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Arrivato ad una situazione di relativa stabilità
nella mia vasca, ho iniziato a pensare in cosa potevo cimentarmi
per passare il tempo e scoprire cose nuove.
Avendo allestito, tempo addietro, una vasca da 60 x 40
x 50h a fianco alla vasca principale e avendo una coppia
fertile di gamberi LISMATA WURDEMANNY che regolarmente portava
a termine la covata, ho iniziato ad informarmi sulle reali
possibilità di portare le larve allo svezzamento.
Il dubbio sulle reali possibilità di questo allevamento
era dovuto alle svariate “voci di corridoio”
che sostenevano che l’allevamento dei gamberetti non
era possibile a meno che gli si potesse fornire una colonna
d’acqua di almeno 1,5 – 2 Mt perché,
senza questa colonna d’acqua, le larve non sarebbero
riuscite a completare le mute necessarie per passare da
larve a post larve.
Come spesso accade le voci di corridoio sono dovute ad
una errata informazione, informazioni per sentito dire o
per poca voglia di provare.
Trovato e comprato, in America, un libro specifico sull’argomento;
tradotto con l’aiuto di molte persone di ACQUAPORTAL
, vista la mia scarsissima attitudine alle lingue, letto
e riletto moltissime volte… sono partito per questa
avventura… L’ALLEVAMENTO DEI GAMBERI LYSMATA
WURDEMANNI.
Il primo passo da fare è allestire una vaschetta
dedicata solo ed esclusivamente alle larve.
La cosa fondamentale imparata a spese delle prime nasciture,
da tener conto durante l’allestimento, è l’assoluta
importanza di avere meno ingombri possibili nella vaschetta.
Qualsiasi attrezzatura mal posizionata, un areatore che
appoggia al vetro, un riscaldatore troppo vicino alle pareti
della vasca oppure ventose di un termometro non perfettamente
aderenti, diventerà sicuramente una trappola mortale
per le piccolissime larve che moriranno incastrate.
Purtroppo non ho ancora capito, se è meglio mettere
una pietra porosa all’areatore o lasciare solo il
tubo libero.
Ho il dubbio che mettendo la pietra porosa, le bolle escono
solo dalla parte alta, lasciando senza ossigenazione e movimento
la parte bassa della vasca.
Prossimamente farò delle prove con le prossime schiuse.
I Wurdemanni hanno un periodo di incubazione dai 10 ai
14 giorni in base alla quantità e qualità
di cibo disponibile.
Se gli si fornisce cibo in quantità e buona qualità,
sforneranno larve robuste e ben formate ogni 10 giorni.
Se invece si lesina sulla quantità e qualità
del cibo si avranno nascite ogni 14 giorni circa.
La schiusa avviene sempre da 30 a 90 minuti dopo che l’ultima
luce si è spenta.
Spesso capita, in abitazioni particolarmente illuminate,
che anche dopo lo spegnimento delle luci delle vasche i
gamberi aspettino il buio totale per rilasciare le larve.
Se i genitori negli ultimissimi giorni prima della schiusa
vengono disturbati in maniera continuativa e poco ortodossa,
è molto facile che decidano di abbandonare tutte
le uova.
Quindi bisogna fare molta attenzione agli altri inquilini
della vasca.
Materiale necessario all’allestimento della vaschetta
di accrescimento:
1) VASCHETTA CON MISURE 30 X 25 X 25h.
2) RISCALDATORE PIU’ PICCOLO POSSIBILE 10-20 W, POSIZIONATO,
SE POSSIBILE, SOSPESO A MEZZ’ACQUA.
3) AREATORE REGOLABILE CON POSSIBILMENTE POROSA IN LEGNO
PER AVERE BOLLE SOTTILI.
4) E’ FONDAMENTALE CHE ANCHE LA POROSA SIA POSIZIONATA
LONTANO DAI VETRI E DAL FONDO.
5) LAMPADA DA 9 – 18 W CIRCA. LE LARVE NON HANNO
BISOGNO DI LUCE INTENSA MA E’ IMPORTANTE DARGLI ORARI
ABBASTANZA REGOLARI.
6) FONDO E 3 LATI DELLA VASCHETTA, DOVRANNO ESSERE RICOPERTI
DA CARTA ADESIVA NERA. OGNI FONTE DI LUCE ESTRANEA, ATTIRERA’
IN MANIERA PERICOLOSA LE LARVE FACENDOLE RIMANERE APPICCICATE
AL VETRO.
Poco prima del “parto”…
I gamberi fanno la muta.
Il giorno dopo vedrete sotto le zampe all’interno
del carapace la massa di uova di color verde o marrone.
