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Un suggestivo “cubo Malawi”
Vi voglio raccontare la mia ultima esperienza di allestimento
di una vasca cubica dedicata ai ciclidi africani. Ho allevato
Barbus per molti anni e ne ho avuti davvero di tutti i tipi
e colori, ma ogni volta che entravo in un negozio di acquari
restavo letteralmente incantato dai bellissimi e coloratissimi
ciclidi africani. E sempre mi promettevo: “...prima
o poi svuoto la vasca e la dedico all’Africa...”.
Poi però la pigrizia prendeva il sopravvento e... restavo
coi Barbus!
L’occasione per cambiare vasca e biotopo è arrivata
nel 2005: sono andato ad abitare in una nuova casa! L’appartamento
era da ristrutturare, e così ho colto l’occasione
per creare in soggiorno un supporto in muratura, con tanto
di fili sotto traccia, da dedicare completamente alla mia
passione. Prima di fare il muretto su misura, ho acquistato
una bellissima vasca semi-cubica, dopodiché... ore
e ore trascorse a leggere libri, frequentare newgroup, guardare
foto di pesci e di vasche già fatte...
Quello che vi presento è il frutto di un lavoro lento
e certosino che spero abbia prodotto buoni risultati tecnico
estetici e soprattutto stabili nel tempo.
Il lago Malawi
Il lago Malawi è lungo circa 600 km. e in alcuni punti
raggiunge una larghezza di 80 km. Profondo circa 700 metri,
la sua superficie si estende per un area di 31.000. km².
Il lago Malawi si trova nella parte sud orientale dell'Africa
ed ha avuto origine da fenomeni sismici e vulcanici. Su di
esso si affacciano tre stati: ad ovest e a sud il Malawi a
nord est la Tanzania e a est per una parte il Mozambico.

Solo nei primi 200 metri di profondità c’è
ossigeno a sufficienza per permettere vita evoluta, sotto
questo limite riescono a vivere solo microrganismi anaerobici.
Durante la stagione delle piogge (che dura da novembre ad
aprile) la temperatura, soprattutto nelle zone più
riparate, può raggiungere i 30°c. Generalmente
però la superficie del lago varia da una temperatura
di 23°c. a quella di 28°c.
La composizione chimica del lago è piuttosto uniforme.
Il PH varia da 7,5 a 8,5. In superficie lo scambio ottimale
dei gas riduce l’anidride carbonica contenuta perciò
il PH è più alto in confronto a quello che si
può rivelare nelle zone più profonde o più
riparate.

Lago Malawi – Reef
Vasca
La vasca che ho utilizzato è “di fabbrica”
e viene prodotta dalla ditta Aquatlantide. Il modello si chiama
Elite Colonne, misura 70x60x70 ed il suo volume è di
circa 260 litri lordi. E’ un acquario chiuso con filtraggio
interno. I vetri sono da 1 cm. di spessore. La plafoniera
è ben fatta e si smonta con molta facilità.
L’impressione generale è di un prodotto veramente
ben realizzato.
Filtraggio
Nell’apposito vano interno alla vasca ho inserito:
· un riscaldatore da 200W Jager (settato a 25 gradi)
· spugna a maglia grossa (in dotazione alla vasca)
· ovatta sintetica Askoll Ultraflò
· cannolicchi ceramici ad alta porosità
· pompa interna da 1.400 litri/h Sicce Idra Hi-Teach
line
Per evitare fastidiose vibrazioni, ho inserito tra pompa
e cannolicchi un sottile strato di ovatta sintetica che fa
benissimo il suo dovere di “silenziatore”. Inoltre,
per tenere sempre in movimento la superficie dell’acqua
e garantire un giusto apporto di ossigeno, ho provveduto ad
applicare anche una pompa di movimento da 1.200 litri/h (Power
Head Maxi-Jet della Aquarium Systems), dotata di effetto Venturi
(temporizzata insieme alle luci), che “soffia”
sotto il pelo dell’acqua la miscela aria/acqua.

