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30 Luglio 2010

 

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    Sabbia viva di Andrea De Iacovo(Firstbit)     Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    

NOTA IMPORTANTE: la presenza o meno del fondo sabbioso è stato più volte causa di scontri sul forum del Nanoportal. Il fondo sabbioso diventa con il tempo serbatoio di sostanze che possono anche essere dannose per certi invertebrati SPS. Se si decide di mettere il fondo sabbioso lo si fa coscienti che in breve tempo il livello di fosfati non può essere controllato e quindi la vasca è adatta ad allevare solo quelle specie di invertebrati che non risento di concentrazioni alte di fosfati quali actinodiscus, ricordea, zoantus, parazoanthus, palitoa, sinularia dura, sinularia, caulastrea. Anzi la maggior parte di questi invertebrati in natura prolifera proprio dove il livello di fosfati è alto. Se si vuole allevare specie di invertebrati più esigenti, quali SPS come acropore o montipore, il fondo sabbio è decisamente sconsigliato.
Partendo con questo presupposto leggevi questo bell'articolo e guardate le foto delle vasche per capire cosa si può fare in un nano reef ricordando che un nano reef allestito con il fondo sabbioso al massimo può diventare come quello di Stefano di cui abbiamo la foto poco sotto.
Nel caso siate alle prime armi con la vasca marina e/o con i nano reef la soluzione Bare Bottom è quella di sicuro che creerà meno problemi, la soluzione DSB deve essere assolutamente scelta solo da chi ha una grande esperienza nel campo di vasche marine e la soluzione a letto medio deve essere scelta solo da chi ha delle buone capacità e comunque la sabbia va inserita solo dopo 8 mesi dall'allstimento.

Nella quasi totalità dei mari, e soprattutto dove le acque sono più profonde, i fondali sono ricoperti di sabbia; metri e metri di materiale finissimo capace di ospitare una inimmaginabile quantità di organismi.
In questo articolo cercheremo di trattare l’importanza della sabbia all’interno di un acquario marino di barriera e quindi nei neno reef, enumerando e spiegando le più conosciute filosofie di gestione e proponendo una panoramica sui pregi e difetti di ognuna di esse.


Sabbia viva appena tolta da una vasca in funzione da anni ricchissima di vita.

È innegabile che l’utilizzo di un fondo sabbioso all’interno di una vasca di barriera possa, prima di tutto, risultare incredibilmente piacevole per la vista in parte grazie alla copertura più o meno uniforme che esso assicura sul vetro di base delle nostre vasche, in parte perché la sabbia riflette la luce che arriva a colpirla donando così maggiore luminosità all’acquario e migliorando notevolmente l’ “effetto d’insieme” ottenuto.


Foto di Dria1975 ed Heros

Al di là dell’aspetto estetico, tuttavia, la sabbia svolge un ruolo importantissimo anche sotto il profilo biochimico del nostro angolo di reef; è, infatti, sufficiente persino un sottile strato di sabbia (7-8 mm) per assicurare la proliferazione di una inimmaginabile quantità di esseri viventi essenziali per la vita di un acquario.


La sabbia di questa vasca da esposizione in un negozio sarebbe ottima da inserire in un nano reef.

Dagli anfipodi a numerose specie di vermi, dalle ofiure a semplici micro alghe, innumerevoli sono le specie viventi che, nel giro di un mese dall’inserimento del fondo sabbioso, prolifereranno a ritmi esponenziali.


Foto di CB e Andreacis

Oltre ad essere una gioia per la vista di ogni acquariofilo, questi minuscoli ospiti delle nostre vasche svolgeranno un’essenziale funzione di pulizia della maggior parte dei detriti prodotti dalle rocce o da pesci e coralli e rappresenteranno una delle migliori fonti di cibo vivo per l’intera vasca. Sarà decisamente affascinante osservare una coppia di lysmata che si dedica alla caccia grossa inseguendo minuscoli crostacei sul letto di sabbia!




