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Premessa
Sollecitato
dalle numerose problematiche avanzate dagli acquariofili
alle prese con la coltivazione delle piante acquatiche tropicali,
circa due anni fa ho iniziato ad eseguire dei test sui fertilizzanti
commerciali ed ho raccolto i risultati ottenuti in questo
articolo, nella speranza che possano essere di aiuto nella
scelta e corretta somministrazione del fertilizzante più
adatto alle esigenze di ciascun appassionato.
L’articolo,
frutto dell’esperienza maturata in più di 35 anni di passione
per gli acquari di acqua dolce e in quasi 10 anni di contatti
con gli acquariofili in difficoltà con la coltivazione delle
piante, non ha la
pretesa di essere un testo didattico ma soltanto un resoconto
delle prove effettuate sull’utilizzo dei fertilizzanti e
dei risultati ottenuti.
Generalità
Negli
ultimi anni la tendenza a realizzare acquari dotati di un
elevato numero di piante ha subito una vera e propria impennata
sicuramente promossa e sostenuta dai numerosi articoli,
corredati da stupende fotografie, che il web ci mette a
disposizione. Non meno importante è stato il contributo
dei numerosi forum che hanno alimentato lo sviluppo di questo
nuovo modo di allestire le vasche, mediante il continuo
scambio di esperienze e suggerimenti sulla corretta conduzione
degli acquari.
Questa
tendenza è stata fortunatamente seguita con interesse dalla
maggior parte dei negozianti che, contrariamente a quanto
avveniva negli anni passati, ha dedicato sempre più spazio
alle piante, prima relegate ad un ruolo secondario o, addirittura,
inesistente. Le varietà disponibili oggi sul mercato ci
consentono di ottenere una infinità di accostamenti, senza
alcun limite per la nostra fantasia e creatività. Non sempre
però la loro coltivazione risulta facile e, dopo alcuni
giorni o settimane, le specie più esigenti iniziano a deperire
fino alla scomparsa.
Allestimenti
così spinti richiedono maggiori conoscenze delle esigenze
delle piante ed un costante impegno per il loro corretto
mantenimento, assicurando i nutrimenti necessari oltre,
ovviamente, una buona illuminazione ed adeguate caratteristiche
dell’acqua della vasca.
I
fertilizzanti disponibili in commercio ci consentono un’ampia
scelta sia in termini di prezzo che di semplicità di utilizzo.
Abbiamo infatti a disposizione sia confezioni uniche, che
contengono tutti gli elementi necessari ai fabbisogni delle
piante, sia linee di fertilizzanti composte da più confezioni
contenenti ciascuna i principali macroelementi, Azoto, Fosforo
e Potassio, e i microelementi, talvolta ad esclusione del
Ferro che, sempre più produttori, oggi tendono a fornire
in confezione separata.
Fino
a non molti anni fa l’aggiunta di Azoto e Fosforo era fortemente
sconsigliata a causa del rischio di proliferazione delle
alghe. Negli ultimi anni, grazie alla grande disponibilità
di sistemi di diffusione di CO2 ed al miglioramento dell’efficienza
degli impianti di illuminazione, negli acquari fortemente
piantumati, si è reso necessario anche l’utilizzo di tali
elementi che, per tanti anni, sono stati banditi dalle nostre
vasche.
Uso dei fertilizzanti
Non
sempre risulta facile, specialmente per il neofita, la scelta
dei fertilizzanti da adottare per la propria vasca anche
a causa di istruzioni talvolta insufficienti o poco chiare.
Nonostante le continue raccomandazioni sui pericoli dei
sovradosaggi, risulta spesso invincibile la tentazione di
aumentare le dosi dei fertilizzanti non appena ci si accorge
del rallentamento o dell’arresto della crescita della vegetazione.
Questo errore, tanto dannoso quanto comune, ha spesso, come
diretta conseguenza, la comparsa delle alghe che approfittano
dell’eccesso di nutrienti, non consumato dalle piante, per
proliferare nelle forme più disparate.
Se
la scelta del tipo di fertilizzante da utilizzare crea talvolta
incertezza e confusione, il corretto dosaggio è molto più
critico ed è determinante per il successo.
Allo
scopo di conoscere l'efficacia e le criticità di alcuni
fertilizzanti, negli ultimi due anni ho eseguito dei test
su cinque linee di
fertilizzanti dei seguenti produttori: Dennerle, Anubias,
Elos, Brightwell ed Equo.
