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Foto di Nando Masciadri.
La famiglia Discosomatidae comprende una moltitudine
di specie, non tutte ancora classificate; la conosciute si
trovano nell’Oceano Indo Pacifico.
Sono specie che in natura vivono in acqua anche con concentrazione
di nitrati superiore ai 40 mg/l, questo li rende degli ottimi
esemplari da introdurre come primo ospite in un nano reef..
Foto Vapao
Classificazione:
Classe |
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Antozoi |
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Ordine |
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Coralli morfari |
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Famiglie |
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Discosomatidae
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Lunghezza:
Il disco orale raggiunge dimensioni ragguardevoli,
anche 10 cm a secondo delle varie specie.
Discosoma carlgreni diametro fino a 5 cm ,in un nano reef
cresce fino a 10 cm.
Discosoma neglecta diametro fino 10 cm.
Discosoma nummiformi diametro fino a 5 cm
Discosoma sanctithomae diametro fino a 10 cm.
Discosoma inchoayta diametro fino 10 cm.

Foto Vapao
Diffusione:
Provengono principalmente dalla coste di quasi
tutto l’Oceano Indiano Pacifico.
Discosoma carlgreni proviene dalle coste del Nord-Est del
Mar Caraibico, del sud delle Californie e delle Bermuda.
Discosoama neglecta proviene dalle coste del Mare Caraibico.
Discosoma nummiformi proviene dalle coste del Mare Caraibico
Discosoma sanctithomae proviene dalle coste del Mar dei Caraibi.
Discosoma inchoayta proviene dalle coste del Mar Caraibiso,
della California e delle Bermuda.
Biotopo:
Vive indifferentemente a diverse profondità,
ma soprattutto su substrato roccioso lungo le barriere coralline.
Caratteristiche fisiche:
Esteticamente questi animali sono molto simili
tra loro. Sono formati da un grosso disco con al centro una
bocca direttamente collegata all’apparato digerente.
Il disco si attacca al substrato attraverso un piede centrale
che contiene appunto l’apparato digerente.
La forma del disco e i colori di questo animale variano da
specie a specie; il disco può essere completamente
liscio, oppure ricoperto da più o meno piccole protuberanze;
i colori che principalmente si trovano in commercio sono il
verde, rosso, marrone, ma vi sono varietà bellissime
di colore blu, viola, arancione.
Si caratterizzano per un disco piatto a volte con delle piccole
protuberanze come dei piccoli puntini, non sono le specie
più infestanti presenti di questa famiglia.
Si moltiplicano in genere dalla base del gambo; se sottoposti
alla giusta illuminazione e corrente un individuo può
generare molto animali figli, ma questi ovviamente saranno
molto piccoli e impiegheranno del tempo prima di essere pronti
per riprodursi e per avere una dimensione apprezzabile.
Il disco ha un bordo tagliato di netto e non frastagliato
come in altri animali di questa famiglia.
Non sono dotate di difese chimiche, però sono in grado
di estroflettere dall’apparato digerente dei filamenti
che sono urticanti perché ricoperti di sostante acide
digerenti; in questo modo possono difendersi oppure attaccare
un invertebrato vicino oppure attaccare un pesce che li sta
importunando.

Comportamento in natura:
Sono animali che in natura si spostano anche
molto lentamente per cercare il posto più adatto dove
vivere. Il movimento può essere continuo e lo spostamento
può arrivare ad un centimetro in un anno.
Se l’animale non si trova bene sul substrato è
in grado di sganciarsi da esso e lasciarsi trasportare dalla
corrente, fino a quando non troverà un altro posto
dove attaccarsi.
Questi invertebrati vengono indicati come colonizzatori di
barriere coralline morte. Crescono soprattutto su scheletri
di coralli duri ormai deperiti. Per il resto vale il discorso
generale comune a tutti i Coralli morfari.
Sono animali che in natura si spostano anche molto lentamente
per cercare il posto più adatto dove vivere. Il movimento
può essere continuo e lo spostamento può arrivare
ad un centimetro in un anno.
In natura formano colonie di molti individui che vivono gli
uni vicini agli altri; è anche possibile la convivenza
di varietà diverse i zone molto ristrette con giochi
di colore molto belli.

