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La famiglia Gobiidae comprende una moltitudine di specie,
ma tutte molto piccole; la più grande difficilmente
raggiunge i 20 cm di lunghezza.
Questa rende molte specie adatte ad essere inserite in un
nano reef.
Classificazione:
Ordine |
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Perciformes |
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Sottordine |
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Gobioidei |
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Famiglie |
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Gobiidae
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Lunghezza:
In natura raggiunge la lunghezza di circa di
3-4 cm.
Diffusione:
Vive soprattutto sulle coste Giappone meridionale.
Biotopo:
Vive nelle Barriere coralline e ovunque vi siano
delle formazioni di invertebrati della famiglia delle Scleratine.
Sono questi invertebrati che forniscono il riparo di cui questo
pesce ha bisogno; le varie specie si sono adatte a vivere
nella Barriera corallina a diverse profondità: sia
in acque molto poco profonde fino a circa 1 m, sia in acque
molto profonde fino a 50 m. ubicate anche in lagune. Se vi
sono delle formazioni isolate di Scleratine è probabile
che queste ospitano anche piccoli gruppi di questo animale.
Caratteristiche fisiche:
Sono caratterizzati da una livrea di colore
giallo intenso. Caratterizzati dalla mancanza di una pinna
ventrale che è sostituita da un apparato che permette
all’animale di ancorarsi agli invertebrati e quindi
di non dover nuotare per stare fermo in una posizione anche
se i rami degli invertebrati dove trova rifugio sono soggetti
a forti correnti. Ricordiamo che le Scleratine che in genere
li ospitano prosperano nelle zone di maggior corrente dovuta
sia a movimenti ondosi sia alle maree.
La presenza di questa piccola ventosa è una particolarità
che caratterizza questa famiglia.
Hanno un corpo molto allungato con una grossa testa e due
grosse guance. Dorsalmente le pinne sono due con la pinna
anteriore molto più corta di quella posteriore; le
due pinne dorsali sono molto ben separate; la pinna dorsale
forma una certa simmetria di forma con la pinna posteriore
dorsale. Un pinna anale di non notevole dimensioni e due pinne
pettorali molto sviluppate. Non è un grande nuotatore.
E’ completamente privo della vescica natatoria che negli
altri pesci è l’organo che garantisce l’assetto
del pesce, proprio per il loro stile di vita questa funzione
non è necessaria non essendo dei grandi nuotatori e
trascorrendo la quasi totalità della loro esistenza
tra i rami delle Scleratine. La mancanza di questo organo
rende il nuotare una attività molto faticosa per mantenere
l’assetto corretto.
Il loro piccolo corpo non è ricoperto da squame e riescono
proteggersi da eventuali attacchi di predatori attraverso
un muco urticante, che a volte è pericoloso anche per
alcuni ospiti delle nostre vasche.
Comportamento in natura:
Preferisce le Acropore che colonizza da una
profondità di 2 m fino a 15 m dove rimane attaccato
ai loro rami sfruttando la sua ventosa ventrale. La ventosa
gli permette di riposare al riparo degli invertebrati nonostante
le forti correnti a cui è sottoposto.
E’ un pesce molto piccolo che teme la maggior parte
dei suoi simili anche se è in grado di proteggersi
con un muco velenoso, per questo non si allontana quasi mai
dal suo territorio che condivide solo con il suo partner,
lo difende assiduamente da eventuali suoi simili.
In questo suo piccolo regno cerca il cibo di cui si nutre
che sono principalmente piccole larve, pesci molto piccoli
e anfipodi.
Se per caso deve spostarsi dal suo territorio è in
grado di difendersi dagli attacchi di qualche predatore rilasciando
il muco velenoso.
Le uova vengono depositate tra i rami degli invertebrati che
per l’occasione vengono “puliti” dai polipi
per far spazio alle sue piccole creature.
Solo il maschio si occupa della crescita delle larve, la femmina
pur restando sempre nel loro territorio non se ne occupa del
tutto.
Le larve dopo che si sono sviluppate si spostano verso la
superficie del mare da dove poi se ne andranno per cercare
altre colonie di Scleratine dopo 3-6 settimane.
Nel caso in natura non vi siano ancora formate delle coppie
e si incontrano due esemplari dello stesso sesso, uno dei
due può cambiare sesso per tentare una riproduzione.
Habitat nel nano reef:
Questi animali possono vivere se presi da giovani anche un
paio di anni, non raggiungendo mai dimensioni notevoli il
che lo rende adatto ad essere un ottimo ospite per piccoli
nano reef a partire da 20-25 litri. In questo caso è
possibile anche provare ad allevare una coppia che può
essere tenuta in una vasca da almeno un volume di 60-65 litri.
