilizzare sta nel fatto che questi raggi, emessi da queste particolari lampade, hanno uno spettro che si aggira introno ai 254nm, valore prossimo al massimo potere assorbente del DNA delle strutture molecolari. In pratica le lampade a raggi UV per uso acquariolfio e non, danneggiano il bagaglio di informazioni delle molecole annientandole.


La luce UV distrugge il DNA della cellula.

Nel processo di sterilizzazione i raggi UV emessi hanno la funzione di eliminare tutti i parassiti presenti in sospensione in essa senza fare alcuna distinzione. Unica eccezione sono i batteri presenti all’interno del filtro (in quanto sono al riparo dai raggi UV e quindi possono tranquillamente continuare il loro lavoro di purificazione dell’acqua). Infatti sappiamo che nell’acqua delle vasche vi è una ricca e corposa flora batterica composta nella maggior parte da organismi autotrofi, cioè di organismi che sintetizzano sostanze organiche partendo da composti inorganici, e quindi utili al buon funzionamento di tutto l’ecosistema . Tra questi organismi vi sono sicuramente parassiti che, in caso di mal funzionamento del filtro o a causa di una negligenza dell’acquariolfio, possono colpire i nostri pesci.
L’utilizzo di una lampada UV quindi elimina tutti questi organismi potenzialmente dannosi.
La cosa può risultare positiva o per lo meno priva di controindicazioni, ma non lo è affatto. A seconda dei casi, ma soprattutto degli ambienti in cui viene utilizzata si possono avere benefici, danni oppure nulla di particolare.

Una curiosità... può capitare di notare, nell’ambiente dove viene usata la lampada, una sorta di freschezza nell’aria. Il fatto non e negativo! è dovuto alla ionizzazione dell’ambiente.
Raggi ultravioletti immettono ioni negativi nell’aria e contrastano gli ioni positivi, causa di malesseri.
In questi casi non si deve pensare che lampada sia guasta o le schermature danneggiate è infatti un fenomeno normale.

Lampade UV in vasche di accrescimento:

Per vasca di accrescimento intendo una vasca mediamente piccola con un filtro perfettamente funzionante, ma priva di vegetazione. Viene utilizzata esclusivamente per far crescere avannotti lontano da pesci più grossi.
In queste vasche non e ‘ positivo soprattutto mantenere attiva una lampada UV costantemente, perchè il fatto di avere un’acqua priva di batteri equivale ad avere un’acqua priva di vita; cioè un elemento che non è in grado di soddisfare le esigenze dei pesci per quanto riguarda le immunità alle patologie.
Tutto sommato si deve sottolineare che questi effetti devastanti sono proporzionati al tempo di esposizione e all’intensità dei raggi UV.
Per quanto riguarda le immunità alle patologie dei pesci, sappiamo da sempre che ogni organismo superirore, dai protozoi fino agli organismi pluricellulari compreso l’uomo, raggiunge, anche se parzialmente, questo stadio grazie alla continua esposizione ad agenti contaminanti che rafforzano il proprio sistema immunitario. Infatti ogni organismo ha come una sorta di memoria nei confronti degli agenti patogeni e tale memoria e tanto più completa tanto più dati gli verranno offerti..

Ritornando ai pesci se ne conviene che se li alleviamo in acque povere di vita, il loro sistema immunitario e con lui anche la memoria delle difese risulterà particolarmente povero e quindi più soggetto ad ammalarsi. In conclusione in una vasca di accrescimento, viste tra l’altro le dimensioni ridotte della stessa si può dire che l’utilizzo di una lampada UV sia errato e controproducente .
Allevare pesci con una immunità piuttosto bassa è rischioso, quando questi verranno inseriti in vasche normali saranno soggetti sicuramente più deboli rispetto agli altri, contribuendo in quasto modo ad eventuali epidemie che possono colpire anche i soggetti più sani. Non si pensi al fatto che il vivere in ambienti sterili sia dunque positivo e comunque il concetto di sterilità non è assolutamente sicuro, poichè sono sufficienti anche agenti esterni per modificare un ambiente sterile in un ambiente “contaminato “.

