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9 Febbraio 2012
 


 
 

 

 
    Hymenocera. di Gabriele Andreoni     Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    



Foto di Roberto Sozzani.

Si conoscono più di 30.000 specie di crostacei, di cui molti vivono in fondali relativamente bassi e sono i primi animali che si incontrano sulla barriera corallina.
Sono animali che per i loro colori e forma sono degli ottimi ospiti per dei nano reef, sono degli animali detrivori che aiutano a tenere pulite e in ordine le nostre piccole vasche: valide alternative all’inserimento di un pesce nella vasca.

Classificazione:

Ordine
Decopoda
Sottordine
Nantantia
Famiglie
Gnathophyllidae

Lunghezza:
Questi esemplari crescono fino ad un massimo di 5 centimetri.

Diffusione:
Vivono soprattutto sulle coste dell’Australia e delle isole Hawaii.

Biotopo:
Vivono lungo le barriere coralline dove affranti e piccole caverne forniscono loro il riparo di cui hanno bisogno.

Caratteristiche fisiche:
Il corpo dei crostacei è formato da 14 segmenti, di cui i primi 8 sono fusi per formare il carapace centrale e 6 l’addome.
Ogni segmento è dotato di due appendici: una per parte. Queste appendici sono più o meno sviluppate e permettono all’animale di nutrirsi, muoversi ossigenare le uova, proteggere le uova stesse. Insomma sono fondamentali per l’animale.
Periodicamente, anche una volta al mese, il crostaceo elimina il vecchio carapace e ne costruisce uno nuovo. Il vecchio carapace, muta, lo troverete vagante nella vasca; è uguale in tutti particolari all’animale ma è privo di polpa: è come se l’animale stesse cambiando vestito. Si consiglia di lasciare il vecchio “guscio” nella vasca perché potrebbe essere fonte di nutrimento per l’animale stesso e comunque sciogliendosi non inquina la vasca.
In questo modo l’animale si rigenera e cresce di dimensioni. Si rigenera perché se ha perso degli arti a causa di attacchi da parte di predatori li fa ricrescere, cresce perché ogni volta che perde la muta il nuovo carapace è più sottile e molle. Il crostaceo si gonfia di acqua e aumenta di dimensioni fino a quando il carapace non si indurisce. In questa fase l’animale tende a stare nascosto perchè è molto debole e vulnerabile. Questo spiega perché molti si fanno prendere dal panico alla prima muta pensando di aver perso l’ospite: l’animale è nascosto e non si riesce a vedere, nella vasca c’è la vecchia muta uguale al nostro ospite però inanimata; l’animale è vivo ma non lo si vede e si pensa al peggio.
Il cervello si trova nella parte anteriore superiore tra i due occhi dell’animale e da qui si sviluppa tutto il sistema nervoso che corre lungo tutto il corpo. L’apparato digerente parte dalla bocca posta subito dopo le chele e si sviluppa lungo tutto il corpo.
Hanno un corpo molto tozzo e corto il rostro centrale è molto grande e due grosse chele. La colorazione è particolare formata di macchie marroni chiare marcate da una linea blu-nera su fondo bianco; per questa sua livrea viene chiamato gambero arlecchino.

Comportamento in natura:
In natura colonizzano tutte quelle zone ricche di anfranti e nascondigli che loro usano come tana. La funzione è molteplice: primo sono un ottimo riparo contro eventuali predatori secondo vengono usati per nascondersi nel periodo di muta.
Attenzione che hanno sviluppato un particolare sistema per difendersi dagli attacchi di predatori: se seguiti da un animale pericolo posso decidere di liberarsi di un arto se questo viene preso dall’animale che li sta cacciando. L’arto ricrescerà con la prima muta.
Vivono in coppie molto affiatate in un territorio stabile e non troppo esteso, che difende da ogni eventuale intruso.

Habitat nel nano reef:
Sono animali che se ben introdotti in vasca sono molto robusti, rimangono comunque molto sensibili ai valori dell’acqua quindi devono essere inseriti in vasca solo quando questi sono stabili.
Inserire l’animale usando il metodo della goccia dopo goccia: il crostaceo va messo in una bacinella con l’acqua della vasca di origine e attraverso un tubo dotato di strozzatura bisogna far affluire lentamente l’acqua del nostro nano reef. In questo modo l’animale ha il tempo di adattarsi ai nuovi valori. Questo animale è da considerarsi un ottimo ospite per un nano reef con almeno 20 litri di volume lordo.
E’ un animale territoriale che non soffre per la mancanza di spazio ma che deve essere tenuto da solo in una vasca, al massimo con il suo parter; in questo caso i vasche di almeno 40 litri.

Alimentazione:
Si nutrono principalmente di stelle di mare.

Gamberetto Hymenocera elegans mentre
divora una Linckia laevigata. (Foto Roberto Sozzani).

Alimentazione nel nano reef:
In natura si nutrono di stelle di mare, in acquario si nutrono dello stesso cibo che deve essere quindi presente in abbondanza nella vasca oppure deve essere inserito periodicamente.
Resti di stella di mare in un nano reef possono creare dei problemi a causa dell’inquinamento che generano, l’alimentazione di questi splendidi animali è molto impegnativa e richiede molto tempo da dedicare alla ricerca del cibo vivo e alla sua sommistrazione.
In vasche abbastanza grandi e ricche di piccole ofiurie il problema diventa meno importante perché l’animale instaura una specie di equilibrio tra la popolazione di ofiurie e il suo fabbisogno nutrizionale.
Si adatta per brevi periodi a mangiare piccoli copepodi e anfipodi.

Riproduzione:
Questi crostacei cercano periodicamente anche di riprodursi con espulsione di larve che vengono conservate per un breve periodo sotto il carapace. Queste larve se vengono inseminate continuano il loro ciclo vitale e vengono liberate poi in vasca, hanno comunque vita breve e finiranno per alimentare gli invertebrati della vasca. Affinchè le larve siano inseminate è necessario che vi siano due esemplari, attenzione che il crostaceo sembra in grado di usare il seme di un altro esemplare per più di una schiusa.
In mancanza di un parter le larve moriranno e finiranno direttamente ad alimentare gli altri ospiti.

Temperatura:
24-26°C

Densità:
1022-1023

Valore pH:
8.0-8.3


Foto di Roberto Sozzani.

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