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23 Febbraio 2012
 
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    Il mio cubo Malawi di Fausto (Effe_Esse)     Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    


Un suggestivo “cubo Malawi”

Vi voglio raccontare la mia ultima esperienza di allestimento di una vasca cubica dedicata ai ciclidi africani. Ho allevato Barbus per molti anni e ne ho avuti davvero di tutti i tipi e colori, ma ogni volta che entravo in un negozio di acquari restavo letteralmente incantato dai bellissimi e coloratissimi ciclidi africani. E sempre mi promettevo: “...prima o poi svuoto la vasca e la dedico all’Africa...”. Poi però la pigrizia prendeva il sopravvento e... restavo coi Barbus!

L’occasione per cambiare vasca e biotopo è arrivata nel 2005: sono andato ad abitare in una nuova casa! L’appartamento era da ristrutturare, e così ho colto l’occasione per creare in soggiorno un supporto in muratura, con tanto di fili sotto traccia, da dedicare completamente alla mia passione. Prima di fare il muretto su misura, ho acquistato una bellissima vasca semi-cubica, dopodiché... ore e ore trascorse a leggere libri, frequentare newgroup, guardare foto di pesci e di vasche già fatte...

Quello che vi presento è il frutto di un lavoro lento e certosino che spero abbia prodotto buoni risultati tecnico estetici e soprattutto stabili nel tempo.

Il lago Malawi

Il lago Malawi è lungo circa 600 km. e in alcuni punti raggiunge una larghezza di 80 km. Profondo circa 700 metri, la sua superficie si estende per un area di 31.000. km². Il lago Malawi si trova nella parte sud orientale dell'Africa ed ha avuto origine da fenomeni sismici e vulcanici. Su di esso si affacciano tre stati: ad ovest e a sud il Malawi a nord est la Tanzania e a est per una parte il Mozambico.



Solo nei primi 200 metri di profondità c’è ossigeno a sufficienza per permettere vita evoluta, sotto questo limite riescono a vivere solo microrganismi anaerobici. Durante la stagione delle piogge (che dura da novembre ad aprile) la temperatura, soprattutto nelle zone più riparate, può raggiungere i 30°c. Generalmente però la superficie del lago varia da una temperatura di 23°c. a quella di 28°c.

La composizione chimica del lago è piuttosto uniforme. Il PH varia da 7,5 a 8,5. In superficie lo scambio ottimale dei gas riduce l’anidride carbonica contenuta perciò il PH è più alto in confronto a quello che si può rivelare nelle zone più profonde o più riparate.


Lago Malawi – Reef

Vasca

La vasca che ho utilizzato è “di fabbrica” e viene prodotta dalla ditta Aquatlantide. Il modello si chiama Elite Colonne, misura 70x60x70 ed il suo volume è di circa 260 litri lordi. E’ un acquario chiuso con filtraggio interno. I vetri sono da 1 cm. di spessore. La plafoniera è ben fatta e si smonta con molta facilità. L’impressione generale è di un prodotto veramente ben realizzato.

Filtraggio

Nell’apposito vano interno alla vasca ho inserito:

· un riscaldatore da 200W Jager (settato a 25 gradi)

· spugna a maglia grossa (in dotazione alla vasca)

· ovatta sintetica Askoll Ultraflò

· cannolicchi ceramici ad alta porosità

· pompa interna da 1.400 litri/h Sicce Idra Hi-Teach line

Per evitare fastidiose vibrazioni, ho inserito tra pompa e cannolicchi un sottile strato di ovatta sintetica che fa benissimo il suo dovere di “silenziatore”. Inoltre, per tenere sempre in movimento la superficie dell’acqua e garantire un giusto apporto di ossigeno, ho provveduto ad applicare anche una pompa di movimento da 1.200 litri/h (Power Head Maxi-Jet della Aquarium Systems), dotata di effetto Venturi (temporizzata insieme alle luci), che “soffia” sotto il pelo dell’acqua la miscela aria/acqua.


Schema di allestimento del filtro interno

Acqua

Ho riempito la vasca con acqua di rubinetto trattata con biocondizionatore e attivatore biologico nelle giuste proporzioni. L’acqua di Roma è molto dura, quindi idonea a questo tipo di biotopo. Per acque più tenere occorre far uso degli appositi sali in commercio.

