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22 Maggio 2012
 


 
 

 

 
    Le mie esperienze con un Nanoreef di Gabriele Andreoni     Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    


Acquario marino, spesso con questa parola si pensa a delle vasche grosse di almeno 200-250 litri; sono poche le persone che sanno che si può tenere con successo anche vasche di dimensioni nettamente minori, diciamo anche inferiori ai 10 litri.
Senza esagerare ora spiego la mia esperienza personale con un nano-reef di dimensioni 32 x 25 x20 di altezza. La vasca contiene in teoria 16 litri lordi, in pratica sono poco più di 10 litri netti.



E' ovvio che in vaschette così piccole non possiamo sperare di mettere molti animali, ma le alternative sono così tante da rendere attraente anche questo tipo di scelta.
Partiamo dicendo subito che quello mi ha portato a provare questo tipo di vasche è la massima facilità e semplicità che questo tipo di allestimento deve avere.
Specifichiamo: prima di provare a fare questa cosa mi sono documentato moltissimo in internet e ho trovato che queste vasche in America sono molte diffuse e ci sono già diverse teorie al riguardo.
Io, come ho già detto, ho sposato quella linea di pensiero che secondo me si adatta meglio a questo tipo di vasche: la semplicità.
Incominciamo con la costruzione della vasca; ho comprato i 5 vetri da 4 mm di spessore e li ho pagati 25 euro, ad essere sincero secondo me in giro si può trovare qualcosa di più economico.
La vasca è stata scelta quasi quadrata in pianta per poter alloggiare meglio all'interno le rocce vive e lasciare abbastanza spazio ai pesci per nuotare.
Comprata la vasca adesso nasce il problema della luce, io ho optato per usare le lampade a risparmio energetico.
Le alternative erano molte, ma questa mi sembrava la migliore: sono di dimensioni veramente ridotte, in vendita si trovano degli attacchi che contengono anche il reattore e sono abbastanza economiche.
In realtà un difetto ce l'hanno: non sono abbastanza "fredde", io sono riuscito a trovarle al massimo del tipo a 6000K.



  

Comunque visto le dimensioni della vasca e nel tentativo di garantire almeno 1 watt per litro ho optato per comprarne una a luce bianca di 9 watt e una di luce blu sempre da 9 watt.
Attenzione che la luce blu non è attinica, quindi non è proprio il massimo per l'acquario marino, l'effetto visivo però è ottimo.
Fino ad ora non ho riscontrato nessun problemi per la crescita eccessiva di alghe, ad essere sinceri non ne ho se non qualcuna sui vetri che viene subito mangiata dalle mie lumache.
In questo modo ho 18 watt per 10 litri di acqua, cioè circa 1.8 watt/litro o poco meno in quanto l'acqua è un po' più di 10 litri.
Il tutto mi è costato all'incirca 25 euro, se non mi ricordo male 5 euro per le lampade e 7.5 euro per i reattori/attacchi.
Adesso il problema della plafoniera, così piccole non saprei neanche se ci sono in commercio. Comunque, sempre con la solita idea della semplicità, ho deciso di farmela da solo.
Ho comprato per 1.5 euro in un ferramenta un cartello di quelli che si usano per indicare dove si trova l'estintore in materiale metallico, c'erano anche per avvisare di non fumare e di altri tipi. In pratica ognuno può scegliere la mia scelta è caduta sul più economico visto la fine che doveva fare.



Questo foglio metallico è comodo perchè è facile da tagliare con un semplice taglierino e si può poi piegare senza troppi sforzi. Ho tagliato il foglio di metallo lungo le linee rosse mostrate in figura.


Poi ho piegato i lati corti formando delle specie di ali, quindi quelli lunghi alla fine il risultato è quello mostrato in figura. Per tenere insieme le varie parti ho usato 4 vitine da 3 mm e rispettivo dano.

E' come costruire una scatola partendo da un foglio di carta, prima è meglio che provate proprio con un foglio per trovare il modo di tagliarlo e piegarlo che più vi è comodo.
Volendo si possono fare anche delle forme diverse da un parallelepipedo, magari si può fare una forma trapezioidale; basta provare prime con un foglio di carta poi si ottiene la forma che si vuole e si rifanno le stesse operazioni con il foglio metallico.
Unico accorgimento: quando piegate il foglio metallico usate una riga o qualcosa di abbastanza robusto per far si che la piega sia diritta.
Gli attacchi dei neon li ho fissati ad un asse di legno di dimensioni tali da potersi infilare nello scatolotto di metallo; la plafoniera e l'asse di legno non sono collegati con delle viti, ma ho praticato dei fori che combaciavano sia sulla plafoniera che sull'asse di legno in questo modo il filo che sorregge la plafoniera tiene collegato l'asse di legno alla plafoniera stessa.



