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Autore: Enzo
Borri
Regolare la fotocamera
Numerose sono le regolazioni
effettuabili sulla fotocamera digitale; sicuramente le più
importanti sono relative alla gestione della luce intesa
come bilanciamento del bianco che come uso del flash.
Bilanciamento del
bianco: cos’è?
Detto in poche parole, il bilanciamento del bianco è la
regolazione che consente di avere colori fedeli alla realtà
anche con illuminazione non perfettamente bianca. Prima
di esaminare il caso specifico della foto subacquea, occorre
pensare alle foto di tutti i giorni sia scattate all’aperto
che con illuminazione artificiale. Se le foto son scattate
alla luce del sole, dato che si dice che la luce del sole
è quella bianca per eccellenza, teoricamente non si hanno
difetti di illuminazione. Nella pratica vi sono però dei
fattori – come i riflessi – che influenzano il colore della
luce. Se a fianco al soggetto c’è un elemento colorato intensamente
illuminato dal sole, il suo riflesso (colorato) può giungere
sul soggetto variandone i colori. Anche le nuvole, filtrando
la luce del sole ne possono variare il colore così come
la neve o gli specchi d’acqua. In queste situazioni la fotocamera
può effettuare un bilanciamento del bianco onde eliminare
o attenuare le dominanti cromatiche causate da una errata
illuminazione.
È spontaneo dedurre che il medesimo sistema possa intervenire
anche nella subacquea onde attenuare la caratteristica dominante
blu e aiutare a conferire ai colori un aspetto naturale.
Come agisce la
fotocamera
È possibile operare in modo manuale – impostando uno dei
valori predefiniti – oppure in modo automatico analizzando
la foto e correggendola.
Quando è impostata la regolazione automatica, poiché la
fotocamera non può conoscere la situazione in cui si sta
fotografando non può effettuare una regolazione prima dello
scatto. Solo dopo avere acquisito l’immagine questa può
essere esaminata e i suoi contenuti analizzati. Si parte
dal presupposto che vi sia sempre un particolare bianco
oppure grigio all’interno di ciascuna foto. In fase di regolazione
la fotocamera “guarda” quale sia il colore più neutro –
ossia quello più simile al bianco o al grigio – e corregge
tutta l’immagine in base a questo dato. Se il colore più
neutro è in realtà azzurro, ciò lascia presumere che la
luce che illumina l’intera scena sia azzurra. La correzione
elimina quindi la dominante.
Va però detto che questa regolazione automatica non è assolutamente
in grado di garantire sempre l’infallibilità! Se manca un
riferimento di colore neutro la fotocamera non regolerà
i colori con precisione ma in base a al colore che più si
avvicina al grigio. Se questo è un azzurro, presupponendo
una luce più azzurra di quanto nella realtà, tutti i colori
risulteranno più caldi ossia più vicini alle tonalità del
rosso… diversi da quelli reali.
Tecnicamente parlando, la fotocamera digitale regola il
bilanciamento del bianco alzando il livello del colore più
scarso nel punto più bianco rilevato. Se questo, per esempio,
è tendente al giallo (ossia rosso e verde più elevati del
blu) si aumenterà il livello del blu per compensare. In
altre parole, per chi è pratico di fotoelaborazione, assomiglia
alla regolazione dei “livelli” (o delle “curve”) come abitualmente
eseguita in Photoshop o Photoshop Elements.