In questo secondo caso è facile riuscire a inserire
una grande quantità di scheletri morti di Acropore
in modo tale da poter riprodurre il loro ambiente natura.
Con queste dimensioni della vasca è anche pensabile
fare una vasca tematica solo per questa coppia di pesci: ospitando
Acropore vive. Quindi bisogna prevedere una giusta illuminazione
della vasca con una lampada HQI da 70 watt, meglio se da 150
Watt.
In un nano reef è sempre meglio introdurre esemplari
molto giovani che sono più piccoli, si adattano a vivere
in una vasca di invertebrati molli. Questa è l’unica
forzatura per questi animali che possono benissimo vivere
in un nano reef.
Ovviamente l’istinto ha la meglio e questo piccolo pesce
cercherà riparo in qualcosa che gli ricorda i rami
delle Scleratine, a volte lo si è anche visto cercare
riparo nella corona di alcuni Spirografi.
Per non far sentire troppo la mancanza dei rami che sono per
lui è il rifugio naturale, sarebbe meglio aver arredato
la vasca in modo tale che vi siano molti anfranti dove l’animale
possa andare a riparasi quando si sente in pericolo o minacciato.
In alcuni casi rami di Acropora morta sono stati usati come
rifugio, e quindi hanno fornito un valido sostituto a quello
che si trova in natura.
In una vasca tranquilla il pesce se si sente tranquillo si
cerca una postazione abbastanza in alto in modo tale da poter
controllare la vasca, il suo territorio, e si ancora con la
ventosa per non dover nuotare.
In un nano reef potrebbe essere ipotizzabile l’idea
di inserire oltre al Gobide anche un gamberetto, in questo
caso sono da escludere le specie più aggressive, tipo
gli Stenopus, che potrebbero usare il Gobide come alimento
attaccandolo la notte.
Allevamento nel nano reef:
Questi animali non raggiungendo mai dimensioni
notevoli il che lo rende un ottimo ospite per piccoli nano
reef a partire da 20-25 litri. E' possibile anche provare
ad allevare una coppia che può essere tenuta in una
vasca da almeno un volume di 60-65 litri.
Alimentazione:
Nel suo territorio, per quanto piccolo esso
sia, il pesce riesce a trovare tutto quello che gli serve
per sopravvivere; si cerca il cibo di cui si nutre che sono
principalmente piccole larve, pesci molto piccoli e anfipodi.
Alimentazione nel nano reef:
Esemplari inseriti in vasca da molto tempo sono
già stati abituati a mangino secchi o surgelati, quelli
da poco in acquario si devono ancora nutrire con mangimi vivi
che riproducano quello che catturano in natura Artemia, Cyclops
e Daphne.
L’animale deve essere nutrito di frequente, in caso
contrario smagrisce e muore.
Accetta volentieri polpa molto ben tagliuzzata in piccolissime
parti. Non è un grande ricercatore di cibo e, come
in natura, si allontana raramente dalla postazione che ha
deciso essere la sua base, quindi a volte è meglio
somministrare il cibo il più vicino possibile all’animale
per evitare che questo vada disperso nel nano reef.
L’alimentazione deve essere il più varia possibile,
solo in questo modo sarà completa e adatta a questo
piccolo pesce.
Quando arrivano in commercio questi piccoli animali sono soggetti
ad un forte stress e spesso sono molto smagriti e sofferenti,
questo è dovuto al fatto che in grosse vasche non è
assolutamente possibile nutrirli correttamente e solo in un
nano reef è possibile somministrargli quotidianamente
la giusta razione di cibo.
Esemplari da comprare sono da controllare se non sono troppo
smagriti, verificate sempre se l’animale mangia quando
gli viene dato il cibo.
Riproduzione:
In caso di vasche da 60-65 litri è possibile tentare
anche la riproduzione. Bisogna preparare la vasca in modo
tale che vi siano più rifugi e che la coppia possa
scegliere quello che loro ritengono più idoneo.
Nell’acquistare la coppia è meglio prendere un
esemplare più grosso e uno più piccolo nella
speranza di aver individuato due esemplari di sesso diverso,
in caso contrario uno dei due si sottoporrà al cambio
di sesso, processo naturale che garantisce maggiori possibilità
di riproduzione in natura.
Solo l’esemplare maschio si impegna nelle cure parentali,
le uova vengono deposte alla base del corallo scelto come
nursery e verrà controllato dal maschio per almeno
4 giorni, dopo le larve si schiudono e si spostano in superficie.
Queste sono molto piccole e difficilmente sopravviveranno
in vasca trasportate dalla forte corrente o risucchiate dai
getti delle pompe.
Saranno un ottimo cibo per gli altri ospiti del nostro nano
reef.
Temperatura:
24-26°C
Densità:
1022-1023
Valore pH:
8.0-8.3

Foto di Giorgio Launtone
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