| NOTA IMPORTANTE: la presenza o meno del fondo
sabbioso è stato più volte causa di scontri
sul forum del Nanoportal. Il fondo sabbioso diventa con il
tempo serbatoio di sostanze che possono anche essere dannose
per certi invertebrati SPS. Se si decide di mettere il fondo
sabbioso lo si fa coscienti che in breve tempo il livello
di fosfati non può essere controllato e quindi la vasca
è adatta ad allevare solo quelle specie di invertebrati
che non risento di concentrazioni alte di fosfati quali actinodiscus,
ricordea, zoantus, parazoanthus, palitoa, sinularia dura,
sinularia, caulastrea. Anzi la maggior parte di questi invertebrati
in natura prolifera proprio dove il livello di fosfati è
alto. Se si vuole allevare specie di invertebrati più
esigenti, quali SPS come acropore o montipore, il fondo sabbio
è decisamente sconsigliato.
Partendo con questo presupposto leggevi questo bell'articolo
e guardate le foto delle vasche per capire cosa si può
fare in un nano reef ricordando che un nano reef allestito
con il fondo sabbioso al massimo può diventare come
quello di Stefano di cui abbiamo la foto poco sotto.
Nel caso siate alle prime armi con la vasca marina e/o con
i nano reef la soluzione Bare Bottom è quella di sicuro
che creerà meno problemi, la soluzione DSB deve essere
assolutamente scelta solo da chi ha una grande esperienza
nel campo di vasche marine e la soluzione a letto medio deve
essere scelta solo da chi ha delle buone capacità e
comunque la sabbia va inserita solo dopo 8 mesi dall'allstimento.
Nella quasi totalità dei mari, e soprattutto dove
le acque sono più profonde, i fondali sono ricoperti
di sabbia; metri e metri di materiale finissimo capace di
ospitare una inimmaginabile quantità di organismi.
In questo articolo cercheremo di trattare l’importanza
della sabbia all’interno di un acquario marino di barriera
e quindi nei neno reef, enumerando e spiegando le più
conosciute filosofie di gestione e proponendo una panoramica
sui pregi e difetti di ognuna di esse.

Sabbia viva appena tolta da una vasca in funzione da anni
ricchissima di vita.
È innegabile che l’utilizzo di un fondo sabbioso
all’interno di una vasca di barriera possa, prima di
tutto, risultare incredibilmente piacevole per la vista in
parte grazie alla copertura più o meno uniforme che
esso assicura sul vetro di base delle nostre vasche, in parte
perché la sabbia riflette la luce che arriva a colpirla
donando così maggiore luminosità all’acquario
e migliorando notevolmente l’ “effetto d’insieme”
ottenuto.

Foto di Dria1975 ed Heros
Al di là dell’aspetto estetico, tuttavia, la
sabbia svolge un ruolo importantissimo anche sotto il profilo
biochimico del nostro angolo di reef; è, infatti, sufficiente
persino un sottile strato di sabbia (7-8 mm) per assicurare
la proliferazione di una inimmaginabile quantità di
esseri viventi essenziali per la vita di un acquario.
La sabbia di questa vasca da esposizione in un negozio
sarebbe ottima da inserire in un nano reef.
Dagli anfipodi a numerose specie di vermi, dalle ofiure a
semplici micro alghe, innumerevoli sono le specie viventi
che, nel giro di un mese dall’inserimento del fondo
sabbioso, prolifereranno a ritmi esponenziali.
Foto di CB e Andreacis
Oltre ad essere una gioia per la vista di ogni acquariofilo,
questi minuscoli ospiti delle nostre vasche svolgeranno un’essenziale
funzione di pulizia della maggior parte dei detriti prodotti
dalle rocce o da pesci e coralli e rappresenteranno una delle
migliori fonti di cibo vivo per l’intera vasca. Sarà
decisamente affascinante osservare una coppia di lysmata che
si dedica alla caccia grossa inseguendo minuscoli crostacei
sul letto di sabbia!


