L'alimentazione dei coralli è un argomento molto
complesso che richiede uno studio approfondito, anche per cercare di
andare oltre a quello che comunemente si è portato a credere e per fare
alcune considerazioni biologiche su quello che avviene realmente in natura.

Polipi di Acropora nobilis, corallo duro a
polipo piccolo, mixotrofico
I coralli sono, generalmente, organismi mixotrofici, cioè organismi che possono alimentarsi sia in maniera autotrofa che in maniera eterotrofa. Anche se esistono coralli
totalmente eterotrofi non esistono coralli che siano totalmente autotrofi.
Una delle credenze più diffuse fra gli acquariofili
invece è quella che ritiene i coralli completamente autotrofi, e cioè perfettamente in grado di
produrre in proprio tutto quanto loro necessario, il tutto solo grazie alla
luce, che avrebbe il compito di permettere la sintesi di semplici composti inorganici estratti
dall'acqua. Questo soprattutto a causa della conoscenza
dell'esistenza delle zooxantelle (organismi autotrofi) all'interno del
tessuto superficiale dei coralli, tramite le quali il corallo assorbe gran
parte delle sostanze che gli necessitano per vivere.
Come abbiamo detto invece i coralli sono organismi
eterotrofi, completamente o parzialmente a seconda delle specie, ai
quali quindi non basta la sola luce per sopravvivere e per prosperare, ma hanno
bisogno di nutrimento e si ciberanno di organismi autotrofi oppure delle
sostanze prodotte da organismi autotrofi.

Polipi di Euphyllia, corallo duro a polipi
grandi, mixotrofico
In effetti essendo presenti nella maggior parte
delle specie di corallo entrambe le forme di approvvigionamento è più
corretto classificarlo come organismi mixotrofici, che appunto si nutrono
utilizzando entrambi i modi sopradescritti.
Questo porta a considerare i coralli sotto una luce
diversa poiché essi sono in effetti dei voraci predatori, capaci di
catturare e digerire completamente una preda in meno di un minuto. Sebbene le
zooxantelle riescano a fornire al corallo che li ospita un gran numero di
sostanze utili queste non sono sufficienti ed il corallo è costretto a
nutrirsi per ricercare le vitamine ed il nutrimento mancante non fornito
dalle alghe simbionti.
Le sostanze, che generalmente non vengono
sintetizzate in maniera autotrofa e che quindi devono essere fornite (o
cacciate in natura) in maniera alternativa, includono le vitamine che sono
utili soprattutto per molte alghe dinoflagellate ed acidi grassi
fondamentali per il corallo. Queste sostanze possono essere fornite solo
in maniera diretta tramite una dieta mirata. Altre due sostanze molto
utili e che i coralli difficilmente riescono a sintetizzare sono la
glicina (aminoacido non polare) ed alcune fonti di carbonio, che in natura
vengono prodotti dalle reazioni fotosintetiche di alcune macroalghe.

Polipi di Pocillopora damicornis, corallo
duro a polipo piccolo, mixotrofico
Sino a 20 anni fa era credenza comune fra i biologi
che la nutrizione diretta era necessaria per almeno il 25% del fabbisogno
totale del corallo, oggi con l'aumentare degli studi e dell'osservazione
diretta si è arrivati a credere che il corallo abbia bisogno da un minimo
del 20% ad un massimo del 50% dei suoi fabbisogni tramite l'alimentazione
eterotrofa, il tutto a seconda delle concentrazioni di di plankton e di
materiale organico disciolto.

Particolare di Rhizotrochus typus,
organismo eterotrofo aposimbionte
Di cosa si nutrono i coralli?
I coralli possono utilizzare per il proprio
nutrimento tutte le sostanze che vengono usate dagli invertebrati sessili,
dallo zooplancton (copepodi, policheti, chetognati, e tutte le forme di
larva) al fitoplancton (piccoli organismi di origine vegetale cresciuti in
ambiente acquatico) al batterioplancton (batteri presenti sia in forma
libera che associata alle particelle in sospensione e conosciuto anche
come "reef snow").

