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Classificazione
La famiglia Acanthuridae appartiene al sottordine Acanthuridei
dell'ordine Perciformes.
Talvolta la famiglia Zanclidae viene classificata come
sottofamiglia della famiglia Acanthuridae.

Acanthurus lineatus (Foto Roberto Sozzani)
La famiglia Acanthuridae si suddivide nei seguenti
generi: Acanthurus, Ctenochaetus, Paracanthurus, Zebrosoma,
Naso e Prionurus. i primi 4 raggruppano i pesci chirurgo
veri e propri, quelli muniti di aculeo mobile; gli ultimi 2 sono
caratterizzati dai pesci dotati di aculei o spine immobili.
Nota * I 4 generi classificati come pesci chirurgo
sono muniti di aculeo mobile; quelli che non rientrano in questa
classificazione sono dotati di spine immobili.
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Famiglie
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Acanthuridae
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Zanclidae
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Generi
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N.specie
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Acanthurus *
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34
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Ctenochaetus *
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6
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Naso
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circa 17
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Paracanthurus *
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1
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Prionurus
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-
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Zebrasoma *
|
-
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Area di diffusione
La maggior parte delle specie di questa famiglia prolifera
negli fondali tropicali dell'Oceano Indiano e del Pacifico.
Vivono, in esigue quantità, nelle zone tropicali dell'Oceano
Atlantico e del Mar dei Caraibi.
Caratteristiche fisiche
Gli Acanturidi sono muniti di aculei affilati racchiusi
in un solco, ai due lati del peduncolo caudale.
Quando queste lamette sono alzate, costituiscono un valido strumento
di offesa e difesa, rendendo particolarmente pericolosi gli attacchi
laterali eseguiti con la coda. Data la forma acuminata di questi aculei,
gli Acanturidi sono denominati anche pesci chirurgo.
Tramite le pinne pettorali, eseguono movimenti natatori di natura ondeggiante,
a volte possono raggiungere un'elevata velocità. Questi arti
vengono usati per pulire gli occhi e addirittura il capo, caratteristica
ravvisabile anche in altri pesci come i Labridi e alcune specie
della famiglia Nemipteridae.
Per muoversi in determinate direzioni, gli Acanturidi impiegano
la pinna caudale come se fosse un timone.

Biotopo
Gli Acanturidi vivono nella barriera corallina,
talvolta in corrispondenza di zone di risacca e di forti correnti.
Alcune specie sono rintracciabili, seppur in quantità minime,
a grande distanza dal reef.
Comportamento in natura
Di norma, vivono in grandi branchi in cui si consumano
innumerevoli scaramucce di natura perlopiù intimidatoria:
quando 2 esemplari entrano in stretto contatto, tendono ad
abbozzare degli attacchi, senza però toccarsi.
In genere, questo comportamento è sufficiente ad allontanare
i 2 contendenti senza conseguenze dannose per entrambi.
Pertanto gli esemplari di questa famiglia sono da considerarsi relativamente
pacifici.
Comportamento in acquario
Con minor spazio a disposizione, i pesci chirurgo vedono
ridotta la loro tendenza naturale all'evasione dai combattimenti,
particolarmente ricorrenti tra animali della stessa
specie.
Gli ospiti aggrediti possono anche provenire da famiglie diverse
(soprattutto se la livrea è simile) tuttavia, in questo caso,
l'ostilità tende a diminuire nell'arco di qualche giorno e permane,
poi, solo a livelli bassi., specialmente se il nuovo arrivato dispone
di nascondigli e rifugi vari.
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Uno Zebrasoma flavescens ed uno Zebrasoma xanthurum,
che sono stati inseriti contemporaneamente in acquario, convivono
pacificamente nella stessa vasca. Spesso questo non accade se gli
animali si inseriscono in tempi differenti. |
Gli Acanturidi sono adatti alla vasca di invertebrati, in quanto
sono pesci vegetariani e non si nutrono di essi. Gli unici piccoli
problemi possono verificarsi nel caso il pesce cerchi di mangiucchiare
qualche alga che cresce sulla struttura di qualche invertebrato
(come ad esempio sulle cornularie). Per i piccoli acquari sono
adatti gli esemplari del genere Zebrosoma, in quanto, a
differenza di quelli dei generi Acanthurus e Paracanthurus,
nuotano a minor velocità e in modo circospetto tra i coralli.
Alcuni esemplari possono raggiungere livelli di permanenza in
acquario piuttosto ragguardevoli, stimabili dai 5 ai 10 anni.
I pesci giovani riescono ad acclimatarsi con più facilità
rispetto a quelli adulti, specialmente se non risentono dello
stress dovuto al trasporto ed al lungo periodo di digiuno. Buona
parte degli acanturidi sono di costituzione robusta e come già
detto possono essere longevi, sono però molto soggetti
(alcuni esemplari più di altri) alla malattia dei puntini
bianchi, soprattutto nella fase di acclimatazione. Se superano
i problemi iniziali possono abituarsi alle nuove condizioni offerte
dall'acquario e sviluppare delle difese immunitarie molto forti
che gli consentono di vivere a lungo. Altre malattie a cui sono
soggetti sono la corrosione delle pinne e i puntini neri causati
dai vermi Turbellari (molto soggetto a queste malattie lo Z.
Flavescens). In alcuni esemplari possono comparire problemi
causati da infezioni intestinali.

