I microrganismi
I microrganismi rappresentano una delle forme di vita
più semplice: comprendono batteri, protozoi, muffe, fermenti
e virus. La maggior parte dei batteri ha dimensioni variabili
da 0,2 a 1,5 micron: alcune specie possono raggiungere i 30
micron. Protozoi misurano in media una decina di micron (ma
anche di più), mentre le muffe sono caratterizzate da
dimensioni molto variabili. I virus, molto più piccoli
dei batteri, vivono e si riproducono all'interno delle cellule
di altri esseri viventi. I microrganismi si considerano morti,
dal punto di vista sperimentale, quando perdono la capacità
di crescere e moltiplicarsi. Per sterilizzazione si intende
la morte di tutti i microrganismi presenti, condizione difficilmente
raggiungibile in un ambiente normale. Più realisticamente,
si parla di disinfezione di un ambiente intendendo la massima
riduzione possibile di germi patogeni ottenuta.
Virus
Agente infettivo di dimensioni ultramicroscopiche, costituito
essenzialmente di materiale genetico circondato da un rivestimento
protettivo proteico. Il termine venne usato per la prima volta
alla fine del XIX secolo per indicare i microrganismi patogeni
più piccoli dei batteri. Da soli i virus sono particelle
di materiale organico prive di vita, mentre all'interno delle
cellule viventi possono duplicarsi numerose volte, talvolta
danneggiando l'ospite. Le centinaia di ceppi virali conosciuti
causano un'ampia gamma di malattie nell'uomo, negli animali,
negli insetti, nei batteri e nelle piante. Sono capaci di
riprodursi solo all'interno di cellule mancando essi stessi
di un organizzazione cellulare ed essendo costituiti solo
da un rivestimento esterno cristallino. I virus sono tutti
dei parassiti in quanto la loro grandezza non consente loro
di avere altre possibilità per poter sopravvivere e
procurasi le materie per il loro sostentamento. Questo attacca
le altre cellule obbligandole a produrre altri virus e portandola
alla morte. I virus sono parassiti intracellulari, costituiti
di acidi nucleici (RNA o DNA), ma mai di entrambi, e di un
rivestimento protettivo di proteine semplici o complesse.
L'acido nucleico è, in genere, una molecola unica,
a singolo o doppio filamento, anche se in alcuni virus può
essere diviso in due o più frammenti. Il rivestimento
proteico è detto capside e le subunità proteiche
del capside, sono dette capsomeri. Insieme, acido nucleico
e capside formano il nucleocapside. Altri virus hanno un ulteriore
involucro, che generalmente viene acquisito quando la particella
virale fuoriesce per gemmazione dalla membrana della cellula
infettata. La particella completa del virus è detta
virione. I virus sono parassiti intracellulari obbligati e
la loro replicazione può avvenire solo in cellule metabolicamente
attive. Non sono visibili neppure al microscopio ottico però
è possibile comprendere che si tratta di virus analizzando
gli effetti che questi hanno sui pesci. Sono rari i virus
che causano malattie in acquario, tra queste ricordiamo i
Linfocisti.
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Linfociste visto al microscopio. |
Batteri
I batteri sono microrganismi unicellulari, a metà
tra il regno vegetale e quello animale. Hanno dimensioni dell'ordine
dei micron, e possono avere forma sferica o allungata a bastoncino.
I primi, di forma tondeggiante , sono di solito immobili,
al contrario dei secondi, di forma allungata, che possono
spostarsi grazie al movimento di ciglia o di flagelli, disposti
alla periferia della cellula . I batteri possono essere aerobi,
cioè organismi che, per vivere, hanno bisogno di assumere
ossigeno libero dall'ambiente esterno, o anaerobi, che, al
contrario, possono (o devono) vivere in assenza di ossigeno
libero. I batteri sono caratterizzati dalla possibilità
di moltiplicarsi rapidamente per mezzo di una semplice divisione
cellulare. I batteri sono pressoché ubiqui: li troviamo
infatti nell'aria, nell'acqua, nel suolo, all'interno e sulle
superfici di altri esseri viventi come animali e piante. La
grande maggioranza dei batteri è saprofita, cioè
si nutre di sostanze organiche in putrefazione: altri invece
sono parassiti ed inducono malattie a carico di piante o animali.
Una piccola percentuale è invece autotrofica, cioè
in grado di sopravvivere in presenza di acqua e sostanze inorganiche.
