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18 Gennaio 2017
 
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    Schiumatoio, pro o contro? di Simone Maria Grossi     Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    


Oggi più che mai il termine “schiumatoio” è entrato nel gergo degli acquariofili marini del nostro paese, molto spesso però viene considerato un optional o qualcosa di misterioso, qualcosa che per la sua forma e spesso per il suo prezzo rimane a far bella figura solo sugli scaffali dei negozianti italiani. Ma sanno veramente tutti come funziona, o a cosa serve esattamente? Questo articolo è dedicato a tutti gli acquariofili che non hanno ancora le idee molto chiare.
Fino agli anni 90, lo schiumatoio era pressoché sconosciuto in Italia, e gli acquariofili marini del nostro paese erano quasi tutti dotati di potenti filtri interni e/o esterni, magari anche di filtri sottosabbia.
Con tali sistemi, però, molto spesso si osservavano morie di pesci, di invertebrati e rigogliose crescite algali. Purtroppo tali risultati, col passare del tempo, hanno “regalato” l’idea che tutti gli acquari marini fossero difficili o adatti solo ad acquariofili iper-esperti e molto facoltosi. Tale idea è ingiusta, gli acquari marini di all’ora funzionavano male soprattutto perché mancava loro lo schiumatoio.

Un po’ di chimica
Sappiamo che in mare le sostanze inquinanti come fosfati (PO4) e nitrati (NO3) sono presenti in pochi ppm/litro, (parti per milione) e tutti gli organismi, sia vertebrati che invertebrati, non tollerano quantità più alte. Dato che dipendiamo ancora da organismi prelevati in natura, anche in acquario dobbiamo offrire loro tali condizioni.
Per fare ciò, negli acquari marini senza schiumatoio dovremmo immettere solo pochissimi pesci, alimentarli con parsimonia (ciò è sbagliato, perché i pesci in barriera mangiano in continuazione, dalla mattina alla sera) e procedere a frequenti ed abbondanti cambi d’acqua, che però se fatti in grande quantità disturbano l’equilibrio del nostro acquario. Un vero rompicapo!!!

Il ciclo dell’azoto
Le sostanze di rifiuto come nitrati e fosfati si formano per effetto della decomposizione organica.
Il ciclo dell’azoto (N = Azoto) si può spiegare semplicemente in alcune fasi: cibo, urina, escrementi, batteri morti ed in generale ogni sostanza organica a base proteica che viene trasformata, demolita e ossidata da batteri specializzati del genere: Nitrosomonas e Nitrobacter mantenuti nei filtri. Tali batteri “aerobici” modificano le sostanze organiche di rifiuto in ammonio/ammoniaca, successivamente in nitriti, e dunque in nitrati; quindi è matematico che la produzione di nitrati è direttamente proporzionale alla quantità di sostanze a base proteica. Per esempio: più pesci uguale più nitrati, più cibo uguale più nitrati ecc.
Immettere potenti filtri biologici, carboni attivi o altro, non può certo ridurre la quantità di nitrati, ma può solamente assicurare un valido ciclo dell’azoto. Ciclo che però in acquario si conclude con l’accumulo dei nitrati.

