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Classificazione
La famiglia Balistidae appartiene al sottordine Balistodei
dell'ordine Tetraodontiformes a cui fanno capo
anche le famiglie Triacanthidae, Ostracionthidae e
Monacanthidae.

Balistoides viridescens (Foto Roberto Sozzani)
La famiglia Balistidae è composta da 26
specie ripartite in 12 generi; alcuni studiosi indicano, però,
Abalistes, Balistoides, Balistapus, Pseudobalistes e altri come
subgeneri del genere Balistes, piuttosto che come generi indipendenti.
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Famiglie
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Monacanthidae
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Canthigasteridae
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Diodontidae
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Balistidae
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Ostaciontidae |
Tetraodontidae
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Triacantidae
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Generi
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N.specie
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Balistapus
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1
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Balistes
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2
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Balistoides
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2
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Canthidermis
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3
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Hemibalistes
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3
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Melichthys
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3
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Odonus
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1
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Pseudobalistes
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4
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Rhinecanthus
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5
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Diffusione
Gli esemplari di questa famiglia risiedono nelle acque
di tutti i mari tropicali.
E' stata registrata la loro presenza anche nelle zone subtropicali e
qualche specie è stata localizzata anche nel Mar Mediterraneo.

Biotopo
In età adulta, la fauna di questa famiglia vive
nelle acque profonde della barriera corallina, in prossimità
di zone rivolte verso il mare aperto, caratterizzate da forti
correnti, e talvolta lungo le coste rocciose e le scogliere.
I pesci più giovani non frequentano la barriera corallina e nuotano
principalmente nelle acque costiere basse, in corrispondenza di zone
sabbiose contrassegnate da sporadiche formazioni di alghe, coralli e
sassi, oppure aree in cui giacciono vaste praterie di alghe. La presenza
di tali esemplari è segnalata anche nelle lagune e nelle zone
di bassa marea.
Caratteristiche fisiche
I Balistidi presentano un corpo marcatamente schiacciato
e dalla forma romboidale, in cui spicca per grandezza la testa.
Lo sviluppo esteso di quest'ultima è evidenziato dalla disposizione
dei bulbi oculari così elevata da raggiungere quasi la parte
posteriore del corpo, non lontano dalla pinna dorsale.
La possibilità di muovere gli occhi indipendentemente l'uno dall'altro
è utile al pesce per avere una visuale di ampio raggio dell'ambiente
circostante.

La bocca piccola rispetto al corpo, è munita di possenti denti
dalla forma di scalpello, caratteristica che rende i morsi particolarmente
letali per gli avversari.

