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9 Febbraio 2012
 


 
 

 

 
    Sussidiario Nanoreefer di Gabriele Andreoni     Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    


Tempistica

- 1)Se abbiamo collaudato la vasca in tutti suoi componenti. Se tutto è a posto, solo adesso inizia il bello, la parte più difficile: se si sbaglia ora l’errore si ripercuoterà in futuro quindi meglio stare molto attenti e soprattutto usare molta pazienza.
Come detto in precedenza, io suggerisco di fare le prove di collaudo usando già acqua salata quindi per attivare il sistema in modo definitivo bisogna solo accendere tutte le pompe di movimento, la pompa di risalita e il riscaldatore. NON accendere le luci.
In questa fase le pompe di movimento è meglio che stiano accese sempre. Attivate anche il sistema di osmoregolazione perché da adesso in poi la salinità deve essere costante. La vasca va messa a regime per un’acquario marino di barriera quindi portiamo la temperatura a 26-27°C.
-2) Fatto questo abbiamo il tempo di andare a cercare le rocce vive. Vi suggerisco di prendere un pezzo di cartone e tagliarlo con la stessa dimensione della base della vostra vasca.

 
Foto rocce vive archivio AP

Mettetevi con calma dal vostro fornitore di rocce vive e cercate quelle che meglio si adattano alla dimensione della vasca in base al vostro progetto iniziale: rocciata centrale oppure rocciata appoggiata sulla parete posteriore.
Scegliete rocce piene di vita e soprattutto sia massive che sottili. Nelle rocce massive è più facile che si instaurino le reazione anaerobiche che aiutano la vasca a ridurre il carico organico (NO3 sono batteri denitrificatori) tanto quanto le colonie aerobiche.
Comprate le nostre rocce potete andare a casa e cercare di costruire il vostro piccolo scoglio.
Avete all’incirca due-tre giorni di tempo per poter cercare la configurazione migliore dal momento del primo inserimento delle rocce nella vasca. Ricordate che se inserite le mani nella vasca sciacquatele prima con energia, ma non usate il sapone. Nel sapone ci sono i tensioattivi che in una vasca sono difficilmente eliminabili se non con i cambi parziali e lo schiumatoio.
I tensioattivi vengono aggiunti ai saponi perché migliorano la miscibilità tra liquidi diversi riducendo la tensione superficiale del liquido stesso. In pratica rendono il detergente più saponoso e efficace con l’acqua.
Durante questa prima fase è importante mantenere il buio completo della vasca e quindi coprire le pareti e la superficie superiore con del cartone. In questa fase si stabulano le rocce vive.
Se non volete avere di problemi di nitrati in futuro non abbiate fretta e dopo aver trovato la vostra configurazione delle rocce definitiva lasciatele al buoi almeno un mese (30 giorni) senza toccarle.
Non sifonate neanche quello che sia accumula sul fondo.

-3) Dopo l'inserimento delle rocce accendere lo schiumatoio. L’equilibrio che andiamo a instaurare deve essere il più possibile stabile. Non accendere ora lo schiumatoio vuol dire che faremmo un periodo di un mese in cui la vasca resta ricca di alcuni elementi perché non vengono tolti dalla schiuma. E poi al momento di accendere lo schiumatoio introdurremmo una perturbazione che riporterebbe la vasca a rincominciare la ricerca dell’”equilibrio”.


Schiumatoio schema di AP

Se in questa fase non c’è molto da schiumare lo schiumatoio lavorerà di meno.
Allora in questa fase di non lavoro (non toccare le rocce, non fare luce etc) è importante anche non sifonare il fondo che si riempirà di un fango melmoso risultato della stabulazione delle rocce.
Anche loro servono per avviare le reazioni chimiche, toglierle vuol dire rallentare solo la formazione delle colonie di batteri filtranti.
- 4) Se vi annoiate questi trenta giorni possono servire per imparare a conoscere la vasca. Controllate quotidianamente il livello dell’acqua e verificate che il sistema di osmoregolazione funzioni correttamente.
Rabboccate il serbatoio dell’acqua dolce per non trovarvi con dei problemi di poca acqua e bruciare fin da subito la pompa del reintegro. Verificate anche se lo schiumatoio ha la schiuma che arriva al bicchierino. Il bicchierino non si deve riempire di acqua o di una specie di liquido molto denso, deve arrivare alla sommità solo la schiuma quindi regolate il flusso dell’aria con l’apposito rubinetto.
Non pulite lo schiumatoio in questi primi 30 giorni.
Non usate prodotti come il carbone per rendere più limpida l’acqua o altri prodotti per trattare chimicamente l’acqua.
Aggiungete l’attivatore di colonie di batteri per velocizzare e stabilizzare la formazione delle colonie di batteri..


