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Utilizzo dei controllori programmabili
Questo articolo nasce da una semplice constatazione che mi
sono trovato a considerare nella mia breve, anzi brevissima,
esperienza di acquariofilo.
Io sono essenzialmente un sistemista informatico, e quindi
ritengo naturale che, volente o nolente, una certa sensibilità
per questi argomenti nasca spontanea. Ho quindi deciso di
riportare la mia esperienza in proposito, nel caso sia utile
a qualcun altro.
In particolare mi riferisco a tutta quella serie di accessori
elettrici / elettronici che sono ormai parte integrante del
sistema-acquario.
Non nascondo che quando sono partito con questo hobby, pensavo
che il massimo delle operazioni giornaliere ripetitive fosse
quello di accendere e spegnere le luci. Poi, frequentando
e leggendo le discussioni nei vari siti di acquariofilia,
mi sono reso conto che le esigenze possono diventare parecchio
più complicate, soprattutto discostandosi dalla gestione
più elementare della propria vasca:
Concedetemi quindi di forzare un pò la mano…
con la descrizione delle necessità che riporto qui
sotto, anche se sono convinto che qualcuno ne saprà
trovare altre che io neppure immagino.
Dunque, vediamo un pò:
- Dovrei accendere e spegnere le luci, anzi 3 lampade diverse
ad orari diversi.
- Dovrei accendere e spegnere l’impianto co2 con elettrovalvola
magari alle 5 di mattina e alle 2 di notte.
- Dovrei spegnere la pompa, quando alimento i pesci, per non
trascinare cibo nel filtro. Sarebbe bello un pulsante “ciclo
alimentazione” che mi spenga la pompa, lasci ai pesci
il tempo di mangiare e poi riporti tutto alla normalità,
senza toccare altro.
- L’areatore va acceso, al limite, solo di notte altrimenti
fa male alle piante. Però, magari solo la domenica
pomeriggio, perché non farlo accendere qualche minuto
a intervalli, anche solo per questioni… estetiche (e
i puristi... non rabbrividiscano!). In ogni caso, quando accendo
l’areatore, inutile somministrare CO2, il massimo sarebbe
che si spegnesse da sola!
- Sarebbe bello un pulsante che in automatico faccia un ciclo
ben predefinito, per esempio mi spenga o mi accenda la luce
per qualche minuto per fare delle cose, ma poi riporti tutto
da solo a normalità.
- Potrebbe essere utile sapere con precisione quante ore ha
funzionato una lampada neon e un avviso che mi ricordi di
sostituirlo?
- Che dite di un sensore di temperatura che all’occorrenza
attivi un secondo riscaldatore se il primo si guasta? E in
contemporanea faccia lampeggiare una spia o una indicazione
su un display?
- Oppure... un sensore di umidità che rilevi degli
allagamenti e mi avvisi sul cellulare che qualcosa non funziona?
E poi io dal cellulare possa da lontano agire sugli apparati
in automatico?
- …………………………
:-) ?? (a voi uno sforzo di fantasia)
Bene, penso di aver reso l’idea... Guardando le foto
delle magnifiche vasche che si vedono su internet, mi sono
reso conto che queste necessità sono sentite, e vengono
in genere gestite dagli acquariofili con una catasta di timer
elettrici / elettronici, e una quantità di prese elettriche
da far paura ad un quadro industriale. Il tutto ovviamente
nel vano sotto l’acquario, anche a scapito del rispetto
delle norme di sicurezza più elementari. Ecco qui gli
apparati di uso più comune:
Il timer elettromeccanico.
Il vantaggio di questi apparecchi sta essenzialmente nell’economicità
dei modelli più semplici, che sono addirittura meccanici
(la rotella con le ore, giusto?). Sono semplici, si collegano
e… funzionano.
Questi apparecchi generalmente sono solo giornalieri, ovvero
non discriminano il giorno della settimana, ma solo il ciclo
delle 24 ore. Inoltre la precisione del loro orologio è
scarsa, con il tempo tendono a stararsi e vanno regolati.
Il loro costo è abbastanza basso, dai 10 ai 20 euro.
In genere consentono il controllo di una sola linea elettrica.
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Il classico timer elettromeccanico
a presa…
… e il “fratello” per pannello a guida
DIN.
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Se vogliamo considerare qualcosa di più avanzato e
preciso, possiamo pensare ai timers digitali. Abbiamo a disposizione
degli apparati mobili oppure anch’essi posizionabili
su pannello o guida DIN.
Il timer digitale
Precisi nel conteggio del tempo, esistono in versione settimanale
e/o giornaliera, consentono generalmente una ventina di programmazioni
diverse, e possono essere dotati di due linee separate, garantendo
cosi la possibilità di gestire due utenze autonome.
La nota dolente e’ costituita dal costo, che partendo
dai 50€ può tranquillamente superare i 100.
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Timer digitale con presa… …e
versione per guida DIN.