Schema di allestimento del filtro interno
Acqua
Ho riempito la vasca con acqua di rubinetto trattata con
biocondizionatore e attivatore biologico nelle giuste proporzioni.
L’acqua di Roma è molto dura, quindi idonea a
questo tipo di biotopo. Per acque più tenere occorre
far uso degli appositi sali in commercio.
Prima dell’inserimento dei pesci, ho fatto maturare
il filtro per circa 30 giorni. I valori dell’acqua al
momento del popolamento erano i seguenti:
· PH 8
· KH 20
· GH 20
· Nitriti assenti
· Nitrati assenti
La vasca gira da un paio di mesi ed i valori per adesso sono
più che stabili. In questa fase ancora iniziale, faccio
test una volta a settimana. In seguito, se i valori resteranno
costanti, conto di ridurre i test fino a farne solo uno al
mese. Utilizzo i test ESHA AQUA QUICK in strisce.
Illuminazione
Utilizzo i 2 neon bianchi da 18W in dotazione e li tengo
accesi per 10 ore al giorno. Ogni tanto, per sfizio, sostituisco
quello posteriore con un attinico blu. Prima o poi dovrò
decidere quale sarà il mio set definitivo. Probabilmente
opterò per l’attinico perchè, oltre a
rendere più suggestivo il reef roccioso, favorisce
la crescita delle alghe (cosa molto gradita dai ciclidi Mbuna!).
NB: con il neon attinico la cresita delle alghe aumenta in
modo esponenziale, non solo sulle rocce...

Risultato ottenuto con l’inserimento di un neon
attinico da 18W
Layout
Per il colpo d’occhio mi sono lasciato guidare dall’ispirazione
“marina” nel senso che, essendo io anche un grande
appassionato di immersioni subacquee, ho tentato di ricreare
le suggestioni del reef marino tropicale. Certo il marino
è un’altra cosa... ma il Malawi non è
da meno!
Per prima cosa ho inserito sul fondo un “tappetino”
di gomma inerte tagliato a misura (acquistato in centro bricolage)
sopra il quale ho poi creato la struttura rocciosa. La sabbia
va messa per ultima. Appoggiare le pietre sulla sabbia comporterebbe
infatti un rischio: i ciclidi, scavando, potrebbero far crollare
la roccia sul vetro del fondo... le conseguenze ve le immaginate!
Il “reef” è tutto realizzato ad incastro
nel senso che, per far stare in equilibrio le rocce, non ho
usato alcun adesivo. Ho speso tantissimo tempo a cercare l’appoggio
giusto per ogni singola pietra, e prima di trovare il giusto
compromesso tra solidità ed estetica ho dovuto smontare
e rifare l’intera scogliera parecchie volte: capite
ora perché conviene la roccia lavica?!
Per dare naturalezza e profondità alla vista principale
(quella frontale), ho cercato di rispettare alcune regole
estetiche:
· lo sfondo è nero (ho applicato esternamente
un cartoncino rivestito di plastica adesiva nera)
· lo strato di sabbia è sottile sull’anteriore
(5 cm.) e più spesso sul posteriore (10 cm.)
· la scogliera è alta nel posteriore e degrada
via via verso l’anteriore
· la parte anteriore contiene uno spazio sabbioso
libero per il nuoto
· la scogliera è asimmetrica
Le pietre usate per realizzare la scogliera sono tutte di
origine lavica. Ho scelto la pietra lavica per vari motivi:
ha un peso specifico modesto, è molto porosa e si lascia
ben colonizzare dai batteri, è facile da reperire (si
trova nei garden), è economica, non rilascia sostanze
tossiche in acqua (va comunque sciacquata!), è modellabile
a piacimento.
Per il fondo ho usato una sabbia a granulometria molto fine
quasi bianca, preventivamente lavata con acqua corrente.