Acanthurus blochii (Foto Roberto Sozzani)
Alimentazione
In età adulta gli Acanturidi si nutrono prevalentemente
di alghe, e gradiscono, talvolta, crostacei e organismi di vario
tipo.
Sono ottimi per cercare di limitare la crescita delle alghe verdi
filamentose nell'acquario. Purtroppo accettano difficilmente come
cibo altri tipi di alghe infestanti come le cyanobatterie.
La loro particolare conformazione dentale, a forma di spatola
seghettata, permette ad essi di tagliuzzare anche i campioni vegetali
più piccoli (problematica, invece, la triturazione di piante
lunghe), operazione che li vede impegnati per tutta la giornata.
Grazie ad una tonaca muscolare spessa situata nello stomaco, alcune
specie possono inghiottire sostanze dure e sabbia, utili per macinare
le dure pareti cellulari delle alghe e rendere la digestione più
agevole.
Viceversa, le specie che non sono dotate di tonaca muscolare robusta,
evitano l'ingestione delle sostanze succitate.
Comune a tutti gli Acanturidi, è un apparato intestinale
di forma allungata, così formato per favorirne l'assimilazione
di sostanze vegetali.
Ai fini di un equilibrato e corretto allevamento della specie
in cattività, bisogna ricorrere a mangime principalmente
vegetale, in primo luogo alghe finemente tagliuzzate, non provenienti
necessariamente dall'habitat marino.
Alimenti sostitutivi o integrativi possono essere verdure, quali
broccoli, spinaci, zucchine e piante acquatiche tenere.
Un ingrediente supplementare è il mangime secco commerciale
di origine vegetale in granuli o scaglie.
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Tetra phill della Tetra. Mangime in scaglie a base
vegetale. Come questo ne esistono di altre marche sia in granuli
che in scaglie. |
La somministrazione di mangime animale (gamberetti, polpa di granchi,
molluschi, artemie, ecc. ) non è da escludere
a priori (esemplari adulti di Naso brevirostris gradiscono,
ad esempio, una "dieta" carnivora), ma è assodato
che i risultati migliori si ottengono con l'ausilio di mangime
di tipo vegetale. Di importanza vitale è la presenza di
un buon quantitativo di rocce vive, sulle quali trovano un gran
varietà di alghe da mangiucchiare.
Particolarità
In alcune specie di Acanturidi, il colore dell'aculeo o
del solco, in cui è celato, nonché della pelle circostante
varia sensibilmente; questa variazione cromatica rappresenta per
il pesce che ha saggiato la punta dell'aculeo, una sorta di monito
a evitare in futuro ulteriori scontri.
Le specie appartenenti ai generi Naso e Prionurus
sono sprovviste di aculeo, ma ne compensano la mancanza con la
presenza di spine immobili, talvolta identificabili in piccole
formazioni ossee gibbose che riescono, tuttavia, a danneggiare
l'avversario.
Questa differente conformazione anatomica degli esemplari Naso
e Prionurus, è stata sufficiente per alcuni
scienziati che hanno classificato questi ultimi 2 generi in un'unica
famiglia denominata Nasidae, classificazione che è
stata prontamente confutata dalla maggior parte degli esperti
di tassonomia.
I generi Acanthurus e Paracanthurus denotano un
elevato grado di vivacità che li induce a nuotare molto
rapidamente e a muoversi con disinvoltura tra ostacoli di varia
natura.
Gli esemplari del genere Zebrosoma e Ctenochaetus
effettuano, al contrario, con movimenti più calmi e tendono
a districarsi tra i coralli con maggiore prudenza.
I pesci del genere Naso vivono nelle acque sovrastanti
le barriere coralline e, nuotando lentamente, compiono movimenti
più compassati rispetto alle specie Acanthurus e
Paracanthurus.