Ad
esclusione del marchio Equo, testato su vasca di nuovo allestimento,
tutti i fertilizzanti sono stati provati nella stessa vasca
avente le seguenti caratteristiche:
Dimensioni
in cm: 120x45x45h, altezza dell’acqua circa 42cm, volume
netto circa 220 litri.
Illuminazione
costituita da 3 lampade Philips: 1 Aquarelle da 38W, 1 AquaSky
da 38W ed 1 Aquarelle da 30W.
Valori
principali dell’acqua: GH=8/9, KH=7, pH tra 7,0 e 7,3, NO2
assenti, NO3 da 0 a 10mg/l e Fe da 0 a 0,15mg/l in funzione delle
dosi di fertilizzante utilizzate. Filtraggio: filtro interno
con lana di perlon e 2 spugne, pompa da 600 l/h.
Riscaldatore
da 75W.
Impianto
di CO2: bombola da 7
Kg con riduttore di pressione, valvola
a spillo, ampollina conta bolle esterna alla vasca e diffusore
TFJ con setto poroso in ceramica, erogazione 60 bolle/minuto.
Fondo:
ghiaietto policromo da 2-3
mm fertilizzato solo all’atto dell’installazione
avvenuta il 3/12/93.
Piante
coltivate (nel corso dei due anni di test alcune specie
sono state sostituite da altre):
Vallisneria
spiralis e americana, Anubias barteri nana e lanceolata,
Echinodorus horemani red, Micranthemun umbrosum e micranthemoides,
Hemianthus callitricoides, Ludwigia glandulosa red, Didiplis
diandra, Alternanthera reinickii red, Hydrocotyle leucocephala,
Rotala rotundifolia, Hygrophila corymbosa mini, Hygrophila
angustifolia, Lysimachia nummularia aurea, Bacopa caroliniana,
Hygrophila nana, Limnophila sessiliflora, Cryptocoryne walkeri,
Microsorium pteropus, Vesicularia dubyana, Monoselenium
tenerum.
L'acqua
utilizzata nella vasca è quella di rubinetto senza correttivi.
A tale proposito consiglio, agli appassionati meno esperti,
di misurare sempre i valori di GH, KH e NO3 (nitrati) della
propria acqua di rubinetto, in molti casi si renderanno
conto che potrebbero utilizzarla pura o, se troppo dura,
tagliata con acqua demineralizzata o di osmosi, senza essere
costretti a mineralizzare, con gli appositi sali, la sola
acqua di osmosi. Dalla seguente tabella, che riporta i valori
di durezza totale dell'acqua potabile di 35 città italiane,
si evince che, almeno per quanto riguarda tale valore, potrebbe
essere utilizzata, in molti casi, con correzioni minime
o senza alcuna correzione.

Non
ho a disposizione i valori della durezza carbonatica e dei
nitrati che invito a misurare per controllare se sono necessarie
miscelazioni prima dell’uso in acquario.
Modalità del test:
Ho
iniziato con dosi ridotte del 50%, rispetto a quanto prescritto
dal produttore, per il primo periodo di circa 20gg, ho poi
somministrato le dosi standard per circa un mese e mezzo
ed infine ho aumentato
le dosi del 50% per circa 20gg per poi tornare alle dosi
standard. I test sono stati interrotti da Giugno a metà
Settembre. Tranne che per il primo prodotto testato, il
periodo di prova ha avuto una durata di circa 3 mesi.
Dennerle: inizio 13/05/07 - fine 30/10/07
Prodotti
utilizzati:
-
giornalieri liquidi:
- A1, contenente potassio, magnesio e microelementi;
- A1
NPK, contenente, oltre agli elementi presenti in A1, anche
basse percentuali di azoto e fosforo;
-
mensile in compresse: E15, contenente potassio,
ferro e manganese;
- mensile liquido: V30, contenente gli stessi elementi di
A1 ma in percentuali decisamente superiori.
I
flaconcini, contenenti i prodotti liquidi, sono in plastica
con tappo dosatore a pompetta.
La composizione ed il contenuto percentuale
degli elementi contenuti in ciascun prodotto sono indicati nelle confezioni.
Le quantità degli elementi presenti
nell’acqua, al momento della somministrazione delle dosi
consigliate dal produttore, sono riportate nella seguente
tabella, espresse in mg/l:

V30
ed E15 sono fertilizzanti mensili e, pertanto, presentano
un contenuto di elementi molto più alto di quello presente
nei fertilizzanti giornalieri A1 e A1NPK.