Vista frontale del primo layout

Vista frontale del layout definitivo

Vista laterale destra del layout definitivo

Vista laterale sinistra del layout definitivo
Pesci
Data l’aggressività intra ed extra-specifica
e la spiccata territorialità di molti ciclidi del Malawi,
i pesci andrebbero inseriti possibilmente tutti insieme così
da rendere più “dolce” la formazione dei
ruoli gerarchici. Per questo motivo occorre attendere la piena
maturazione del filtro che deve reggere l’urto improvviso
di un notevole carico organico. E’ meglio quindi non
avere fretta ad inserire i pesci ed aspettare come minimo
30/40 giorni. Poi si fa un bel test e, se tutto è ok,
si parte...
Io ho avuto la fortuna di conoscere un appassionato ciclidofilo
che mi ha regalato quasi tutti i pesci che attualmente ospito:
· Pseudotropheus Demasoni (2M + 1F)
· Labidochromis Caeruleus (1M + 2F)
· Pseudotropheus Saulosi (2M + 2F)
· Cynotilapia Afra (3M)
· Melanochromis Johannii (6 giovani)
ATTENZIONE --> fare un Malawi in vasche
simili alla mia, con litraggio esiguo e lunghezze minime,
comporta diversi rischi che bisogna conoscere e valutare attentamente:
gli esemplari adulti potrebbero diventare aggressivi e molto
territoriali. A medio/lungo termine la convivenza potrebbe
risultare problematica e l'armonia generale fortemente compromessa.
Nel mio caso è quasi certo che, a breve, io debba correre
ai ripari. E già mi piange il cuore al pensiero di
dover cedere qualche bel ciclide... ma probabilmente non avrò
altra scelta!

Vasca popolata – vista laterale sinistra
Vasca popolata – particolare 1

Vasca popolata – particolare 2

Vasca popolata – particolare 3

Vasca popolata – particolare 4
Alimentazione
Somministro cibo vegetale una sola volta al giorno ed in
piccole dosi. Alterno il Tetraphyll ed il Sera Granugreen
come alimenti di base. Una sola volta a settimana utilizzo
piccole quantità di Hikari Cichlid Staple. E una volta
a settimana... si digiuna!
Manutenzione periodica
Settimanalmente cambio 25-30 litri di acqua con acqua di
rubinetto trattata con biocondizionatore e attivatore biologico
nelle giuste proporzioni. Utilizzo allo scopo il Sera Acquatan
ed il Sera Nitrivec. Periodicamente sifono il fondo, pulisco
bene i vetri (con una calamita) e la superficie esterna del
vano filtro (con uno spazzolino). Una volta ogni 2 settimane
dedico un po’ di attenzione anche a spugna ed ovatta
sintetica: le immergo dentro al secchio nell’acqua appena
estratta dall’acquario, e le “strizzo” molto
delicatamente per 3 o 4 volte. L’acqua nel secchio diventa
marrone!
Fotografie
Non sono un granché, lo ammetto. Le ho realizzate
utilizzando una comune fotocamera digitale da 3.1 Mpixel,
con l’accortezza di:
- togliere il flash
- selezionare la funzione “sport” (per avere
tempi di esposizione bassi)
- spegnere tutte le luci della stanza ed abbassare le tapparelle

Cynotilapia Afra – Il maschio dominante
Pseudotropheus Demasoni – La femmina sottomessa
Ringraziamenti
Sono stati molti gli appassionati, di ciclidi e non, che
mi hanno "preso per mano" in questa esperienza.
Ringraziare tutti sarebbe difficile, anche perché ho
ricevuto talmente tante risposte in rete che ricordare i nomi
di tutti sarebbe davvero impossibile. Qualcuno però
è stato più decisivo nelle mie scelte (biotopo,
compatibilità, allestimento, tecnica, materiale, layout,
ecc. ecc.), un grazie particolare va perciò a:
- La mia compagna Raffaella (per avermi sostenuto con pazienza!)
- Giovanni (per la fauna omaggiata)
- Elena (per avermi fatto conoscere Giovanni!)
- Enrico, Il Cava, Andrea AbAcAb, Svetlana, Pandawa, ecc.
(per le tante soluzioni prospettatemi)
- Davide (per aver deliziato la mia vista con le specie bellissime
che ospita nel suo negozio di RM)
- Maurizio Maughe (per il lavoro che fa su it.hobby.acquari)
- Frequentatori e moderatori del mitico forum Acquaportal
Quasi tutto di quello che so è farina del vostro sacco,
prima che del mio! Mi scuso in anticipo se ho dimenticato
qualcuno...
Per qualsiasi informazione o richiesta di aiuto non esitate
a contattarmi via email. Il mio indirizzo è: effe_esse1970CHIOCCIOLAlibero.it
Visitate e votate la mia galleria fotografica personale all’indirizzo:
http://acquariofilia.biz/album_personal.php?user_id=106335
Buon Malawi a tutti!!!!

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