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A fronte di una certa semplicità di installazione
e utilizzo, bisogna rilevare per contro che l’unico
parametro che influenza il comportamento di questi timers
è il tempo. Non dispongono di alcun ingresso che possa
influenzare il loro comportamento. Se la pompa, a causa di
un tubo rotto, ti sta allagando la casa, continuerà
imperterrita finchè arriverà l’ora in
cui ho detto al timer che deve spegnersi, salvo ovviamente
azioni manuali. Questi apparati, inoltre, non parlano fra
di loro. Ovvero, lo stato di ogni uscita non può conoscere
quello delle altre, ognuna delle quali procede con la propria
programmazione. E’ impossibile quindi spingere oltre
un certo punto la complessità della programmazione.
Dopo avervi tediato con questi preamboli, vi presento la
mia esperienza su tutto questo. Si basa sull’utilizzo
dei cosiddetti “mini-plc”, o “mini controllori
programmabili” secondo la traduzione italiana. Il PLC
(Programmable Logic Controller) è un apparato che nelle
sue origini era strettamente confinato nell’ambito industriale,
anche per il suo costo non certo adatto al pubblico casalingo.
Tipicamente viene utilizzato per la gestione delle automazioni
industriali, a tutti i livelli di complessità. Con
il progredire dei processori e con la loro miniaturizzazione,
e non ultimo l’abbassamento dei costi, da qualche anno
sono a disposizione del mercato anche civile dei piccoli plc
che hanno ereditato dal mondo industriale indubbie qualità
di affidabilità e robustezza, ma con un prezzo assolutamente
abbordabile, confrontabile addirittura con un timer digitale
come quelli indicati qui sopra.
Sono apparati che dispongono all’acquisto di un certo
numero di ingressi ed uscite, tipicamente 8 e 4. Al loro interno
è presente una logica che, a partire dallo stato degli
ingressi, controlla lo stato delle uscite, che sono dei semplici
relè ai quali ovviamente collegare tutti gli accessori
dell’acquario.
Generalmente vengono messe a disposizione anche delle funzioni
predefinite (accensioni ritardate, timer annuali / settimanali,
funzioni speciali) per facilitare il compito di gestione.
La configurazione avviene di norma con un pc, apposito software
e cavetto di connessione al modulo cpu. La programmazione
avviene invece con schema a blocchi, descritta in seguito.
In caso di necessità, e’ possibile per quasi
tutti i modelli collegare dei moduli di espansione che aggiungono
tipicamente 4 ingressi e 4 uscite ciascuno ad un costo che
si aggira sui 50-60€ per modulo.
Si possono cosi raggiungere facilmente, per esempio, 24 ingressi
e 20 uscite. Con un unico apparato, controllo 20 linee elettriche,
con la possibilità di collegare 24 tra pulsanti, sensori,
interruttori, ecc.
Il mini plc.
Il costo del modulo base si aggira sui 100-120€, al
quale va aggiunto il costo di un alimentatore se si scelgono
dei modelli alimentati a bassa tensione (12V o 24V). Tuttavia
esistono dei modelli che si possono alimentare e controllare
direttamente a 220V.
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Un modulo Mitshubishi. |
Qui sopra possiamo vedere un modulo Crouzet e uno Mitshubishi.
Questi in figura sono solo i moduli base, al quale poi si
possono inserire “ad incastro” le varie espansioni.
Non perché dubiti della qualità di questi due
prodotti, ma solo perché mi sono trovato a lavorare
con Siemens, la mia descrizione riguarderà il prodotto
Siemens serie LOGO. Ci sono delle differenze abbastanza sostanziali
nel costo a seconda della marca, ma le caratteristiche tecniche
sono molto simili tra loro. Consiglio di rivolgere particolare
attenzione alle possibilità di espansione.
Il mini plc LOGO Siemens.
Ed ecco l’apparato che io ho usato per i miei esperimenti.
Nelle foto si può vedere la CPU, dotata come dicevo
di 8 ingressi e 4 uscite.
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La CPU e i moduli di espansione. |
Potete anche vedete i vari moduli di espansione esistenti,
che permettono di aggiungere porte in ingresso e uscita fino
a un massimo di 24 porte IN e 20 porte OUT. Si incastrano
agevolmente alla destra della cpu senza avere bisogno di alcun
collegamento. Per un riferimento sui modelli esistenti e sul
loro costo, cercate sui siti di vendita on-line di materiale
elettronico.
(a solo titolo esemplicativo, vedete qui: http://www.rs-components.it
alla sezione prodotti / automazione / plc dirigendovi poi
nella sezione Siemens Logo).
Tornando alla mia esperienza, io avevo l’esigenza di
controllare due lampade a neon, l’areatore e l’elettrovalvola
della CO2, che ancora non ho ma che avrò presto. Più
avanti, con il passaggio ad una vasca più grande, sicuramente
amplierò il plc per avere maggiori possibilità.
Ho inserito l’oggetto in un normale centralino plastico
Gewiss, inserendo anche 4 pulsanti e 2 interruttori, per le
funzioni automatiche da gestire.
Sulla scatola ho applicato un connettore DB-25 pin del tipo
usato per i computer, e un cavo multicoppia per alimentare
i vari accessori dell’acquario.