Alcuni attivatori batterici in commercio

- 5) Sono trascorsi i primi 30 giorni di vita della vasca. Le rocce hanno eliminato tutto quanto c’era di non utile al loro interno ed espulso tutti i detriti, la vasca inizia a vivere e ha bisogno di luce.
Non fatevi prendere dalla fretta e agite rispettando i tempi.
Le fasi di sviluppo della vasca non sono ancora finite. Accendiamo per due ore al giorno la plafoniera. Questo per una settimana, allo scadere dei sette giorni aumentiamo di un ora la durate della illuminazione artificiale della vasca. Procediamo in questo modo fino ad arrivare ad un foto periodo di 8-9 ore. La durata dell’accensione delle luce, fotoperiodo, dipende dagli ospiti da noi scelti.
Quindi sono 30 gg di buio e poi 7-8 settimane per raggiungere il fotoperiodo di 8-9 ore, in totale dall'inserimento delle rocce sono passate 11-12 settimane.
Io mi fermo a 8 ore perché gli animali da me scelti (non li inserisco ora ma so già cosa metterò) non richiedono un fotoperiodo troppo lungo, infatti se troppo illuminati gli actinodicus , per esempio, tendono a chiudersi su se stessi per non esporre troppo le zooxanthellae alla luce. Le alghe simbionti potrebbero esagerare con la fotosintesi e quindi potrebbero produrre troppo ossigeno che immeso nei tessuti degli invertebrati potrebbe danneggiarli.
Se avete avuto pazienza e avete aspettato i giusti tempi avete evitato di avere problemi in futuro, la maturazione della vasca è un equilibrio delicato che deve essere ottenuto con calma.

-6) Alla fine della procedura illuminazione, 11-12 settimane, possiamo iniziare a sifonare il fondo dalla schifezza che si è formata, facciamolo a rate in modo tale da non sbilanciare troppo la vasca.
Al contrario controllare sempre che questa sporcizia non entri a contatto con le pompe di movimento perché potrebbe creare dei problemi.


Foto archivio AP

-7) Facciamo ora i test dell’acqua e per il primo monitoraggio facciamo un controllo ad ampio raggio. Dobbiamo controllare il livello di ammoniaca, in fase di allestimento il livello di ammoniaca non deve preoccupare, a noi serve sapere a che punto siamo e dobbiamo rilevare il parametro per poi confrontarlo con le rilevazioni future.

           

Alcuni test in commercio per la verifica della presenza di ammoniaca.

L’ammoniaca non deve essere presente in una vasca ben avviata nel tempo, ora ci sarà ma nei prossimi mesi deve scendere fino scomparire.
Misurare la presenza di Nitriti, anche in questo caso potremmo avere un valore alto da memorizzare per poi confrontare con le misurazioni future.

            

Alcuni test in commercio per la verifica della presenza di Nitriti

Misurare il valore di nitrati che è quello più importante perché ci darà l’indicazione della bontà del nostro lavoro, per ora segnamolo insieme a quelli di ammoniaca e nitriti.

                 

Alcuni test in commercio per la verifica della presenza di Nitrati

I test per magnesio, per potassio PO4, per calcio Ca, per Kh e pH sono da fare in seguito, se volete potete misurarli comunque; ma solo per un vosto sfizio personale.

   

Alcuni test in commercio per la verifica della presenza di fosfati

-8) Finalmente arrivati a 8-9 ore di luce e sifonato il fondo possiamo cambiare l’acqua della vasca. Adesso ho dato al mio sistema la prima vera ripercursione. Mi aspetto che gli equilibri che si erano istaurati siano stati smossi e che i vari “giocatori”siano ora in campo per riportate le condizioni in parità. Le varie colonie di batteri stanno lavorando per riadattarsi alle nuove condizioni e allineare i valori chimici dell’acqua. Le biomasse presenti nella vasca stanno cercando di adattarsi alle nuove condizioni per conquistare nuovi spazi.
Controlliamo dopo un giorno se quanto fatto è corretto. L’unica cosa che possiamo verificare è la presenza o meno dei nitrati, come detto i nitrati sono l’ultimo passaggio di una complessa catena chimica e i nitrati non posso ulteriormente essere ridotti in altre sostanze.
L’unico modo per toglierli è fare un cambio parziale dell’acqua. Se abbiamo agito correttamente i nitrati devono essere sensibilmente scesi.
Mentre gli altri parametri dovrebbero essere sostanzialmente stabili o, meglio, in lieve calo.

-9) Adesso è ora di aggiungere un prodotto che serve per stabilizzare le colonie di batteri rispettivamente aerobiche e anaerobiche; la nostra vasca è avviata adesso dobbiamo solo ottimizzare quanto fatto, le reazioni chimiche che i batteri fanno dovrebbero aver raggiunto un equilibrio dettato dalla ormai stabilità della presenza delle colonie

         

Ecco alcuni attivatori per biomasse in commercio

- 10) Superata questa fase possiamo fare cambi parziali di acqua come se la nostra vasca fosse ormai stabile quindi del 10% ogni 15 giorni, il nostro obiettivo primario è far scendere lentamente i nitrati fino a giungere al valore a noi utile per allevare i nostri ospiti. Per l’esempio da noi scelto (coralli molli) va bene 10mg/l, attenzione che altri animali a questo valore di nitrati già soffrono.
Se l’operazione non ci riesce nel giro di un mese e mezzo allora forse è meglio provare a fare il cambio ogni settimana invece che farlo ogni due settimane, ma solo fino a quando i ntirati non saranno scesi sotto il valore da noi scelto.