Si vede che ho rivestito di carta stagnola l'interno per fare una specie di superficie riflettente.
Si intravedono i collegamenti che sono veramente banali: quando comprate la plafoniera fatevi spiegare dal negoziante. Comunque basta infilare il filo elettrico opportunamente spellato nei buchi che vi indicheranno, non c'è nessuna vita da avvitare.



Si vede anche l'asse di legno e a destra di questa tra le due luci si riesce ad individuare il morsetto con cui blocco il filo che sorregge la plafoniera e contemporaneamente blocca la scatola in metallo con l'asse di legno.
Questi morsetti cosi piccoli io li ho ottenuti smontando un mammut: mi sono tenuto la sola parte in metallo con le due viti.
Infilo dentro il filo stringo le due viti ed ecco qui il mio morsetto.
Attenzione che i reattori scaldano tantissimo cercate di tenere lontano i fili di reattori stessi e se non basta invece di passarli dove li ho io passateli dall'altra parte dell'asse di legno. Io sto provando entrambe le soluzioni e questa mi sembra la migliore. Vedete voi!!
Adesso il problema è fissare la plafoniera alla vasca, io non avevo la possibilità di appenderla al soffitto.
Allora mi sono costruito una specie di braccio. La base è costruita usando due fogli di legno alti 5mm; il primo 32*20 il secondo è costituito da due assi di legno di dimensioni 13.5*20 in questo modo quando le unisco lasciando libero un canale centrale largo 5 cm.
Questo mi serve per fissare il braccio. Il tutto costituisce la base del mio porta lampada.
I pezzi che si vedono nella figura li sovrappongo e ottengo così il canale che è evidenziato in nero.


Il braccio è un profilato di metallo lungo un metro comprato in un mercato del legno per la cifra di 3 euro.
L'ho tagliato della lunghezza che mi serviva e l'ho piegato fino ad ottenere la forma che mi servita, ho usato una morsa. Per la lunghezza fate voi io ho cercato di lasciare tra lampade e pelo dell'acqua all'incirca 6-7 cm di aria.



L'operazione può sembrare più complicata di quello che è, ma non è così. Il profilato e largo 5 cm e alto 0.5 cm, fissato a una morsa usando un asse di legno per spingere si piega facilmente e mantiene la piega.
In questo modo ho il mio porta plafoniera che non potrà mai rovesciarsi in quanto l'acquario ci poggia sopra. Poichè per quanto possa essere preciso tra base e braccio c'è sempre un po' di gioco l'ho fissati con delle viti che si vedono in figura.

Ecco la plafoniera più la vasca.



Ad essere esatti questo metodo può essere usato per fare anche vasche di acqua dolce.
Magari cambiano il tipo di lampade a5400K o 4000K sono più che sufficienti.
Attenzione: mi raccomando ai collegamenti e al fatto che i reattori scaldano non poco.

Nel mio nano-reef, seguendo sempre la filosofia della massima semplicità, ho deciso di non usare nessun metodo di filtraggio standard: niente schiumatoio o altro.
Le sostanze inquinanti vengono eliminate con i cambi che devono essere fatti settimanalmente in quantità pari al 10%. Buona parte, se non tutto il lavoro, del filtraggio è affidato alle rocce vive e alla sabbia viva.
In realtà io ho usato la pompa Micro-jet-filter che è un filtrino, al suo interno ha della spugna e dei carboni attivi.
Dopo circa un mese che era in funzione ho deciso di togliere la spugna interna e i carboni attivi facendo girare la pompa con il filtro senza alcun materiale filtrante, mi sembra la soluzione migliore per controllare i nitrati.
La pompa l'ho pagata 19 euro, ma mi hanno fregato in internet costa di meno.
L'ho fatto perchè la pompa presenta vari vantaggi: è veramente piccola, prevede un possibile attacco per ossigenare che può tornare utile, è adatta a vasche fino a 70 litri quindi garantisce il giusto movimento dell'acqua, ho lasciato un piccolissimo pezzetto di spugna che mi blocca le particelle che possono essere eventualmente in sospensione.
Quindi come reparto filtro mi sono ricavato un semplice scomparto triangolare delle dimensioni minime per ospitare il termoriscaldatore e la pompa.



