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La vasca il 17 febbraio 2007
Introduzione:
La mia passione per l’acquariologia viene ormai da molto
lontano, e tutto è cominciato con un betta splendens e la
sua boccetta d’acqua… da quel momento è stato
una continua escalation di vasche vaschine e vaschette…
prima un acquarietto dolce da 20 litri, poi uno da 40 poi
uno da 80… fino al grande salto, nel 2001 insieme alla
ristrutturazione di casa per il nostro matrimonio, mio e di
mia moglie Simona, abbiamo pianificato il grande salto all’acquariofilia
marina.
L’approccio è nato per ospitare un bellissimo pomacanthus
imperator e per il fascino innegabile che il colore ed il
movimento dei pesci marini può infondere anche a prima vista.
Il fidato negoziante invece mi distolse dalla mia idea, consigliandomi
di creare un habitat per coralli molli (gli unici venduti
nel suo negozio, e quindi anche gli unici che allora conoscessi),
incompatibili con il pomacanthus. Più invertebrati
e meno pesci era l’ottima idea di fondo, peccato
solo che l’allestimento rispecchiava la vecchia idea
del biologico, quindi filtro Eheim asciutto-bagnato esterno,
filtro biologico esterno caricato con rowa phos, dupla baccies
e carbone attivo, nessuna pompa di movimento se non quella
dei due filtri esterni, tante rocce vive (ottimo!) e una luce
fievole da ben 2x54w di pll a 10.000°K.
Dai momenti bui del biologico fino all’esplosione
di sps attuali, questa è la mia vasca.

La vasca come si presentava il 17 aprile 2007. La
cosa che si nota maggiormente è la dimensione dei coralli.
Acquario:
Attualmente il mio acquario è molto diverso da come era stato
concepito, come è possibile rendersi conto dalle foto che
ho inserito alla fine di questo paragrafo.
Le misure sono 120 cm di lunghezza, 49 di profondità e 55
di altezza, ben 323 litri lordi.

Ecco come si presenta la vista da uno dei lati corti, si
noti l'intreccio che crea l'Acropora microphthalma sullo sfondo
E’ collegato tramite un tracimatore Tunze alla
sump di 50x40x30 cm tenuta con un livello di 22 cm di acqua,
posta all’interno del mobile in legno alto solo 71 cm.
La pompa di risalita è una inossidabile Eheim 1250. Completa
il sistema una vaschetta di rabbocco da 35 litri circa.
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Ecco quello che vede un
pesciolino arrivato alla fine della vasca che si volta
per tornare indietro |
Ecco una sequenza di foto che mostra i cambiamenti
del mio acquario fatti nel corso degli anni

La vasca nel febbraio del 2002: Molli e Biologico |

Passa un anno, nel 2003 si presenta praticamente
identico |

Nel gennaio del 2004 cominciano a vedersi i danni
del sistema biologico e c'è la voglia di cambiare |

Un anno di HQi (prima da 150w e poi da 250w), e l'uso
dello schiumatoio cominciano a dare i propri frutti,
si intravedono i primi sps e la vasca finalmente gira |

Marzo 2006: l'invasione di xenia continua e gli sps
cominciano a prendere il sopravvento |

La vasca a febbraio del 2007. Passato alle T5 da
ormai 6 mesi. Gli sps caratterizzano la vasca |
Movimento:
Il movimento in vasca è affidato a due pompe Tunze Stream,
originariamente erano una coppia di 6000, che sono state modificate
artigianalmente per diventare delle 6100. In verità è stato
cambiato il trasformatore usandone uno adeguato ed uguale
a quello usato da Tunze. Infatti le due pompe, le 6000 e le
6100 sono assolutamente identiche, differendo solo per il
trasformatore, ulteriori informazioni potete trovarle sul
forum a questo indirizzo:
http://acquariofilia.biz/viewtopic.php?t=47654. In questo
momento quindi la capacità di movimento dell’acquario
è pari a 12.000 litri ora per ogni pompa, per un totale di
24.000 litri ora (quindi c’è sempre in vasca un movimento
di almeno 40 volte il suo volume), vengono alternate grazie
all’uso del multi controller 7095, e dopo diverso tempo
che venivano usate con il programma “interval 2”
mi sono definitivamente convertito al programma “pulse”
che mi pare dia una spinta maggiore al movimento, che sembra
molto più naturale e molto più potente. Le pompe in vasca
sono purtroppo molto ingombranti ma il loro flusso è ad oggi,
purtroppo, ineguagliato. Per minimizzare l’ingombro
sto usando i magneti Tunze, anche se il risultato è ambiguo.
Da una parte sono estremamente comodi ed esteticamente favolosi,
ma consentono una basculazione sul piano orizzontale molto
limitata a differenza dei supporti forniti a corredo.
La notte il flusso si riduce a circa 7.000 l/h per osservare
una leggera calma notturna ma senza che il flusso si arresti
troppo. In alcune foto si nota la presenza di un velo di ciano
dovuti alla carenza di movimento data soprattutto dalle enormi
colonie di sps che bloccano e/o limitano la potenza delle
pompe.