Lampada UV e le piante

L’ultizzo di lampade UV è risultato molto positivo per l’eliminazione della alga Volvox. A tal proposito e bene ricordare che il fenomeno alga è un mistero ancor oggi fitto di discussioni e va tenuto presente che si sta parlando del più antico organismo vivente e quindi facilmente adattabile e comunque sempre presente in un acquario di acqua dolce.

Alga Volvox

Ciò nonostante anche in questo caso è opportuno saper dosare la quantità di luce irradiata, in quanto i raggi UV che entrano in contatto con l’ossigeno tendono ad ossidare sia composti organici che inorganici quali nitriti, nitrati, ammoniaca etc.. Il fenomeno dell’ossidazione tende per tanto a farli diminuire in una proporzione che dipende dalla durata all’esposizione dell’acqua ai raggi UV ed alla loro intensità. Se ne deduce quindi che una eccessiva esposizione elimina alcuni composti inorganici e quindi molte fonti di nutrimento delle piante, per tanto è osservabile un rallentamento della crescita che comporta a sua volta la proliferazione di alghe infestanti.
In questo caso quindi l’utilizzo di luce UV è da usare con moderazione.

Lampade UV in acquario

Nel caso di acquari allestiti l’installazione della lampada UV può dare benefici, ma anche non darli, a seconda dei casi in cui viene utilizzata. Nel caso "acquario allestito" siamo di fronte ad un ambiente decisamente più stabile e i danni sono meno rilevabili rispetto alle vasche di accrescimento.
Infatti la peculiarità della lampada UV è quella di sterilizzare solo la quantità di acqua che scorre nelle sue vicinanze, per tanto le parti dove si annidano la maggior parte degli organismi autotrofi (fondo, oggetti di arredamento, vetri, filtro) sono al riparo.


L'installazione della lampada UV nelle vasche allestite può essere utile, ma va usata con moderazione ed in determinati frangenti. (Foto Giuseppe Castellaneta)

Un suo utilizzo ponderato non produce particolari controindicazioni, anzi! Può contribuire a ridurre i casi di patologie protozoiche e funginee.
Molte vasche “soffrono” di quella che viene definita carica batterica, cioè un eccessivo accumulo di batteri, che (si è osservato che sulla superficie dell’acqua la presenza di batteri e decisamente più ridotta rispetto al fondo, mentre sono maggiori i protozoi) possono essere presenti anche sulla superficie dell’acqua. Solitamente questo fenomeno non è dannoso, ma in quantità eccessiva può esporre i pesci a malattie.
Questa carica solitamente si manifesta in acquari avviati da lungo tempo oppure in acquari dove risulta scarsa la manutenzione ordinaria. In quest’ultimo caso, grazie alla sporcizia accumulata e al duplicarsi di batteri, la possibilità che si possa creare una situazione che favorisca l’insorgere di batteriosi è abbastanza elevata. In questo caso l’inserimento di una lampada UV è utile in quanto è in grado di ridurre questo problema o per lo meno a mantenerlo sotto controllo, fatta premessa che un altro ottimo rimedio sarebbe una corretta pulizia e manutenzione.

La lampada UV e le patologie in vasche di quarantena

Per vasca di quarantena intendo una vasca la cui capienza non superi i 5 massimo 10 litri.
All’interno di essa è presente un filtro perfettamente maturo, un termoriscaldatore e null’altro.
In queste vasche si inseriscono esclusivamente i pesci che nella loro vita abituale in acquario hanno contratto, o lo si presume, patologie di diversa entità, oppure pesci appena acquistati il cui stato di salute può essere dubbio, o solo per precauzione al fine di salvaguardare l’incolumità della vasca principale.
Per capire meglio se possa essere utile o meno la lampada UV e bene fare alcune precisazioni e prenderemo per esempio l’ittio, che ancora oggi risulta tra la malattie che più infastidisce l’acquarioflio .

L’ Ittio è un protozoo ectoparassita, naviga prevalentemente nelle superfici delle nostre vasche, la sua riproduzione avviene grazie allo spargimento, del parassita adulto, di Tomiti (i piccoli del parassita) che, essendo perfetti nuotatori, andranno alla ricerca di un ospite (pesce), incistandosi sulla cute e ne caratterizzeranno la patologia. Il Tomito sul pesce si nutre , si rafforza e si riproduce un’altra volta terminando la sua completa maturazione sul fondo della vasca.