Alcuni batteri sono in grado di trasformarsi in spore se esposti
a condizioni microclimatiche avverse: in questo modo possono
resistere impunemente a temperature molto alte ed alla mancanza
di acqua, anche per centinaia di anni. Un esempio di batterio
sporigeno è il Clostridium tetani, agente infettivo
del tetano. Le spore batteriche sono forme di sopravvivenza,
da non confondere con le spore dei funghi, che sono forme
riproduttive. E' fondamentale capire quali sono i batteri
che causano la malattia nel pesce e questo lo si può
fare o osservando i sintomi oppure procedendo ad una analisi
in laboratorio. Nel secondo caso una cura risulta più
facile in quanto in laboratorio è fattibile trovare
gli antibiotici idonei alla distruzione dei batteri oppure
si può individuare una cura chimica efficace. In genere
se un pesce manifesta sintomi da malattia da batteri è
già quasi troppo tardi per intervenire, quindi a volte
la soluzione migliore è cercare cure che combattano
e sconfiggano la varietà più grande possibile
di batteri; in genere la cura non deve essere mai prolungata
per più di tre o quattro giorni per garantire che rimanga
efficace e che i batteri che si sono adattati agli antibiotici
non prendano il sopravvento. Tra le malattie batteriche che
colpiscono i pesci d'acquario ricordiamo: Malattia
colonnare, Vibriosi, Marcescenza delle pinne o corrosione
della pelle.
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Batteri patogeni di pesci visti al microscopio. |
Funghi
Le muffe sono molto diffuse e nella maggioranza dei casi si
limitano a nutrirsi di sostanze in decomposizione (sono responsabili
del deterioramento dei cibi conservati). Alcune specie sono
patogene e causano malattie della pelle e delle mucose. Le
muffe sono formate da un filamento chiamato micelio, contornato
alle estremità da una corolla di spore in grado di
generare altri miceli. I funghi sono presenti in tutti gli
acquari e spesso aiutano nel complesso sistema biologico che
si instaura in una vasca decomponendo resti di cibo ed escrementi
dei pesci. Non riescono a crescere sui pesci infatti le loro
spore galleggiano nell'acqua fino a trovare una superficie
adatta per l'insediamento, può capitare però
che il pesce a causa di ferite o di infezioni batteriche diventi
terreno adatto dove far crescere un fungo.
Esteticamente si presentano come tanti microfilamenti bianchi che formano
un batuffolo sul pesce, se prelevati e osservati al microscopio si distinguono
chiaramente le varie parti del fungo e le spore pronte per essere liberate.
Attenzione che a seconda del tipo di fungo l'infezione può essere
esterna, ma anche interna.
I funghi crescono sia sulla superficie precedentemente danneggiata(la
ferita), ma anche all'interno del pesce rilasciando i loro scarti del
metabolismo che sono nocivi al pesce. Se non si interviene in tempo
il pesce rischia una morte sicura.
In genere la lotta ai funghi viene portata con l'uso di prodotti chimici
usati in soluzione nell'acqua. Tra le malattie causati da funghi che
colpiscono i pesci d'acquario ricordiamo L' Icthyophonus
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Muffe patogene di pesci viste al microscopio: muffe
cutanee, Icthyophonus. |
Protozoi
I protozoi sono microrganismi che possono raggiungere
dimensioni abbastanza grosse (alcuni si possono vedere ad
occhio nudo). I protozoi presentano strutture interne
particolarmente complicate paragonabili, dal punto di vista
funzionale, agli organi dei metazoi e dette perciò
organiti (od organelli od organuli), le quali provvedono al
sostegno (formazioni scheletriche), alla riproduzione, alla
nutrizione e al movimento delle cellule.
Il corpo dei protozoi è formato da una massa indivisa di protoplasma
limitata da una membrana che presiede agli scambi di materiale con l'ambiente
esterno. Nell'interno vi sono uno o più nuclei, piccole gocce
di acqua, dette vacuoli alimentari, che contengono le sostanze nutritive
nei vari stadi di digestione e in alcune specie, come ad es. nel paramecio,
corpuscoli chiari detti vacuoli pulsanti che, contraendosi ritmicamente,
regolano la quantità di liquido presente nel corpo. Il più
comune processo di riproduzione è la scissione: il piccolo organismo,
raggiunto il suo completo sviluppo, si suddivide in due cellule, ognuna
delle quali contiene metà del patrimonio genetico ereditario.