Un granchietto simbionte dentro l'A. azurea |

Punte di A. formosa |

Polipi di A. nobilis |

Un calice di Caulastrea furcata |

Punte e tessuto di A. azurea |

A. formosa |

Polipi di Seriatopora caliendrum |

Polipi di A. non identificata |

Dentro i polipi di una A. nobilis |

I polipi di A. grandis |

Polipi di A. microphthalma |

A. microphthalma fuori dall'acqua |
Filtraggio:
Faccio un piccolo passo indietro, che è anche una premessa.
Il mio acquario si regge oggi sul più classico Metodo Berlinese,
seguito quasi alla lettera, senza nessuna aggiunta di alcun
tipo. Il passaggio dal biologico al berlinese è stato lungo
e non privo di problemi e prove. Insieme all’illuminazione
il sistema di filtraggio è stato quello che è cambiato maggiormente
nella vita del mio acquario. Come detto il sistema era iniziato
sotto l’egida del biologico e solo la frequentazione
del forum di acquaportal,
del newsgroup it.hobby.acquari
mi ha convinto a passare ad un sistema di conduzione berlinese.
Per farla breve ordinai un Aquamedic Turboflotor 1000 multi
sl per il grande salto, che usai per oltre un anno, poi
passai ad un Deltec MCE600, dei
quali potete leggere una mia prova comparativa cliccando qua,
fino a quando sono riuscito a costruirmi la sump e quindi
ho ordinato un H&S 150F2001. Uno skimmer monompompa
con il diametro della camera di contatto di 15cm spinto da
una pompa Aquabee 2001 con girante a spazzola. L’uso
dello schiumatoio associato alle rocce vive mi consente di
tenere i nutrienti a valori non rilevabili con i normali test
colorimetrici, in genere uso test Salifert.
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Qua a fianco si vede l'organizzazione
del mobile. Nella parte sinistra la sump con schiumatoio,
caduta e risalita, riscaldatore e sonde, a destra invece
reattore di calcio, trasformatori delle Tunze Stream,
vasca di rabbocco, multicontroller Tunze, e unità di potenza
Aquatronica. |
Riporto una tabella con i valori medi rilevati
nel corso degli anni, sebbene non sia un misurone,
in quanto mi baso soprattutto sulle mie capacità "visive"
e sulla capacità ormai affinata di capire la MIA vasca,
può essere utile per vedere le differenze sui valori dei diversi
metodi di conduzione fatti sulla stessa vasca:
| Anno |
Nitrati |
Fosfati |
Durezza |
Calcio |
Magnesio |
| 2002 |
8,1 mg/l |
0,08 ppm |
8,5° dKH |
372 ppm |
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| 2003 |
21,3 mg/l |
0,13 ppm |
8,3° dKH |
364 ppm |
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2004 |
21,7 mg/l |
0,10 ppm |
8,7° dKH |
393 ppm |
1177 ppm |
2005 |
3,6 mg/l |
0,00 ppm |
7,1° dKH |
362 ppm |
1162 ppm |
2006 |
0,16 mg/l |
0,00 ppm |
7,2° dKH |
373 ppm |
1171 ppm |
2007 |
0,2 mg/l |
0,00 ppm |
7,5° dKH |
380 ppm |
1150 ppm |
Luce:
Come accennavo sopra la luce è l’altra caratteristica
che nel tempo è mutata maggiormente. Partito con una 2x54pll,
sono passato ad una 4x54pll, poi la conoscenza del forum mi
ha portato nel mondo delle HQi, prima una CEAB Sunsky da 2x150w
con reattori elettronici, luce lunare e 2 pll da 54w blu,
con la quale il mio acquario ha cominciato a vivere e prosperare,
poi una Costaplafoniere 2x250w con 2t5 da 54w, con la quale
il mio acquario è letteralmente esploso.
Per alcuni problemi (sopratutto tiraggio delle parti in ombra
e calore molto elevato nella stagione estiva) conditi da alcune
considerazioni spicciolaeoltre che per curiosità, sono passato