Ma allora perché in natura i nitrati non aumentano?
Perché in natura esistono altre specie di batteri, questa volta anaerobici, (che vivono in assenza di ossigeno) che per vivere utilizzano i tre atomi di ossigeno contenuti nella molecola dei nitrati (NO3), scindendo la molecola e rendendo l’azoto (N) libero, che sotto forma di gas esce dall’acqua. Così i nitrati scompaiono.
In acquario questo processo non è del tutto nullo, ma spesso insufficiente, perciò lo sbilanciamento (maggiore produzione rispetto all’eliminazione) fa si che spesso tale molecola sia presente in elevate quantità creando non pochi problemi di alghe e di mortalità.
Lo schiumatoio lavora grazie ad un principio tanto semplice quanto geniale: grazie ad un processo fisico, lo schiumatoio infatti riesce a togliere (non trasformare) tutte le molecole a base proteica, eliminando di fatto le sostanze che sono a monte del ciclo dell’azoto, e quindi responsabili della produzione di nitrati. Le proteine, infatti, tendono ad accumularsi sulla superficie di contatto tra acqua ed aria (la superficie per esempio) ma anche sulle bollicine d’aria prodotte da un aeratore. Una legge della fisica vuole che tanto più è piccola una sfera (per esempio una bolla d’aria) più e grande la sua superficie in rapporto al volume. Per esempio un pallone aerostatico ha una massa (volume) ampia in rapporto una piccola superficie, una minuscola bolla d’aria, invece, ha moltissima superficie rispetto al suo modesto volume. Per questa ragione, dato che le basi proteiche si accumulano sulla superficie tra acqua ed aria, tanto più piccole saranno le bolle e tanto più tempo rimarranno sott’acqua, più lo schiumatoio sarà efficiente.
Piccoli schiumatoi a pietra porosa alti solo pochi cm non saranno mai efficienti come sistemi più grandi, magari a pompa centrifuga. Questi ultimi, specialmente quelli dell’ultima generazione (Elos per esempio, ma non solo), sono creati per far stazionare le bolle molto a lungo in acqua (anche 40 secondi)arricchendo così le bolle di una fortissima carica proteica.

      

Quando scegliete uno schiumatoio, decidete sempre per il più grande che possiate ospitare; più è grande ed efficiente lo schiumatoio, più sarà alleggerito il carico di lavoro al filtro e migliori saranno i risultati dell’acqua, regalandovi la possibilità di introdurre anche qualche pesci in più. Un altro punto a favore dello schiumatoio è per esempio il fatto che tutti i filtri biologici consumano grosse quantità di ossigeno, mentre gli schiumatoi, oltre a non consumarlo affatto, ne adducono una grande quantità, con benefici effetti contro le alghe ed in genere migliorando il vostro ecosistema marino. Avere una grande quantità di ossigeno riduce inoltre il consumo in acquario del Kh, contribuendo alla stabilità dell’ecosistema.

I difetti
Purtroppo anche lo schiumatoio ha un piccolo difetto: oltre a rimuovere le sostanze di cui sopra, contribuisce all’ossidazione e alla rimozione fisica di un certo numero di oligoelementi, in particolare lo iodio, il molibdeno, alcuni aminoacidi, e ferro. Per tale ragione è indispensabile, in acquari con potenti schiumatoi, una reintegrazione settimanale di tutti gli oligoelementi.

I costi
Perché gli schiumatoio sono così costosi? Sono solo dei “tubi di plastica”!!! Questa è una domanda che, con il mio lavoro, mi sento rivolgere tutti i giorni; la risposta è tanto semplice quanto elementare è la domanda.
Facciamo l’esempio dei piatti di plastica. Lo stampo per fare i piatti di plastica costa più di 400.000,00 Euro, ma una macchina del genere produce milioni di piatti ogni 24 ore, perciò i costi sia del macchinario che del materiale vengono distribuiti ed ammortizzati su una grande quantità di “prodotto finito”.
Per gli schiumatoi, il discorso è molto diverso: se infatti lo stampo per tutte le parti che compongono uno schiumatoio costa migliaia di Euro, gli schiumatoi venduti in un anno in Italia sono solo alcune centinaia. Per questa ragione, i produttori sono costretti a vendere ogni pezzo ad una cifra più elevata.
Questa spietata concorrenza tra produttori per accaparrarsi la maggior fetta di questo mercato ha però innescato una situazione molto vantaggiosa per gli acquariofili che, oggi, sono allettati da svariate marche e modelli (sempre migliori) a prezzi competitivi.

Conclusione
Spero vivamente che quanto avete letto, sia stato chiaro ed esauriente. Quello che volevo era chiarire un po’ le idee su un “accessorio” che non può più essere considerato tale, ma che deve entrare a far parte della dotazione di base di ogni acquario marino italiano. Per il bene del nostro hobby, ma soprattutto per tutti gli abitanti del nostro reef casalingo.

 

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