Nel caso di questa foto, scattata senza interventi di bilanciamento
del bianco, è evidente la carenza di rosso e la conseguente
necessità di amplificare il segnale relativo a questa componente
cromatica.
Qui sopra si nota come una foto (scattata a circa 10 m di
profondità) sia sostanzialmente bluastra e priva di rosso.
I grafici delle componenti cromatiche (rosso, verde e blu)
mostrano nella loro parte sinistra la presenza di tinte
scure e nella loro parte destra la presenza di tinte chiare.
È evidente che il rosso è sì presente ma al contempo è meno
intenso del verde e del blu. La fotocamera, impostando adeguatamente
il bilanciamento del bianco, potrà migliorare il risultato
amplificando adeguatamente – in modo simile a quello indicato
parlando di sensibilità del sensore – il segnale della componente
cromatica rossa. Come già accennato – parlando di sensibilità
– occorre ricordare che una amplificazione elevata di in
segnale debole produce un risultato di qualità non eccellente
a tutto svantaggio del risultato finale. Una cosa importante
da tenere presente è che più un sensore è grande e minore
è influente il rumore nel colore In un sensore di grandi
dimensioni, pensiamo a quelli delle reflex, il singolo elemento
sensibile è più grande (se si prendono in esame sensori
con le medesima risoluzione) e riceve, di conseguenza, una
maggiore quantità di luce. Ciò gli consente di generare
un segnale più forte e che necessita di minore amplificazione.
Questo spiega anche perché sulle reflex digitali si possono
avere livelli di sensibilità maggiori di quelli disponibili
sulle fotocamere compatte.
Come impostare
il bilanciamento del bianco
Le tecniche consigliate sono molte; c’è chi suggerisce
di sfruttare le preimpostazioni e chi invece suggerisce
metodi più precisi. La scelta non dipende solo da cosa si
vuol fare, ma anche da cosa la fotocamera permette.

Nei menu di molte fotocamere digitali – pressoché tutte
– è presente una voce che consente di scegliere o il modo
automatico oppure una tra le varie preimpostazioni “di fabbrica”.
Nella parte a sinistra si notano quelle che la Olympus C8080
mette a disposizione per foto con luce solare scattate all’ombra,
col cielo nuvoloso, in pieno sole oppure con il sole all’orizzonte.
Sulla destra la possibilità di scegliere tra quattro valori
definibili dall’utente.
Quasi tutte consentono
di scegliere tra i valori predefiniti, molte permettono
di regolare – prima del singolo scatto – il bilanciamento
valutando la situazione specifica, poche – come quella presa
in esame, una “Olympus C8080 Wide Zoom” – permettono di
predefinire più di una regolazione.
Quando è possibile operare solo in automatico o scegliere
le impostazioni predefinite le scelte sono poche. Tra le
impostazioni predefinite nessuna è perfetta per la foto
subacquea dato il diverso uso per cui sono pensate. Operando
in automatico è possibile rilevare dei problemi nel caso
manchino delle tonalità neutre nell’inquadratura; scegliendo
tra le opzioni predefinite è meglio adottare o quelle per
le foto all’ombra o con il cielo nuvoloso dato che queste
sono le condizioni in cui la luce assume le tonalità più
vicine all’azzurro quindi più simili a quelle della fotografia
subacquea.
Quando le condizioni – e la fotocamera – lo permettono,
si ottiene una maggiore precisione cromatica usando il bilanciamento
del bianco personalizzato. Questo metodo, seppur molto efficace
e semplice, è un po’ scomodo da utilizzarsi, soprattutto
se si stanno facendo foto a soggetti non statici. Consiste
nel fare capire alla fotocamera le reali condizioni della
luce. È possibile tenere conto della profondità e della
distanza dal soggetto e di qualsiasi altro fattore che possa
determinare una differente colorazione della luce ambiente.
Quando la fotocamera prevede questa funzione, si scatta
una foto a un soggetto di colore bianco posto alla distanza
a cui si troverà il soggetto principale della foto che si
desidera scattare. La fotocamera, avendo un riferimento
molto preciso, sarà in grado molto facilmente di operare
la giusta compensazione.

Quando la fotocamera prevede questa funzione, è possibile
impostare in modo preciso il bilanciamento del bianco ritraendo
un soggetto bianco come, per esempio, la classica lavagnetta
subacquea.
Quando si dispone di una fotocamera che prevede la possibilità
di archiviare più impostazioni – una per ogni situazione
– è possibile definire più valori per il bilanciamento del
bianco; per esempio, immergendosi a profondità comprese
entro i 25 m si potrà impostare il bilanciamento rilevato
a 5 m, a 10, a 15 e a 20 m. Durante l’immersione, dopo uno
sguardo al profondimetro, si sceglie l’impostazione più
adeguata alla profondità.
L'articolo
è un estratto dal libro 'Fotografia
Subacquea per Turisti Digitali' di Enzo Borri Ed. FAG
Digital LifeStlyle. Ringraziamo l'autore per la gentile
concessione del pezzo.
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