Il termoriscaldatore deve essere il più piccolo possibile in dimensioni, ma deve essere di almeno 50 watt.
La vasca è molto piccola si raffredda subito, se c'è un riscaldatore potente permette di evitare sbalzi perché agisce subito e velocemente.
Si pensi di inverno quando si apre la finestra una vasca di questo tipo si raffredda subito se non c'è un riscaldatore potente lo sbalzo termico è ampio: problemi a non finire.
Adesso veniamo all'allestimento vero e proprio. Bisogna usare sabbia viva di ottima qualità consigliabile se proveniente da altre vasche, in caso contrario c'è anche in vendita. Bisogna metterne per uno strato almeno alto 2-3 cm.
Anche la roccia viva deve essere di ottima qualità, io ne ho messo all'incirca 2.5-3 kg; roccette piccole in modo tale da creare tanti nascondigli.
Inoltre più sono piccole le rocce a parità di peso avremo superficie maggiore quindi maggiori micro organismi quindi maggior filtraggio.
Nel mio caso oltre agli organismi che c'erano nella vasca ( rocce vive e sabbia) io ne ho aggiunti altri che venivano da una vasca di un amico.
In pratica lui ha pulito il filtro e all'interno ha trovato un po' di anfipodi, vermi e lumache e me li ha portati io ho inserito in vasca.
Questa operazione non è necessaria, ma se conoscete qualcuno con degli acquari di barriera credo che sarà lieto di darvi il suo aiuto, tra parentesi a lui con costa nulla in quanto in vasche avviate i micro organismi nascono e muoiono con una velocità che noi non possiamo neanche immaginare.
Sabbia e rocce non saprei quanto costa perchè mi è stata data da un amico (un altro) che ringrazio, comunque se si pensa che la roccia viva si trova a circa 15 euro al chilogrammo i conti sono presto fatti.

Parliamo di manutenzione.
Come spiegato prima si tratta di una vasca della massima semplicità. Il filtraggio è affidato in massima parte a rocce e sabbia viva. Per evitare che sostanze inquinanti si accumulino è necessario fare un cambio parziale settimanale del 10%, solo in questo modo non si hanno problemi.
Ripeto all'infinito, questo cambio deve essere fatto perché è l'unico modo per estrarre le sostanze tossiche.
Io ho la vasca attiva da solo un mese comunque non ho nitriti e i nitrati sono a 12.5mg/l.
Direi che sono abbastanza buoni come valori.
Ecco una tabella tipo dei miei valori:

 pH

Calcio

Nitrati

kH

Temperatura

8

420

12.5

15

29





Queste sono alcune foto del mio allestimento nella fase iniziale.

  

Cosa è veramente utile per avere un acquario di barriera così piccolo?
Spesso andando in un negozio specializzato si rischia di uscire con un sacco di materiale che alla fine risulta inutile oppure viene usato così poche volte che ci si dimentica addirittura di averlo e si fa senza.
Adesso facciamo riferimento a quello che serve in una nano reef.
Lasciamo perdere il complicato discorso di vasche di invertebrati più esigenti i quali devono ricevere particolari cure con l'aggiunta di integrazioni di calcio, magnesio, ed altri oligoelementi.
Noi stiamo parlano di cosa serve per poter avere una semplice vasca con la sabbia, rocce vive, pesci, volendo paguri, lumache e qualche piccolo invertebrato molle senza particolari esigenze.
Per prima cosa a me vengono in mente test dell'acqua.
In questo caso ci sono tantissime marche e tanti valori controllabili, io personalmente uso nitriti, nitrati, pH, kH e calcio.
Discorso delicato sono gli integratori, partendo dall'ipotesi che la vasca non ha invertebrati particolarmente esigenti è sicuro che le rocce vive abbiano delle alghe calcaree ed altri organismi che richiedano il calcio.
Io integro con calcio cercando di tenere una concentrazione di 400mg/l.

