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21 Maggio 2012
 


 
 

 

 
    Lysmata Wurdemanni. di Gabriele Andreoni     Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    

 


Foto di Marco Milanesi.

Si conoscono più di 30.000 specie di crostacei, di cui molti vivono in fondali relativamente bassi e sono i primi animali che si incontrano sulla barriera corallina.
Sono animali che per i loro colori e forma sono degli ottimi ospiti per dei nano reef, sono degli animali detrivori che aiutano a tenere pulite e in ordine le nostre piccole vasche: valide alternative all’inserimento di un pesce nella vasca.

Classificazione:

Ordine
Decopoda
Sottordine
Nantantia
Famiglie
Hippolydae

Lunghezza:
Raggiunge difficilmente i 4 centimetri di lunghezza totale.

Diffusione:
Vive soprattutto lungo le coste del Brasile e dei Caraibi.

Biotopo:
Vivono lungo le barriere coralline dove affranti e piccole caverne forniscono loro il riparo di cui hanno bisogno.

Caratteristiche fisiche:
Il corpo dei crostacei è formato da 14 segmenti, di cui i primi 8 sono fusi per formare il carapace centrale e 6 l’addome.
Ogni segmento è dotato di due appendici: una per parte. Queste appendici sono più o meno sviluppate e permettono all’animale di nutrirsi, muoversi ossigenare le uova, proteggere le uova stesse. Insomma sono fondamentali per l’animale.
Il carapace è caratterizzato dalla tipica livrea di rosso quasi trasparente con delle line di colre più chiaro a volte marroncino che corrono lungo tutto il suo corpo.
Periodicamente, anche una volta al mese, il crostaceo elimina il vecchio carapace e ne costruisce uno nuovo. Il vecchio carapace, muta, lo troverete vagante nella vasca; è uguale in tutti particolari all’animale ma è privo di polpa: è come se l’animale stesse cambiando vestito. Si consiglia di lasciare il vecchio “guscio” nella vasca perché potrebbe essere fonte di nutrimento per l’animale stesso e comunque sciogliendosi non inquina la vasca.
In questo modo l’animale si rigenera e cresce di dimensioni. Si rigenera perché se ha perso degli arti a causa di attacchi da parte di predatori li fa ricrescere, cresce perché ogni volta che perde la muta il nuovo carapace è più sottile e molle. Il crostaceo si gonfia di acqua e aumenta di dimensioni fino a quando il carapace non si indurisce. In questa fase l’animale tende a stare nascosto perchè è molto debole e vulnerabile. Questo spiega perché molti si fanno prendere dal panico alla prima muta pensando di aver perso l’ospite: l’animale è nascosto e non si riesce a vedere, nella vasca c’è la vecchia muta uguale al nostro ospite però inanimata; l’animale è vivo ma non lo si vede e si pensa al peggio.
Il cervello si trova nella parte anteriore superiore tra i due occhi dell’animale e da qui si sviluppa tutto il sistema nervoso che corre lungo tutto il corpo. L’apparato digerente parte dalla bocca posta subito dopo le chele e si sviluppa lungo tutto il corpo.

Comportamento in natura:
In natura colonizzano tutte quelle zone ricche di anfranti e nascondigli che loro usano come tana. La funzione è molteplice: primo sono un ottimo riparo contro eventuali predatori secondo vengono usati per nascondersi nel periodo di muta.
Ricordiamo che sono animali detrivori e che in natura occupano un posto fondamentale: sono molti gli animali che se ne cibano.
Attenzione che hanno sviluppato un particolare sistema per difendersi dagli attacchi di predatori: se seguiti da un animale pericolo posso decidere di liberarsi di un arto se questo viene preso dall’animale che li sta cacciando. L’arto ricrescerà con la prima muta.
Sono noti per la loro azione di crostacei pulitori che curano e puliscono i pesci dai parassiti eliminando anche i tessuti danneggiati o morti. Non è raro che continuino questa attività anche in cattività e inserendo la mano cercheranno di strappare dalle dita i brandelli di tessuto morto.
Vivono in piccoli gruppi lungo la barriera corallina

Habitat nel nano reef:
Sono animali che se ben introdotti in vasca sono molto robusti, rimangono comunque molto sensibili ai valori dell’acqua quindi devono essere inseriti in vasca solo quando questi sono stabili.
Si è verificato che alcuni esemplari sono sopravvissuti in vasca per oltre 3 anni.
Inserire l’animale usando il metodo della goccia dopo goccia: il crostaceo va messo in una bacinella con l’acqua della vasca di origine e attraverso un tubo dotato di strozzatura bisogna far affluire lentamente l’acqua del nostro nano reef. In questo modo l’animale ha il tempo di adattarsi ai nuovi valori.
Vanno bene per i piccoli nano reef, sono però animali che preferiscono vivere in coppia, quindi si può pensare di tenerne una coppia in almeno 30 litri e se si è fortunati proveranno anche a riprodursi. Un singolo esemplare può vivere senza problemi in una vasca da 20 litri lordi.
Non creano nessun problema agli invertebrati, anzi con la loro continua ricerca di cibo aiutano a tenere pulita la vasca pulendo le rocce vive.
E’ molto noto tra gli appassionati per essere un mangiatore delle Aiptasia, o anemoni di vetro, di cui si ciba; ma non è in grado da solo di eliminare una folta colonia, al massimo è in grado di far si che non prolifichino troppo.

Alimentazione:
In natura si nutrono di quello che trovano nella barriera corallina, sono onnivori: si nutrono di qualsiasi cosa possa essere loro di nutrimento. Essendo degli animali detrivori non è raro trovarli cercare particelle di cibo sui bassi fondali o sulle rocce.

Alimentazione nel nano reef:
In un nano reef si adattano velocemente al tipo di cibo disponibile che va dai piccoli copepodi, agli anfipodi, ai resti di cibo, a tessuto morto e quanto altro riescono a trovare sul fondo della vasca.
Si adattano molto velocemente a nutrirsi di mangime secco a scaglie, a piccoli pezzi di polpa o a qualsiasi cibo surgelato. Per farsi che l’animale si nutra di quello che gli stiamo offrendo a volte è meglio portagli il cibo il più vicino possibile con l’aiuto di pinze oppure di un lungo stecchino da cucina.

Riproduzione:
Questi crostacei cercano periodicamente anche di riprodursi con espulsione di larve che vengono conservate per un breve periodo sotto il carapace. Queste larve se vengono inseminate continuano il loro ciclo vitale e vengono liberate poi in vasca, hanno comunque vita breve e finiranno per alimentare gli invertebrati della vasca. Affinchè le larve siano inseminate è necessario che vi siano due esemplari, attenzione che il crostaceo sembra in grado di usare il seme di un altro esemplare per più di una schiusa.
In mancanza di un parter le larve moriranno e finiranno direttamente ad alimentare gli altri ospiti.
Non c’è problema per la scelta di esemplari femmine e maschi, sono ermafroditi e la natura gli ha dato la possibilità di far si che una coppia comunque sia stata assortita in breve tempo sia in grado di riprodursi. Si è osservato che a seconda delle dimensioni dell’animale il più piccolo insemina le uova il più grande produce le uova stesse della femmina.

Temperatura:
24-26°C

Densità:
1022-1023

Valore pH:
8.0-8.3

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