Polipi di Acropora millepora
A differenza di quanto spesso si crede il
fitoplancton è sostanzialmente inutilizzato da coralli a scheletro
calcareo (sps ed lps), se non in minime quantità, mentre è fondamentale
per il sostentamento di coralli molli, zoantidi e gorgonie.
Ci sono anche coralli, come ad esempio le Catalaphyllie e le Cynarine, come anche diverse specie di
favidi e di mussidi, che sono in grado di predare anche organismi ben più
grandi di quelli facenti parte dello zooplancton come ad esempio piccoli
pesci. In effetti molti coralli predatori scelgono la propria preda
basandosi più sulle sue effettive dimensioni che non sulla sua
consistenza.

Catalphyllia jardinei,
foto di Nando Masciandri (Aster73)
Si è sempre creduto in passato che per i coralli a
polipo largo (lps) fosse molto più importante una dieta eterotrofa a causa
appunto della presenza dei larghi polipi presenti, mentre ad oggi si può
affermare che i coralli a polipo piccolo (sps) sono forse ancora più
eterotrofi, e che la differenza fra la percentuale di alimentazione
diretta che gli necessita è più in funzione delle varie specie e delle
condizioni ambientali locali che non dalla dimensione del polipo.
Non si devono poi dimenticare i coralli che si
nutrono prevalentemente in maniera autotrofa come ad esempio le Tubastree
o come la Favia, che possono facilmente arrivare alla recessione del
tessuto se non nutrite adeguatamente.
 
Calici di Caulastrea furcata e Montipora
samarensis
I coralli che non riescono ad alimentarsi in maniera
diretta ma che dipendono maggiormente dalla luce hanno bisogno di un
elevato tenore di azoto per crescere, in quanto la crescita dipende
fortemente dal livello di azoto, e gli sps sono fra i coralli a crescita
più veloce in natura. Quindi i coralli che hanno una grande richiesta di
azoto devono anche avere i metodi per poterselo procurare, studi hanno
evidenziato che coralli sps altamente fotosintetici, come le Acropore,
devono necessariamente approvvigionarsi con alimentazione diretta (e
quindi autotrofa) per ottenere il 70% del proprio fabbisogno di azoto da
nitrato inorganico disciolto e da ammonio, ed il 60% del proprio
fabbisogno di carbonio. Numeri elevati che ci fanno capire l'importanza di
una alimentazione alternativa alla sola luce.
Sempre parlando delle Acropore è curioso notare come
la parte a crescita maggiore dell'animale è sicuramente il corallite
assiale (quello che comunemente chiamiamo punta del corallo), dove le zooxantelle
sono praticamente assenti, e quindi l'energia, cioè le sostanze
nutritive, devono essere trasportate dall'interno del corallo e quindi non
possono essere direttamente fornite dalle zooxantelle ma derivano proprio
dall'alimentazione eterotrofa.

Particolare di Acropora microphthalma, si
noti il corallite senza zooxantelle
Quando mangiano i coralli, e quindi, quando
dobbiamo alimentarli?
I coralli in natura espandono i propri polipi per
catturare le prede in base a molti stimoli esterni che spaziano dall'orario ottimale per la presenza
delle prede in natura, dalla temperatura, al tenore di ossigeno disciolto
e dal movimento dell'acqua. A seconda dell'abbondanza del cibo i polipi
possono essere estratti sia di giorno che di notte, anche se l'estensione
notturna è altamente favorita a causa della concomitante assenza di
richiesta di energia da parte del corallo per la calcificazione, e quindi
dalla bassa energia usata dalle zooxantelle che non sono attive. Il
momento è quindi favorevole per espandere i polipi e per riversare tutta
la propria energia per cercare il cibo.
 