Mano a mano che passano i giorni la massa delle uova si
ingrandisce e lentamente cambia colore passando dal verde
al grigio, fino ad arrivare, al giorno prima della schiusa,
ad un colore grigio chiaro, argentato.
L’argentatura che si osserva è la luce che
si riflette sugli occhietti delle larve.
La massa di uova sarà talmente ingrandita che tenderà
a strabordare dai plepodi dei genitori.
In questo momento è fondamentale non disturbare i
genitori in quanto uno spavento o uno scatto improvviso
potrebbero portare alla perdita dell’intera covata.
A questo punto dovreste essere pronti per provare a raccogliere
le larve direttamente dall’acquario allestito.
Ecco di cosa avete bisogno:
· VASCHETTA ALLESTITA
· CONTENITORE PER RACCOGLIERE LA LARVE APPENA NATE
· TUBICINO DI DIAMETRO 6 PER ASPIRARE LE LARVE APPENA
NATE
· ARTEMIE APPENA SCHIUSE
Per le prime schiuse ho provato a raccogliere le larve
utilizzando un “RACCOGLI LARVE” costruito da
me (vedi le foto sotto).
In linea di massima l’aggeggio funziona, ma se si
vuole recuperare la maggior parte delle larve nate il sistema
migliore è curare i genitori, al momento della schiusa
armarsi di una torcia per attirare le larve tutte in un
punto e, con un tubicino di diametro 6 aspirarle manualmente.
In questo modo avrete la possibilità di raccogliere
il 90% delle larve appena nate.
A questo punto avrete 3-4-500 larve raccolte in un contenitore
e dovrete travasarle nella nuova vaschetta allestita come
consigliato prima.
Mi raccomando durante il trasferimento di non rovesciarle…
Tenete presente che più acqua c’è nella
vaschetta più cibo avrete bisogno di introdurre,
più si sporcherà l’acqua, più
i valori si alzeranno, più perdite avrete.
I primi 2-3 giorni sono i più difficili e saranno
quelli in cui avrete la maggior parte di perdite.
I piccoli hanno bisogno di tanto cibo, tanta tranquillità
e acqua molto pulita.
Ogni mattina io aggiungo 1 caraffa d’acqua dell’acquario.
Ogni sera mi metto con santa pazienza, aspiro i residui
di cibo, i cadaveri e aggiungo 2 caraffe d’acqua dell’acquario.
L’aggiunta dell’acqua deve essere fatta molto
lentamente e possibilmente utilizzando un tubicino per evitare
sbalzi eccessivi di temperatura, salinità e valori.
In teoria, per i cambi d’acqua potreste preparare
acqua salata completamente nuova, ma a me ha sempre spaventato
dato che è molto difficile prepararla identica in
temperatura e salinità a quella della vaschetta delle
larve.
Quindi io preferisco utilizzare sempre quella dell’acquario
principale essendo molto più stabile.
Dopo aver aggiunto acqua pulita, potete finalmente dargli
il cibo.
L’operazione più complicata di tutta questa
avventura è la pulizia serale.
Dovrete mettere in conto almeno 1 oretta per i primi 20-
30 giorni e poi una mezz’ora per i restanti 20-25
giorni.

Poiché le larve mutano in post larve e poi in gamberi
veri e propri, avrete bisogno di poco tempo per accudirli.
Vi starete chiedendo il motivo di tutto questo tempo per
cambiare 1 o 2 litri d’acqua.
Quando la sera andrete ad aspirare il fondo della vaschetta
con un tubicino sempre di diametro 6, insieme all’acqua,
ai cadaveri e ai residui di cibo, aspirerete una moltitudine
di larve che, con santissima pazienza, dovrete recuperarle!
Le larve andranno recuperate una ad una.
Man mano che passano i giorni e le larve crescono, il beccuccio
della pipetta dovrà essere tagliato per allargare
il buco di aspirazione dato che le larve altrimenti non
ci passano e rischiate di fargli del male o di ucciderle.
Tenete conto che le larve quando nascono hanno la dimensione
di un chicco di riso …… anzi più piccole
e sono pressoché trasparenti.
Potete ben capire che riconoscerle tra i residui di cibo
e i cadaveri, è un impresa certosina.
Dopo aver aggiunto l’acqua pulita, dovrete finalmente
dargli il cibo.
Fortunatamente dopo 2 o 3 giorni gli occhietti si spostano
in cima alle antennine e sarà più semplice
vederle, anche se poco più semplice.
Dopo circa una settimana di vita inizieranno a spuntare
delle appendici sotto il Carapace.
Da questo momento in poi le larve saranno abbastanza visibili,
quindi, sarà più semplice prelevarle dalla
vaschetta di pulizia e rimetterle nella loro vasca, salvandogli
la vita.