Pur
essendo sufficientemente chiare le istruzioni, ritengo che
tale linea di prodotti sia più indicata agli appassionati
che hanno acquisito una certa esperienza nell’uso dei fertilizzanti.
Le dosi minime predeterminate dalle erogazioni a pompetta
(una dose è di circa 0,2ml e tratta 100 litri di acqua al giorno),
non consentono infatti un dosaggio facilmente adattabile
a tutte le vasche, specialmente quelle con un volume di
acqua inferiore ai 100 litri. Quando il prodotto
sta per finire la quantità erogata non è costante e potrebbe
spingere l’utilizzatore a somministrare un numero eccessivo
di dosi.
Durante
il primo periodo (dosi ridotte del 50%) ho notato difficoltà
di crescita generale e arresto della crescita delle piante
più esigenti. Le dosi standard hanno portato ad un buono
sviluppo generale della massa vegetale mentre le dosi maggiorate
hanno provocato, in pochi giorni, un rallentamento della
crescita delle piante più delicate. Fondamentali si sono
rivelati i cambi d'acqua del 50% del volume netto della
vasca che hanno sempre portato ad un miglioramento della
crescita.
Forse
a causa del limitato periodo di test, non ho avuto modo
di apprezzare la differenza tra A1 e A1NPK che, nel mio
acquario, non ha prodotto sostanziali differenze di crescita
della vegetazione rispetto ad A1. Riscontrata notevole difficoltà
nel raggiungere il corretto protocollo di fertilizzazione.
Non
ho documentazione fotografica ma solo appunti sulle dosi
utilizzate ed sui risultati ottenuti.
Anubias: inizio 31/10/07
- fine 03/02/08
I
prodotti utilizzati sono della linea Supra (da somministrare
solo in vasche avviate da alcuni mesi e con molte piante):
-
giornaliero liquido: Supra Dies contenente ferro ed microelementi;
- settimanali liquidi:
- Supra Duo A, contenente azoto, calcio e ferro;
- Supra Duo B, contenente fosforo, potassio, magnesio
ed alcuni microelementi:
- quindicinale liquido: Supra Eximia integratore
di ferro, microelementi, vitamine, amminoacidi ed enzimi.
I
flaconi, contenenti i fertilizzanti, sono in plastica, riportano
i componenti presenti ma non le loro percentuali. Comodi
da usare, grazie ai copri tappo graduati, permettono di
dosare facilmente e con precisione i prodotti in vasche
di qualunque grandezza.
Reazione
iniziale positiva di tutte le piante seguita da un sorprendente
aumento del fogliame delle Anubias:

ed
una crescita straordinaria del Micranthemum umbrosum:

Ottimi l’aspetto e la colorazione di tutta
la vegetazione, come mostrano le foto seguenti:
Didiplis diandra Bacopa caroliniana
Limnophila sessiliflora

Panoramica della vasca scattata al
termine della sperimentazione
Anche
in questo caso ho riscontrato qualche difficoltà a raggiungere
il dosaggio corretto che garantisse la crescita costante
di tutte le piante. A distanza di 12-15gg dal cambio d'acqua,
ho sempre notato un rallentamento della crescita di molte
piante, subito seguito da una ripresa dopo la sostituzione
di circa il 50% di acqua.
Sovra
dosaggi di Supra Duo A e B hanno favorito la comparsa delle
alghe, regredite e scomparse non appena ridotte le quantità.
Dosaggi inferiori hanno portato ad un rallentamento generale
della crescita.
Adatto
sia ai principianti che agli esperti, è particolarmente
indicato per chi non ama effettuare potature frequenti in
quanto tende a favorire la crescita della vegetazione che
normalmente non presenta uno sviluppo veloce, a discapito
di quelle piante che presentano una crescita rapida.
Elos: inizio 04/02/08 - fine 26/05/08
Podotti
utilizzati:
-
Fase 1: fertilizzante liquido a base di ferro e microelementi,
da somministrare a giorni alterni;
-
Fase 2: fertilizzante liquido a base di azoto e fosforo
e microelementi, da somministrare a giorni alterni o più
raramente. A causa della presenza di azoto e fosforo, è
da utilizzare solo in vasche con molta vegetazione, basso
numero di pesci, buona illuminazione e sufficiente presenza
di CO2;
-
K 40: fertilizzante liquido a base di potassio e aminoacidi,
da somministrare una volta a settimana
o più a seconda della velocità di crescita e del
numero delle piante coltivate.