La pelle è disseminata di piccoli placche ossee mobili che, in
certe specie, sono dotate di minuscoli aculei o di gibbosità;
questa particolare conformazione epidermica conferisce alla livrea del
pesce una certa ruvidezza.
Molte specie dei Balistidi sono dotate di aculei e spine sul
peduncolo caudale, quest'ultimo dallo sviluppo lungiforme.
Il Balistide non è provvisto di pinna ventrale, mancanza
sopperita da un aculeo rigido che può essere alzato tendendo
la tasca cutanea in cui è celato.
La pinna dorsale consta di 2 parti, una caratterizzata da raggi duri
e l'altra da raggi molli.
Grazie al moto ondulatorio esercitato sulle pinne dorsali e quella caudale,
i pesci balestra possono effettuare movimenti natatori di notevole velocità.
La pinna caudale e le pinne pettorali vengono usate per regolare i movimenti
nelle varie direzione, alla stregua di un timone.
Comportamento in natura
Servendosi degli aculei posizionati sul ventre e sul dorso,
essi possono agganciarsi rigidamente (innalzando gli aculei
summenzionati in modo sincronizzato che rammenta il dispositivo
dell'uncino di sicurezza di una balestra) in fessure ricavate
nelle formazioni coralline per nascondersi o riposare.
Tale ancoraggio è talmente solido da inibire qualsiasi operazione
di disturbo intrapresa dai predatori; e garantire un riposo tranquillo
nelle zone soggette a forti correnti.
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Primo piano di un Balistes fuscus, si nota bene
la pinna dorsale rialzata.
(Foto Roberto Sozzani) |
Il balistide affronta l'avversario di turno adottando strategie
diverse.
Dapprima tenta di intimorirlo mostrandogli il fianco, effetto
che nelle intenzioni del pesce balestra, è amplificato
da un fittizio ingrandimento del proprio corpo (ottenuto innalzando
l'aculeo ventrale e il primo raggio spiniforme della prima
pinna dorsale).
Se l'operazione non da adito ad alcun risultato, esso emette
suoni secchi e vibranti in modo da frastornare il contendente
per poi ferirlo con gli aculei presenti sul peduncolo caudale.
L'emissione di tali suoni è ottenuta in vari modi:
strofinando i denti con forza per produrre un sommesso stridio;
ripetendo velocemente il ciclo di erezione e chiusura del
grosso aculeo, il suono assume un tono più acuto; determinate
specie producono un intenso suono tambureggiante con l'ausilio
della vescica natatoria.
I pesci balestra vivono solitari e difficilmente in coppia;
essi difendono il proprio territorio tenacemente dagli esemplari
della medesima specie e famiglia, nonché altri pesci senza
distinzione.
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Balestra's
attack !
(40 sec. - 1,1 Mb)
Se vuoi vedere il filmato di un balestra in natura
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La tendenza a formare branchi poco compatti è invece
riscontrabile in quelle specie che frequentano il versante
della barriera corallina rivolto verso il mare aperto, in
cui è necessario coalizzarsi per difendersi dai grossi
predatori.
Tali branchi si disperdono con l'approssimarsi della notte,
periodo della giornata in cui ogni esemplare si reca nel proprio
rifugio per dormire.
Comportamento in acquario
L'allevamento in acquario dei balistidi non comporta difficoltà
degne di nota grazie alla loro fibra robusta.
Sono soggetti raramente a infiammazioni cutanee, deficienze
che affliggono la maggior parte delle famiglie di pesci relegati
in cattività. Inoltre, alcune specie sopravvivono per
diverse ore in ambienti esterni all'acqua, nel caso la loro
epidermide sia ancora umida.
Gli esemplari di questa famiglia sono idonei a vivere in vasche
spaziose corredate di nascondigli di grandezza proporzionale
alle loro dimensioni.
Possono convivere con pesci più grandi di loro o della
stessa grandezza, mentre è sconsigliata la convivenza
con esemplari di taglia piccola o invertebrati.
In acquario (come del resto in natura, nelle acque tranquille),
mentre dormono, i pesci balestra possono assumere delle posizioni
strane: possono ribaltarsi verticalmente con la coda o la
testa rivolte in basso, in un determinato punto del fondale,
oppure piegarsi lateralmente su un corallo o un sasso.
In definitiva, si tratta di una famiglia che soddisfa ampiamente
le aspettative dell'acquariofilo, fatto corroborato dalla
longevità elevata raggiunta da molti degli esemplari
in cattività (10 anni e passa).
Alimentazione
La maggior parte di essi si alimenta di piccoli crostacei
(granchi e conchiglie), echinodermi (ricci di mare e stelle
marine) e tollera anche spugne, seppie, alghe e organismi
planctonici.
Rivolgono le proprie attenzioni alimentari anche a pesci di
piccole dimensioni (a cui strappano inizialmente gli occhi)
e a esemplari ammalati di taglia simile alla loro; se questi
ultimi sono sani, in genere non vengono mai attaccati.
I balistidi ricorrono a diversi espedienti per procacciarsi
il cibo: dalla bocca emettono un forte getto d'acqua sul fondale
sabbioso con l'intento di localizzare eventuali prede nascoste
nel suolo; oppure carpiscono il mangime ad altri pesci; catturano
i ricci sollevandoli con la bocca e li lasciano ricadere al
suolo più volte finché la zona orale priva di protezione
non è suscettibile di essere attaccata.
L'allevamento in cattività risulta agevolato dal fatto
che non sono esigenti per il mangime: si alimentano di svariati
elementi vivi, surgelati e secchi.
E' importante somministrare anche alimenti dotati di scorza
dura ( crostacei con il loro guscio, granchi, gamberi, mitili
e lumache) affinché la crescita di alcuni denti venga limitata
drasticamente.
La nutrizione di alcune specie può essere integrata
somministrando mangime di tipo vegetale a base di alghe e
verdure.
Riproduzione
I pesci balestra depongono le uova in buche scavate nel
suolo sabbioso.
Probabilmente la femmina emette particolari suoni per avvertire
il maschio che ha terminato l'operazione di scavo e che è
pronta per l'accoppiamento.
Tali esemplari custodiscono gelosamente le uova deposte e,
se necessario, le difendono strenuamente, a volte attaccando
anche l'uomo.
Particolarità
Il senso di appartenenza territoriale è accentuato
in Balistapus undulatus, Pseudobalistes fuscus e Balistoides
conspicillum.
Gli esemplari giovani delle specie Pseudobalistes formano
delle coppie che vivono per lungo tempo.
La colorazione della livrea può differire a seconda
del comportamento tenuto in natura dalle specie: quelle solitarie
con radicato senso territoriale denotano cromatismi più
vivaci e variegati; quelle che vivono in branchi evidenziano
una componente cromatica uniforme.
Le specie di Balistidi che hanno ingerito alghe velenose
diventano temporaneamente portatrici dell'intossicazione di
ciguatossina.
Balistapus undulatus

