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22 Maggio 2012
 


 
 

 

 
    Gobiodon okinawae. di Gabriele Andreoni     Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    



La famiglia Gobiidae comprende una moltitudine di specie, ma tutte molto piccole; la più grande difficilmente raggiunge i 20 cm di lunghezza.
Questa rende molte specie adatte ad essere inserite in un nano reef.

Classificazione:

Ordine
Perciformes
Sottordine
Gobioidei
Famiglie
Gobiidae

Lunghezza:
In natura raggiunge la lunghezza di circa di 3-4 cm.

Diffusione:
Vive soprattutto sulle coste Giappone meridionale.

Biotopo:
Vive nelle Barriere coralline e ovunque vi siano delle formazioni di invertebrati della famiglia delle Scleratine.
Sono questi invertebrati che forniscono il riparo di cui questo pesce ha bisogno; le varie specie si sono adatte a vivere nella Barriera corallina a diverse profondità: sia in acque molto poco profonde fino a circa 1 m, sia in acque molto profonde fino a 50 m. ubicate anche in lagune. Se vi sono delle formazioni isolate di Scleratine è probabile che queste ospitano anche piccoli gruppi di questo animale.

Caratteristiche fisiche:
Sono caratterizzati da una livrea di colore giallo intenso. Caratterizzati dalla mancanza di una pinna ventrale che è sostituita da un apparato che permette all’animale di ancorarsi agli invertebrati e quindi di non dover nuotare per stare fermo in una posizione anche se i rami degli invertebrati dove trova rifugio sono soggetti a forti correnti. Ricordiamo che le Scleratine che in genere li ospitano prosperano nelle zone di maggior corrente dovuta sia a movimenti ondosi sia alle maree.
La presenza di questa piccola ventosa è una particolarità che caratterizza questa famiglia.
Hanno un corpo molto allungato con una grossa testa e due grosse guance. Dorsalmente le pinne sono due con la pinna anteriore molto più corta di quella posteriore; le due pinne dorsali sono molto ben separate; la pinna dorsale forma una certa simmetria di forma con la pinna posteriore dorsale. Un pinna anale di non notevole dimensioni e due pinne pettorali molto sviluppate. Non è un grande nuotatore.
E’ completamente privo della vescica natatoria che negli altri pesci è l’organo che garantisce l’assetto del pesce, proprio per il loro stile di vita questa funzione non è necessaria non essendo dei grandi nuotatori e trascorrendo la quasi totalità della loro esistenza tra i rami delle Scleratine. La mancanza di questo organo rende il nuotare una attività molto faticosa per mantenere l’assetto corretto.
Il loro piccolo corpo non è ricoperto da squame e riescono proteggersi da eventuali attacchi di predatori attraverso un muco urticante, che a volte è pericoloso anche per alcuni ospiti delle nostre vasche.

Comportamento in natura:
Preferisce le Acropore che colonizza da una profondità di 2 m fino a 15 m dove rimane attaccato ai loro rami sfruttando la sua ventosa ventrale. La ventosa gli permette di riposare al riparo degli invertebrati nonostante le forti correnti a cui è sottoposto.
E’ un pesce molto piccolo che teme la maggior parte dei suoi simili anche se è in grado di proteggersi con un muco velenoso, per questo non si allontana quasi mai dal suo territorio che condivide solo con il suo partner, lo difende assiduamente da eventuali suoi simili.
In questo suo piccolo regno cerca il cibo di cui si nutre che sono principalmente piccole larve, pesci molto piccoli e anfipodi.
Se per caso deve spostarsi dal suo territorio è in grado di difendersi dagli attacchi di qualche predatore rilasciando il muco velenoso.
Le uova vengono depositate tra i rami degli invertebrati che per l’occasione vengono “puliti” dai polipi per far spazio alle sue piccole creature.
Solo il maschio si occupa della crescita delle larve, la femmina pur restando sempre nel loro territorio non se ne occupa del tutto.
Le larve dopo che si sono sviluppate si spostano verso la superficie del mare da dove poi se ne andranno per cercare altre colonie di Scleratine dopo 3-6 settimane.
Nel caso in natura non vi siano ancora formate delle coppie e si incontrano due esemplari dello stesso sesso, uno dei due può cambiare sesso per tentare una riproduzione.

