Il carbonio è un elemento fondamentale che costituisce buona parte
della struttura cellulare di tutte le forme di vita.
Per le piante, in particolare, è la fonte di nutrimento principale
e viene assunto mediante la fotosintesi, secondo la seguente formula
un po semplificata:
Anidride carbonica (CO2) + Luce + Acqua (H2O)
= Zuccheri (Energia) + Ossigeno (O2)
Le piante acquatiche che inseriamo nei nostri acquari, a differenza
di quelle terrestri che utilizzano l anidride carbonica libera,
inesauribile, presente nell aria, sono costrette a sfruttare metodi
più complessi di assimilazione del carbonio:
Dall anidride carbonica libera CO2 presente nell
acqua (simile al metodo utilizzato dalle piante terrestri).
Sottraendolo dall acido carbonico H2CO3
(una piccola parte dell anidride carbonica immessa in acqua
diventa acido carbonico).
Sottraendolo dai carbonati e dai bicarbonati, ad esempio carbonato
di calcio CaCO3 (costituiscono la durezza carbonatica).
L anidride carbonica libera in acqua scarseggia sempre, è
un gas molto volatile che tende a disperdersi lentamente per raggiungere
un equilibrio con quello dell aria, soprattutto se l acqua
è mossa in superficie. In condizioni di carenza di CO2 e
quindi di carenze nutritive, le piante stenteranno a crescere ed entreranno
in competizione tra loro, nel tentativo di sottrarre il carbonio da
tutte le altre fonti disponibili, in particolare dai carbonati e dai
bicarbonati. Questo processo si chiama decalcificazione biogena e causa
la riduzione graduale della durezza carbonatica (KH) che può
assumere valori pericolosamente bassi e conseguenti valori instabili
del PH. E solo somministrando regolarmente anidride carbonica
libera che le nostre piante acquatiche avranno sempre disponibile la
loro fonte essenziale di nutrimento.
I vantaggi sono molteplici:
- Crescita rigogliosa e sana delle piante che trovano nutrimento in
abbondanza
- Facilità nella fotosintesi e conseguente cessione di ossigeno.
- Stabilità del PH che viene tenuto basso grazie all
acido carbonico. Maggior assimilazione delle piante di sostanze
inquinanti.
- Maggior cessione delle piante di sostanze antibiotiche.
- Si evita la Decalcificazione biogena.
L impianto di anidride carbonica
L unico modo efficace di somministrare CO2
in acquario è mediante l utilizzo di particolari
impianti di diffusione reperibili in tutti i negozi di acquariologia.
Le caratteristiche e i prezzi variano molto, si va da apparecchiature
manuali molto semplici ed economiche fino ad apparecchiature
sofisticate e precise, gestite da piccoli processori digitali.
E importante precisare che tutte, dalle più semplici
alle più complesse, utilizzano praticamente il medesimo
efficiente concetto di somministrazione: una bombola che rilascia
CO2 all acqua mediante un diffusore. I sofismi che fanno
lievitare i prezzi sono principalmente legati alla precisione
della somministrazione e del controllo, e alla facilità
della gestione. Con questo non si intende dire che la tecnologia
in acquario sia superflua, anzi spesso ci è di enorme
aiuto, ma semplicemente che per ogni tasca può esistere
un efficacissimo metodo di somministrazione di CO2.
Un impianto di anidride carbonica completo è composto
da tre parti fondamentali: la prima comprende la bombola e
il riduttore di pressione, la seconda il metodo di diffusione,
la terza il controllo.

La bombola
La bombola è il contenitore dove viene
introdotta sotto pressione l anidride carbonica in forma
liquida (circa 60 bar), possono essere ricaricabili o "usa
e getta" e di varie capienze (espresse in grammi). Sono
munite di un rubinetto principale per la chiusura e l
apertura.
 |
Bombole di anidride carbonica. |
Il Riduttore di pressione
Il riduttore di pressione serve a diminuire
la pressione dell anidride carbonica in uscita, rendendo
il quantitativo da somministrare facilmente regolabile tramite
la valvola a spillo (3). Alcuni modelli montano uno
o due manometri per la pressione dell anidride carbonica
disponibile nella bombola (4), e per la pressione di esercizio
(5).
 |
Alcuni tipi di riduttori di pressione. |
Diffusori
Il metodo più semplice ed economico per rilasciare
il CO2 all acqua è quello dell
utilizzo di un atomizzatore (9a) costituito da
una campana di plastica trasparente o di vetro con all
interno una membrana in grado di sminuzzare il CO2 in
microbolle che risalgono in superficie.
 |
Atomizzatore. |
Con questo metodo buona parte dell anidride carbonica non rimane
disponibile e si disperde nell aria, è pertanto ideale
per vasche non eccessivamente grandi. Per litraggi superiori ai 300
litri è consigliabile installare un reattore di CO2
(9b)che permette di sfruttare maggiormente l anidride carbonica
somministrata.