-11) I valori di nitrati, nitriti e ammoniaca dovrebbero essere corretti. I nitrati sotto il 10 mg/l, i nitriti e ammoniaca non presenti o solo presenti come tracce non rilevabili.
Possiamo ora concentrarci sul calcio, magnesio e sul Kh

    

Alcuni test in commercio per la verifica della presenza di Kh

La durezza carbonica KH sarà certamente bassa, la nostra vasca non è ancora stabile.
Il valore del KH indica la presenza dei carbonati, i bicarbonati, i borati e gli idrossidi. Se questi elementi sono scarsamente presenti in vasca il pH della vasca è a rischio, è possibile che si abbia un repentino abbassamento del pH alla minima variazione dei paramentri chimici dell’acqua e questo è mortale per troppi ospiti.
Il valore corretto del KH è 8-10 dKH°.
Ovviamente non avrete mai questo valore allora usate un integratore per migliorare la concentrazione dei carbonati, i bicarbonati, i borati e gli idrossidi che hanno al funzione tampone sul pH.

             

Alcuni test in commercio per la verifica della presenza di Ph

Le formule migliori sono state studiate per un lento rilascio nell’acqua quindi la funzione stabilizzante si avrà per un tempo abbastanza lungo.
Il calcio è un altro elemento che sarà sempre presente in modo scarso nell’acqua, è uno di quegli elementi fortemente usati dagli ospiti di una vasca, ma scarsamente reintegrato con il cambio di acqua parziale. I Sali ne contengono una quantità tale da non soddisfare l’uso degli invertebrati, molluschi, vermi tubolari, alghe etc.

           

Alcuni test in commercio per la verifica della presenza di Calcio

In questo caso se il valore è veramente molto basso, quindi lontano dai 450 mg/litro considerato il valore di riferimento, abbiamo la possibilità di usare integratori di calcio che sono prodotti studiati per incrementare la concentrazione di calcio in breve tempo.
Se invece il valore è già buono possiamo usare soluzioni che servono per mantenere costante il calcio in vasca fornendo il calcio organico che viene poi rilasciato lentamente nella vasca.
Il magnesio deve avere una concentrazione pari a 1300 mg/litro e non è quasi mai a questi livelli, per innalzarlo velocemente possiamo usare una soluzione che innalza il valore in breve tempo.

Dopo ci basta controllarlo con il test di Mg e intervenire solo se abbiamo una diminuzione del valore.
Questi sono i tre interventi principali da compiere, ma se rilevate una forte discrepanza dei valori letti dalla tabella allegata intervenite usando i vari prodotti per la compensazione di eventuali squilibri chimici della vasca.

Componente  
Parte per milione
Cloro
Sodio
Magnesio
Zolfo
Calcio
Potassio
Bromo
Carbonio
Stronzio
Boro
Silicio
Fluoro
Argo
Azoto
Litio
Rubidio
Fosforo
Iodio
Bario
Indio
Zinco
Ferro
Alluminio
Molibdeno
Selenio
Stagno
Rame
Arsenico
Uranio
Nichel
Vanadio
Manganese
Titanio
Antimonio
Cobalto
Cesio
Cerio
Ittrio
Argento
Lantanio
Cripto
Neon
Cadmio
Tungsteno
Xeno
Germanio
Cromo
Torio
Scandio
Piombo
Mercurio
Gallio
Bismuto
Niobio
Tallio
Elio
Oro
 

18.975
10.530
1.340
880
410
385
65
28
8
5
3
1,4
0,5
0,5
0,15
0,10
0,07
0,07
0,03
0,02
0,01
0,01
0,01
0,01
0,005
0,005
0,005
0,005
0,005
0,001
0,001
0,001
0,001
0,0005
0,0005
0,0005
0,0005
0,0001
0,0001
0,0001
0,0001
0,0001
0,0001
0,0001
0,0001
0,00005
0,00005
0,00005
0,00005
0,00001
0,00001
0,00001
0,00001
0,00001
0,00001
0,000005
0,000005

- 9) Dopo aver fatto passare almeno 13-14 settimane dall’inserimento delle rocce vive partiamo con i primi coralli.
Actinodiscus da mettere nella parte intermedia della vasca e briareum e sinularia dura da mettere sul fondo. In seguito si può pensare di inserire il solo pesce: la mia scelta Ecsenius bicolor.
Lumache, paguri, gamberi sono gli ultimi animali da inserire e sempre con un aclimatizzazione lenta goccia a goccia per evitare shock chimici all’animale.

       

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