Non vorrei tediarvi con l’ennesimo articolo sulla
taleazione, argomento già ben esplorato da altri
appassionati sul forum, ma mettere a disposizione le esperienze,
quasi sempre “fai da te”, che caratterizzano
il nostro hobby.
A causa di un trasloco di alcune colonie madri, mi sono
trovato, ahimè, con una certa quantità di
frags che inevitabilmente si sono venuti a creare. Soprattutto
di montipore (digitate, stellate, foliose…) che per
la loro struttura molto friabile sono estremamente soggette
a rottura.

Prima di tutto ho preparato le future talee tagliando
eventuali parti di tessuto rovinato, e facendo molta attenzione
al modo in cui si maneggiano. Purtroppo con le montipore
capita spesso che si spezzino sotto le dita, se non si è
più che delicati. Le talee pronte per essere incollate
le ho adagiate in contenitore di plastica riempito di acqua
dell’acquario, con una pompa per far circolare l’acqua
e un riscaldatore per mantenere la temperatura. Dopo aver
collocato in vasca ciò che restava delle madri, ho
avuto il problema di reperire, in tempo rapido, collante
e basette in quantità notevole.
Per le basette mi sono attrezzato di martello, cacciavite
piatto, una vecchia tavola di legno e un po’ di scheletri
di coralli e roccette che non trovavano più collocazione
nella vasca.

E via come un novello Michelangelo a dar forma e dimensioni
appropriate al fine di assicurare una stabilità alle
nostre prossime talee. L’importante è trovare
il taglio giusto che permetta l’appoggio della parte
inferiore della basetta.
Per l’incollaggio, non avendo reperito il classico
Milliput nei paraggi di casa, e non potendo aspettare eventuali
spedizioni via internet, mi sono imbattuto casualmente,
grazie al negozio The Tropical Aquarium Di Massimo Porcu,
in un prodotto non molto conosciuto, ma decisamente di grande
praticità: REEF BOND.
Si tratta in realtà di un cemento in polvere particolarmente
studiato per l’uso in acquariologia, che può
essere usato sia fuori che sott’acqua.
Ha un tempo di asciugatura decisamente veloce fuori dall’acqua
(un po’ meno sott’acqua). Bisogna solo fare
un po’ di pratica con la miscelazione polvere/acqua.
Usando acqua d’osmosi si deve fare una miscela appena
umida e lavorarla con una spatolina fino ad avere la stessa
consistenza del famoso Milliput.
A questo punto si prende la quantità necessaria
e si posiziona sulla basetta preparata in precedenza
Si prende poi il rametto di corallo (una digitata nel nostro
caso) e ……
delicatamente si affoga nel cemento.
Se l’impasto era della giusta densità il corallo
rimarrà in posizione da subito. Le prime volte, purtroppo,
è facile preparare il cemento troppo liquido e inserendovi
la talea bagnata non riesce a rimanere dritta.

Nel nostro caso, invece, possiamo collocare la talea appena
fatta direttamente in vasca anche se il cemento non e ancora
asciutto. Unica accortezza è quella di non collocarla
nel flusso potente di una pompa di movimento per una decina
di minuti.
Una volta indurito non si stacca più (come avviene
invece facilmente con altri mastici). Ho usato questo prodotto
anche per fissare delle rocce tra loro in rocciate molto
ripide.
Se invece si ha la necessità di incollare talee con
la base molto stretta rispetto all’ampiezza della
ramificazione del corallo (ad esempio le talee di Caulastrea,
Euphyllia e similari) o addirittura tondeggiante (come nella
foliosa delle foto) ho trovato di grande utilità
il collante Reef Glue della Boston Aqua Farms.
Anche in questo caso il primo passo è quello di preparare
una futura talea.
Il prodotto è composto da uno spray acceleratore/induritore
e dal collante vero e proprio. Si prende la basetta e si
spruzza con lo spray.

Si pone, poi, una quantità di collante adeguata e
……..
immediatamente si mette la talea nella posizione desiderata.

A questo punto è importante tenerla immobile per
20 secondi (come se incollassimo dei pezzi di plastica con
collante cianacrilico che qui non funzionerebbe se basetta
e/o talea sono bagnate)

Dopo 20” la colla si è vetrificata (diventando
quasi invisibile)e può essere ricollocata in acqua,
riducendo il tempo in cui il corallo rimane fuori dall’acquario
veramente ad una manciata di secondi.

Eventualmente fosse servita parecchia colla per fissare
una talea particolarmente grande, a fine incollaggi rispruzziamo
un po’ di induritore, facendo attenzione a non mandarlo
sul tessuto vivo della talea, in modo da accelerare ulteriormente
il processo di vetrificazione.

Unico neo di questo prodotto è che non si può
usare sott’acqua. Quindi se invece che su basetta
volessi incollare direttamente sulla rocciata, devo giocoforza
tirare fuori (se possibile) le pietre che la formano.
Queste tecniche sono frutto di esperimenti (ed errori) fatti
in prima persona, ma non è detto che siano le migliori.
Sono semplicemente uno dei tanti modi per aiutare i nostri
amici invertebrati a riprodursi.