Habitat nel nano reef:
Questi animali possono vivere se presi da giovani anche un paio di anni, non raggiungendo mai dimensioni notevoli il che lo rende adatto ad essere un ottimo ospite per piccoli nano reef a partire da 20-25 litri. In questo caso è possibile anche provare ad allevare una coppia che può essere tenuta in una vasca da almeno un volume di 60-65 litri.
In questo secondo caso è facile riuscire a inserire una grande quantità di scheletri morti di Acropore in modo tale da poter riprodurre il loro ambiente natura.
Con queste dimensioni della vasca è anche pensabile fare una vasca tematica solo per questa coppia di pesci: ospitando Acropore vive. Quindi bisogna prevedere una giusta illuminazione della vasca con una lampada HQI da 70 watt, meglio se da 150 Watt.
In un nano reef è sempre meglio introdurre esemplari molto giovani che sono più piccoli, si adattano a vivere in una vasca di invertebrati molli. Questa è l’unica forzatura per questi animali che possono benissimo vivere in un nano reef.
Ovviamente l’istinto ha la meglio e questo piccolo pesce cercherà riparo in qualcosa che gli ricorda i rami delle Scleratine, a volte lo si è anche visto cercare riparo nella corona di alcuni Spirografi.
Per non far sentire troppo la mancanza dei rami che sono per lui è il rifugio naturale, sarebbe meglio aver arredato la vasca in modo tale che vi siano molti anfranti dove l’animale possa andare a riparasi quando si sente in pericolo o minacciato.
In alcuni casi rami di Acropora morta sono stati usati come rifugio, e quindi hanno fornito un valido sostituto a quello che si trova in natura.
In una vasca tranquilla il pesce se si sente tranquillo si cerca una postazione abbastanza in alto in modo tale da poter controllare la vasca, il suo territorio, e si ancora con la ventosa per non dover nuotare.
In un nano reef potrebbe essere ipotizzabile l’idea di inserire oltre al Gobide anche un gamberetto, in questo caso sono da escludere le specie più aggressive, tipo gli Stenopus, che potrebbero usare il Gobide come alimento attaccandolo la notte.

Allevamento nel nano reef:
Questi animali non raggiungendo mai dimensioni notevoli il che lo rende un ottimo ospite per piccoli nano reef a partire da 20-25 litri. E' possibile anche provare ad allevare una coppia che può essere tenuta in una vasca da almeno un volume di 60-65 litri.

Alimentazione:
Nel suo territorio, per quanto piccolo esso sia, il pesce riesce a trovare tutto quello che gli serve per sopravvivere; si cerca il cibo di cui si nutre che sono principalmente piccole larve, pesci molto piccoli e anfipodi.

Alimentazione nel nano reef:
Esemplari inseriti in vasca da molto tempo sono già stati abituati a mangino secchi o surgelati, quelli da poco in acquario si devono ancora nutrire con mangimi vivi che riproducano quello che catturano in natura Artemia, Cyclops e Daphne.
L’animale deve essere nutrito di frequente, in caso contrario smagrisce e muore.
Accetta volentieri polpa molto ben tagliuzzata in piccolissime parti. Non è un grande ricercatore di cibo e, come in natura, si allontana raramente dalla postazione che ha deciso essere la sua base, quindi a volte è meglio somministrare il cibo il più vicino possibile all’animale per evitare che questo vada disperso nel nano reef.
L’alimentazione deve essere il più varia possibile, solo in questo modo sarà completa e adatta a questo piccolo pesce.
Quando arrivano in commercio questi piccoli animali sono soggetti ad un forte stress e spesso sono molto smagriti e sofferenti, questo è dovuto al fatto che in grosse vasche non è assolutamente possibile nutrirli correttamente e solo in un nano reef è possibile somministrargli quotidianamente la giusta razione di cibo.
Esemplari da comprare sono da controllare se non sono troppo smagriti, verificate sempre se l’animale mangia quando gli viene dato il cibo.

Riproduzione:
In caso di vasche da 60-65 litri è possibile tentare anche la riproduzione. Bisogna preparare la vasca in modo tale che vi siano più rifugi e che la coppia possa scegliere quello che loro ritengono più idoneo.
Nell’acquistare la coppia è meglio prendere un esemplare più grosso e uno più piccolo nella speranza di aver individuato due esemplari di sesso diverso, in caso contrario uno dei due si sottoporrà al cambio di sesso, processo naturale che garantisce maggiori possibilità di riproduzione in natura.
Solo l’esemplare maschio si impegna nelle cure parentali, le uova vengono deposte alla base del corallo scelto come nursery e verrà controllato dal maschio per almeno 4 giorni, dopo le larve si schiudono e si spostano in superficie.
Queste sono molto piccole e difficilmente sopravviveranno in vasca trasportate dalla forte corrente o risucchiate dai getti delle pompe.
Saranno un ottimo cibo per gli altri ospiti del nostro nano reef.

Temperatura:
24-26°C

Densità:
1022-1023

Valore pH:
8.0-8.3


Foto di Giorgio Launtone

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