I
flaconi sono in vetro con dosatore
a pompetta in grado di erogare 1ml di prodotto ad ogni pressione
per la fertilizzazione di 100 litri di acqua al giorno.
Le confezioni riportano i componenti
presenti ma non le loro percentuali.
Come
già osservato nel corso del precedente cambio di fertilizzante,
le piante hanno reagito positivamente al nuovo prodotto
ed hanno manifestato, dopo la prima settimana, una crescita
molto veloce, come si evidenzia dalle foto seguenti: Ludwigia
red 5,8 cm/settimana, Bacopa caroliniana 4,9 cm/settimana,
Didiplis diandra 4,6 cm/settimana, Rotala rotundifolia 7
cm/settimana. La Limnophila e la Rotala erano state potate il 17/2 ma, come mostra
la foto del 23/2, erano nuovamente cresciute.
Il
dosatore a pompetta è pratico e veloce ma, come per i prodotti
Dennerle, non risulta molto comodo in vasche piccole, anche
se errori di sovra dosaggio non comportano dannosi squilibri
dell’ambiente.
Quando
il prodotto sta per finire la quantità erogata non è costante
e potrebbe spingere l’utilizzatore a somministrare un numero
eccessivo di dosi.
Dosaggi
standard di Fase 2 hanno portato ad una leggera comparsa
di alghe, regredite e scomparse non appena ridotte le quantità.
Dosaggi di Fase 1 e K 40, inferiori a quelli standard, hanno
portato ad un rallentamento generale della crescita.
Ho
trovato difficile raggiungere la corretta somministrazione
di Fase 2 che deve essere utilizzato con molta attenzione
poiché, a causa della presenza di azoto e fosforo, tende
a favorire la crescita delle alghe.
Ottimo
l’aspetto generale della vegetazione con una leggera attenuazione
del colore rosso di alcune specie scomparsa, dopo un paio
di settimane, grazie all’aggiunta di un fertilizzante “fai
da te” a base di ferro. Elos, a tale scopo, mette a disposizione
Extra 1, che, anche se non personalmente testato, ritengo
sia necessario utilizzare assieme agli altri prodotti in
acquari con piante rosse e/o con molta vegetazione.

Hygrophila angustifolia Lysimachia nummularia aurea Ludwigia glandulosa red
Brightwell: inizio 21/09/08 - fine 31/12/08
Prodotti
utilizzati:
- Florin Multi: fertilizzante liquido a base di macro e
microelementi, da somministrare giornalmente o settimanalmente;
- Florin Fe: fertilizzante liquido a base di ferro, da somministrare
a giorni alterni o giornalmente in base al consumo rilevato
nelle 24 ore;
- Florin K: fertilizzante liquido a base di potassio, da
somministrare a giorni alterni o giornalmente in base al
consumo rilevato nelle 24 ore;
- Florin Gro: fertilizzante liquido a base di azoto, da
somministrare a giorni alterni o giornalmente in base al
consumo rilevato nelle 24 ore. Da utilizzare solo in vasche
con molta vegetazione, basso numero di pesci, buona illuminazione
e sufficiente presenza di CO2;
- Florin Axis: fertilizzante liquido a base di carbonio
biodisponibile, magnesio,
acidi umici ed acidi fulvici, Kelp e proteine idrolizzate,
da somministrare giornalmente o settimanalmente.
I
flaconi in plastica presentano un pratico tappo che permette
di erogare facilmente il prodotto in gocce, per la fertilizzazione
giornaliera o, se svitato e capovolto, in ml per le dosi
settimanali.
Tutte
le confezioni, come per i prodotti Dennerle, riportano la
composizione ed il contenuto percentuale. La tabella seguente
mostra le quantità degli elementi presenti nell’acqua, al
momento della somministrazione delle dosi consigliate dal
produttore, espresse in mg/l:

Alla
fertilizzazione settimanale ho preferito la giornaliera,
più impegnativa ma decisamente gestibile in modo migliore.
La
fertilizzazione settimanale comporta infatti elevate concentrazioni
iniziali che tendono ad ridursi con il passare dei giorni,
gli elementi nutritivi sono inizialmente disponibili sia
per le piante che per le alghe in quantità elevata.
