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Foto di Roberto Sozzani.
Si conoscono più di 30.000 specie di
crostacei, di cui molti vivono in fondali relativamente bassi
e sono i primi animali che si incontrano sulla barriera corallina.
Sono animali che per i loro colori e forma sono degli ottimi
ospiti per dei nano reef, sono degli animali detrivori che
aiutano a tenere pulite e in ordine le nostre piccole vasche:
valide alternative all’inserimento di un pesce nella
vasca.
Classificazione:
Ordine |
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Decopoda |
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Sottordine |
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Nantantia |
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Famiglie |
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Gnathophyllidae
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Lunghezza:
Questi esemplari crescono fino ad un massimo
di 5 centimetri.
Diffusione:
Vivono soprattutto sulle coste dell’Australia
e delle isole Hawaii.
Biotopo:
Vivono lungo le barriere coralline dove affranti
e piccole caverne forniscono loro il riparo di cui hanno bisogno.
Caratteristiche fisiche:
Il corpo dei crostacei è formato da 14
segmenti, di cui i primi 8 sono fusi per formare il carapace
centrale e 6 l’addome.
Ogni segmento è dotato di due appendici: una per parte.
Queste appendici sono più o meno sviluppate e permettono
all’animale di nutrirsi, muoversi ossigenare le uova,
proteggere le uova stesse. Insomma sono fondamentali per l’animale.
Periodicamente, anche una volta al mese, il crostaceo elimina
il vecchio carapace e ne costruisce uno nuovo. Il vecchio
carapace, muta, lo troverete vagante nella vasca; è
uguale in tutti particolari all’animale ma è
privo di polpa: è come se l’animale stesse cambiando
vestito. Si consiglia di lasciare il vecchio “guscio”
nella vasca perché potrebbe essere fonte di nutrimento
per l’animale stesso e comunque sciogliendosi non inquina
la vasca.
In questo modo l’animale si rigenera e cresce di dimensioni.
Si rigenera perché se ha perso degli arti a causa di
attacchi da parte di predatori li fa ricrescere, cresce perché
ogni volta che perde la muta il nuovo carapace è più
sottile e molle. Il crostaceo si gonfia di acqua e aumenta
di dimensioni fino a quando il carapace non si indurisce.
In questa fase l’animale tende a stare nascosto perchè
è molto debole e vulnerabile. Questo spiega perché
molti si fanno prendere dal panico alla prima muta pensando
di aver perso l’ospite: l’animale è nascosto
e non si riesce a vedere, nella vasca c’è la
vecchia muta uguale al nostro ospite però inanimata;
l’animale è vivo ma non lo si vede e si pensa
al peggio.
Il cervello si trova nella parte anteriore superiore tra i
due occhi dell’animale e da qui si sviluppa tutto il
sistema nervoso che corre lungo tutto il corpo. L’apparato
digerente parte dalla bocca posta subito dopo le chele e si
sviluppa lungo tutto il corpo.
Hanno un corpo molto tozzo e corto il rostro centrale è
molto grande e due grosse chele. La colorazione è particolare
formata di macchie marroni chiare marcate da una linea blu-nera
su fondo bianco; per questa sua livrea viene chiamato gambero
arlecchino.
Comportamento in natura:
In natura colonizzano tutte quelle zone ricche
di anfranti e nascondigli che loro usano come tana. La funzione
è molteplice: primo sono un ottimo riparo contro eventuali
predatori secondo vengono usati per nascondersi nel periodo
di muta.
Attenzione che hanno sviluppato un particolare sistema per
difendersi dagli attacchi di predatori: se seguiti da un animale
pericolo posso decidere di liberarsi di un arto se questo
viene preso dall’animale che li sta cacciando. L’arto
ricrescerà con la prima muta.
Vivono in coppie molto affiatate in un territorio stabile
e non troppo esteso, che difende da ogni eventuale intruso.
Habitat nel nano reef:
Sono animali che se ben introdotti in vasca
sono molto robusti, rimangono comunque molto sensibili ai
valori dell’acqua quindi devono essere inseriti in vasca
solo quando questi sono stabili.
Inserire l’animale usando il metodo della goccia dopo
goccia: il crostaceo va messo in una bacinella con l’acqua
della vasca di origine e attraverso un tubo dotato di strozzatura
bisogna far affluire lentamente l’acqua del nostro nano
reef. In questo modo l’animale ha il tempo di adattarsi
ai nuovi valori. Questo animale è da considerarsi un
ottimo ospite per un nano reef con almeno 20 litri di volume
lordo.
E’ un animale territoriale che non soffre per la mancanza
di spazio ma che deve essere tenuto da solo in una vasca,
al massimo con il suo parter; in questo caso i vasche di almeno
40 litri.
Alimentazione:
Si nutrono principalmente di stelle di mare.

Gamberetto Hymenocera elegans mentre
divora una Linckia laevigata. (Foto Roberto Sozzani).
Alimentazione nel nano reef:
In natura si nutrono di stelle di mare, in acquario
si nutrono dello stesso cibo che deve essere quindi presente
in abbondanza nella vasca oppure deve essere inserito periodicamente.
Resti di stella di mare in un nano reef possono creare dei
problemi a causa dell’inquinamento che generano, l’alimentazione
di questi splendidi animali è molto impegnativa e richiede
molto tempo da dedicare alla ricerca del cibo vivo e alla
sua sommistrazione.
In vasche abbastanza grandi e ricche di piccole ofiurie il
problema diventa meno importante perché l’animale
instaura una specie di equilibrio tra la popolazione di ofiurie
e il suo fabbisogno nutrizionale.
Si adatta per brevi periodi a mangiare piccoli copepodi e
anfipodi.
Riproduzione:
Questi crostacei cercano periodicamente anche di riprodursi
con espulsione di larve che vengono conservate per un breve
periodo sotto il carapace. Queste larve se vengono inseminate
continuano il loro ciclo vitale e vengono liberate poi in
vasca, hanno comunque vita breve e finiranno per alimentare
gli invertebrati della vasca. Affinchè le larve siano
inseminate è necessario che vi siano due esemplari,
attenzione che il crostaceo sembra in grado di usare il seme
di un altro esemplare per più di una schiusa.
In mancanza di un parter le larve moriranno e finiranno direttamente
ad alimentare gli altri ospiti.
Temperatura:
24-26°C
Densità:
1022-1023
Valore pH:
8.0-8.3

Foto di Roberto Sozzani.
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