da ormai 8 mesi alle T5, con una superba plafoniera ATI
Powermodul 8x54w, con ottimi risultati.
Il fotoperiodo è suddiviso in 11 ore di blu e 9 e mezza per
le altre 6 lampade. Attualmente uso 6 tubi ATI aquablue spezial
e due ATI blu plus.
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La Plafoniera ATI Powermodul appena
arrivata ed adagiata sul letto per vivisezionarla prima
del montaggio sulla vasca |
La plafoniera è tenuta a 20 cm dal livello
dell’acqua per consentirmi di inserire agevolmente le
mani in acqua in caso di bisogno o di taleazione, e per minimizzare
gli schizzi d’acqua sulla superficie in plexiglass di
copertura della plafoniera, tale da non dovermi costringere
ad una frequente pulizia della stessa.
Nel
forum, cliccando qua potete leggere le mie considerazioni
su questa plafoniera e sui T5 in generale espresse nel
forum.
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In questa foto si può ammirare dal lato corto di
tutto e di più:
E' quasi ora del pasto, come si vede dall'assembramento
di quasi tutti i pesci al di sotto dell'anellino posizionacibo,
nella penombra si intravede anche la Calloplesiops e
l'Acreichthys, in alto sopra la stream si vedono alcune
Aiptasie, e sempre sulla sinistra diverse chiazze inestirpabili
di Myrionema. Si notino anche, ed è impossibile non
notarle, le incrostazioni di alghe calcaree e la dimensione
relativa dei coralli... e la tridacna che prospera nell'ombra.
La A. nobilis è appoggiata al vetro e questo rende difficile
la sua pulizia.
Tutto il mio acquario in una foto... |
Controllo della Temperatura:
Il sistema è gestito dal computer Aquarium Controller
by Aquatronica che mi consente, fra tutte le altre
cose, di tenere sotto controllo la temperatura che come sappiamo
è un problema critico nella gestione di un acquario marino
di barriera. Il riscaldatore entra in funzione a 25,7 gradi
e superiormente ho definito una curva che gestisce la temperatura
massima in funzione delle ore della giornata, se si arriva
a tali valori si accendono le ventole tangenziali (fino a
3 con le HQi da 250w), se si va oltre e si arriva a 28,1 gradi
si cominciano a spegnere progressivamente le luci togliendo
la maggior fonte di calore.
Il riscaldatore è da 300w.
Con Aquatronica gestisco praticamente ogni
cosa in acquario, dagli innumerevoli timer, al livello di
sump, acquario e rabbocco, misuro pH, redox, densità ed ovviamente
temperatura. Più tutta un'altra serie di funzioni che sarà
presto oggetto di un articolo separato.
Integrazioni:
Come già scritto nell’introduzione il sistema che seguo
è il berlinese classico, in special modo cerco di mantenere
la gestione la più semplice possibile, in modo che l’acquario
sia un divertimento ed una gioia e non una costrizione. Quindi
ho un indispensabile reattore di calcio, attualmente il Korallin
c-1501, leggermente sottodimensionato per una vasca come la
mia, e non uso altro. I valori che riesco a mantenere in vasca
sono di circa 400 mg/l di calcio e fra 6 ed 8 dKH, mentre
il magnesio è mantenuto fra 1.150 e 1.200 mg/l.
Ogni mese cambio anche 100 g di carbone attivo posto in una
calza a bagno nella sump.
Non integro assolutamente nient’altro mi limito
ad usare un buon sale per i cambi d’acqua, il tropic
marine pro reef, e mantengo la densità a circa 1025.
Alcune volte è necessario alzare i valori di calcio e/o dKH,
e nel caso uso i prodotti della Kent, Turbocalcium e buffer
dKH.

