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9 Febbraio 2012
 


 
 

 

 
    Sussidiario NanoReefer di Gabriele Andreoni     Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    
 
 

 

Chimica e reazioni dell'acqua; ciclo dell'azoto, ossigeno disciolto, rocce vive....

Introduciamo il concetto del ciclo dell’azoto che è quel ciclo di reazioni chimiche naturali che nel sistema acquario si generano e permettono di modificare le varie sostanze inquinanti fino ad ottenerne altre potenzialmente meno inquinanti. Il ciclo dell’azoto è alla base del sistema filtrante di una vasca.
Il risultato finale restano i nitrati che è un alimento per le alghe infestanti e non, un forte sbilanciamento dei componenti iniziali produce una forte produzione di nitrati e di sostante tossiche (fosfati, ammoniaca, nitriti) non trattate.


Schema della nitrificazione by Acquaportal

I resti organici (che possono essere escrementi dei pesci, ma anche resti di cibo o organismi in putrefazione) formati da ammoniaca vengono aggrediti dai batteri Nitrosomonas che li trasforma in nitriti che sono il nutrimento dei batteri Nitrobacter che li trasformano in nitrati.
Con gli escrementi dei pesci viene introdotto anche una buona percentuale di fosfati.
Quindi una vasca riesce a filtrare bene se tiene a zero fosfati-nitriti e presenta tracce minime di nitrati. Consideriamo che il sistema nano reef è un sistema chiuso, i nitrati e i fosfati possono essere solo tolti con il cambio parziale dell’acqua dell’acquario o attraverso l’uso di apposite resine di filtraggio (ma si risolve il male senza affrontare la causa, troppi pesci).
Tutte queste reazioni avvengono sulle rocce dove la concentrazione di ossigeno è molto alta, invece all’interno delle rocce in ambiente povero di ossigeno i batteri anaerobici denitrificanti(possono essere sempre gli stessi di prima che in mancanza di ossigeno compiano altri tipi di reazioni chimiche per nutrirsi) trasformano i nitrati in azoto gassoso. Queste reazioni però non devono essere troppo marcate(quindi attenzione a non creare appositamente zone povere di ossigeno) perché possono indurre una presenza troppo massiccia di zone ricche di azoto che resta imprigionato nei substrati (nel fondo delle vasca nella sabbia a volte si vedono zone scure ricche di bolle di azoto) dove la vita dell’acquario non si sviluppa.
In pratica sulle e nelle rocce vive si istaurano delle reazioni chimiche fatte da batteri che a secondo dell’ambiente anaerobico o aerobico scompongono i vari composti chimici e instaurano un delicato equilibrio.


Foto di Acquaportal che testimonia la ricchezza di vita sulle rocce vive: microfauna e flosa, mini alghe, crostacei, spirografi etc

Inoltre la fauna e flora presenti all’interno e sulle rocce aiuta in modo considerevole lo smaltimento delle varie sostanze chimiche e resti di cibo, questa biomassa è fondamentale per la vita della vasca.
Una vasca troppo ricca di ospiti (pesci) non è equilibrata quindi si avrà troppa produzione delle sostanze inquinanti che ben presto avranno la meglio e debiliteranno la salute dei pesci che per risposta metabolizzano ancora più rifiuti organici innescando una spirale che ben presto porterà al collasso la vasca e alla morte dei pesci.


Alcune foto prese da Acquportal che testimoniano come i pesci si ammalino

 
 

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