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Autore: Cristian Umili
IL FLASH, QUESTO
SCONOSCIUTO
Letteralmente flash vuol dire lampo, come penso sappiate
tutti; in fotografia si trova uno strumento che ha questo
nome: il flash, appunto.
Questo è uno strumento che emette una intensa luce in un
tempo brevissimo, consentendoci di illuminare la scena che
stiamo inquadrando o una porzione di essa.
Il flash è composto da un pacco batterie, un condensatore,
una parabola e una lampada.
Il flash va collegato alla macchina fotografica tramite
un cavetto o direttamente sulla slitta della macchina, una
volte che si preme il pulsante di scatto si chiude il circuito
del flash e l’elettricità incamerata nel condensatore viene
rilasciata arrivando alla lampada che emette un lampo di
luce.
In commercio troviamo flash diversi e a prezzi diversi,
possiamo fare una prima suddivisione in base alla presenza
di automatismi o meno:
- Flash Manuali: questi non hanno automatismi al
massimo hanno un variatore di potenza per permettere di
frammentare la potenza.
- Flash Automatici: questi flash lavorano sia in
manuale che utilizzando una cellula esposimetrica che gli
permette di emettere un lampo con una potenza corretta per
esporre correttamente il nostro soggetto. Questo automatismo
è collegato ad alcuni diaframma a cui dobbiamo impostare
sulla nostra macchina questi diaframmi sono chiamati “diaframmi
di lavoro”. Se noi impostiamo uno di questi diaframmi sul
nostro obiettivo il flash emetterà un lampo abbastanza potente
per illuminare correttamente il soggetto.
- Flash TTL: TTL è l’abbreviazione di “Trough The
Lens” ossia attraverso le lenti. Questo tipo di flash permette
sia di lavorare in manuale e in TTL ed alcuni modelli permettono
anche di lavorare in automatico. Il flash TTL viene comandato
dall’esposimetro della macchina fotografica che sa esattamente
cosa si sta inquadrando e in alcuni casi sa anche la distanza
del soggetto perciò la potenza del lampo emessa dal flash
è sicuramente più corretta che con il sistema automatico
che con il manuale.
Una caratteristica importante del flash è la sua potenza,
che per i flash portatili viene espresso con il Numero Guida
(NG) mentre per i flash da studio viene indicata con Watt/secondo.
Nella fotografia subacquea si utilizzano esclusivamente
flash portatili perciò parleremo solo di NG.
Il Numero Guida indica il diaframma che si deve impostare
quando il nostro soggetto è a 1 metro, con pellicola 100
iso e con flash a massima potenza. Se vogliamo sapere il
NG in acqua di un flash non si deve fare altro che dividere
per 3 il NG in aria. Per es.: un flash NG 33 in aria, avrà
un NG in acqua pari a 11.
Se usiamo un flash automatico o TTL non avremo problemi
per esporre correttamente perché sarà l’esposimetro (del
flash o della macchina) a comandare il lampo. Il problema
si ha quando usiamo un flash manuale, sott’acqua non possiamo
usare esposimetri flash da studio perciò dovremo utilizzare
una semplice formula matematica:
diaframma f = NG / distanza
ossia se abbiamo un flash NG 33 in aria e il nostro soggetto
è a 3 metri avremo, 33/3=11, dovremo impostare un diaframma
pari a f11 per avere una corretta esposizione in aria. Sott’acqua
non dovremo fare altro che dividere 11 per 3 ed avremo f3,6,
però molti obiettivi non hanno questo diaframma allora arrotonderemo
a f4.
Un’altra caratteristica importante del flash è l’angolo
di campo coperto, questo è necessario quando si usano degli
obiettivi grandangolari. Se ad es. utilizziamo una Nikonos
con il 15mm, che ha un angolo di campo di 94 gradi, e abbiamo
un flash che copre 80 gradi ci ritroveremo con l’area perimetrale
della fotografia fortemente sottoesposta se non del tutto
nera. In questo caso le soluzioni sono 2: o si cambia il
flash utilizzandone uno che copra per es. 100 gradi, oppure
se non abbiamo altri flash possiamo staccare dalla staffa
il flash e arretrarlo in maniera da aumentare la distanza
flash-soggetto e in questo modo aumenteremo l’ampiezza del
cono di luce.

Se si usa un grandangolo molto spinto come può essere un
Fish eye che ha un angolo di campo di 170-180 gradi sarà
utile disporre di 2 flash in modo da coprire agevolmente
il campo inquadrato.

Una caratteristica dei flash che spesso non viene considerata
è la temperatura colore che viene espressa in gradi Kelvin
(K). La scala dei gradi Kelvin parte dallo zero assoluto
ossia da –273 C°. Se abbiamo un flash che emette luce ad
una temperatura di 5000-5500K, emetterà luce bianca; se
il nostro flash emette luce a 4000K , la luce sarà caldo
ossia giallo-rossa. Se invece il nostro flash emette luce
a temperatura superiore a 6000K la luce avrà una colorazione
fredda ossia blu-viola.
Il flash subacquei in genere si collegano alla macchina
fotografica tramite cavi, elettrici oppure a fibre ottiche,
però troviamo anche flash con servocellula (slave) ossia
scattano quando un altro flash emette luce. Questo avviene
grazie ad una cellula che se viene colpita dalla luce chiude
il circuito e fa scattare il flash. Questo sistema è utile
per non avere troppi cavi con se.
BRACCI E STAFFA:
Per poter trattenere il flash vicino alla macchina fotografica
e per poterlo spostare se necessario abbiamo bisogno di
bracci snodato oppure singolo se lo brandeggiamo a mano
e una staffa per bloccare il braccio del flash quando non
si usa.
Ringraziamo
Cristian per l'articolo e vi invitiamo a visitare il suo
sito:

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