A. azurea |

Lobophytum |

Intrecci fra A. microphthalma e M. digitata verde |

A. prostrata che cerca di farsi strada fra i discosomi |

Discosoma spotted |

Tridacna Maxima |

Red Sea Xenia sp. e Discosoma striata |

Discosoma striata |

Gobiodon okinawae dentro la colata di A. microphthalma |

Spugne nate spontaneamente, qua sul mantello della
Tridacna |
Manutenzione:
Come descritto anche in precedenza ho basato la vasca su un
metodo che mi consenta di mettere le mani in vasca il minor
tempo possibile, quindi la manutenzione ordinaria si basa
sulla pulizia dei vetri una volta ogni 3 o 4 giorni, il cambio
d’acqua di circa il 6% della capacità della vasca (15,5
litri) ogni 2 settimane. Una volta al mese devo estrarre le
grate delle stream e pulirle perché tendono a riempirsi di
alghe e quindi a diminuire il flusso. Ogni 2 mesi circa tolgo
il plexiglass di copertura della plafoniera e lo pulisco dalle
incrostazioni saline che inevitabilmente si formano.
Ogni sei mesi pulisco la pompa di risalita e quella dello
schiumatoio, mentre il bicchiere dello stesso lo svuoto e
lo pulisco ogni 3 o 4 giorni.
Alimentazione:
L’alimentazione dei piccoli ospiti pinnuti è affidata
principalmente ai granulati della SHG, in genere il granulato
normale ed il premium marino, quest’ultimo addizionato
di aglio e vitamine, altrimenti in caso di forte stress uso
anche il mangime del Dr. Bassler Forte, anch’esso addizionato
di aglio e vitamine. Ogni tanto aggiungo del mysis congelato,
oppure Cyclop Eeze o altro. Inoltre con cadenza mensile somministro
delle vongole fresche e soprattutto vive ad uso e consumo
della mia Calloplesiops.
Il cibo viene somministrato 2 volte al giorno in media, con
aumento della frequenza quando capita, o meglio quando sono
in casa tutto il giorno come i fine settimana.
Per i coralli somministro invece 20 ml di H&S Marine de
Luxe a giorni alterni, e 8 cucchiaini da 40cc di Elos SVC
sempre a giorni alterni, somministrati assieme e sempre attorno
alla mezzanotte.
Ospiti:
Pesci:
Amphiprion ocellaris: sono una coppia che depongono
ad intervalli fissi di circa 15 giorni. Uno dei due è con
me dall’allestimento dell’acquario, cioè da febbraio
2002, e quindi ha compiuto da poco i 5 anni. L’altro,
il maschio, è con me solo dal gennaio del 2003, quindi ha
“solo” 4 anni.
Nelle foto riportare sotto è possibile vedere la femmina nell'atto
della deposizione ed uno scatto alle uova.
Chrisiptera parasema: ultimo rimasto
di una terna inserita all’allestimento dell’acquario,
condivide con l’altro pagliaccio la longevità di 5 anni.
Pesce territoriale, ma soprattutto verso i suoi simili, tanto
che all’inizio le 3 chrisiptere si erano divise l’acquario
in parti uguali, un terzo a testa. Non so se oggi riuscirei
a fare a meno di quel bellissimo blu acceso;
Acanthurus leucosternon: il vero
padrone dell’acquario, acquistato piccolo ormai è vicino
ai 18 cm di lunghezza, è con me dal luglio del 2002, quindi
sulla soglia dei 5 anni. Purtroppo l’acquario attuale
è un po’ stretto per un pesce di queste dimensioni,
come non mi dimentico mai di dire nel forum, e quindi con
l’età tende a diventare aggressivo, soprattutto verso
lo zebrasoma. In famiglia lo abbiamo chiamato affettuosamente
Berto, è talmente docile che si fa pure accarezzare
la schiena senza timori. Oggi però non lo ricomprerei proprio
perché il mio acquario è troppo piccolo per ospitarlo in modo
degno, e quindi manifesta il suo disappunto con una aggressività
più alta del normale.
La prima foto è tutto fuorché bella, ma è una delle più vecchie
che ho, risale all'agosto del 2002, e sicuramente testimonia
come questo magnifico pesce sia cresciuto, da notare infatti
il rapporto fra la testa e le pinne... e come allora si vedesse
la linea laterale... dato che oggi, come dice chi viene a
vedere il mio acquario, è difficile vederne uno che stia meglio
in cattività se si misura la larghezza del dorso
Calloplesiops altivelis: la nostra
Camomilla, pesce spaventosamente bello, anch’ella
in vasca dal luglio del 2002 ed ormai in taglia adulta di
20 cm, ha una sola controindicazione, il suo innato appetito
verso i gamberetti, anni fa quando ancora la mia cultura acquariofila
era molto bassa in tal senso, si è pappata ben 7 lysmata wurdemanni
nel giro di due sere. A parte questo ed una timidezza sicuramente
accentuata rispetto ad altri pesci, è un pesce che si lascia