Ciò che, tuttavia, rende davvero speciale un fondo
sabbioso è l’immensa popolazione batterica capace
di insediarsi in esso. Troppo piccoli per essere scorti dall’occhio
umano, infatti, milioni di batteri utili al nostro acquario
si insediano fra i granelli di sabbia permettendo l’instaurarsi
di un complesso ciclo di filtraggio biologico.
Tale meccanismo può rivelarsi, tuttavia, dannoso per
l’acquariofilo inesperto; un fondo sabbioso deve essere,
infatti, preparato accuratamente calibrandolo rispetto al
tipo di vasca così da permettere una perfetta azione
biologica.
Per approfondire al meglio questo spinoso argomento tratteremo
separatamente le varie filosofie di gestione di un fondo sabbioso
esponendone pregi e difetti e cercando di spiegarne le migliori
applicazioni possibili.
BARE BOTTOM (BB)
Particolarmente utilizzato nelle vasche dedicate a coralli
duri SPS ed atte a contenere una grande quantità di
rocce, il “Bare Bottom” (letteralmente “fondo
vuoto” n.d.t.) si basa sulla totale assenza di sabbia.
Il fondo in vetro è spesso ricoperto dalle rocce o
da alcuni coralli poco esigenti in fatto di illuminazione
e, in tempi che possono variare dai 6 mesi all’anno,
ogni spazio libero viene spesso colonizzato da una nutrita
popolazione di alghe calcaree rosa o rosse.
Foto di Leletosi e Dirk vasche senza fondo.
Tale conformazione del fondale presenta numerosi vantaggi,
primi fra tutti la grande semplicità di pulizia e,
soprattutto in vasche dall’altezza limitata, una più
facile gestione delle pompe di movimento. L’assenza
di sabbia assicura, inoltre, un minore accumulo di sali inquinanti
(soprattutto fosfati) nonché la possibilità
di sperimentare particolari ed insolite disposizioni estetiche
delle rocce.
Di contro, purtroppo, la totale assenza di sabbia limita fortemente
la crescita di quella micro fauna utilissima ai fini dei cicli
vitali la cui instaurazione è assolutamente auspicabile
all’interno del nostro sistema-vasca. La mancata copertura
del fondo in vetro, infine, diminuisce notevolmente la luminosità
della vasca senza, tuttavia, nulla togliere alla quantità
effettiva di luce di cui usufruiscono i nostri ospiti.

Foto di Filipelli e Dirk dall'alto, si vede il vetro del fondo.
Per ovviare a questi problemi molti acquariofili sono soliti
utilizzare la cosiddetta “spolverata di sabbia”
(ovvero uno strato sabbioso di spessore inferiore al centimetro)
con la quale non solo si dona grande luminosità alla
vasca aggiungendo uno strato riflettente sul fondo, ma si
permette anche la proliferazione della micro fauna di cui
abbiamo parlato pocanzi.
DEEP SAND BED (DSB)
Particolarmente adatto a vasche di altezza notevole (dunque
difficilmente utilizzabile in un normale nanoreef anche se
non sono mancate sperimentazioni in tal senso), il Deep Sand
Bed (letteralmente “profondo letto di sabbia”
n.d.t.) è costituito da uno strato di circa 10-12 cm
di sabbia a granulometria particolarmente fine (0.2-1.0 mm),
spesso detta “sugar size” proprio per la sua caratteristica
finezza. Scegliendo tale conformazione per un fondo sabbioso
è assolutamente essenziale approntare delle strutture
di sostegno per le rocce che per nessun motivo dovranno poggiare
direttamente sulla sabbia; così facendo, infatti, si
evita che la struttura rocciosa affondi nel letto sabbioso
e, allo stesso tempo, che ne svilisca l’azione biologica.