Foto Vapao
Habitat nel nano reef:
E’ consigliato come primo ospite da inserire
in una vasca. L’allevamento molto facile in acquario
non richiede particolare attenzione, si è verificato
che Anthelie e Xenia possono crescere vicino ai Discosomi
senza dare uno fastidio all’altro, questa caratteristica
li rende molto adatti per essere tenuti entrambi in un nano
reef visto lo scarso spazio a disposizione. Al contrario gli
altri Alcionacei soccombono di fronte alle difese chimiche
di questi animali, o semplicemente per il fastidio provocato
dal continuo toccarsi tra gli animali che così non
permette ai polipi degli Alcionacei di aprirsi. In un nano
reef crescono molto di più di quanto non riescano in
natura, raddoppiando a volte le loro dimensioni originali.
Non richiedo forte illuminazione e già sotto una lampada
da 6000°k prosperano benissimo. La corrente non deve essere
ne diretta, ne troppo forte; l’animale è in grado
da solo di togliersi i detriti che si depositano sul disco.
E’ meglio posizionarlo nei posti più calmi di
un nano reef, sarà poi l’animale che si sposterà
lentamente per raggiungere la posizione migliore. Se al contrario
lo si mette dove la corrente è troppo forte si rischia
che l’animale decida di staccarsi e di vagare quindi
per la vasca trasportato dalla corrente. Il disco si apre
durante il giorno nel periodo di maggiore illuminazione e
si contrae la notte a luci spente. E’ di sicuro un invertebrato
da inserire per i suoi colori, ma soprattutto perché
abituato in natura a sopportare anche concentrazioni molto
alte di nitrati; oltre i 40 mg/l. Visto il suo tipo di crescita
e di riproduzione non crea troppi problemi di spazio, e questo
soprattutto in nano reef ben avviati è un problema
in meno da affrontare. Vive benissimo sotto diverse tipi di
lampade anche se predilige le lampade al neon o le risparmio
energetico (PL) perché soffre la presenza di raggi
UV, che una HQI potrebbe rilasciare. Con HQI non lasciarlo
sotto la luce diretta delle lampade, ma nasconderlo sotto
le sporgenze o in piccole grotte che ci saranno nelle nostre
rocce vive Non sono necessarie lampade troppo fredde, già
sotto lampade da 6000-6500°K l’animale si apre completamente
e si moltiplica senza nessun problema. Più le lampade
saranno fredde maggiore sarà la vivacità dei
colori ma questo è più una impressione dell’occhio
umano che una reale esigenza per questo animale; quindi lampade
da 6000°k in poi vanno benissimo. Se non gradisce il tipo
di illuminazione oppure la corrente che potrebbe essere troppo
forte, l’animale si staccherà completamente dalla
roccia e vagherà nella nostra vasca fino a quando non
troverà un posto dove attaccarsi. Sarebbe meglio in
questo caso prendere l’animale che rischia di non fermarsi
più e di deperire. Procurarsi un piccolo sasso dalle
giuste dimensioni e con una retina sintetica tipo quella dei
sacchetti delle patate con maglie il più larghe possibili
avvolgere il corallo e il sasso insieme. E’ necessario
lasciare il disco dell’animale nella parte superiore
e il più aperto possibile, il piede a contatto con
la roccia entro breve, tre o quattro giorni se l’animale
è sano, si attaccherà al sasso. L’operazione
di collocare il sasso attaccato all’animale attraverso
la retina la si può fare tranquillamente fuori dall’acqua,
l’operazione non impiega più di cinque minuti
e l’animale non soffre. Dopo aver confezionato questo
piccolo pacco formato da sasso e invertebrato ri-inserire
il tutto in acquario appoggiandolo sul fondo dove ci sia una
buona corrente e illuminazione. Attezione che durante questa
operazione l’animale rilascerà del muco molto
scivoloso. Solo quando l’animale sarà attaccato
al nuovo substrato potremo togliere il sasso. I valori dei
nitrati non sono poi così importanti, questi individui
in natura vivono anche dove la concentrazione supera i 40
mg/l, quindi una vasca appena avviata non dovrebbe presentare
dei valori peggiori di quanto non sia abituato in natura.
Attenzione però ai valori di pH che devono essere superiori
a 8.1. Sono le specie più robuste e facili da tenere
in un nano reef, certamente possono essere i nostri primi
ospiti subito dopo la fase di maturazione e dopo aver inserito
paguri e lumache e altri animali detrivori.