Per il cambio dell'acqua risulta fondamentale nelle normali vasche un tubo e una tanica dove mettere l'acqua sia di scarto che quella nuova.
In questo caso mi basta un bicchierino di plastica e una bottiglia, con il bicchiere con calma estraggo l'acqua dalla vasca e la metto nella bottiglia.
In meno di 5 minuti ho finito e butto l'acqua da cambiare.
Io dovendo cambiare un litro e mezzo a settimana ho individuato un misurino che quando è ripieno di sale mi dà la quantità giusta per ottenere un litro e mezzo di acqua salata.



Ovvio ogni volta controllo che la densità poi sia giusta, capita che il sale assorba molta umidità e aumenti di volume e peso.
Però in questo modo non sono lì tutte le volte a pesare la quantità di acqua giusta per ottenere l'acqua di ricambio.

Altre osservazioni
In partenza, quasi 6 mesi fa, c'erano nella vasca solo gli animali che erano sulle rocce vive e 5 piccole lumache dal guscio di circa 1 cm. Questi ospiti sono veramente utili perchè si mangiano qualsiasi tipo di alga che si formi, escluso i cianobatteri che non ho e le alghe calcaree rosse.
Con il tempo nella vasca sono comparsi una infinità di piccoli organismi, tra i quali si evidenziano in modo particolare: alcuni spirografi non più lunghi di 0.5 cm, una decina di piccollissime lumachine che però escono solo la notte.
La vasca si è riempita anche di piccolissimi anfipodi, all'inizio li vedevo solo di notte e raramente; in seguito la hanno fatta da padroni in tutti i sensi.
Si vedevano in giro anche di giorno, per essere degli esserini piccolissimi hanno raggiunto delle dimensioni notevoli e sono molto temerari. Io, raramente, introducevo nella vasca delle scaglie di cibo in quantità molto limitata e alcuni anfipodi erano così coraggiosi che uscivano allo scoperto e ne prendevano un pezzo.
Maturata la vasca ho incominciato a introdurre quello che riuscivo a trovare e che ritenevo adatto per le dimensioni.
Subito ho cercato della Caulerpa, ho trovato due varietà diverse che si sono adattate benissimo; hanno subito messo le radici attaccandosi alle roccette vive e a buttare poi i loro primi germogli. Ho dovuto già potare alcuni rami che crescevano troppo.



Ho incominciato a cercare prima la caulerpa perchè volevo avere qualcosa che potesse essere utile per combattere le alghe, cosa è meglio di un organismo antagonista?
Ad essere sincero le alghe non sono mai state un problema, però visto che dovevo incomnciare a mettere i primi esseri viventi magari avrei potuto avere dei problemi quindi mi sono premunito.
Il passo seguente è stato quello di cercare un pesce che fosse abbastanza robusto.
In molti si staranno chiedendo perchè non ho messo prima gli invertebrati. Io dovevo verificare prima cosa sarebbe successo introducendo un carico biologico all'interno della vasca, era per evitare dei grossi problemi in seguito.

  

Ho scelto quindi di introdurre un Chrysiptera: pesce piccolo, robusto e non problematico con gli invertebrati.
Verificato che il pesce non alterava l'equilibrio instaurato nella vasca ho deciso di comprare anche dei coralli.
Sono partito dall'idea di comprare actinodiscus e zoantiniari, questo perchè ritengo che siano i più adatti e i più robusti.
Ho avuto delle difficoltà a trovare degli animali abbastanza piccoli e fino ad ora mi sono accontentato di una colonia di Discosoma ed una di Zoanthus. Messi in vasca si sono adattati subito e non hanno mostrato nessun segno di insofferenza.

  

Adesso cercherò ancora degli animali da poter inserire, importante è che siano piccoli per non rischiare di farli soffrire nella vasca o di invaderla completamente con un solo tipo di animale.
Ho anche introdotto anche due piccole stelle di mare da 2 cm di diametro e una piccolissima lumaca.
Per ultimo, e qui forse ho sbagliato, ho introdotto un Lysmata Grahami che si è adattato benissimo alla vasca e per ora non da segni di insofferenza alcuna.

  

Ho detto che ho sbagliato perchè forse dovevo metterlo prima.
Il gamberetto ha girato per tutta la vasca, non ci ha messo molto, fino a trovarsi un posto che credo abbai scelto come rifugio.
Rimane molto attivo anche di giorno e si è già abituato a prendere il cibo direttamente dalle mie mani.
L'esperimento continua, vediamo come va a finire.

 

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