 
In acquario l'alta presenza di prede nelle ore
giornaliere, e la loro mancanza nelle ore notturne (mancando la produzione
naturale di zooplancton e fitoplancton) possono portare i coralli ad
invertire i cicli eterotrofi notte-giorno, facendo espandere i polipi in
maniera maggiore di giorno che non di notte. In acquario inoltre il
fabbisogno eterotrofo dei coralli diminuisce, ed i coralli che vengono
esposti a luci fortissime spostano il loro fabbisogno di
approvvigionamento di carbonio alle proprie zooxantelle ma rimangono
dipendenti dall'approvvigionamento autotrofo per quello che riguarda il
fabbisogno di azoto.
A questo punto rimane quindi chiaro che i momenti
migliori per l'alimentazione dei coralli sono quelli notturni o nelle
prime luci del giorno, dove l'attività fotosintetica è al suo minimo ed i
coralli sono naturalmente protesi alla ricerca delle proprie prede, anche
se l'alimentazione in orario diurno non è del tutto sfavorita in acquario,
anche se probabilmente molto meno efficiente per quanto abbiamo visto

.Coralli illuminati dalla luce lunare in attesa della somministrazione
del cibo
In che modo si alimentano i coralli?
I coralli sono dei predatori molto inefficienti perché per potersi alimentare aspettano pazientemente che il cibo arrivi
trasportato dalla corrente. Il cibo catturato viene poi trasportato
attraverso la superficie del corallo fino alla bocca tramite le ciglia.
Una volta che la preda viene ingurgitata, la digestione è lasciata alla
secrezione del liquido celenterico dai filamenti mesenterici. A questo
punto il materiale digerito viene completamente assorbito.
E' interessante vedere quali siano le tecniche di
caccia messe in atto dai coralli per aumentare le proprie chance di
attirare una qualsiasi preda. Alcuni coralli (soprattutto xenidi) si
muovono in modo da modificare la corrente localmente per intrappolare la
preda, altri espandono alcune proprie strutture per setacciare l'acqua
alla ricerca di particelle interessanti, ed è il metodo utilizzato
maggiormente dagli octocoralli (coralli molli, stoloniferi, gorgonie, etc)
poi ci sono i coralli che attraggono le proprie prede tramite cattura diretta in
acqua utilizzando le proprie nematocisti oppure aspettando l'impatto
dovuto alla forza di gravità o al movimento dell'acqua.

Polipi di Xenia
In genere quasi
tutti i coralli utilizzando almeno un metodo di cattura diretta. La
cattura diretta si esplica tramite l'uso della mucosa che forma una
ragnatela in cui si vanno ad intrappolare le prede, e che viene ritirata
dentro la bocca del corallo quando vi è del cibo, alcuni coralli, come le
Hydnopore possono invece esteroflettere anche il proprio apparato
digerente (i filamenti mesenterici) che digeriscono la preda direttamente
all'esterno, pratica particolarmente cruenta che succede spesso quando si
trova un corallo antagonista molto vicino. La digestione esterna viene attuata
specialmente dai coralli delle specie Galaxea, Montipora, Merulina, Stilopora e Pachiseris.
 
Polipi di Montipore sp.
La maggior parte dei coralli molli, fra i quali
soprattutto Lobophytum e Sarcophyton hanno ridotte strutture digestive,
non secernono muco per alimentarsi ed hanno tentacoli poco sviluppati per
la cattura delle prede zooplanctoniche, quindi si nutrono
eterotroficamente quasi esclusivamente di batterioplancton.
 
Polipi di Sarcophyton
 
Lobophytum
Gli Xenidi, e quasi tutti gli stoloniferi, hanno
anch'essi una ridotta struttura digestiva e quindi si cibano quasi
esclusivamente per assorbimento, a differenza dei coralli aposimbiontici
come Dendronephthya e Tubastrea che ottengono tutto il proprio fabbisogno
alimentare tramite alimentazione diretta.