ammirare in tutta la sua bellezza soprattutto al crepuscolo
o quando sente odore di cibo.
In merito mi piace molto darle da mangiare le cozze vive,
dato che riesce a mangiarne fino a 4 consecutivamente risucchiandole
dal guscio aperto, oggigiorno la sua dieta è composta quasi
completamente da cibo granulare ma i primi due anni non è
stato semplice darle da mangiare mysis liofilizzati ed altro,
visto che il secco non lo guardava;
Centropyge bicolor: ormai in taglia
adulta, anche lui bello grassoccio, fa parte della triade
di inserimenti del luglio del 2002, preso perché il loriculus
che avrei voluto prendere non arrivava, oggi sono assolutamente
contento della scelta. Il suo tipo di nuoto flessuoso, il
suo continuo andirivieni dentro e fuori la rocciata, sono
caratteristiche peculiari fondamentali di questo bellissimo
pesce.
In quasi cinque anni non ho avuto nessun problema ai coralli,
nè agli sps nè alla tridacna.
E' solo un peccato che non sia semplice da fotografare;
Zebrasoma flavescens: inserito alla
fine del 2003, è l’ultimo grosso inserimento del mio
acquario, ed è antecedente alla conoscenza di acquaportal,
e più in generale della conoscenza dalla comunità acquariofila
marina su internet. Bellissimo nella sua maestosità, con un
giallo perfetto e senza ombre, è una nota di colore all’interno
dell’acquario. Peccato che negli ultimi mesi la sua
convivenza con Berto sia diventata un po’ complicata;
Pseudoanthias squamipinnis
Inseriti solo di recente, per dare un po' di colore tendente
al rosso, si sono dimostrati vivaci ed hanno iniziato a mangiare
sin da subito, sono attualmente due femmine ed una che ha
quasi completato il cambio sesso da femmina a maschio
Acreichthys tomentosus
Questo simpatico pesciotto, di cui purtroppo non ho nessuna
foto migliore di questa, è semplicemente un pesce favoloso...
si nutre di aiptasie infatti, ed ultimamente si sta pure mangiando
la xenia... quindi è il pesce perfetto in tutti i sensi. Peccato
solo che nella famiglia dei pesci lima esistano pesci molto
simili a lui che invece di cibarsi di aiptasie si mangiano
praticamente tutti i polipi dei coralli.
Altri pesci che sono passati dal mio
acquario...
Qua ci sarebbe da sbizzarrirsi... ho avuto diversi altri pesci,
tra cui uno splendido Synchiropus splendidus alias
pesce mandarino, che è spirato alla soglia dei 3 anni in vasca,
dopo aver ricevuto un pizzico o aver mangiato qualcosa di
profondamente sbagliato, presentava infatti una bolla enorme
da una parte del ventre
Di Salarias fasciatus ne ho avute
ben 3, una la trovai in terra la mattina, una venne mangiata
dalla Ofiura Crassa, ed un'altra morì con il ventre gonfio
dopo circa un anno dall'inserimento
Poi seguono un Chelmon rostratus
ucciso presumibilmente dal cianuro ed una coppia di Gobiosoma
evelynae ottimi divoratori di parassiti ma dalla vita
purtroppo molto corta
Invertebrati:
Gli invertebrati mi piacciono assai... peccato solo che
non posso purtroppo inserire tutti i gamberetti che vorrei
nella mia vasca, se avete letto sopra la mia calloplesiops
va matta per i Lysmata wurdemanni, e così mi sono sempre dovuto
limitare agli amboinensis, sebbene anche loro abbiano
un bel timore reverenziale verso questo bellissimo pesce
Ricci varii... un Diadema setosum,
è un caterpillar, ma contribuisce a tenere sotto controllo
la popolazione di xenia e di myrionema, diversi Salmacis
bicolor, che sebbene lenti si nutrono di Myrionema amboinensis
ed in passato anche diversi Mespilia globulus, inoltre
paguri, qua un Calcinus elegans (zampe blu) e una coppia
non ben identificata di Calcinus sp. e poi diverse
trochus, turbo etc di cui non ho foto
Gli SPS: small-polyped stony (da
Borneman)
Infine arriviamo ai coralli... all'inizio, nel 2001, non sapevo
neppure che esistevano gli sps e quindi neanche che si potessero
allevare e magnificamente riprodurre. Ora sono diventato un
sps-addicted, non riuscirei a farne a meno. In queste rapide
carrellate di foto cerco anche di farvi capire il rateo di
crescita dei vari animali, mettendo le date in cui sono stati
fotografati, tenete conto dei cambiamenti fatti e descritti
nella parte tecnica, e soprattutto del fatto che sono stati
frammentati e taleati tante e tantissime volte per venire
incontro soprattutto alle esigenze della vasca, infatti molti
sono cresciuti troppo e la taleazione è diventata una mera
necessità.