Acanthurus coeruleus (Foto Roberto Sozzani)
Riproduzione
Durante il periodo della riproduzione, formano grossi branchi
che nuotano compatti in modo frenetico, finché al tramonto, gruppi
sparuti di pesci abbandonano il branco per dirigersi verso la
superficie, dove espellono le uova e lo sperma.
L'espulsione delle uova e dello sperma è probabilmente
facilitata dalla diminuzione della pressione all'interno della
vescica natatoria, quest'ultima operazione resa possibile dal
moto rapido verso la superficie.
Le uova galleggiano sulla superficie marina con l'ausilio di una
particolare goccia oleosa e in poco tempo si schiudono rivelando
le larve.
Il tempo di sviluppo di queste ultime è di 26 ore e si
manifesta in varie fasi: inizialmente la larva, lunga appena 2
mm, trae sostentamento, per alcuni giorni, dal sacco vitellino,
dopodiché evolve al secondo stadio denominato Acronurus.
Dopo poche settimane, la larva assume le fattezze di un minuscolo
pesciolino, lungo circa 20 mm, che si nutre principalmente di
piccolissimi organismi planctonici.
Anatomicamente parlando, la larva Acronurus non è
munita di squame bensì di listelli cornei posti verticalmente
sui fianchi.
Essa ha un aspetto trasparente e presenta raggi veleniferi nella
prima pinna dorsale, in quella anale, nonché in quelle pettorali.
Molte specie di Acanturidi (ad esempio, Acanthurus coeruleus,
A. olivaceus e A.pyroferus) hanno una livrea di colore
giallo che muta cromaticamente in modo definitivo quando l'animale
raggiunge una lunghezza di 8 cm.
La radicale differenza d'aspetto tra questi organismi e gli Acanturidi
adulti ha indotto, in passato, gli esperti di tassonomia a
classificare le larve Acronurus in un genere indipendente
denominato con il termine omonimo.
Analogamente, le larve di Naso non erano associate agli
Acanturidi e venivano classificate sotto il nome Keris.
Specie
Vediamo nel dettaglio gli Acanturidi che più frequentemente
vengono introdotti negli acquari.
Acanthurus Achilles

Lunghezza
In natura, fino a circa 18 cm; in cattività, risulta di norma
più piccolo.
Biotopo
In prossimità di forti correnti e zone di risacca e delle
barriere coralline.
Diffusione
Soprattutto attorno agli atolli della zona tropicale delle Hawaii
e, più in generale, nell'Oceano Pacifico.
Comportamento in natura
Vive in branchi composti da diverse decine di esemplari.
Habitat in acquario
La ristrettezza degli spazi lo rende aggressivo verso gli esemplari
della stessa specie, caratteristica che mantiene anche in acquari più
grandi.
L'ostilità diminuisce se i pesci ospiti appartengono ad altre
specie di Acanturidi, anche se può variare individualmente.
E' consigliato somministrare mangime animale e vegetale, quest'ultimo
principalmente a base di alghe. Sono abbastanza soggetti alla malattia
dei puntini bianchi.
Particolarità
Gli esemplari più piccoli (meno di 6 cm di lunghezza) non
presentano la tipica macchia rossa dei pesci adulti.
Con l'ausilio dei pesci pulitori, il colore della specie assume una
tonalità grigio-bluastra permettendo ai pulitori di individuare
ed eliminare eventuali parassiti della pelle.
La mutazione cromatica dell'epidermide è indice dello stato di
salute del pesce e, quindi, delle condizioni ambientali in cui vive:
ottimali, se la livrea è scura; sfavorevoli, se il colore è
sbiadito.
Acanthurus coeruleus