Prima dell’inserimento dei pesci, ho fatto maturare il filtro per circa 30 giorni. I valori dell’acqua al momento del popolamento erano i seguenti:

· PH 8

· KH 20

· GH 20

· Nitriti assenti

· Nitrati assenti

La vasca gira da un paio di mesi ed i valori per adesso sono più che stabili. In questa fase ancora iniziale, faccio test una volta a settimana. In seguito, se i valori resteranno costanti, conto di ridurre i test fino a farne solo uno al mese. Utilizzo i test ESHA AQUA QUICK in strisce.

Illuminazione

Utilizzo i 2 neon bianchi da 18W in dotazione e li tengo accesi per 10 ore al giorno. Ogni tanto, per sfizio, sostituisco quello posteriore con un attinico blu. Prima o poi dovrò decidere quale sarà il mio set definitivo. Probabilmente opterò per l’attinico perchè, oltre a rendere più suggestivo il reef roccioso, favorisce la crescita delle alghe (cosa molto gradita dai ciclidi Mbuna!).

NB: con il neon attinico la cresita delle alghe aumenta in modo esponenziale, non solo sulle rocce...


Risultato ottenuto con l’inserimento di un neon attinico da 18W

Layout

Per il colpo d’occhio mi sono lasciato guidare dall’ispirazione “marina” nel senso che, essendo io anche un grande appassionato di immersioni subacquee, ho tentato di ricreare le suggestioni del reef marino tropicale. Certo il marino è un’altra cosa... ma il Malawi non è da meno!

Per prima cosa ho inserito sul fondo un “tappetino” di gomma inerte tagliato a misura (acquistato in centro bricolage) sopra il quale ho poi creato la struttura rocciosa. La sabbia va messa per ultima. Appoggiare le pietre sulla sabbia comporterebbe infatti un rischio: i ciclidi, scavando, potrebbero far crollare la roccia sul vetro del fondo... le conseguenze ve le immaginate!

Il “reef” è tutto realizzato ad incastro nel senso che, per far stare in equilibrio le rocce, non ho usato alcun adesivo. Ho speso tantissimo tempo a cercare l’appoggio giusto per ogni singola pietra, e prima di trovare il giusto compromesso tra solidità ed estetica ho dovuto smontare e rifare l’intera scogliera parecchie volte: capite ora perché conviene la roccia lavica?!

Per dare naturalezza e profondità alla vista principale (quella frontale), ho cercato di rispettare alcune regole estetiche:

· lo sfondo è nero (ho applicato esternamente un cartoncino rivestito di plastica adesiva nera)

· lo strato di sabbia è sottile sull’anteriore (5 cm.) e più spesso sul posteriore (10 cm.)

· la scogliera è alta nel posteriore e degrada via via verso l’anteriore

· la parte anteriore contiene uno spazio sabbioso libero per il nuoto

· la scogliera è asimmetrica

Le pietre usate per realizzare la scogliera sono tutte di origine lavica. Ho scelto la pietra lavica per vari motivi: ha un peso specifico modesto, è molto porosa e si lascia ben colonizzare dai batteri, è facile da reperire (si trova nei garden), è economica, non rilascia sostanze tossiche in acqua (va comunque sciacquata!), è modellabile a piacimento.

Per il fondo ho usato una sabbia a granulometria molto fine quasi bianca, preventivamente lavata con acqua corrente.


Vista frontale del primo layout


Vista frontale del layout definitivo


Vista laterale destra del layout definitivo


Vista laterale sinistra del layout definitivo

Pesci

Data l’aggressività intra ed extra-specifica e la spiccata territorialità di molti ciclidi del Malawi, i pesci andrebbero inseriti possibilmente tutti insieme così da rendere più “dolce” la formazione dei ruoli gerarchici. Per questo motivo occorre attendere la piena maturazione del filtro che deve reggere l’urto improvviso di un notevole carico organico. E’ meglio quindi non avere fretta ad inserire i pesci ed aspettare come minimo 30/40 giorni. Poi si fa un bel test e, se tutto è ok, si parte...