Alimentazione:
Si nutrono attraverso le alghe Zooxanthellae
che hanno al loro interno usando gli scarti della fotosintesi,
se riescono a catturare delle piccole prede richiudendo il
loro disco a formando una specie di pallone trappola sono
i grado di ingerire e alimentarsi anche con piccoli animali,
pezzi di polpa o quant’altro si trovi disciolto in acqua.

Foto Vapao, foto di un disco che ha appena
finito di alimentarsi catturando la preda. Riaprirà
il disco solo dopo averla digerita.
Alimentazione nel nano reef:
In una vasca con le giuste lampade non ha bisogno
di sostanze integrative e cresce senza nessun problema. Si
consideri che molti individui possono diventare infestanti
e moltiplicarsi a dismisura. E’ vero che a parte i filamenti
intestinali no hanno difese chimiche ma i loro dischi possono
crescere molto di dimensioni e togliere la luce agli invertebrati
posti sotto di loro nella barriera, oppure per semplice contatto
danno fastidio agli invertebrati vicino e non fanno aprire
i poli si pensi ad esempio alle Sinularie e ai loro piccoli
polipi. Alcuni individui possono raggiungere i 20 cm di diametro
del disco, questo non sono assolutamente adatti in un nano
reef a meno che non si vuole fare un acquario tematico per
questa specie.
Convivenza con altri invertebrati.
Non hanno particolri armi chimiche, difendono la loro colonia
solo grazie alla loro capacità di crescere di numero.
Il nuovo individuo o contiuna a vivere ai piedi dela madre
oppure si stacca e vaga fino a quando non trova un posto per
attaccarsi. Il loro disco può dare dei problemi ad
altri invertebrati che non riescono a ricevere la luce se
coperti dal disco stesso.
Riproduzione:
Si riproducono facilmente sia in natura che in vasca, i metodi
sono diversi.
Si può formare due individui da uno solo attraverso
la divisione i due parti del gambo e del disco. In questo
caso sembra quasi che l’animale stia morendo, per una
settimana no si aprirà completamente e la bocca diverrà
così grossa da spezzarsi e far poi vedere il substrato
sottostante. Appena diviso in due i due animali si richiuderanno
su se stessi ricucendo prima la bocca e poi il disco. Avremo
due esemplari identici in vasca. Altro metodo è la
formazione di un animale figlio alla base del gambo che crescerà
piano piano fino a diventare autonomo. In questi casi l’animale
madre potrebbe staccarsi dal substrato per lasciare al figlio
più possibilità di crescere su un substrato
adatto a lui.
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Talee nel nano reef:
E’ facile farsi delle talee di questo animale. Basta
sfruttare il primo metodo di riproduzione descritto sopra.
Un esemplare abbastanza grande può grande può
essere tagliato in due usando una forbice molto tagliente.
Il taglio deve essere netto e dividere in due parti uguali
l’animale, attenzione a dividere non solo il disco,
ma anche il gambo che contiene l’apparto digerente.
Se il taglio è ben fatto l’animale si dividerà
in due esemplari uguali, se il taglio non sarà netto,
l’animale ricucirà il taglio e tornerà
uguale a quello di prima. Se in vasca abbiamo batteri o virus
l’animale potrebbe essere attaccato da questi ultimi
e morire.
Potature nel nano reef:
Per quanto sembri assurdo, ma può succedere, questo
animale a volte cresce troppo in un nano reef.
In questi casi bisogna eliminare alcuni individui; in vasche
così piccole usare iniezione di aceto, acqua calcarea
o altro potrebbe essere dannoso per l’equilibrio della
vasca. Si possono togliere i singoli animali staccandolo dalla
roccia usando un cucchiaio, oppure usando proprio le dita.
Nella maggior parte dei casi parte di tessuto rimarranno attaccati
al substrato ed entro breve formeranno dei nuovi piccoli individui.
Anche i tessuti tolti spesso si rigenerano se lasciati in
vasca e formeranno nuovi animali. Io in genere li lascio sul
fondo sabbioso della vasca, mi accorgo quali sono i tessuti
sani da quelli meno sani perché dopo due giorni quelli
sani hanno lo stesso colore dell’animale da cui li ho
staccati.
Da questi mi si formano micro invertebrati che poi cresceranno;
ottimo materiale di scambio.
Durante l’operazione l’animale tenterà
di difendersi prima ritirandosi e poi estroflettendo i tentacoli
urticanti.
Temperatura:
24-26°C
Densità:
1022-1023
Valore pH:
8.0-8.3
Foto di Nando Masciadri (particolare della bocca) e
Roberto Marion.
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