Balistapus undulatus (Foto Roberto Sozzani)
Lunghezza
30 cm allo stato brado, in acquario 20 cm.
Diffusione
Soprattutto nelle zone Indo-Pacifiche.
Biotopo
In genere si trova nelle barriere coralline, ma è localizzabile
anche nei pressi di scogliere, lagune e in zone pelagiche (a 50 m di
profondità).
Comportamento in natura
Si alimenta di crostacei, echinodermi, pesciolini, coralli, molluschi,
spugne, e altro.
Battaglia con i pesci dello stessa specie e genere che minacciano il
suo territorio.
Vive solitario (quando è adulto) oppure forma (in età
giovanile) piccoli branchi disordinati che nuotano nelle acque basse
delle lagune.
Habitat in acquario
Questa specie è particolarmente aggressiva anche con pesci
di grosse dimensioni (anche con altre specie di Balistidi). Deve
essere allevato in vasche piuttosto capienti.
Gli esemplari giovani si rivelano aggressivi come quelli adulti, perciò
si raccomanda di non introdurre in vasca pesci di dimensioni analoghe
e dalla fibra non particolarmente robusta.
Particolarità
Alcuni esemplari possono vivere in cattività (se allevati in
modo appropriati) qualche decennio.
I pesci adulti presentano un numero di righe giallo-arancio maggiore
rispetto agli esemplari giovani.
Balistes vetula

Balistes vetula (Foto Roberto Sozzani)
Lunghezza
30 cm in acquario, 50 cm allo stato brado.
Diffusione
Soprattutto nelle zone tropicali dell'Oceano Atlantico e Mar dei
Caraibi.
Biotopo
L'habitat naturale preferito è la barriera corallina, ma
frequenta anche le zone caratterizzate da vaste distese di vegetazione
di alghe e adiacenti le scogliere.
Comportamento in natura
Vive in coppia durante il periodo della riproduzione e forma piccoli
branchi disordinati, solo in età giovanile.
Si alimenta prevalentemente di ricci di mare.
Habitat in acquario
Come tutti i pesci balestra, attacca i pesci di piccola taglia e,
generalmente, convive abbastanza pacificamente con gli esemplari delle
medesime dimensioni e oltre.
Inoltre, avversa anche i pesci della stessa specie e talvolta anche
genere.
Abbisogna di acquari di notevole capienza, visto che gli esemplari evidenziano
la tendenza a crescere rapidamente.
Garantiscono molte soddisfazioni all'appassionato, dato che vivono in
cattività periodi lunghissimi (dagli 8 ai 10 anni).
Caratteristiche fisiche
Tale specie denota una colorazione marrone-verdastra, punteggiata
di macchie più chiare.
Linee di colore blu ricoprono il muso dell'animale, irradiandosi dai
bulbi oculari.
La pinna dorsale e anale sono posizionate nella parte posteriore del
corpo, mentre quelle posizionate nel bacino sono assimilabili a rudimentali
lembi di epidermide.
Particolarità
I pesci giovani hanno una livrea monocromatica con linee nere sui
fianchi.
La colorazione può variare sensibilmente quando l'esemplare deve
adattarsi a determinate situazioni ambientali (in particolare quando
dorme sul fondo della vasca).
La conformazione poco estesa della pinna caudale e anale è ravvisabile
in età giovanile.
La pinna caudale dei pesci adulti presenta dei lunghi raggi all'infuori.
Balistoides conspicillum