Lunghezza
La lunghezza massima è di 37 cm; in acquario scende a 20
cm.
Diffusione
Nella parte tropicale occidentale dell'Oceano Atlantico e nel Mar
dei Caraibi.
Vengono avvistati anche attorno alle Bermuda, a Rio de Janeiro e a
New York, nel periodo estivo.
Biotopo
L'habitat naturale di questa specie è la barriera corallina
con alghe e, in generale, le aree caratterizzate da vaste praterie di
alghe.
Comportamento in natura
Tali pesci non hanno sviluppato uno stomaco predisposto all'ingestione
di sostanze solide o mescolate con sabbia, pertanto si alimentano di
alghe e piante marine tenere.
Habitat in acquario
Si raccomanda un acquario particolarmente capiente per attenuare l'aggressività
di questa specie nei confronti dello stesso genere.
Inoltre, l'ideale è formare un ambiente dalla morfologia accentuata,
in modo che i pesci si creino rifugi e nascondigli, evitando gli scontri
con altri esemplari.
Per nutrire questa specie, è opportuno ricorrere a mangimi assortiti
di tipo animale e vegetale.
La somministrazione esclusiva di mangime animale può rivelarsi
deleteria poiché genera occlusioni e infiammazioni intestinali.
Particolarità
Esistono differenze cromatiche di livrea in base all'età
degli esemplari: quelli giovani, lunghi fino a circa 10 cm, sono di
colore giallo con una striscia blu nella pinna dorsale e in quella anale;
quelli più piccoli hanno una livrea celeste.
Acanthurus japonicus

Lunghezza
Misura fino a circa 18 cm.
Diffusione
Vivono sicuramente attorno alle isole Riu-Kiu e nelle acque territoriali
delle Filippine.
Biotopo
Come le altre specie di Acanturidi, essi nuotano nelle zone
contrassegnate dalla barriera corallina.
Comportamento in natura
Gli esemplari di questa specie nuotano in grossi branchi (composti,
massimo, da 60 pesci) e, molto raramente, in minuscoli gruppi di poche
unità.
Occasionalmente tollerano la presenza di esemplari Acanthurus glaucopareius
all'interno del branco.
Habitat in acquario
In piccoli ambienti Acanthurus japonicus risulta aggressivo
verso gli animali della stessa specie e quelli di altre con livrea simile
(Acanthurus glucopareius, Acanthurus leucosternon e Acanthurus
achilles).
E' caldamente raccomandato farlo convivere con ospiti che hanno
una livrea radicalmente differente.
E' fondamentale somministrare mangimi assortiti di origine vegetale
e animale. Sono abbastanza soggetti alla malattia dei puntini
bianchi.
Particolarità
Questa specie è particolarmente somigliante a Acanthurus
glaucopareius, e , per questo motivo,in passato, è stato scambiato
per esso.
Acanthurus leucosternon