Io ho avuto la fortuna di conoscere un appassionato ciclidofilo che mi ha regalato quasi tutti i pesci che attualmente ospito:

· Pseudotropheus Demasoni (2M + 1F)

· Labidochromis Caeruleus (1M + 2F)

· Pseudotropheus Saulosi (2M + 2F)

· Cynotilapia Afra (3M)

· Melanochromis Johannii (6 giovani)

ATTENZIONE --> fare un Malawi in vasche simili alla mia, con litraggio esiguo e lunghezze minime, comporta diversi rischi che bisogna conoscere e valutare attentamente: gli esemplari adulti potrebbero diventare aggressivi e molto territoriali. A medio/lungo termine la convivenza potrebbe risultare problematica e l'armonia generale fortemente compromessa. Nel mio caso è quasi certo che, a breve, io debba correre ai ripari. E già mi piange il cuore al pensiero di dover cedere qualche bel ciclide... ma probabilmente non avrò altra scelta!


Vasca popolata – vista laterale sinistra


Vasca popolata – particolare 1


Vasca popolata – particolare 2


Vasca popolata – particolare 3


Vasca popolata – particolare 4

Alimentazione

Somministro cibo vegetale una sola volta al giorno ed in piccole dosi. Alterno il Tetraphyll ed il Sera Granugreen come alimenti di base. Una sola volta a settimana utilizzo piccole quantità di Hikari Cichlid Staple. E una volta a settimana... si digiuna!

Manutenzione periodica

Settimanalmente cambio 25-30 litri di acqua con acqua di rubinetto trattata con biocondizionatore e attivatore biologico nelle giuste proporzioni. Utilizzo allo scopo il Sera Acquatan ed il Sera Nitrivec. Periodicamente sifono il fondo, pulisco bene i vetri (con una calamita) e la superficie esterna del vano filtro (con uno spazzolino). Una volta ogni 2 settimane dedico un po’ di attenzione anche a spugna ed ovatta sintetica: le immergo dentro al secchio nell’acqua appena estratta dall’acquario, e le “strizzo” molto delicatamente per 3 o 4 volte. L’acqua nel secchio diventa marrone!

Fotografie

Non sono un granché, lo ammetto. Le ho realizzate utilizzando una comune fotocamera digitale da 3.1 Mpixel, con l’accortezza di:

- togliere il flash

- selezionare la funzione “sport” (per avere tempi di esposizione bassi)

- spegnere tutte le luci della stanza ed abbassare le tapparelle


Cynotilapia Afra – Il maschio dominante

Pseudotropheus Demasoni – La femmina sottomessa

Ringraziamenti

Sono stati molti gli appassionati, di ciclidi e non, che mi hanno "preso per mano" in questa esperienza. Ringraziare tutti sarebbe difficile, anche perché ho ricevuto talmente tante risposte in rete che ricordare i nomi di tutti sarebbe davvero impossibile. Qualcuno però è stato più decisivo nelle mie scelte (biotopo, compatibilità, allestimento, tecnica, materiale, layout, ecc. ecc.), un grazie particolare va perciò a:

- La mia compagna Raffaella (per avermi sostenuto con pazienza!)

- Giovanni (per la fauna omaggiata)
- Elena (per avermi fatto conoscere Giovanni!)
- Enrico, Il Cava, Andrea AbAcAb, Svetlana, Pandawa, ecc. (per le tante soluzioni prospettatemi)
- Davide (per aver deliziato la mia vista con le specie bellissime che ospita nel suo negozio di RM)
- Maurizio Maughe (per il lavoro che fa su it.hobby.acquari)
- Frequentatori e moderatori del mitico forum Acquaportal

Quasi tutto di quello che so è farina del vostro sacco, prima che del mio! Mi scuso in anticipo se ho dimenticato qualcuno...

Per qualsiasi informazione o richiesta di aiuto non esitate a contattarmi via email. Il mio indirizzo è: effe_esse1970CHIOCCIOLAlibero.it

Visitate e votate la mia galleria fotografica personale all’indirizzo: http://acquariofilia.biz/album_personal.php?user_id=106335

Buon Malawi a tutti!!!!


 
 
 

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