Il plc dà la possibilità di interagire e fare
apparire scritte sul display a fronte del verificarsi di determinate
condizioni, molto utile per “messaggi di servizio”.
Risulta abbastanza evidente che per cimentarsi in queste
tipologie di realizzazione è necessario avere un minimo
di dimestichezza con cablature, saldatore, ed in generale
nel maneggiare apparati elettrici / elettronici. Tuttavia
non è il caso di spaventarsi, sembra tutto complicato
ma di fatto non lo è. Io ho uno di questi controller,
espanso al massimo, che mi gestisce tutta l’automazione
casalinga, come per esempio l’irrigazione, le luci esterne,
cancelli, e altro ancora. L’affidabilità, salvo
temporali e scariche elettriche, è pressochè
assoluta. Non ho avuto neanche un minuto di fermo in circa
3 anni di utilizzo.
E sono partito semplicemente venendo a conoscenza dell’esistenza
di questi apparati e immaginandone le applicazioni. Il tipo
di approccio che vi consiglio è proprio questo, in
effetti.
Veniamo alla programmazione
Tanto per intenderci, sarebbe possibile effettuare la programmazione
anche solamente utilizzando la tastiera, ma vi assicuro che
è una operazione improba. La cosa migliore è
utilizzare il programma che viene fornito da Siemens (o in
generale dai produttori dei plc). Il programma, come il cavetto
di programmazione, si compra a parte.
Qui sotto allego la videata del programma Siemens Logosoft
Comfort. Come potete vedere la programmazione, che è
anche piuttosto divertente, avviene disegnando uno schema
a blocchi contenente tutte connessioni logiche che i vari
segnali devono avere, a partire da timers settimanali (qui
dentro al momento ne ho addirittura 5) oppure dagli ingressi
(vedete i blocchi contrassegnati dalle I a sinistra). Il tutto
viene maneggiato in base agli eventi voluti, per produrre
l’attivazione dei relè di uscita (vedi i blocchi
contrassegnati Q a destra) secondo le giuste modalità.
Prima di inviare il programma al plc, è possibile
effettuare una simulazione che riproduce esattamente il comportamento
finale del plc. In questo modo si potranno fare le varie prove
“sul banco” ed essere sicuri del comportamento
in ogni condizione. In pratica vengono simulati gli stati
di tutte le uscite e di tutte le linee di collegamento tra
i blocchi.
Sarà quindi possibile identificare con una certa facilità
il punto che genera eventuali comportamenti anomali.
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Riporto qui a lato la parte del software nella quale sono presenti i vari blocchi
logici da utilizzare per comporre il programma, unendoli
in cascata fra di loro attraverso delle connessioni
logiche che appaiono come in uno schema elettrico. Come
vedete esistono ingressi digitali e analogici, funzioni
logiche di base come porte AND, OR, XOR, NOT ecc, che
altro non fanno se non riprodurre, in base agli ingressi,
l’uscita corrispondente in base alla matematica
booleana.
Oltre alle funzioni base, potete vedere le cosiddette
“funzioni speciali”, ovvero blocchi più
complessi che agiscono in modalità pre-programmate,
ovviamente tutte parametrizzabili.
Per esempio, accensioni ritardate, emissione di impulsi,
timers settimanali, ecc.
Non mancano alcune funzioni particolari, come il contatore
di ore di esercizio, scattato il quale si può
scatenare una azione qualsiasi (neon consumati da cambiare?).
La funzione “testo di segnalazione” permette,
a fronte di un evento, di far apparire un avviso scritto
sul display.
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La configurazione del testo di segnalazione
Testo di segnalazione: il display
E’ facilmente immaginabile quindi che possiamo avere
una quantità di applicazioni limitate solo dalla nostra
fantasia e dalle particolari necessità che dobbiamo
risolvere. Abbiamo forse speso qualche soldo in più,
ma sicuramente abbiamo a disposizione delle possibilità
che con altri apparati sono difficilmente affrontabili.
La realizzazione pratica
Ecco sotto una immagine con la sistemazione che ho
dato al plc che sto utilizzando. Questo in particolare è
ancora appartenente alla generazione 3. Sul mercato si trova
ormai solo la generazione 4 (che ha circa il doppio della
memoria a disposizione, se non bastasse…. :-) con lo
stesso costo.
I 4 pulsanti che ho inserito in basso effettuano ciascuno
una particolare automazione, e in alto si vede la presa DB25
per la connessione ai vari apparati.
Sotto, a solo scopo dimostrativo, una foto dell’altro
plc che sto usando per le automazioni domotiche, inserito
nel quadro elettrico di casa. Da sinistra, alimentatore originale
Siemens, cpu, e tre moduli di espansione. Questa è
come dicevo la massima espansione fattibile.
Per chi decide di percorrere la strada dell’automazione
in acquario con questo sistema e utilizzando i plc serie LOGO
della Siemens, posso fin d’ora segnalare la mia disponibilità
per eventuali consigli e/o maggiori informazioni. Scrivete
al mio indirizzo edi@NOSPAMfregolent.it e, nel limite delle
possibilità personali, vedrò di rispondere personalmente.
Buone… automazioni a tutti.
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