Esistono vari modelli: a chiocciola, a serpentina, a miscelazione, con
e senza pompa di movimento. In questo caso l anidride carbonica
si miscela all acqua direttamente in una colonna di contatto e
la quantità di gas disperso sarà nettamente inferiore.
Se l atomizzatore o il reattore non sono muniti di contabolle
(8) incorporato, accessorio indispensabile per verificare la quantità
di CO2 che si immette in acquario (si misura in bolle al
minuto), sarà necessario installarne uno al di fuori della vasca.
Controllo
Le piante durante la notte non effettuano la fotosintesi
e non consumano CO2. Se si immette anidride carbonica
durante la notte, si andrebbe a sommare a quella prodotta
dalla respirazione dei pesci e delle piante ed oltre ad essere
un inutile spreco, potrebbe dare problemi di intossicazione
e di sbalzi di PH. La sospensione notturna può essere
effettuata o manualmente, o tramite un timer (7a) che chiude
un elettrovalvola posizionata a valle del riduttore
di pressione.
 |
Elettrovalvola. |
Il metodo migliore (ma anche il più costoso) per il controllo
della diffusione di CO2 è quello dell utilizzo
di un PHmetro digitale (7b), apparecchio che tramite una sonda è
in grado di rilevare il valore di PH dell acquario.
Abbiamo già visto che parte dell anidride carbonica immessa
in acqua diventa un acido (acido carbonico), che chiaramente farà
abbassare il PH dell acqua. Con un PHmetro digitale è possibile
impostare il valore di PH desiderato, automaticamente verrà dato
il consenso all elettrovalvola che permetterà la somministrazione
di CO2 fino al raggiungimento del valore desiderato. In questo
modo il PH rimarrà sempre costante e su valori ottimali.
Misurazione dell anidride carbonica
Con un misuratore continuo di CO2 (10),
un piccolo accessorio che si applica all interno dell
acquario, è possibile intuire il contenuto di CO2
nell acqua. A seconda della colorazione che assume
il reagente al suo interno sarà semplice stabilire
se l anidride carbonica disponibile sia insufficiente,
eccessiva o adeguata.
 |
Test continuo di CO2. |
E possibile anche determinare precisamente (in mg/litro) la quantità
di anidride carbonica in acqua rapportando con essa il valore di PH
e di KH (i tre valori sono sempre correlati). Una volta stabilito il
valore di PH e KH dell acqua con i test disponibili in commercio,
si determina il contenuto di CO2 consultando la seguente
tabella:
| KH\PH |
6.0 |
6.2 |
6.4 |
6.6 |
6.8 |
7.0 |
7.2 |
7.4 |
7.6 |
7.8 |
8.0 |
| 0.5 |
15 |
9.3 |
5.9 |
3.7 |
2.4 |
1.5 |
0.93 |
0.59 |
0.37 |
0.24 |
0.15 |
| 1.0 |
30 |
18.6 |
11.8 |
7.4 |
4.7 |
3.0 |
1.86 |
1.18 |
0.74 |
0.47 |
0.30 |
| 1.5 |
44 |
28 |
17.6 |
11.1 |
7.0 |
4.4 |
2.8 |
1.76 |
1.11 |
0.70 |
0.44 |
| 2.0 |
59 |
37 |
24 |
14.8 |
9.4 |
5.9 |
3.7 |
2.4 |
1.48 |
0.94 |
0.59 |
| 2.5 |
73 |
46 |
30 |
18.5 |
11.8 |
7.3 |
4.6 |
3.0 |
1.85 |
1.18 |
0.73 |
| 3.0 |
87 |
56 |
35 |
22 |
14 |
8.7 |
5.6 |
3.5 |
2.2 |
1.4 |
0.87 |
| 3.5 |
103 |
65 |
41 |
26 |
16.4 |
10.3 |
6.5 |
4.1 |
2.6 |
1.64 |
1.03 |
| 4.0 |
118 |
75 |
47 |
30 |
18.7 |
11.8 |
7.5 |
4.7 |
3.0 |
1.87 |
1.18 |
| 5.0 |
147 |
93 |
59 |
37 |
23 |
14.7 |
9.3 |
5.9 |
3.7 |
2.3 |
1.47 |
| 6.0 |
177 |
112 |
71 |
45 |
28 |
17.7 |
11.2 |
7.1 |
4.5 |
2.8 |
1.77 |
| 8.0 |
240 |
149 |
94 |
59 |
37 |
24 |
14.9 |
9.4 |
5.9 |
3.7 |
2.4 |
| 10 |
300 |
186 |
118 |
74 |
47 |
30 |
18.6 |
11.8 |
7.4 |
4.7 |
3.0 |
| 15 |
440 |
280 |
176 |
111 |
70 |
44 |
28 |
17.6 |
11.1 |
7.0 |
4.4 |
| 20 |
590 |
370 |
240 |
148 |
94 |
59 |
37 |
24 |
14.8 |
9.4 |
5.9 |
Tabella per determinare il contenuto di CO2.