Per aspirare le larve dal contenitore dell’acqua sporca,
mi sono trovato molto bene utilizzando comuni pipette di
plastica da laboratorio.

Per i primi 10-15 giorni potete utilizzare una pipetta con
l’imboccatura di pochi millimetri ma con il passare
dei giorni dovete tagliare la stessa per allargare il buco,
fino ad arrivare, agli ultimi giorni prima della muta finale,
ad avere un buco molto grosso di circa 5-8 mm.
Secondo quanto ho sperimentato e provato sulla pelle delle
povere larve, non allargando il buco delle pipette e aspirando
le larve con troppa energia, la mattina successiva il tasso
di larve morte era molto più alto che utilizzando
delicatezza e pipette tagliate a misura giusta.
Le larve morte si riconoscono subito, hanno un colore bianco
latte e in genere hanno le zampine in su ripiegate lungo
il corpo.
Altro problema nella raccolta post pulizia delle larva,
sono le APPENDICI.
Con il passare dei giorni, si allungano moltissimo fino
ad arrivare a una lunghezza anche di tre volte quella del
corpo della larva.
In questa situazione occorre prestare la massima attenzione
nell’aspirare le larve con la pipetta.
Durante l’aspirazione, vi consiglio di procedere sempre
dalla coda e mai dalla testa.
Le appendici non si piegano verso la coda.
Forzando con un aspirazione maggiore c’è un
altissimo rischio di rompere le appendici o di ferire la
larva con conseguente morte.
Nel caso di rottura o perdita di una o di tutte e due le
appendici, la larva non riuscirà più a nuotare
dritta, ma continuerà a girare come un aereo senza
ali.
In questo caso, se la larva è ben in salute, la
perdita di un’appendice non comporta la morte.
QUINDI… aspirate le larve già provviste di
appendici lunghe sempre dalla coda e sempre con delicatezza.
Vedrete che le lunghe zampette si piegheranno dolcemente
in avanti verso la testa senza creare problemi alla larva
e vedrete che anche per voi sarà più facile
aspirarle dato che non si incastreranno nell’imboccatura
della pipetta.
Avete capito adesso il motivo del tanto tempo da dedicare
alla pulizia???
Fate capire voi ad una larva di Wurdemanni che è
meglio essere presi per il sedere…
Il Cibo
Per quanto riguarda il cibo, bisogna aprire un capitolo
a parte.
In teoria le larve potrebbero essere svezzate solamente
con artemie vive di varie misure.
· Artemie appena schiuse x i primi 10-15 giorni
di vita.
· Artemie cresciute e arricchite dai 15 giorni di
vita.
· Artemie adulte arricchite dai 30 giorni di vita.
Purtroppo, per mia incapacità, non sono mai riuscito
a far crescere le artemie oltre lo stadio di Nauplio.
Sopravvivono per 4-5 giorni e poi piano piano muoiono o
non crescono e infine muoiono.
Quindi,ho sempre nutrito le mie Larve, dal primo giorno,
con Artemie appena schiuse e un pizzichino di mangime secco
in scaglie, sia vegetale che animale, sbriciolato molto
molto finemente.
Dalla terza settimana, oltre alle scaglie, ho aggiunto alla
dieta fiocchi di ciclope eze, che forniscono moltissimo
nutrimento e accentuano il colore.
Tuttavia, non bisogna esagerare con il Ciclope Eze, essendo
un cibo molto grasso potrebbe creare problemi alle larve.
Per problemi di tempo ho sempre seguito questa logistica:
1)AL MATTINO : - aggiunta di 1lt di acqua pulita della
vasca grande
- dosato ARTEMIA appena schiusa e un pizzichino di cibo
secco.
2) ALLA SERA : - aspirazione della vaschetta dai residui
di cibo e dai cadaveri
- aggiunto 1 lt di acqua pulita della vasca grande
- recuperate larve aspirate durante la pulizia della vaschetta
- dosato ARTEMIA appena schiusa e un pizzichino di cibo
secco.
Sicuramente, fornendo cibo 4-5-6 volte al giorno, si avrebbe
una minor mortalità ma, per questioni lavorative,
questo non mi è mai stato possibile se non durante
il week end; oltretutto, dosando così tante volte
e così tanto cibo durante il giorno, l’acqua
avrebbe un carico organico troppo alto.
Più cibo si dosa più volte bisognerà
cambiare l’acqua, creando uno stress maggiore alle
larve.
Altro problema non da sottovalutare, sempre legato al cibo,
è la presenza di massicci residui che, rimanendo
sul fondo, intrappolano le larve.