Lunghezza
In natura è lungo massimo 30 cm, mentre in cattività
non supera i 16 cm.
Diffusione
La specie vive nelle acque dell'Oceano Indiano e dell'Arcipelago
Indo-Australiano.
Biotopo
Gli esemplari vivono nelle barriere coralline (anche morte) e in
zone rocciose dove la concentrazione di alghe è più intensa.
Comportamento in natura
I branchi di questa specie sono composti da un minimo di 6 pesci
a un massimo di 30.
In genere prediligono acque calme e, nel caso di esemplari giovani,
nuotano in acque bassissime nei pressi della costa, nonché in
pozzanghere lasciate dalla bassa marea.
Analogamente ad altre specie, quali Acanthurus glaucopareius e
Acanthurus japonicus, mantengono a una distanza minima di 40
cm l'uno dall'altro.
Habitat in acquario
Data la difficoltà ad acclimatarsi da parte di alcuni esemplari,
è opportuno introdurli subito in un ambiente idoneo ricco di
rocce vive per fornirgli un alimentazione ricca di alghe naturali
Sono molto soggetti alla malattia dei puntini bianchi. Ma se la
fase iniziale da esito positivo, l'allevamento non presenta più
alcun problema.
Tali esemplari sono dei buoni nuotatori e pertanto necessitano di una
vasca capiente munita di molti rifugi, importanti per evitare il contatto
troppo ravvicinato con i pesci ospiti.
Acanthurus leucosternon è particolarmente ostile nei riguardi
degli esemplari della stessa specie e di quelle affini, quali Acanthurus
japonicus, Acanthurus glaucopareius e Acanthurus achilles.
Acanthurus lineatus

Lunghezza
Misura circa 20 cm.
Diffusione
Tale specie prolifera nelle acque dell'Oceano Pacifico e Oceano
Indiano.
Biotopo
Gli esemplari vivono nelle barriere coralline e gradiscono anche
le zone di risacca e di forti correnti nei reef.
Comportamento in natura
Le alghe e gli organismi derivanti da esse rappresentano il fabbisogno
alimentare di questa specie, i cui esemplari vivono in branchi di una
certa grandezza.
Habitat in acquario
Particolarmente delicato. Il periodo di acclimatazione è
facilitato, se gli esemplari sono giovani piuttosto che adulti. E' opportuno
introdurli subito in un ambiente idoneo ricco di rocce vive per fornirgli
un alimentazione ricca di alghe naturali
Il processo è ulteriormente agevolato se si approvvigiona i pesci
con mangime vegetale a sufficienza.
Acanthurus lineatus avversa esemplari della stessa specie e altre
dello genere, anche se, in quest'ultimo caso, le ostilità diminuiscono
dopo un certo periodo.
L'aggressività viene rivolta anche nei confronti della specie
Acanthurus sohal con cui è strettamente imparentato.
Visto che si tratta di un buon nuotatore, gli acquari piccoli ne bloccano
la vitalità, rendendolo impacciato e nervoso.
Sono soggetti ad infezioni intestinali.
Acanthurus sohal

Lunghezza
In natura è lungo fino a circa 40 cm, misura che diminuisce
sensibilmente per gli esemplari che vivono in cattività (è
lungo fino a 25 cm).
Diffusione
E' presente unicamente nelle acque del Mar Rosso.
Biotopo
Come gli altri Acanturidi, vive nelle barriere coralline.
Comportamento in natura
Vive in piccoli gruppi sopra i grossi coralli a forma d'ombrello,
di cui predilige gli esemplari Acropora corymbosa e Acropora
pharaonis e trae sostentamento dalle alghe.
Habitat in acquario
L'allevamento di questa specie non procura problemi rilevanti: basta
ricorrere ad un assortimento di mangime di tipo vegetale e animale.
Gli acquari spaziosi e di forma allungata esaltano le sue doti di provetto
nuotatore, è quindi sconsigliata l'introduzione degli esemplari
in vasche di misure ristrette.
Acanthurus sohal manifesta una spiccata aggressività nei
confronti degli esemplari della stessa specie e di Acanthurus lineatus,
mentre è ridotta se i pesci ospiti provengono da altre specie
di Acanturidi.
I problemi di convivenza scemano del tutto se si introducono altri
generi di pesci.
Naso brevirostris