Ciò che, tuttavia, rende davvero speciale un fondo sabbioso è l’immensa popolazione batterica capace di insediarsi in esso. Troppo piccoli per essere scorti dall’occhio umano, infatti, milioni di batteri utili al nostro acquario si insediano fra i granelli di sabbia permettendo l’instaurarsi di un complesso ciclo di filtraggio biologico.
Tale meccanismo può rivelarsi, tuttavia, dannoso per l’acquariofilo inesperto; un fondo sabbioso deve essere, infatti, preparato accuratamente calibrandolo rispetto al tipo di vasca così da permettere una perfetta azione biologica.
Per approfondire al meglio questo spinoso argomento tratteremo separatamente le varie filosofie di gestione di un fondo sabbioso esponendone pregi e difetti e cercando di spiegarne le migliori applicazioni possibili.

BARE BOTTOM (BB)
Particolarmente utilizzato nelle vasche dedicate a coralli duri SPS ed atte a contenere una grande quantità di rocce, il “Bare Bottom” (letteralmente “fondo vuoto” n.d.t.) si basa sulla totale assenza di sabbia. Il fondo in vetro è spesso ricoperto dalle rocce o da alcuni coralli poco esigenti in fatto di illuminazione e, in tempi che possono variare dai 6 mesi all’anno, ogni spazio libero viene spesso colonizzato da una nutrita popolazione di alghe calcaree rosa o rosse.


Foto di Leletosi e Dirk vasche senza fondo.

Tale conformazione del fondale presenta numerosi vantaggi, primi fra tutti la grande semplicità di pulizia e, soprattutto in vasche dall’altezza limitata, una più facile gestione delle pompe di movimento. L’assenza di sabbia assicura, inoltre, un minore accumulo di sali inquinanti (soprattutto fosfati) nonché la possibilità di sperimentare particolari ed insolite disposizioni estetiche delle rocce.
Di contro, purtroppo, la totale assenza di sabbia limita fortemente la crescita di quella micro fauna utilissima ai fini dei cicli vitali la cui instaurazione è assolutamente auspicabile all’interno del nostro sistema-vasca. La mancata copertura del fondo in vetro, infine, diminuisce notevolmente la luminosità della vasca senza, tuttavia, nulla togliere alla quantità effettiva di luce di cui usufruiscono i nostri ospiti.


Foto di Filipelli e Dirk dall'alto, si vede il vetro del fondo.


Per ovviare a questi problemi molti acquariofili sono soliti utilizzare la cosiddetta “spolverata di sabbia” (ovvero uno strato sabbioso di spessore inferiore al centimetro) con la quale non solo si dona grande luminosità alla vasca aggiungendo uno strato riflettente sul fondo, ma si permette anche la proliferazione della micro fauna di cui abbiamo parlato pocanzi.

DEEP SAND BED (DSB)
Particolarmente adatto a vasche di altezza notevole (dunque difficilmente utilizzabile in un normale nanoreef anche se non sono mancate sperimentazioni in tal senso), il Deep Sand Bed (letteralmente “profondo letto di sabbia” n.d.t.) è costituito da uno strato di circa 10-12 cm di sabbia a granulometria particolarmente fine (0.2-1.0 mm), spesso detta “sugar size” proprio per la sua caratteristica finezza. Scegliendo tale conformazione per un fondo sabbioso è assolutamente essenziale approntare delle strutture di sostegno per le rocce che per nessun motivo dovranno poggiare direttamente sulla sabbia; così facendo, infatti, si evita che la struttura rocciosa affondi nel letto sabbioso e, allo stesso tempo, che ne svilisca l’azione biologica.