Le larve sono terribilmente attratte dai pezzi di cibo più
grossi di loro; ci si infilano con tutto il corpo e spessissimo,
non avendo capacità di nuoto, ci rimangono intrappolate
andando incontro a morte certa.
Quindi è di fondamentale importanza mantenere il
fondo della vaschetta molto pulita e sgombra da residui.
Con il passare dei giorni, vi accorgerete che il fondo
e le pareti della vaschetta non saranno più belle
trasparenti. Potrete notare come una patina biancastra.
Questa patina è costituita da batteri buoni e cattivi
dovuti alla presenza di nutrienti nell’acqua.
Dopo 10-15 giorni inizieranno a formarsi un po’ ovunque
delle alghe filamentose e dei ciano batteri.
Fino a che questi batteri e queste alghe rimangono in quantità
minima non creano problemi.
Quando vedete che iniziano a crescere in maniera importante
vi consiglio di staccarle dolcemente con un raschietto dalle
pareti e dal fondo e di aspirarle durante il cambio serale.
Sia le filamentose che i ciano batteri, quando sono in grandi
quantità, intrappolano le larve, esattamente come
i residui di cibo.
Io ho preso come buona abitudine, una sera alla settimana,
oltre ad aspirare il fondo e cambiare 1 o 2 lt d’acqua,
di passare sul fondo e sulle pareti un raschietto o una
lama, non la calamita che potrebbe schiacciare le larve.
In questo modo, la patina batterica, i ciano batteri e
le alghe filamentose, vengono staccate dai vetri e successivamente
aspirate insieme alla sporcizia.
Attenzione… in mezzo a tutte queste alghe e rifiuti,
ci saranno tantissime larve… quindi occhi ben aperti.
Finalmente, se avrete lavorato bene, dopo 5 – 8 settimane
circa, le larve, faranno il grande salto, diventando postlarve
e gamberetti a tutti gli effetti, identici nella forma e
nei colori ai genitori.
I piccoli gamberetti subito dopo la muta sono pressoché
trasparenti, ma dopo due, tre giorni, prenderanno la colorazione
e i segni sul carapace dei genitori.
Da questo momento in poi il vostro lavoro diventerà
molto più facile e divertente.
Avrete sempre bisogno di aspirare il fondo e di cambiare
l’acqua, ma i piccoli non si faranno più aspirare,
quindi le operazioni di pulizia saranno veloci e divertenti,
impegnando al massimo 15 minuti al giorno.
Nel caso che un piccolino venisse comunque risucchiato,
non si potrà più recuperare con la pipetta,
ma bisognerà utilizzare un retino a maglie finissime,
facendo molta attenzione che non si impigli.
Da questo momento in poi, potrete cibare i piccoli gamberetti
con lo stesso cibo che date agli adulti.
Vedrete che appena butterete il cibo nella vaschetta, tutti
i gamberetti ci si butteranno sopra ripulendo in poche ore
tutto ciò che c’è in giro di commestibile.
La cosa che mi ha impressionato, in questa fase di vita,
è l’incredibile velocità di crescita.
Ogni 2 o 3 giorni i neo gamberetti effettuano la muta contro
i canonici 10-15 giorni degli adulti e penso che questo
sia dovuto al fatto che si trovano in una fase di crescita
accelerata che richiede di conseguenza delle mute più
ravvicinate.
Può succedere, anche in questa fase, che le mute
non vadano a buon fine e che il piccolo gambero muoia.
Purtroppo, come per le larve, non possiamo fare nulla per
aiutarli a portare a termine le mute se non sperare nella
loro buona salute e vigore.
Visto che tutta questa avventura è solo all’inizio,
vi chiedo gentilmente di farmi pervenire via email eventuali
miglioramenti del sistema o variazioni interessanti al sistema
di allevamento.
Io da parte mia sarò ben felice di darvi tutte le
delucidazioni per cercare insieme di diminuire il prelievo
in mare di questi simpatici e utili gamberetti.
Tengo anche a specificare che la mortalità delle
larve è elevatissima e che la percentuali di portarle
allo stato adulto è di circa il 10% se tutto va bene.
Appassionati che si cimentano più frequentemente
nell’allevamento dei LYSMATA WURDEMANNI possono arrivare
anche ad un 30% di esemplari adulti. Io, da parte mia, in
riferimento a questa schiusa, composta all’incirca
da 400 larve, sono riuscito a mantenere in vita 23 esemplari
e posso ritenermi enormemente soddisfatto.
Fotografie della crescita
1 Giorno
4 Giorni
8 Giorni
11 Giorni
13 Giorni
33 Giorni
33 Giorni
35 Giorni
41 Giorni
41 Giorni
41 Giorni
41 Giorni
62 Giorni
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