Polipi di Goniopora sp.
La catena del cibo in ambienti quasi oligotrofici
Per i coralli è estremamente complesso trovare
nutrimento nelle acque relativamente pure degli oceani nelle giornate
serene e poco ventose e quindi si
affidano soprattutto ai cosiddetti momenti di crisi, come le mareggiate, le maree, i cambiamenti
stagionali che portano in sospensione il materiale di cui i coralli hanno bisogno
per vivere.

Polipi estroflessi alla ricerca di cibo di
Acropora grandis
Esperimenti in ambienti ricchi di ammonio hanno
mostrato una crescita di densità e numero delle zooxantelle, come
universalmente osserviamo nei nostri acquari quando i livelli di nitrati
aumentano e si ha uno scurimento del colore dei coralli, ed un conseguente
abbassamento dell'attività fotosintetica, diminuendo quindi il rateo di
calcificazione a causa della competizione verso il carbonio inorganico. Livelli
molto bassi di azoto possono essere sufficienti per molti coralli, mentre
livelli maggiori possono azionare all'interno del corallo dei meccanismi
di protezione verso l'assorbimento e la cessione di azoto nell'acqua, allo
stesso modo è possibile per il corallo assorbire aminoacidi liberi
presenti nell'acqua anche se in misura molto ridotta.

Il bilanciamento fra l'alimentazione autotrofa
dovuto alle zooxantelle e quella eterotrofa dell'alimentazione diretta
riveste quindi un ruolo fondamentale, ed oggi sappiamo che i coralli sono
in grado di poter soddisfare, per limitati periodi di tempo, i propri
bisogni alimentari anche usando una sola delle due forme di alimentazione,
e questo deriva direttamente dall'osservazione dei cicli in natura, ove
può capitare che una delle due forme di approvvigionamento sia
temporaneamente indisponibile.

Polipo di Zoanthus
Normalmente però si può affermare che un corallo che
viva in simbiosi con le zooxantelle derivi i suoi fabbisogni nel modo
seguente:
| Alimentazione autotrofa
tramite zooxantelle |
60-70% |
| Alimentazione diretta |
20-30% |
| Batterioplancton e DOM
(materia organica dissolta) |
10-20% |
sottintendendo che un metodo possa sopravvalere
sull'altro per brevi periodi nel caso di temporanea mancanza di uno degli
altri due.
  
Polipi di coralli a scheletro calcareo a
polipo piccolo, Acropore sp. e Seriatopora Histrix
La secrezione dei coralli
Come tutti gli organismi, anche i coralli secernono
delle sostanze di rifiuto dopo la propria digestione. A causa della
presenza delle alghe simbionti però la gran parte delle sostanze azotate
scartate vengono assorbite dalle stesse zooxantelle e da loro riciclate.
Una delle sostanze più importanti per l'ambiente
circostante e sintetizzata dai coralli è la riboflavina (o vitamina B2),
ottenuta tramite digestione del fitoplancton o dall'attività fotosintetica
delle zooxantelle.
Inoltre i coralli producono e quindi rilasciano
muco, composto in gran parte di lipidi, aminoacidi, carboidrati e composti
azotati. L'importanza del muco, come abbiamo visto, si concentra come
veicolo di approvvigionamento alimentare ma anche come strato protettivo,
e drena fino all'80% delle fonti di carbonio captate dalle zooxantelle.
  