Foto di CB

Un DSB si dimostra particolarmente adatto in condizioni in cui si preferisce rinunciare al rapporto che, solitamente, intercorre fra il quantitativo di rocce e la capacità della vasca guadagnando, in tal modo, molto spazio utile per il posizionamento dei coralli ed il nuoto delle specie più esigenti di pesci; un fondale strutturato in tal modo assicura, inoltre, un perfetto filtraggio biologico grazie al quale risulta possibile ottenere bassissimi valori di inquinanti anche in vasche particolarmente popolate. In ultimo, ma non per questo meno importante, è d’obbligo menzionare l’eccezionale funzione del DSB dal punto di vista della micro fauna che in esso si insedia e che va a completare i cicli alimentari che si svolgono nelle nostre vasche.
Se, dunque, un DSB apporta grandissimi vantaggi dal punto di vista biologico, presenta, tuttavia, alcuni difetti degni di nota; innanzitutto una vasca che presenti un fondo così strutturato avrà bisogno di una maturazione particolarmente lunga (6 mesi prima di procedere all’inserimento dei primi ospiti, 12 mesi prima di raggiungere una stabilità completa) ed inoltre, secondo alcuni, potrebbe presentarsi il pericolo di un forte rilascio di fosfati dopo lunghi periodi di utilizzo.

FONDALE A LETTO MEDIO
Il Fondale a Letto Medio risulta particolarmente adatto ai nanoreef dedicati all’allevamento di coralli molli. È proprio in questi contesti, infatti, che tale conformazione del fondale offre i migliori risultati sia dal punto di vista pratico che da quello estetico assicurando sicure soddisfazioni.


Foto di Stefano

Un Fondale a Letto Medio si costituisce di uno strato di sabbia fine alto dai 4 ai 7 millimetri il che rappresenta una soluzione “media” fra un fondo di tipo BB ed un DSB.
Questo tipo di fondale assicura una minima azione biologica nitrificante/denitrificante permettendo di ottenere valori chimici particolarmente buoni (nitrati prossimi ai 0 mg/l in vasche che ospitano un massimo di un esemplare di pesci) e rappresenta una delle più interessanti soluzioni dal punto di vista estetico.
Nell’allestire un Fondale a Letto Medio è molto importante ricordare che la sabbia dovrà essere posizionata sempre dopo le rocce sotto alle quali dovrà trovarsi soltanto il vetro di fondo della vasca onde evitare la creazione di zone a scarsa circolazione d’acqua con conseguente accumulo di inquinanti.

Foto di Mir70Reef

Punto a sfavore di questo tipo di fondale che lo rende, come detto in precedenza, particolarmente adatto a vasche poco esigenti o scarsamente popolate, è il continuo accumulo e rilascio di fosfati in vasca che non permette di raggiungere mai delle condizioni veramente ottimali per l’allevamento di coralli “complicati” (ad esempio duri SPS nei quali, soprattutto se non si utilizzano resine specifiche per l’assorbimento dei fosfati, si nota un leggero imbrunimento dei tessuti). Se ciò rappresenta un limite non deve configurarsi, tuttavia, come una impossibilità totale di allevamento di coralli considerati esigenti; in più occasioni si è infatti dimostrato che, con le dovute precauzioni, tali ospiti non solo riescono a trovare ottime condizioni di vita ma mostrano persino una notevole crescita ed un interessante mantenimento della colorazione originale. Lo strato di sabbia può essere aggiunto solo dopo 8 mesi dall'inizo dell'allestimento della vasca.

La scelta di un particolare tipo di fondo sabbioso deve, dunque, basarsi su quella che si presume essere la futura conformazione della vasca e sulla quantità e “difficoltà” degli animali che si desidera ospitare.
Questo articolo dovrebbe fugare la maggior parte dei dubbi riguardo l’allestimento e le condizioni di migliore sviluppo di un fondale senza tuttavia voler rappresentare uno schema restrittivo per la gestione di quest’ultimo.

E' assolutamente vietata la riproduzione, anche parziale, del testo e delle foto presenti in questo articolo, senza il consenso dell'autore.

 


 
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Rivista specializzata on-line sull'acquariofilia - Reg. Trib. di Milano N. 42 del 23/01/2008