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8 Febbraio 2012
 
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    La fotografia in immersione       Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    


Autore: Cristian Umili

IL FLASH, QUESTO SCONOSCIUTO

Letteralmente flash vuol dire lampo, come penso sappiate tutti; in fotografia si trova uno strumento che ha questo nome: il flash, appunto.
Questo è uno strumento che emette una intensa luce in un tempo brevissimo, consentendoci di illuminare la scena che stiamo inquadrando o una porzione di essa.
Il flash è composto da un pacco batterie, un condensatore, una parabola e una lampada.
Il flash va collegato alla macchina fotografica tramite un cavetto o direttamente sulla slitta della macchina, una volte che si preme il pulsante di scatto si chiude il circuito del flash e l’elettricità incamerata nel condensatore viene rilasciata arrivando alla lampada che emette un lampo di luce.

In commercio troviamo flash diversi e a prezzi diversi, possiamo fare una prima suddivisione in base alla presenza di automatismi o meno:

- Flash Manuali: questi non hanno automatismi al massimo hanno un variatore di potenza per permettere di frammentare la potenza.
- Flash Automatici: questi flash lavorano sia in manuale che utilizzando una cellula esposimetrica che gli permette di emettere un lampo con una potenza corretta per esporre correttamente il nostro soggetto. Questo automatismo è collegato ad alcuni diaframma a cui dobbiamo impostare sulla nostra macchina questi diaframmi sono chiamati “diaframmi di lavoro”. Se noi impostiamo uno di questi diaframmi sul nostro obiettivo il flash emetterà un lampo abbastanza potente per illuminare correttamente il soggetto.
- Flash TTL: TTL è l’abbreviazione di “Trough The Lens” ossia attraverso le lenti. Questo tipo di flash permette sia di lavorare in manuale e in TTL ed alcuni modelli permettono anche di lavorare in automatico. Il flash TTL viene comandato dall’esposimetro della macchina fotografica che sa esattamente cosa si sta inquadrando e in alcuni casi sa anche la distanza del soggetto perciò la potenza del lampo emessa dal flash è sicuramente più corretta che con il sistema automatico che con il manuale.

Una caratteristica importante del flash è la sua potenza, che per i flash portatili viene espresso con il Numero Guida (NG) mentre per i flash da studio viene indicata con Watt/secondo. Nella fotografia subacquea si utilizzano esclusivamente flash portatili perciò parleremo solo di NG.
Il Numero Guida indica il diaframma che si deve impostare quando il nostro soggetto è a 1 metro, con pellicola 100 iso e con flash a massima potenza. Se vogliamo sapere il NG in acqua di un flash non si deve fare altro che dividere per 3 il NG in aria. Per es.: un flash NG 33 in aria, avrà un NG in acqua pari a 11.

Se usiamo un flash automatico o TTL non avremo problemi per esporre correttamente perché sarà l’esposimetro (del flash o della macchina) a comandare il lampo. Il problema si ha quando usiamo un flash manuale, sott’acqua non possiamo usare esposimetri flash da studio perciò dovremo utilizzare una semplice formula matematica:

diaframma f = NG / distanza

ossia se abbiamo un flash NG 33 in aria e il nostro soggetto è a 3 metri avremo, 33/3=11, dovremo impostare un diaframma pari a f11 per avere una corretta esposizione in aria. Sott’acqua non dovremo fare altro che dividere 11 per 3 ed avremo f3,6, però molti obiettivi non hanno questo diaframma allora arrotonderemo a f4.

Un’altra caratteristica importante del flash è l’angolo di campo coperto, questo è necessario quando si usano degli obiettivi grandangolari. Se ad es. utilizziamo una Nikonos con il 15mm, che ha un angolo di campo di 94 gradi, e abbiamo un flash che copre 80 gradi ci ritroveremo con l’area perimetrale della fotografia fortemente sottoesposta se non del tutto nera. In questo caso le soluzioni sono 2: o si cambia il flash utilizzandone uno che copra per es. 100 gradi, oppure se non abbiamo altri flash possiamo staccare dalla staffa il flash e arretrarlo in maniera da aumentare la distanza flash-soggetto e in questo modo aumenteremo l’ampiezza del cono di luce.



Se si usa un grandangolo molto spinto come può essere un Fish eye che ha un angolo di campo di 170-180 gradi sarà utile disporre di 2 flash in modo da coprire agevolmente il campo inquadrato.



Una caratteristica dei flash che spesso non viene considerata è la temperatura colore che viene espressa in gradi Kelvin (K). La scala dei gradi Kelvin parte dallo zero assoluto ossia da –273 C°. Se abbiamo un flash che emette luce ad una temperatura di 5000-5500K, emetterà luce bianca; se il nostro flash emette luce a 4000K , la luce sarà caldo ossia giallo-rossa. Se invece il nostro flash emette luce a temperatura superiore a 6000K la luce avrà una colorazione fredda ossia blu-viola.

Il flash subacquei in genere si collegano alla macchina fotografica tramite cavi, elettrici oppure a fibre ottiche, però troviamo anche flash con servocellula (slave) ossia scattano quando un altro flash emette luce. Questo avviene grazie ad una cellula che se viene colpita dalla luce chiude il circuito e fa scattare il flash. Questo sistema è utile per non avere troppi cavi con se.


BRACCI E STAFFA:

Per poter trattenere il flash vicino alla macchina fotografica e per poterlo spostare se necessario abbiamo bisogno di bracci snodato oppure singolo se lo brandeggiamo a mano e una staffa per bloccare il braccio del flash quando non si usa.
 

Ringraziamo Cristian per l'articolo e vi invitiamo a visitare il suo sito:

 
 
 

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