Funzionamento dell impianto
Una volta installato l impianto di CO2,
e regolato il timer o il PHmetro, si apre la valvola principale
della bombola e, se il riduttore di pressione è munito
di manometro, si regola la pressione di esercizio. Successivamente,
si inizia la somministrazione agendo sulla valvola a spillo
e controllando il numero di bolle che scorrono nel contabolle
(supponiamo 20 bolle al minuto, anche se in realtà
la quantità di bolle/minuto da impostare all
inizio è in rapporto al litraggio dell acquario).
Se si utilizza un PHmetro, l erogazione di CO2
si arresterà una volta raggiunto il valore di PH impostato
(ad esempio un PH neutro o leggermente acido); se il valore
viene raggiunto a fatica o non viene raggiunto sarà
necessario aumentare gradualmente il numero delle bolle di
CO2. Se invece si utilizza il test continuo di
CO2, il numero delle bolle dovrà essere
aumentato o diminuito in rapporto alla colorazione che assume
il reagente (attenzione: il viraggio dei colori non è
immediato. Durante l erogazione è importante
controllare che non ci siano perdite di gas che, se presenti
farebbero svuotare la bombola in poco tempo. Per ricercare
le fughe si può applicare con un pennellino, acqua
saponata su tutte le zone a rischio (giunture, raccordi, ecc.),
e controllare se si formano delle bollicine.
Problemi con l anidride carbonica
Il CO2, se somministrato per errore in
dosaggi troppo elevati, può dare problemi di intossicazione
ai pesci. I valori limite oscillano a seconda delle specie
di pesci, in ogni caso non devono superare i 60 mg/litro.
I sintomi di avvelenamento da CO2 sono respirazione
accelerata, nuoto agitato, barcollamenti, posizione laterale
o obliqua. La paralisi respiratoria e la morte sopraggiungono
abbastanza rapidamente. Per eliminare l eccedenza del
gas è necessario effettuare immediatamente un cambio
dell acqua e, se possibile, aerare abbondantemente.
La Fotosintesi
La fotosintesi è un processo fotochimico che
ha luogo nelle piante verdi, grazie alla presenza di clorofilla,
e permette la trasformazione dell energia luminosa in
energia chimica, rendendo così possibile la sintesi
di sostanze organiche complesse partendo da sostanze inorganiche
semplici (anidride carbonica e acqua).
Nel caso della sintesi del glucosio, le numerose reazioni del processo
possono essere riassunte nell equazione generale:
Clorofilla Glucosio 6CO 2+ 6H2O + Energia luminosa = C6H12O6 + 6O2 Energia chimica

L evento basilare della fotosintesi è quello nel quale
una certa quantità d energia della radiazione solare viene
assorbito dalla clorofilla e convertita in energia di eccitazione elettronica,
capace di provocare la scissione della molecola dell acqua, H2O,
il cui ossigeno si libera come ossigeno gassoso, O2. Questa
reazione fotochimica fondamentale mette in moto tutta una catena di
reazioni, che coinvolgono tra l altro l anidride carbonica,
CO2, e pertanto alla sintesi di molecole di glucosio,C6H12O6,
nelle quali viene trasferita e accumulata una parte dell energia
della radiazione solare inizialmente assorbita dalla clorofilla. Nelle
piante superiori la fotosintesi clorofilliana si compie essenzialmente
nelle foglie; la presenza della clorofilla non è però
sufficiente; è necessaria infatti la sua organizzazione in un
particolare organulo cellulare, detto cloroplasto. Limportanza
della fotosintesi clorofilliana per tutti i viventi è dovuta
al fatto di essere il meccanismo fondamentale in grado di trasformare
il carbonio inorganico, inutilizzabile, in carbonio organico assimilabile.
Inoltre, l ossigeno prodotto dagli organismi autotrofi durante
la fotosintesi viene utilizzato da tutti gli organismi aerobi durante
la respirazione.
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