Aprile 2005: a sinistra Acropora microphtalma ed
a destra Acropora nobilis. L'inizio... |

Montipora digitata verde, appena innestata in una
roccia, ci rimarrà a lungo |

Una acropora che tenderei a definire formosa, ma
di cui non sono sicurissimo |

Montipora foliosa, ancora piccola... ma l'errore
di metterla in alto me lo porterò dietro |
8 mesi dopo, siamo a fine novembre e gli
sps crescono, e se ne aggiunge pure qualcuno...

La A. microphthalma cresce e la sua base avanza imperterrita |

La A. nobilis si sviluppa sino a lambire il pelo
dell'acqua |

Intanto aggiungo questa A. azurea |

Anche la M. digitata esplode |

La M. foliosa comincia a creare ombra sotto di se |

Lo sfondo che poi diventerà quello delle prime foto
nella pagina ancora è vuoto |

La A. formosa a centro vasca comincia a farsi notare |

Intanto la A. microphthalma protende le sue braccia
cercando di arrivare lontano |
Nel corso del 2006 pur taleando a più non
posso per limitare la crescita verso il vetro i coralli non
sembrano intimoriti e continuano a crescere... si aggiungono
altri coralli...

La A. nobilis ha cambiato lato della vasca, ora è
libera di espandersi |

La M. digitata verde cresce... |

Cresce... |

Anche da lontano fa paura |

Riflessi sull'acqua |

Ancora riflessi |

La A. formosa comincia ad avvicinarsi pericolosamente
al vetro frontale |

La M. digitata verde al massimo della sua espansione...
da qui sotto T5 |

La magnifica regina della mia vasca, una A. grandis |

Altre talee... |

Montipora samarensis |

Un LPS... Caulastrea furcata |
I Problemi avuti:
E' normale avere dei problemi quando si gestisce una vasca
di questo tipo. Da una parte le mie fatiche più grandi sono
state quelle di dover combattere contro coralli molli che
si sono rivelati infestanti, e che quindi mi hanno creato,
e mi creano, non pochi problemi nella gestione dei coralli
duri. In particolare i discosomi si sono riprodotti in tutti
i punti dell'acquario, anche in verticale, impegnandomi in
una strenua lotta nell'evitare i contatti fra questi e gli
sps. Di altra natura il problema avuto da parte della Xenia,
che pur non essendo tossica in senso lato, tende a ricoprire
qualsiasi cosa in acquario, arrivando quindi a soffocarla.
Ma questi sono problemi dovuti ad una cattiva gestione della
convivenza fra coralli duri e molli, i veri problemi avuti
ritengo siano essenzialmente due.
Il primo, di semplice soluzione una volta compreso, è stata
una invasione incontrollata di alghe rosse incrostanti, dovute
ad un livello di silicati nell'acqua molto oltre l'accettabile.
Una volta capito il problema, ed intervenuto con un filtro
post-osmosi contro i silicati, è stato incredibile l'osservare
la sparizione totale di tutte le alghe in meno di 10 giorni.
Il secondo problema invece è probabilmente un problema di
difficile soluzione. Sono stato invaso da una specie di idrozoi,
i Myrionema amboinensis, che a prima vista sono carini,
ma che infestano completamente l'acquario, e tendono a soffocare
qualsiasi cosa. Non hanno praticamente nessun nemico naturale,
che non sia anche un nemico di coralli, tranne i ricci, ed
in special modo i Salmacis bicolor ed i diadema setosus, ma
che sono estremamente lenti nel cibarsene. Riporto qua due
foto prese dagli esemplari della mia vasca.
Nel forum, a questo indirizzo, http://acquariofilia.biz/viewtopic.php?t=1981
se ne è parlato a lungo senza trovare pressoché nessun rimedio
definitivo, ma è una discussione sempre aperta che potrebbe
prima o poi rivelare un nuovo rimedio.
L'alternativa è quella di rimuoverli meccanicamente quando
