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LA VASCA
L’acquario è un modello
della SERA, il “Millenium”. Misura
80x35x45h (che salgono a 54cm di altezza con la base ed il coperchio). Sono
quindi 126 litri lordi. Netti siamo sui 100 litri. E’ stato avviato nel Marzo 2001 e fu un regalo di
compleanno di mia moglie (allora la mia ragazza). E’ quindi avviato da ormai 8
anni. L'avevo allestita a casa dei miei, quando ancora abitavo lì. Poi nel 2006
mi sono trasferito, ma la vasca si è "ricongiunta" a me solo da un
mesetto circa.
TECNICA
La dotazione tecnica
comprende un filtro interno a 3 scomparti. Nel primo (dove l’acqua entra) trova
posto il riscaldatore da 100w. Nel secondo, i materiali filtranti con,
dall’alto verso il basso: lana di perlon, torba in granuli (circa 300 grammi),
breve strato di spugna sintetica, cannolicchi in ceramica e un’ulteriore strato
di una rete sintetica a maglia grossa. Nel coperchio sono presenti 2 neon T8 da
18W, completi di tubo e guarnizione stagna. Successivamente io ho poi aggiunto
dei riflettori in alluminio auto costruiti, per aumentare e migliorare la
diffusione della luce. Attualmente i neon utilizzati sono un 865 (6500°K) ed un
840 (4000°K). La vasca era originariamente provvista anche di timer. Ma ha
smesso di funzionare qualche anno fa. L’ho quindi bypassato con un semplice timer
elettronico.

La centralina dei neon e, a
destra, il filtro interno a 3 scomparti

Il coperchio con i neon ed i
riflettori aggiunti
Per un periodo di tempo,
visto che stavo coltivando specie con alte esigenza di luce, ho anche potenziato
l’impianto luci esistente, effettuando semplici modifiche, che mi hanno permesso di inserire una plafoniera
PL da 24W, nello spazio esistente tra i due neon. L’importante in questa modifica
è stato assicurarsi una buona circolazione d’aria (io all’epoca feci molteplici
fori al coperchio ed utilizzavo una piccola ventola) per evitare l’eccessivo
surriscaldamento non solo della vasca, ma anche della plafoniera stessa
(altrimenti è facile che il trasformatore interno della plafoniera fonda…..). I
fori al coperchio mi risultano utili tutt’ora, quando in estate la temperatura
sale e la vasca potrebbe riscaldarsi troppo. Ho voluto aggiungere questa nota
(con relative fotografie), in quanto potrebbe essere utile a qualcuno con il
mio stesso modello di vasca ed intenzionato ad aumentare il parco luci.

Il coperchio con i fori per
l'areazione
La plafoniera con una PL da 24W, aggiunta nel 2005, e tolta a fine
2006
ALLESTIMENTO
Il fondo fu allestito all’epoca
con uno strato di fondo fertilizzato (4,7Kg) della SERA (“Floredepot”), con
sopra circa 7 cm di ghiaia quarzifera policroma.
Ad oggi, completano
l’allestimento una radice ramificata sulla parte sinistra e vari legni sulla
destra, posti uno sull’altro per creare anfratti e cavità per la riproduzione
dei Parosphromenus. Inoltre ho
inserito diverse pigne di Ontano (Alnus
cordata) e foglie di Terminalia
catappa. Al pari della torba, servono per acidificare il pH, rilasciano
preziosi acidi umici e fulvici ed ambrano l’acqua, con un effetto rassicurante
sui pesci. Inoltre sono un ottimo substrato per la microfauna, nonché un
alimento integrativo per gamberetti ed altri algivori.
LA FLORA
La flora della vasca
comprende Ceratophyllum demersum (a
mio avviso una specie bellissima, robusta ed utilissima) e Criptocoryne wendtii, che vivono e si riproducono in questa vasca
fin dall’inizio. Completano la vegetazione Cryptocoryne
lucens, Cryptocoryne parva e Vesicularia reticulata (Erectum moss),
aggiunte di recente.
Riguardo le Cryptocoryne wendtii, in questi anni (in
cui ho modificato spesso potenza e qualità delle luci, protocolli di
fertilizzazioni, valori dell’acqua e CO2) ho potuto notare una caratteristica
spesso poco nota di questo genere: l’estrema variabilità fogliare, che le porta
ad avere habitus molto diversi tra loro, a seconda appunto delle
caratteristiche del fondo e delle sostanze in esso disciolte, della quantità e
qualità di luce e dei valori dell’acqua.