Tra i protozoi sono presenti anche le altre due forme di riproduzione
agamica: la gemmazione, quasi esclusiva degli acineti, e la sporulazione,
diffusa soprattutto tra gli sporozoi. La riproduzione sessuale (coniugazione),
che si osserva nei ciliati, mira a costruire nei due coniugati un nuovo
e più vitale apparato nucleare.
All'assunzione del cibo, che comprende organismi interi o frammenti,
dai batteri alle alghe, dai lieviti a particelle di legno, da altri
protozoi a piccoli metazoi, provvedono parti diverse della cellula,
come il citostoma dei ciliati, gli pseudopodi delle amebe o i tentacoli
degli acineti: tuttavia numerosi protozoi a vita libera (es. molti flagellati)
e la maggior parte dei protozoi parassiti assorbono il materiale nutritivo
attraverso la membrana esterna del loro corpo e in tal caso possono
utilizzare solo materiale in soluzione.
Ciglia, flagelli, membrane ondulanti e pseudopodi sono gli organi locomotori
dei protozoi: il loro movimento sembra coordinato da un sistema fibrillare
neuromotore (neuronema), per ora è stato messo in evidenza solo
in poche specie, soprattutto tra i ciliati e le gregarine. Il tipo dei
protozoi comprende le classi dei flagellati o mastigofori, sarcodici
o sarcodini, sporozoi, ciliati o infusori, acineti o suttori (questi
ultimi nelle classificazioni più recenti sono considerati una
sottoclasse di ciliati). Acquatici, i protozoi sono ampiamente diffusi
in acque dolci e salate, vivono inoltre nel terreno umido, come parassiti
di animali e vegetali o simbionti con altri organismi. Per periodi più
o meno lunghi possono sopravvivere alla mancanza di acqua con incistamento
o formazione di spore.
In acquario vi sono diversi tipi di parassiti unicellulari che possono
essere più o meno difficili da combattere.
Essi si differenziano per la loro capacità di movimento che può
essere ottenuto o con un flagello o con una ciglia, ma ci sono alcuni
parassiti che si lasciano portare anche dalla corrente e non sono in
grado di muoversi, altri ancora si incistano nel cibo. Tra le malattie
causate da protozoi che colpiscono i pesci d'acquario ricordiamo: Brooklynella
hostilis, Trichodina, Uronema marinum, Cryptocarion irritans e Oodinium.
Gli ultimi due sono causa della stragrande maggioranza delle malattie
che si presentano in acquario, e mietono un infinità di vittime.
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Protozoi patogeni di pesci visti al microscopio:Trichodina
e Cryptocarion irritans |
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Protozoi patogeni di pesci visti al microscopio:
Oodinium e Brooklynella |
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Protozoi patogeni di pesci visti al microscopio:
Uronema e Hexamita |
Distruzione dei microrganismi
La distruzione degli agenti patogeni è rapportata
da:
- Grandezza del microrganismo
- Tempo di esposizione
- Temperatura
- Dose di radiazione erogata
Ad esempio, a parità di dosi di UV-C somministrate e di tempo
e temperatura di esposizione, microrganismi come i batteri che hanno
una dimensione di pochi micron, verranno distrutti in maggior percentuale
e più velocemente rispetto al Cryptocarion (malattia dei puntini
bianchi) che è un protozoo di circa 100 micron.
Dosi di UV-C a 254 nm necessarie per le diverse percentuali di
inattivazione di Escherichia.
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Organismi distrutti %
|
Dose erogata (J/m2)
|
|
10
|
1,3
|
|
18
|
2,6
|
|
33
|
5,2
|
|
50
|
9,1
|
|
63
|
13,1
|
|
80
|
20,9
|
|
86
|
26,1
|
|
90
|
30
|
|
95
|
39
|
|
98
|
51
|
|
99
|
60
|
|
99,5
|
69
|
|
99,8
|
81
|
|
99,9
|
90
|
|
99,99
|
120
|
Dosi di UV-C a 254 nm necessarie per inattivare il 90% di alcune
specie di batteri.
|
Batteri
|
Dose erogata (J/m2)
|
|
Bacillus anthracis
|
45
|
|
Bacillus subtilis (spore)
|
120
|
|
Clostridium tetani
|
130
|
|
Corynebacterium diphteriae
|
34
|
|
Escherichia
|
30
|
|
Mycobacterium tubercolosis
|
62
|
|
Proteus vulgaris
|
26
|
|
Pseudomonas aeruginosa
|
55
|
|
Serratia marcescens
|
24
|
|
Staphilococcus aureus
|
26
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I raggi ultravioletti | La
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