Balistoides conspicillum
Lunghezza
50 cm in natura, sensibilmente più piccolo in acquario.
Diffusione
Zone Indo-Pacifiche.
Biotopo
Vive solitario e viene avvistato sporadicamente.
Trae cibo sostentamento da crostacei, spugne e alghe calcaree.
Habitat in acquario
Per superare il periodo di acclimatazione, si raccomanda di somministrare
mangime differenziati.
Risolta la fase summenzionata, l'allevamento della specie risulta agevole
e può durare anche qualche decennio.
Il pesce balestra pagliaccio (come è anche comunemente chiamato)
non è particolarmente aggressivo, ma, viste le dimensioni di
cui è dotato, richiede ambienti di grandi dimensioni.
Caratteristiche fisiche
Il corpo di forma asimmetrica, è caratterizzato da una colorazione
nero-marrone disseminata di chiazze bianche.
La bocca (contornata da una lunga banda gialla) è munita di denti
affilati.
La parte superiore del corpo è contrassegnata da cromatismi che
rammentano quelli tipici della pelle di un leopardo, mentre la prima
pinna dorsale è di una tinta scura.
La seconda pinna dorsale evidenzia, invece, una colorazione chiara indistinta,
analogamente alla pinna anale.
Particolarità
Tale specie può essere portatrice di ciguatera, un'intossicazione
di ciguatossina che provoca nel malato sintomi di brividi
caldi o freddi.
Odonus niger

Odonus niger
Lunghezza
Fino a 50 cm in natura, poco più della metà in cattività.
Diffusione
Mar Rosso, Oceano Indiano e Pacifico, nonché Arcipelago Indo-Australiano.
Biotopo
Barriera corallina, in corrispondenza di zone pelagiche molto profonde.
Comportamento in natura
Vive in numerosi gruppi disordinati e si alimenta di vari organismi.
Habitat in acquario
L'allevamento può riguardare singoli individui o piccoli
branchi e non si rivela difficile: richiedono mangime principalmente
di origine animale e, secondariamente, di tipo vegetale (alghe e spinaci).
I surrogati vanno somministrati a dosi di piccoli bocconi.
Questa specie manifesta un'aggressività ridotta verso gli esemplari
della stessa famiglia e tollera la presenza di pesci della stessa grandezza
e oltre.
Talvolta, i pesci adulti hanno la tendenza di spiccare balzi fuori dalla
superficie dell'acquario, pertanto è opportuno coprire la vasca.
Caratteristiche fisiche
La colorazione del corpo (quest'ultimo dai contorni più smussati
rispetto agli altri Balistidi) è composta da un misto
di tonalità scure (marroni, verdi, viola...).
Le pinne posizionate nella parte posteriore del corpo rendono possibili
la propulsione e i movimenti natatori del pesce.
Le pinne pelviche non sono molto pronunciate e sono ridotte a monconi.
Particolarità
Alcuni esemplari si riproducono anche in cattività: il maschio
e la femmina si dedicano alla cura delle uova deposte in buche scavate
nel fondale sabbioso.
Durante questa fase, la colorazione del maschio varia radicalmente in
alcuni punti del corpo (la seconda pinna dorsale assume una tinta viola-rossastra,
il capo diventa di color chiaro...).
La livrea dei pesci giovani è di un blu metallizzato; in età
adulta, i raggi presenti nelle pinne caudali e dorsali si protendono
verso l'esterno.
Pseudobalistes fuscus

Pseudobalistes fuscus (Foto Roberto Sozzani)
Lunghezza
Ben mezzo metro di lunghezza in natura; in acquario tale misura
decresce sensibilmente.
Diffusione
Mar Rosso, Oceano Indiano e Pacifico.
Biotopo
I pesci adulti vivono nella barriera corallina, mentre esemplari
giovani risiedono in acque costiere o lagunari di bassa profondità.
Comportamento in natura
Conduce vita solitaria e, di rado, in coppia, quando è adulto;
gli esemplari giovani si riuniscono in branchi piccolissimi.
Per cercare prede nascoste nella sabbia, il Pseudobalistes fuscus
espelle dalla bocca un getto d'acqua.
Il fabbisogno alimentare della specie è soddisfatto da invertebrati
e pesci ammalati.
Habitat in acquario
L'allevamento in cattività non comporta alcuna difficoltà,
occorre soltanto evitare di abbinare tale specie con altri pesci balestra
e esemplari di altre famiglie dotati di taglia analoga o più
piccola. Ha bisogno di vasche molto capienti.
Caratteristiche fisiche
La forma del corpo è asimmetrica (smussata la superficie
dorsale, mentre la parte ventrale è spigolosa).
La testa è voluminosa con gli occhi posizionati nella parte superiore
estrema, e non sono presenti pinne pelviche.
In caso di pericolo, questo Balistide può alzare la pinna
dorsale per intimorire l'avversario.
Particolarità
La livrea dei pesci giovani è di colore grigiastro o marrone-giallo
dorato(caratteristica degli esemplari lunghi al massimo 6 cm), ed è
disseminata di puntini neri che talvolta si congiungono in linee di
colore blu (prevalentemente in esemplari che stanno per diventare adulti).
In alcune parti del corpo (per esempio, la pinna dorsale) sono evidenti
delle macchie che scompaiono in età adulta.
Gli esemplari adulti presentano delle tinte generalmente verdi-blu al
posto delle suddette macchie.
Rhinecanthus aculeatus