Pigne di Ontano e foglie di
Terminalia catappa
I legni nella parte destra
della vasca, con davanti Cryptocoryne
wendtii a sinistra e C. parva a
sinistra
La parte centrale della vasca
con Cryptocoryne lucens
Ceratophyllum demersum
Cryptocoryne parva
Un germoglio di Ceratophyllum demersum
FERTILIZZAZIONE E CO2
Nella sua storia
“gestionale” l’acquario ha sperimentato vari protocolli di fertilizzazione: Sera
(la prima che utilizzai), Dennerle, Kent, Seachem. Attualmente utilizzo una
fertilizzazione liquida settimanale (“Fertildrops” della SHG), con dosi però
dimezzate. Ma a breve inizierò a sperimentare la marca Easy Life (“Pro Fito” e
“Carbo”). Inoltre integro periodicamente il fondo con palline fertilizzanti
della Dennerle (“Deponit”).
La vasca non possiede più un
impianto di CO2 da circa 3 anni e devo dire senza nessun tipo di problema.
Anzi. La tipologia delle specie coltivate me lo permette. Anche l’anzianità
della vasca è, a mio avviso, un fattore determinante. Sia il fondo che il
filtro interno possiedono ormai notevoli livelli di resistenza e resilienza,
che fanno sì che disturbi accidentali al “sistema acquario” vengano abbondantemente
assorbiti e minimizzati. Questa importante caratteristica mi ha permesso anche
di non effettuare cambi per un anno intero, senza che la vasca ne risentisse in
alcun modo. Ci tengo però a sottolineare che è stato un esperimento
controllato, reso possibile da una combinazione di fattori favorevoli (età
dell’acquario, molta flora e poca fauna, valori stabili, luce e fertilizzazioni
al minimo, specie vegetali robuste e a rapida crescita) e che il risultato
ottenuto non prescinde affatto dall’effettuare comunque cambi regolari in una
vasca, al fine di avere una conduzione ottimale della stessa.
LA FAUNA
Visto che le piante presenti in questa vasca
si possono incontrare tutte in Asia sudorientale, nella scelta della fauna ho voluto mantenermi in questa regione geografica.
L’abitante più anziano è un Crossocheilus siamensis di circa 8 anni,
presente in questo acquario fin dall’inizio. E’ un ciprinide originario della penisola
della Malaysia. In gioventù era un formidabile mangiatore di alghe. Ora che è
anziano, preferisce di gran lunga il mangime in granuli. E quando non mangia,
staziona quasi sempre su foglie e legni, oziando e godendosi la sua pensione da
algivoro……
Crossocheilus siamensis
Fino a poco tempo fa c’erano anche 2 Botia lohachata, anch’essi di 8-9 anni
di età. Ma li ho dovuti spostare in un’altra vasca, perché il loro
comportamento troppo esuberante e l’abitudine a stazionare spesso all’interno
dei legni, impedivano ai Paroshromenus di
crearsi dei territori e preparare
i siti di riproduzione, consistenti proprio in cavità ed anfratti.
Ora, spostando l’attenzione proprio ai 4 Parosphromenus che ospita la mia vasca,
li sto scoprendo anch'io per la prima volta.
Secondo la recente classificazione, sono pesci
appartenenti alla famiglia degli Osfronemidi, sottofamiglia Macropodusinae (la
medesima di Betta e Trichopsis) e sono originari dell’isola
del Borneo.
Riguardo alla specie di appartenenza,
potrebbe trattarsi di P. deissneri o più
probabilmente di P. bintan,
quest’ultima spesso confusa con la prima, ma quella solitamente commercializzata
dagli importatori (preziosa informazione datami da Fabio, “bacarospo” per gli
utenti del forum di AP).
I Parosphromenus sono pesci molto particolari. Girano tranquillamente per la vasca, ma
preferiscono le zone centrali e più basse della colonna d'acqua (aspetto
inusuale per un anabantoideo), in particolare quelle più vicine alla
vegetazione e al substrato. Ed osservandoli attentamente si capisce subito il
perché. Sono alla continua ricerche di prede. Microfauna varia da catturare.
Persino le lumachine non sono immuni ai loro attacchi. E non parlo solo delle
fragili Physa. Ma anche delle
coriacee Melanoides. Disdegnate perfino
dai Botia. Ebbene, ho osservato
personalmente i Parosphromenus attaccare di sorpresa giovanissimi individui di Melanoides.
Questi comportamenti sono probabilmente accentuati dal fatto che gli esemplari
di Parosphromenus in mio possesso
sono (a detta dell’importatore olandese da cui provengono) selvatici. Infatti,
non accettano nessun tipo di mangime in granuli, disdegnando anche le dafnie
congelate. Invece gradiscono molto i naupli vivi di artemia. Non appena
inserisco in vasca il setaccio con i naupli, i Parosphromenus si animano intensamente. E’ l’unico momento che li
vedo salire in superficie, alla ricerca dei naupli che risalgono attratti dalla
luce dei neon. Ovviamente gradiscono molto anche le Artemie sub-adulte, quelle
risultanti dalle prime mute.
Capitolo coppie. Ho acquistato 4 esemplari
per avere una maggior sicurezza sulla formazione di una coppia.
La cosa particolare che sto notando e che c’è
stata un spartizione del territorio. Particolare perché le due (presunte)
femmine stanno sempre insieme, nella zona centrale e bassa della vasca e
cacciano i 2 (presunti) maschi (e non il contrario), uno nella parte posteriore
ed uno in quella anteriore dell’acquario. Tanto che mi è venuto il sospetto che
in realtà fossero una coppia. Ma entrambi gli esemplari non presentano le
peculiari differenze morfologiche sessuali, come le iridescenze bluastre e/o le
pinne più lunghe ed affilate. A meno che non si tratti ancora di giovani
esemplari o addirittura di una specie affine (essendo di cattura, tutto è possibile).
Quindi non mi resta altro che monitorare costantemente la situazione ed
osservarne l’evoluzione.
Comunque, anche i 2 (presunti) maschi
presentano tra loro delle differenze significative. L’esemplare che stazione
nella parte anteriore della vasca possiede pinne di un blu intenso, interposto
ad un nero semitrasparente. Quello che occupa invece la parte posteriore della
vasca (e che ancora non sono riuscito a fotografare decentemente) presenta
iridescenze appena accennate, ma pinne più lunghe.