Coralli molli, Zoanthus, Capnella,
Actinodiscus sp.
Come possiamo alimentare i nostri coralli?
I coralli aposimbiontici, cioè quelli che non hanno
zooxantelle, sono quelli che in acquario hanno necessariamente
bisogno del nostro intervento per sopravvivere non potendo contare su
nessuna azione fotosintetica delle alghe simbionti, e che non sono
complessi da alimentare posto che si abbia la voglia di farlo giornalmente
ed anche più volte al giorno.
Invece è molto più
complesso bilanciare il fabbisogno nutritivo dei coralli zooxantellati,
dove il perfetto bilanciamento fra alimentazione autotrofa ed eterotrofa è
fondamentale ma non semplice da raggiungere.
Nella maggior parte dei nostri acquari il livello di
azoto disciolto e di altri nutrienti è sensibilmente più alto di quanto
presente in natura, e questo è fondamentalmente il motivo per cui ci sono
acquari in cui i coralli vivono anche senza essere direttamente
alimentati.
Il risultato è però sicuramente quello di avere dei
coralli con carenze alimentari nei loro bisogni primari e che quindi
saranno deboli, con colorazioni scure o marroni,
crescita ridotta e molto più inclini a soffrire di malattie
batteriche ed attacchi da parte dei parassiti.
Molti acquariofili sono molto sospettosi quando si
parla di alimentazione dei coralli perché hanno paura di inquinare troppo
l'acquario, anche se oggi con gli skimmer potenti che abbiamo, con la
filtrazione chimica e con la capacità di ossidoriduzione data dalle sempre
più potenti illuminazioni, il pericolo del sovrainquinamento è fortemente
ridotto mentre i vantaggi dati dall'alimentazione diretta dei coralli sono
evidenti.
L'approccio storico fino ad oggi universalmente adottato, in
acquari marini di barriera con invertebrati e pesci, è sempre stato quello
di alimentare i pesci e di non fornire nessuna fonte di alimentazione
esterna per i coralli. E' indubitabile che, a parte gli svantaggi
richiamati poco sopra, vi siano esempi di coralli sopravvissuti per molti
anni in condizioni simili.
L'approccio più moderno, che si fonda su tutto
quanto discusso in questo articolo, invece presuppone una forte componente
di alimentazione diretta verso i coralli, a patto che sia presente in
acquario un efficiente sistema di rimozione degli scarti (schiumatoio ben
dimensionato, filtraggio tramite carbone attivo, cambi d'acqua, etc).
Esperimenti condotti dal zoologo marino Dr. Ronald
Shimek nel 1997 hanno mostrato che per mantenere in un acquario di coralli mediamente
popolato da
300 litri i livelli di alimentazione planctonica come presente in natura
si dovrebbero fornire circa 270 grammi di mangime umido al giorno, un
valore che manderebbe in crisi ogni nostro sistema. Da questo discende
direttamente che
i nostri coralli sono fortemente sottoalimentati dal punto di vista
eterotrofo.
La corretta alimentazione è ovviamente in funzione
degli animali che abbiamo in vasca, e per la corretta somministrazione
delle prede dipenderà in prima approssimazione dalla dimensione dei polipi
e quindi dalla capacità di ogni tipo di corallo di catturare prede di una
certa dimensione, come abbiamo visto nel corso dell'articolo.

Per coralli che possono essere alimentati
direttamente, una ottima base di partenza
può essere la somministrazione di gamberetti freschi, molluschi, pesci, ed altro cibo
specifico per carnivori. La possibilità di somministrare un animale completo
e non solo di una parte di esso fornisce sicuramente la totalità del
fabbisogno di un corallo.
Coralli a polipo piccolo invece sono più inclini a ricercare
cibo da mysis, pesci, crostacei, molluschi, rotiferi, cibo per pesci,
frullati assieme o singolarmente. Per ottenere la massima assunzione di
cibo da parte del corallo, il cibo così preparato, o così acquistato,
dovrebbe essere spruzzato direttamente sui polipi del corallo per ottenere
la massima assunzione da parte di questo. Gli lps invece hanno meno problemi ad
alimentarsi direttamente con cibo lasciato circolare in vasca, piuttosto
che gli sps.
In ogni caso, come visto sopra, è molto più
importante la somministrazione di zooplancton piuttosto che di
fitoplancton per coralli a scheletro calcareo.
Per migliorare il contenuto nutritivo del cibo per
coralli è possibile aggiungere al cibo da somministrare ai coralli anche
vitamine ed antiossidanti, che non sarebbero assorbiti se somministrati
direttamente in vasca.