La
fertilizzazione giornaliera rende disponibili per le piante
tutti quegli elementi che dovrebbero essere utilizzati nel
giro di 24 ore, lasciando poco o nulla a disposizione delle
alghe.
Le
istruzioni in italiano, pervenute con i flaconi, riportano,
come quelle in inglese applicate ai flaconi, entrambe le
modalità di dosaggio, settimanale e giornaliera, ma con
alcune imprecisioni, riportate nel seguito, che potrebbero
trarre in inganno o confondere la maggior parte degli utilizzatori
alle prime armi:
Florin
FE: le istruzioni in italiano consigliano un dosaggio di
5ml/giorno, dose doppia rispetto a quanto riportato nelle
istruzioni, in lingua inglese, presenti sui flaconi, che
consigliano un dosaggio di 5ml a giorni alterni. Anche tale
dose ritengo che sia però
eccessiva, in quanto porta la concentrazione iniziale di
ferro a circa 0,15mg/l, valore che, nel mio caso, è risultato
ben superiore all’assorbimento giornaliero da parte della
vegetazione.
Florin
K: come per il Florin Fe, le istruzioni in italiano consigliano
un dosaggio giornaliero di 5ml/giorno, dose doppia rispetto
a quanto riportato nelle istruzioni, in lingua inglese,
presenti sui flaconi che consigliano un dosaggio di 5ml
a giorni alterni.
Florin
Gro: le istruzioni non evidenziavano il rischio di comparsa
delle alghe in caso di utilizzo in vasche sovrappopolate
e/o prive di un adeguato numero di piante a crescita rapida.
Per
quanto concerne Florin Fe, Florin K e Florin Gro, le istruzioni
in italiano, relative alla modalità di fertilizzazione per
esperti (“Avanzato”), riportano sia le unità di misura inglesi
che quelle italiane, creando confusione nella parte finale
del documento, dove è richiesto di moltiplicare per il numero
di litri della vasca, il valore ottenuto dividendo il consumo
giornaliero dell'elemento da dosare, con il valore che si
ottiene diluendo 1ml di prodotto in 1 gallone (circa 4 litri di acqua). In realtà
il giusto fattore moltiplicativo da utilizzare non deve
essere espresso in litri ma in galloni (volume della vasca
in litri diviso 4).
La
fertilizzazione giornaliera standard mi ha permesso di ottenere
ottimi risultati non solo nelle fasi iniziali ma per tutta
la durata del test. Non ho mai riscontrato particolari difficoltà
nel calibrare le dosi in funzione dei cambiamenti apportati
all'acquario quali potature di molte piante, riduzione o
aumento delle specie coltivate o del numero di pesci.
La
sospensione dei periodici cambi d'acqua non ha provocato
una sensibile diminuzione del ritmo di crescita della massa
vegetale per circa due mesi, poi ho riscontrato un arresto generale della crescita
come quando ho utilizzato dosi dimezzate. Sovra dosaggi
di Florin Multi, FE e K non hanno evidenziato miglioramenti
nella crescita.
La
sospensione della fertilizzazione, di un giorno a settimana,
non ha visibilmente ridotto la velocità di crescita mentre
la sospensione totale ha portato ad un arresto della crescita
dopo meno di 5gg e, successivamente ad una riduzione del
volume del fogliame. La foto seguente mostra la differenza
di crescita di talli di Monoselenium tenerum prelevati da
una vasca priva di fertilizzazione (a sinistra) e da una
vasca con fertilizzazione standard (a destra).

Le
piante sono risultate danneggiate a tal punto da impiegare
circa 15gg di fertilizzazione standard, prima di riprendere
l'aspetto rigoglioso iniziale. L'arresto della crescita,
dopo così pochi giorni, indicava che il protocollo di fertilizzazione
era sufficientemente corretto e non provocava accumulo di
elementi nell’acqua e nei tessuti delle piante.
Utilizzando
le dosi standard non ho mai riscontrato problemi se non
quando ho aumentato il dosaggio del Florin Gro, in presenza
di un elevato numero di pesci. A fronte di un leggero aumento
della crescita media della vegetazione ho, purtroppo, constatato
la comparsa di alghe, regredite in meno di 10 giorni dalla
riduzione della somministrazione del prodotto. Le foto seguenti
danno un’idea della velocità di crescita delle piante dal
1/12 al 15/12: Ludwigia red 6 cm/settimana, Bacopa caroliniana
5,2 cm/settimana, Didiplis diandra 4,5 cm/settimana, Rotala
rotundifolia 10,5 cm/settimana.