Parasphromenus
bintan………maschio?
Parosphromenus bintan…femmina?
Gli altri inquilini “pinnuti” dell’acquario
sono un folto gruppo di Boraras brigittae (ciprinidi, anch’essi originari dell’isola del Borneo). O meglio,
dovrebbero essere B. brigittae a
detta del fornitore, perchè personalmente ho qualche dubbio in proposito, visto
che ho già avuto in passato questa specie e presentava un habitus molto più
rosso. Trovo invece che assomiglino molto più a B. urophthalmoides, anche se questa specie è assai più rara
da trovare in commercio. Comunque sia, quello che invece è chiaro è che, pur
essendo una ventina di esemplari, la loro presenza spesso è tutt’altro che molto evidente, tanto
sono piccoli. A loro piace molto intrattenersi in mezzo al Ceratophyllum e nuotare controcorrente, in direzione dell’uscita
del filtro. E risulta essere veramente affascinante il loro nuoto
sincronizzato, sincopato ed armonioso allo stesso tempo, con un effetto da
“branco” che in acquari più piccoli non si evidenziava affatto.
A completare la popolazione animale ci
pensano 2 Caridina multidentata (superstiti di un mio vecchio allestimento) di 3 anni di età, 3 Neritina
zebra (instancabili ed efficientissimi algivori) e Red cherry (Neocaridina denticulata
sinensis var. Red) in quantità non facilmente definibili…..a occhio. Poi ovviamente altra
microfauna e lumachine varie. Come le già menzionate Melanoides tubercolata ad esempio, utilissime per movimentare ed
areare il fondo e che, allo spegnersi delle luci, iniziano a farsi vedere
maggiormente, comparendo su vetri, substrato e vegetazione, alla ricerca di
cibo e detriti.
Esemplare di Boraras brigittae
Caridina multidentata
Red cherry (Neocaridina
denticulata sinensis var. Red)
Neritina zebra
GESTIONE
I Parametri attuali sono:
T = 25°C
pH = 7.0
kH = 6.0
gH =7.0
conducibilità = 300 µs
Effettuo cambi settimanale
del 10%, con acqua di osmosi tagliata con quella di rete, in maniera di avere
una conducibilità di circa 300 µs.
Osserverò con attenzione
l’etologia in vasca dei Parosphromenus e valuterò successivamente e con criterio se abbassare pH e conducibilità, in
maniera da agevolarne la riproduzione.
ANNOTAZIONI
In conclusione, devo dire
che ormai questo acquario va con il pilota automatico, soprattutto grazie ai
pluriannuali equilibri instauratisi ed un allestimento ed una gestione veramente
“low-tech”. Un suggerimento e magari un utile spunto, per far capire che non
servono sempre grandi tecnologie, luci da stadio, complessi protocolli di
fertilizzazione e mega impianti di CO2 per avere una vasca di cui essere
soddisfatti.
Per qualsiasi informazione, dubbio o
chiarimento, potete contattarmi tramite il forum di AP (Entropy).
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