Foto di CB
Un DSB si dimostra particolarmente adatto in condizioni in
cui si preferisce rinunciare al rapporto che, solitamente,
intercorre fra il quantitativo di rocce e la capacità
della vasca guadagnando, in tal modo, molto spazio utile per
il posizionamento dei coralli ed il nuoto delle specie più
esigenti di pesci; un fondale strutturato in tal modo assicura,
inoltre, un perfetto filtraggio biologico grazie al quale
risulta possibile ottenere bassissimi valori di inquinanti
anche in vasche particolarmente popolate. In ultimo, ma non
per questo meno importante, è d’obbligo menzionare
l’eccezionale funzione del DSB dal punto di vista della
micro fauna che in esso si insedia e che va a completare i
cicli alimentari che si svolgono nelle nostre vasche.
Se, dunque, un DSB apporta grandissimi vantaggi dal punto
di vista biologico, presenta, tuttavia, alcuni difetti degni
di nota; innanzitutto una vasca che presenti un fondo così
strutturato avrà bisogno di una maturazione particolarmente
lunga (6 mesi prima di procedere all’inserimento dei
primi ospiti, 12 mesi prima di raggiungere una stabilità
completa) ed inoltre, secondo alcuni, potrebbe presentarsi
il pericolo di un forte rilascio di fosfati dopo lunghi periodi
di utilizzo.
FONDALE A LETTO MEDIO
Il Fondale a Letto Medio risulta particolarmente adatto ai
nanoreef dedicati all’allevamento di coralli molli.
È proprio in questi contesti, infatti, che tale conformazione
del fondale offre i migliori risultati sia dal punto di vista
pratico che da quello estetico assicurando sicure soddisfazioni.

Foto di Stefano
Un Fondale a Letto Medio si costituisce di uno strato di sabbia
fine alto dai 4 ai 7 millimetri il che rappresenta una soluzione
“media” fra un fondo di tipo BB ed un DSB.
Questo tipo di fondale assicura una minima azione biologica
nitrificante/denitrificante permettendo di ottenere valori
chimici particolarmente buoni (nitrati prossimi ai 0 mg/l
in vasche che ospitano un massimo di un esemplare di pesci)
e rappresenta una delle più interessanti soluzioni
dal punto di vista estetico.
Nell’allestire un Fondale a Letto Medio è molto
importante ricordare che la sabbia dovrà essere posizionata
sempre dopo le rocce sotto alle quali dovrà trovarsi
soltanto il vetro di fondo della vasca onde evitare la creazione
di zone a scarsa circolazione d’acqua con conseguente
accumulo di inquinanti.
Foto di Mir70Reef
Punto a sfavore di questo tipo di fondale che lo rende, come
detto in precedenza, particolarmente adatto a vasche poco
esigenti o scarsamente popolate, è il continuo accumulo
e rilascio di fosfati in vasca che non permette di raggiungere
mai delle condizioni veramente ottimali per l’allevamento
di coralli “complicati” (ad esempio duri SPS nei
quali, soprattutto se non si utilizzano resine specifiche
per l’assorbimento dei fosfati, si nota un leggero imbrunimento
dei tessuti). Se ciò rappresenta un limite non deve
configurarsi, tuttavia, come una impossibilità totale
di allevamento di coralli considerati esigenti; in più
occasioni si è infatti dimostrato che, con le dovute
precauzioni, tali ospiti non solo riescono a trovare ottime
condizioni di vita ma mostrano persino una notevole crescita
ed un interessante mantenimento della colorazione originale.
Lo strato di sabbia può essere aggiunto solo dopo 8
mesi dall'inizo dell'allestimento della vasca.
La scelta di un particolare tipo di fondo sabbioso deve,
dunque, basarsi su quella che si presume essere la futura
conformazione della vasca e sulla quantità e “difficoltà”
degli animali che si desidera ospitare.
Questo articolo dovrebbe fugare la maggior parte dei dubbi
riguardo l’allestimento e le condizioni di migliore
sviluppo di un fondale senza tuttavia voler rappresentare
uno schema restrittivo per la gestione di quest’ultimo.
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