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8 Febbraio 2012
 


 
 

 

 
    Una barriera in un Mirabello di Andrea Zaccardi     Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    

In un mondo di enormi vasche questo microscopico acquario per invertebrati (ca. 20 l. effettivi di acqua) funziona benissimo da circa un anno. L'acquario è in funzione dal 14/07/00 e per fortuna non ho avuto particolari problemi (a parte 2 o 3 invertebrati che non sembravano adattarsi).
Gli invertebrati si sono sviluppati bene e non esiste in tutto l'acquario la minima traccia di alghe infestanti, grazie anche alle meticolose cure, all'attenta alimentazione ed al ridotto numero di pesci 2/3 di piccola taglia.
La realizzazione, i costi e tempi di manutenzione sono veramente minimi (come l'acquario) e alla portata di tutti.

Vasca
Mirabello (Aquarium Systems) da 32 litri


Il Mirabello 30 T dell'Aquarium Systems.

Illuminazione
Una lampada a luce blu (del tipo a risparmio di energia, inserita con grande fatica a fianco del neon principale: una lampada al trifosforo Triton (in sostituzione a quella in dotazione).
Per quanto riguarda la luce blu, ho comprato un piccolo trasformatore e l'ho inserito nel coperchio a fianco del trasformatore originale (vedi foto 1).


Foto 1 - Il vano di alloggiamento dei trasformatori.

Poi ho praticato con il trapano numerosi fori sul coperchio del vano trasformatori ottenendo così una griglia a nido d'ape per favorire la dissipazione del calore inizialmente notevole all'interno del vano (vedi foto 2).
Successivamente ho fissato la lampada blu all'interno della plafoniera, a fianco del neon principale (vedi foto 3).

  
Foto 2 - Il coperchio con la grata di ventilazione.
Foto 3 - L' impianto di illuminazione.

Filtraggio
Filtro biologico originale con alcune piccole modifiche.
Le modifiche riguardanti il filtro (già di per sè generoso, viste le dimensioni dell'acquario),
riguardano unicamente le prime due cartucce filtranti, in quanto l'acqua torbida dei primi giorni, le caratteristiche "nuvolette" di sabbia alzate saltuariamente dalla tridacna e altro intasavano spesso il filtro di microscopica sabbia che compattandosi nel fitto tessuto ne ostacolava il corretto funzionamento, e rendeva difficoltosa la pulizia.
Dalla "prima" cartuccia, (pannello originariamente in tessuto lanoso, doppio con all'interno una miseria di carboni attivi) ho ritagliato via tutto il tessuto e l'ho sostituito con un rettangolo di spessore 12/13 mm circa in resina espansa a fori fini (spugna), della dimensione del foro ottenuto (vedi foto 4).


Foto 4 - Il prefiltro meccanico in spugna sintetica.

Applicando poi anteriormente un prefiltro sempre in spugna ma a fori più grossolani spessore 8/9 mm semplicemente incastrato per tutta l'altezza e larghezza del vano filtro.
Anche la "seconda" cartuccia (originariamente già in spugna) ha subito grossomodo lo stesso trattamento (forse in questa non indispensabile), ho affettato i primi 7/8 mm poi sostituiti con spugna da circa 1 cm a fori un po' più grossi, il tutto per migliorare li filtraggio meccanico ma anche per aumentare relativamente le superfici per l'insediamento dei batteri (vedi foto 5).


Foto 5 - Filtro biologico in spugna sintetica.

Nell'ultimo stadio filtrante ho messo la maggior quantità possibile di canolicchi, misti a piccoli pezzetti di gusci d'ostrica.

Movimento
Pompa originale nel filtro + una pompa (PI-2 Askoll) di movimento nascosta dietro alle rocce.

Allestimento
Il resto è semplice, ho steso sul fondo del ghiaietto corallino "vivo" (ca. 1,5/2 cm), proveniente da un acquario ben tenuto già funzionante da anni e l'ho riempito con l'acqua marina, ho preferito utilizzare acqua già maturata (con nitrati praticamente assenti), prelevata da una vasca per soli invertebrati.
Ho lasciato maturare l'acquario per circa 10 giorni, aggiungendo ogni giorno piccole quantità di biocondizionatore e inserendovi, giorno dopo giorno le rocce vive (ca. 7/8 Kg).
Trascorsi i primi 10 giorni ho cominciato ad illuminare l'acquario gradatamente, lasciandolo acceso inizialmente per 1 ora e aumentando poi di 1 ora ogni giorno sino a raggiungere le 11 ore per la luce blu e 10 ore per la triton (la lampada blu si accende mezzora prima e si spegne mezzora dopo rispetto all'altra).
Il filtro si è innescato rapidamente, già al raggiungimento delle 10 ore di luce ho potuto cominciare a popolare l'acquario con i primi invertebrati e solo dopo 15/20 giorni con il primo pesciolino (piccolo e robusto).
Durante questo periodo si erano formate sulla ghiaia due piccole "chiazze" di alghe filiformi verde/marroni non molto fitte, subito regredite in seguito.
Ora sulle rocce si stanno allargando delle belle alghe calcaree lilla o rosse e tutto sembra relativamente stabile.

Manutenzione
La manutenzione è semplicissima, oltre alla pulizia dei filtri quando necessario e alla consueta osservazione degli animali e dello stato generale, effettuo un regolarissimo cambio di 5 litri (1/5 ca. della capacità) ogni settimana.
Alimento gli invertebrati unicamente con alcune gocce di vitamine somministrate a giorni alterni, non potendoli nutrire con mangimi specifici a causa del notevole inquinamento derivato dallo scarto e dalla scarsa quantità d'acqua.

Valori chimici
Nitriti assenti
Nitrati 17 mg
Ph 8,2
Kh 11
Densità 1024
Temperatura 26°C

Foto
Di seguito alcuni primi piani degli invertebrati ospitati.

 
Tubastrea - Lobophyton

 
Palythoa - Discosoma

 
Tridacna - Colonia di Palythoa


Discosoma


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