Ottimo
l’aspetto generale della vegetazione con foglie grandi,
colori vivi e produzione di bollicine di ossigeno:

Foto scattata a Dicembre 2008 Rotala
rotundifolia
Non
ho riscontrato sensibili miglioramenti utilizzando Florin
Axis nella vasca di test già dotata di sistema di fertilizzazione
di CO2, ho invece trovato benefici in altre due vasche prive
di tale sistema di fertilizzazione.
Equo: inizio 06/08/08 - fine 28/02/09
Discorso
a parte merita la linea Equo in quanto utilizzata nell'allestimento
e conduzione di una nuova vasca da 150
litri, presso un parente, e non nella
mia vasca di test.
A
differenza degli altri prodotti ho utilizzato, in questo
caso, anche i prodotti per la preparazione del fondo e un
antialghe biologico:
- Substrato fertile Vigor;
- Terra attiva tropicale
fine Eden;
- Stabilo KH+;
- Integra GH+;
- Florido H24+: fertilizzante
liquido giornaliero, contenente ferro, boro, potassio,
magnesio, manganese, microelementi;
- Florido G7+: fertilizzante
liquido settimanale, contenente ferro, manganese, magnesio,
potassio, solfati, microelementi;
- Florido G30: fertilizzante
liquido da utilizzare ai cambi d'acqua, contenente ferro,
manganese, magnesio, potassio, boro, solfati, microelementi;
- Bio-Alganex: antialghe
biologico liquido.
Tipo
di confezioni dei fertilizzanti:
-
Florido H24+: flaconcino in vetro con contagocce dosatore;
-
Florido G7+ e Florido G30: flaconi in alluminio con tappo
dosatore;
-
Bio-Alganex: fiale.
Dopo
aver preparato il fondo con il substrato fertile Vigor,
ricoperto da 8-10 cm di terra attiva tropicale
Eden, ho sistemato gli arredi e riempito la vasca con acqua
di rubinetto con i seguenti valori: GH=8/9, KH=7 e pH=7,6.
Come
da istruzioni, per le prime settimane ho inserito gli integratori
di KH e GH in quanto la terra attiva Eden tende ad assorbire
i sali presenti nell'acqua rendendola demineralizzata.
Ho
introdotto le piante dopo una settimana ed i pesci dopo
due settimane.
Il
produttore consigliava l'utilizzo di Bio-Alganex dopo circa
una settimana dall'allestimento ma non ho seguito il suggerimento
per timore di un possibile danneggiamento delle piante.
A
circa 5 settimane dall'allestimento, a causa di un errore
di fertilizzazione da parte della persona che si occupava
della gestione della vasca (immissione di dosi giornaliere
di G30 per 5 giorni consecutivi, anziché ad ogni cambio
dell’acqua), arredi e piante sono stati letteralmente ricoperti
dalle alghe.
Nonostante
i copiosi cambi d’acqua la situazione, dopo 15 giorni era
ben lontana dal risolversi. Confortato ed incuriosito dal
fatto che si trattava di un antialghe biologico e non chimico,
ho utilizzato il Bio-Alganex come ultima risorsa utile a
debellare l'invasione delle alghe, peggiorata anche dal
fatto che il proprietario della vasca, come tutti i neofiti,
ignorando i miei ripetuti consigli, aveva inserito un numero
di pesci 3 volte superiore a quello consentito dal volume
della vasca stessa.
Dopo
circa un mese dall’introduzione del Bio-Alganex, i tronchi
hanno mostrato una buona riduzione delle alghe, come si
nota dalle foto seguenti prese a distanza di circa un mese
l’una dall’altra:

Dopo
circa 2 mesi, quasi tutti gli arredi erano puliti ma le
alghe erano ancora presenti sulla parte bassa delle piante
a crescita rapida e su buona parte di quelle a crescita
lenta.
Dopo
3 mesi di utilizzo di Bio-Alganex la vasca era perfettamente
pulita e le piante presentavano una crescita regolare.
Solo
dopo l'eliminazione delle alghe è stato possibile riprendere
il test.
Inizialmente
ho utilizzato dosi ridotte di 1/3 rispetto a quanto consigliato
dal produttore. In tale periodo le piante hanno manifestato
una crescita stentata fino a quando non ho portato le dosi
al valore standard. I migliori risultati li ho ottenuti
con cambi d’acqua settimanali del 30% della capacità netta
della vasca. In questo caso la crescita di tutta la vegetazione
non ha presentato problemi, riscontrati invece nel caso
in cui effettuavo i cambi d’acqua ogni due o tre settimane.