formano un gruppo folto, in modo che ne sia facilitata la
loro rimozione, aiutandosi con una pinza a becco lungo, solo
che sono talmente piccoli e fragili che ricresceranno senza
dubbio alcuno.
Conclusioni:
Quando penso alla mia vasca mi viene da pensare alla caparbietà
con cui sono riuscito ad arrivare ad una vasca di SPS pur
partendo da una vasca gestita con il biologico, con attrezzature
sbagliate e con un tappeto di coralli molli in vasca. Nonostante
una attrezzatura tecnica sbagliata, nonostante coralli molli
infestanti in ogni angolo della vasca, sono riuscito ad avere
la vasca che ho sempre desiderato. Tanti coralli duri e soprattutto
molto molto grandi ed estesi, che è sempre stato un mio obiettivo.
Avere una vasca che sembrasse soprattutto un pezzo di barriera
corallina, più che un accostamento cromatico di tanti coralli
diversi. E devo dire che il risultato è stato splendido, anche
se forse le foto che ho mostrato in questo articolo non rendono
giustizia alla vasca, non riescono a restituire la grandezza
delle singole colonie, nè gli intrecci che si sono formati
con il tempo.
I pesci sono sempre stati bene, le poche eccezioni sono dovute
più che altro a salti fuori dalla vasca o alla vecchiaia biologica
dei pesci ospitati.
Ringraziamenti:
I ringraziamenti sono fondamentali in un hobby come questo.
Senza tanti amici che ho conosciuto e che mi hanno aiutato
e guidato non sarei arrivato a questi risultati.
Per primi vorrei ricordare Max e Davide, che
furono appunto i primi a farmi intuire le potenzialità della
mia vasca, subito dopo viene Acquaportal ed i due Marchi,
Marco Rosetti e Marco Milanesi, sembra scontato
ma senza di loro e senza questo forum probabilmente non sarei
qua.
Ringrazio ovviamente tutti i frequentatori del forum, che
contribuiscono alla crescita di questo magnifico hobby.
Ed infine un grazie alle due persone che maggiormente hanno
contribuito alla mia cultura acquariofila ed alla crescita
della mia vasca:
Gilberto Hassan, alias Ik2vov: incredibile dove
arrivi la sua cultura tecnica, ha sempre una risposta pronta
e la sua voglia di aiutare gli altri non è seconda a nessuno.
Grazie Gilberto!
Andrea Casalboni, dai più conosciuto come Pfft:
non so come ringraziarlo in effetti. E' una enciclopedia vivente,
conosce cose che ancora devono essere scoperte. Un amico con
cui ho avuto il piacere e la fortuna di aver condiviso fino
ad ora questo hobby. Abbiamo fatto tanti passi assieme, mi
ha sempre sorretto ed aiutato, ha sempre avuto una parola
di conforto e di aiuto. Andrea, Grazie!
Proiezioni future:
La vasca, come la vedete in queste pagine non esiste più.
E' stata smontata poco prima di finire questo articolo. Il
22 aprile 2007. Ho scelto di ingrandirla un po', complice
un piccolo problema che avevo avuto al mobile. Ma questa è
un'altra storia...
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- Night Vision - |
Le foto
Le foto sono state tutte fatte da me, tranne forse due o tre,
nella maggior parte ho impiegato una Nikon D70 con obiettivo
28/105 f.3.5/4.5 macro, mentre alcune di quelle più recenti
sono state fatte con una Canon 5D ed obiettivi 24 f.4 e 100
macro gentilmente prestatami da un amico, le più vecchia invece
con due compatte Olympus, C4000Z e C4040Z.
Non ci sono elaborazioni strane sui colori o su altro, se
non una lieve correzione ai livelli ed al bilanciamento del
bianco, ma sempre tenendo a mente quali fossero i colori reali
della vasca, in modo che in qualsiasi modo le fotografie riuscissero
a restituire un immagine il più possibilmente fedele alla
vasca.
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