L'importanza del refugium
La possibilità di avere un refugium e quindi di
poter isolare piante e piccoli organismi che sarebbero predati in breve
tempo nella vasca principale, ma che possono essere fonte continua di cibo
vivo per la vasca è da ritenersi un grossissimo aiuto per
l'alimentazione diretta dei coralli. Vi si possono infatti allevare mysis,
piccoli crostacei, molluschi, vermi ed altri piccoli organismi che
rilasceranno gameti e larve che saranno ottimo cibo per i coralli.
Anche un piccolo refugium sarà un addendum
importante per qualsiasi acquario, poiché anche se non sufficiente andrà a
contribuire alla biodiversità e contribuirà alla formazione di fito e
zooplancton.

Vasca principale con refugium adiacente,
fotografia di Matteo Algranati
Alcune conclusioni pratiche
Esistono normalmente fra gli acquariofili credenze
che se non posso essere considerate sbagliate, sicuramente ci vanno vicine
e che spesso inducono più errori di quanti se ne farebbero conoscendo
invece la verità delle cose.
In primo luogo abbiamo visto che lo scurimento dei
coralli è dovuto ad una carenza di cibo, che quindi stimola la crescita
delle zooxantelle, come causa principale. Una seconda causa può essere,
anche se in misura minore, l'eccesso di nutrienti che quindi stimolano
essi stessi la crescita delle zooxantelle.
Un altro segnale importante è la mancanza di
spolipamento nei coralli, in genere abbiamo visto che in natura i coralli
spolipano di notte quando possono essere più efficienti a causa della
concomitante assenza di attività fotosintetica e quindi possono veicolare
tutta la loro energia verso i polipi e la predazione. In acquario quindi
la mancanza di polipi nei coralli può essere interpretata con successo con
la mancanza di energia da parte del corallo stesso che non gli permette
quindi di esteroflettere i polipi a caccia del cibo.
Infine, come abbiamo visto, la maggior parte dei
coralli è mixotrofico quindi ha necessità di alimentarsi direttamente.
Da queste tre piccole evidenze è possibile cercare
di bilanciare le diverse fonti di alimentazione e cercare di rispondere al
corallo cercando di interpretare il suo comportamento.
Se il corallo si scurisce quando i valori dell'acqua
sono ottimali e l'illuminazione adeguata dobbiamo per prima cosa andare a
vedere come stiamo alimentando i nostri coralli ed incrementare la loro
dieta o rivederla in toto o in parte.
Se i polipi sono retratti ed i coralli cominciano a
perdere tessuto è possibile che questo dipenda da una errata, o alquanto
limitata, alimentazione eterotrofa, ed il corallo dopo aver cercato di
compensare con quanto disponibile tramite le alghe simbionti cominci ad
andare in LTN, low tissue necrosis, cioè uno sbiancamento rapido. Per
questa considerazione è abbastanza raro che si abbia LTN con forte
estroflessione dei polipi.
Concludo facendo presente che la maggior parte dei
problemi dei coralli, anche in presenza di luce mediocre come può essere
quella di una lampada da 150w, dipendono da una errata alimentazione
eterotrofa. Con poca luce i coralli possono sopravvivere (si veda ad
esempio l'articolo L'importanza della luce) ma senza nutrimento eterotrofo muoiono.
Sicuramente ci sono dei casi in cui si può ovviare al nutrimento
eterotrofo diretto tramite sovralimentazione della popolazione ittica
dell'acquario, ma lo zooplancton od un surrogato di esso riveste troppa
importanza nella vita dei coralli a scheletro calcareo per poter essere
ignorato.
Leggermente diverse sono le conclusioni quando vi
siano coralli molli, che necessitano soprattutto di batterioplancton in
quanto la maggior parte di essi si nutre per assorbimento, ma che possono
assorbire anche zooplancton di dimensioni infinitesime.
 
 
 
 
 
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