La sospensione del fertilizzante giornaliero per una o due
volte a settimana non ha comportato problemi di crescita
che è risultata compatta, senza steli sfilati, con foglie
dai colori intensi e prive di imperfezioni, come mostra
la seguente foto:

Considerazioni finali
Per
quanto riguarda la presenza di CO2, sono molte le specie
che possono essere coltivate senza problemi in assenza di
tale fertilizzazione, in questo caso sono però indispensabili
regolari cambi d’acqua settimanali. La crescita si presenta
più lenta ma l’aspetto generale della vegetazione è buono.
Il dosaggio del fertilizzante risulta più critico e deve
essere ridotto rispetto a quanto somministrato in presenza
di CO2. Il rischio alghe è più alto e, in acquari con abbondante
vegetazione, le specie in grado di estrarre il carbonio
dai carbonati (Elodea, Myriophyllum, Cabomba ecc.) potrebbero
prendere il sopravvento a discapito di quelle non in grado
di attuare tale processo.
Per
una crescita costante e rigogliosa della vegetazione, ho
trovato indispensabili i cambi d’acqua quindicinali del
50% o settimanali del 30% della capacità netta della vasca.
Eliminano infatti non solo le eventuali sostanze nutritive
non assunte dalle piante ma anche quella parte degli elementi
di scambio, prodotti dalle piante stesse (inibitori della
crescita), che, accumulandosi
nel tempo, causano il rallentamento o, in alte concentrazioni,
il blocco della crescita della vegetazione.
La
differenza tra un fertilizzante e l’altro non è solo dovuta
al numero degli elementi presenti ma anche al
rapporto della loro concentrazione che tende a favorire
la crescita di una specie piuttosto che un’altra. Alcune
specie, per una buona crescita, richiedono inoltre una maggiore
concentrazione di alcuni elementi. Ad esempio, l’Hemianthus
callitricoides ha bisogno di una concentrazione di nitrati
più alta di molte altre specie, l’aggiunta di prodotti contenenti
azoto ha infatti ridato, in pochi giorni, volume, consistenza
e colore alle piccolissime foglie.
Tutti
i prodotti testati hanno dato risultati positivi, la differenza
che li caratterizza è unicamente dovuta alle difficoltà
nel raggiungere il dosaggio ottimale. Ritengo inoltre importante
sottolineare che la maggior parte delle piante presenti
nella vasca di test, non presentava eccessive difficoltà
di coltivazione e, pertanto, questo aspetto potrebbe
non aver messo in evidenza le reali potenzialità di ciascun
prodotto. Sicuramente l'esperienza maturata nel corso dei
test sui vari fertilizzanti mi ha reso più attento alle
problematiche legate al corretto dosaggio e pertanto, per
la maggiore sensibilità acquisita, potrei aver raggiunto
le dosi ottimali in tempi più brevi nel corso del test dell'ultimo
prodotto. Per contro, devo però evidenziare che le lampade,
all'inizio dell'ultimo test, erano in funzione da più di
15 mesi e pertanto le piante avrebbero potuto risentire
delle minore efficienza dell’illuminazione.
Ritengo
infine utile segnalare che la maggior parte dei produttori
consiglia di utilizzare, all'atto dell'allestimento, il
proprio fondo, necessario al migliore avvio della vasca
ed al successivo mantenimento, in unione agli altri prodotti
per la concimazione periodica, che integrano e completano
gli effetti nutritivi del fondo. Sono certo che il raggiungimento
delle dosi ottimali sarebbe stato meno critico in presenza
del fondo appartenente alla stessa linea di prodotti utilizzati
nel corso della sperimentazione. La realizzazione di un
buon fertilizzante comporta tempi molto lunghi di ricerca,
sviluppo e sperimentazione ed i risultati migliori si ottengono
utilizzando solo la linea completa di prodotti, così come
studiata e realizzata da ciascun produttore.
Ringraziamenti
Ringrazio
il personale delle società Dennerle, Anubias, Elos, Reefline
(distributore della linea Brightwell) ed Equo che mi ha
seguito in questo lungo periodo di prove fornendomi, con
pazienza e cortesia, i consigli necessari al migliore impiego
dei prodotti testati.
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