Rhinecanthus aculeatus (Foto Marco Milanesi)
Lunghezza
Fino a circa 30 cm.
Diffusione
Oceano Indiano e Pacifico.
Biotopo
Barriera corallina (esemplari adulti); i pesci giovani cercano riparo
in ciuffi di alghe che crescono nei fondali sabbiosi delle acque costiere.
Questi ultimi sono rintracciabili anche nei fondali lagunari caratterizzati
da vaste praterie di alghe.
Comportamento in natura
Pesci adulti conducono vita solitaria o si riuniscono in gruppi
che frequentano le zone sovrastanti la barriera corallina.
Si alimentano principalmente di crostacei e molluschi e, in misura minore,
di ricci marini e coralli.
Habitat in acquario
Tollera la presenza di pesci della medesima taglia, ma nutre una
notevole aggressività nei confronti di tutti gli esemplari appartenenti
al suo genere.
Condizione ideale per farlo prosperare è un acquario di dimensioni
ragguardevoli.
Particolarità
Una serie di linee gialle contorna la bocca dell'esemplare, e si
sviluppa oltre l'opercolo fino a raggiungere una macchia scura che attraversa
gli occhi.
Questo cromatismo provoca nell'osservatore la sensazione fittizia che
le fauci del pesce siano più grosse rispetto a quanto visto negli
altri Balistidi.
Il corpo di Rhinecanthus aculeatus ha una forma più
allungata rispetto agli altri pesci balestra.
Rhinecanthus assasi

Rhinecanthus assasi (Foto Roberto Sozzani)
Lunghezza
Misura massima di 25 cm.
Diffusione
Unicamente nel Mar rosso.
Biotopo
Gli esemplari giovani (più piccoli) prosperano nelle acque
costiere basse caratterizzate da fondali sabbiosi con qualche piccola
formazione corallina.
I pesci adulti frequentano le acque sovrastanti la barriera corallina
e i reef morti.
Comportamento in natura
I pesci giovani formano grandi branchi poco compatti che frequentano
le zone di scarsa profondità vicine alla costa.
Si nascondono in piccole conchiglie vuote o fra le sparute formazioni
coralline presenti nel fondale.
Allarmati dalla vicinanza di altri pesci, possono (analogamente ai pesci
adulti) rifugiarsi in piccoli antri marini o in strette fessure ricavate
nei coralli.
Gli esemplari adulti vivono nella barriera corallina, in prossimità
di zone pelagiche.
Tale specie si alimenta di invertebrati (molluschi e crostacei) e pesci
malati o moribondi a cui strappano per prima cosa i bulbi oculari.
Habitat in acquario
Come Rhinecanthus aculeatus, è facile da allevare
in cattività e si rivela ostile nei confronti degli esemplari
della stessa specie.
Rhinecantus rectangulus

Rhinecantus rectangulus
Lunghezza
20 cm (lunghezza massima).
Diffusione
Oceano Indiano e Pacifico.
Biotopo
Barriera corallina ( ma anche reef morti), prevalentemente in zone
rivolte verso il mare aperto; comunque non è da escludere a priori
la loro presenza in acque basse costiere.
I pesci giovani sono localizzati nelle acque litorali di bassa profondità,
lagunari e contrassegnate da praterie di alghe.
Comportamento in natura
Analogo a quanto visto per le altre specie di Rhinecanthus.
Habitat in acquario
Rispetto a Rhinecanthus aculeatus, è un po'
cagionevole ed è meno ostile verso gli esemplari della stessa
specie e genere.
Per il resto, le caratteristiche dell'allevamento in acquario rispecchiano
quelle della specie summenzionata.
Particolarità
Rispetto alle altre specie del genere Rhinecanthus,
si alimenta anche di alghe.
Ringraziamo Roberto Sozzani per le foto fornite.
Se volete vedere altre incredibili foto, visitate:

E' assolutamente vietata la riproduzione, anche parziale, del
testo e delle foto presenti in questo articolo, senza il consenso
dell'autore.
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