Ichthyophthirius

In questo caso l’utilizzo della lampada in concomitanza ad un incremento termico può dare effetti positivi, poichè riesce ad uccidere un gran numero di Tomiti , quindi sicuramente ridurrà notevolmente l’esposizione del pesce a loro contatto. Il pesce ne può guarire, ma non grazie esclusivamente alla lampada. Infatti se la lampada ha ucciso i tomiti non ucciderà mai il parassita incistato nella cute, poichè mai il pesce potrà venire a contatto diretto con i raggi ultravioletti.
Per tanto se si è optato di curare questa patologia con la lampada UV e bene sapere che la sua cura avverrà grazie alla riduzione dei tomiti presenti in vasca e grazie a difese vere e proprie del pesce che eventualmente noi potremo rafforzare somministrando delle vitamine.
Equivalente discorso può essere fatto per tutti i protozooi (Costia, Chilodonella) infatti anch’essi usano lo stesso sistema di attacco dell’ittio.
Un utile impiego della lampada UV di a nei casi di corrosione delle pinne. Questa patologia, infatti, è causata da un accumulo di sostanze inorganiche nelle nostre vasche. La presenza di questa, sommata ad un carico organico eccessivo contribuisce molto all’indebolimento organico del pesce causando la patologia. Molto probabilmente solo in questo caso avremo formazioni batteriche sulla superficie dell’acqua. L’utilizzo di raggi ultravioletti potrebbe essere d’aiuto.
Per quanto riguarda le altre patologie prettamente batteriche la lampada può fare poco poichè la formazione batterica all’interno delle nostre vasche e per la maggior parte dei casi insediata sul fondo, per tanto non verranno mai a contatto diretto dei raggi UV.
Anche per i funghi del genere Saprolegna vale lo stesso discorso. Non curerà mai una micosi ma ne potrà ridurre la formazione ed in caso di un pesce contagiato sarà più’ efficace la cura specifica per questa malattia.
Tornando al discorso della sua utilità in vasche di quarantena rimango tutto sommato favorevole al suo utilizzo temporaneo al fine di rendere perfettamente sterile l’acqua (concetto possibile viste le dimensioni ridotte della vasca) in cui verrà curato il pesce.
Avremo così una percentuale in più di sicurezza e saremo maggiormente sicuri che in questa vasca non ci siano agenti patogeni contaminanti che possano ulteriormente infastidire pesci già di per se debilitati.
Sottolineo quanto detto prima sul suo uso temporaneo, poichè i raggi UV potrebbero assieme ai medicinali inseriti in acqua diminuire notevolmente la quantità di ossigeno presente in vasca e quindi creare seri problemi. Ci tengo a sottolineare il suo esclusivo uso al fine di render l’acqua sterile. Diversamente, se la si volesse utilizzare a scopo curativo, e bene non inserire altri medicinali nella vasca di quarantena durante il suo funzionamento.

Utilità della lampada UV nei cambi di acqua periodici

Può essere un buon acquisto soprattutto per chi utilizza esclusivamente acqua del rubinetto.
Solitamente chi usa quest’acqua la fa decantare per almeno 24 ore prima del suo inserimento in vasca. Se durante questo tempo la si esponesse ai raggi UV saremmo praticamente sicuri di non inserire acqua contaminata da agenti patogeni. Per lo stesso motivo può essere utlie anche all’uscita di impianti di osmosi inversa. Molto spesso nei prefiltri che proteggono la membrana si insediano dei batteri. Soprattutto se passa molto tempo tra un utilizzo e l’altro. Se a valle dell’impianto viene installata una lampada UV si elimina questo inconveniente. Molti impianti UV vengono infatti già venduti con una lampada sterilizzatrice installata.

Un impianto ad osmosi dotato a valle di una lampada germicida.

Conclusioni

Personalmente non mi sento di sconsigliare l’utilizzo di una lampada a raggi UV. Sicuramente però e bene che si sappia che non ha effetti miracolosi.
Il vero miracolo lo compie l’acquariofilo dedicando al proprio acquario tutte le attenzioni del caso, allevando specie compatibili, mentendole in un ambiente sano e pulito, con in giusti valori chimici e fornendogli una alimentazione sana e varia.
Il suo impiego può quindi risultare utile, ma non indispensabile.

 
 
 

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