Lunghezza
In natura fino a 60 cm, misura notevolmente ridimensionata in
cattività (fino a 25 cm).
Diffusione
Mar rosso, Oceano Indiano e Pacifico.
Biotopo
Barriere coralline e barriere morte.
Comportamento in natura
Gli esemplari giovani (lunghi circa 15 cm) si nutrono di alghe brucate
nelle praterie marine o nei pressi di reef morti.
Pare che i pesci adulti si nutrano principalmente di zooplancton e formano
grossi branchi che nuotano nelle zone sovrastanti le barriere coralline.
Habitat in acquario
Non presenta alcun problema l'allevamento in acquario di esemplari
giovani, mentre gli adulti abbisognano di spazi più grandi, altrimenti
corrono il rischio di urtare il vetro, rompendosi così il corno
sulla fronte.
La tipologia di mangime somministrato varia in relazione all'età
degli esemplari: quelli più giovani vanno nutriti con alghe e
verdure varie; gli adulti prediligono mangime animale, soprattutto piccoli
crostacei.
Data la pacificità di questa specie, è possibile introdurre
in vasca (di generose dimensioni) esemplari della stessa grandezza
Naso lituratus

Lunghezza
Misura fino a 50 cm in natura, mentre in acquario la dimensione
massima si dimezza:
Diffusione
Mar rosso, Oceano Indiano e Pacifico.
Biotopo
Vive nelle barriere coralline, perlopiù a grandi profondità,
nella zona in alto mare.
Comportamento in natura
Da quel poco che sappiamo, pare che tali esemplari vivano solitari
oppure in coppia.
E' stata accertata la presenza di pesci giovani (in gruppi) nelle acque
a bassa profondità, che si nutrono prevalentemente di alghe.
Habitat in natura
L'allevamento in acquario non comporta difficoltà rilevanti,
anche se sussistono problemi di acclimatazione specialmente per gli
esemplari adulti.
Questi ultimi possono rifiutare il mangime offerto per lunghi periodi,
a differenza dei giovani che lo accettano anche dopo un digiuno breve.
Per una permanenza tranquilla, evitare di farli convivere con pesci
particolarmente voraci.
Trattasi comunque di una specie molto pacifica.
Zebrasoma flavescens

Lunghezza
Misura appena 18 cm.
Diffusione
Oceano Pacifico, perlopiù in corrispondenza delle isole Hawaii.
Biotopo
Vive nelle barriere coralline in acque non agitate.
Comportamento in natura
I branchi di questa specie rari, poiché sono animali solitari
o che nuotano in coppia.
Traggono sostentamento da alghe e alcuni microrganismi (invertebrati).
Habitat in acquario
Vista la bellezza, il costo contenuto e la robustezza è uno
dei pesci maggiormente allevati in acquario. Come già riscontrato
per altre specie di Acanturidi, l'esemplare giovane si abitua
all'acquario più facilmente rispetto a quello adulto, e occorre
somministrare mangime di carattere vegetale e animale. E' opportuno
introdurli subito in un ambiente idoneo ricco di rocce vive per fornirgli
un alimentazione ricca di alghe naturali
Come in natura, tale specie difende il proprio territorio dalle intrusioni
di altri pesci, ricorrendo a tecniche intimidatorie piuttosto che di
combattimento vero e proprio.
Al di fuori di questo contesto, risulta pacifico e non infastidisce
gli altri pesci ospiti.
Sono soggetti alla corrosione delle pinne e i puntini neri causati dai
vermi Turbellari.
Paracanthurus hepatus

Lunghezza
fino a circa 18 cm
Diffusione
Oceano Pacifico e Indiano
Biotopo
Barriere coralline
Comportamento in natura
Vive anche in grandi branchi composti da centinaia di esemplari.
Come per la maggior parte degli Acanturidi, le alghe rappresentano
l'obbiettivo principale di sussistenza.
Habitat in acquario
Gli esemplari giovani sono più facili da acclimatare ma sono
più esposti alle infezioni cutanee, senza contare che risentono
della convivenza con pesci generalmente vivaci. Data la difficoltà
ad acclimatarsi da parte di alcuni esemplari, è opportuno introdurli
subito in un ambiente idoneo ricco di rocce vive per fornirgli un alimentazione
ricca di alghe naturali.
La presenza di pesci giovani è consigliabile, se s'intende allevare
la specie in branchi.
Si tratta di una specie pacifica ma che non si fa scrupoli, in età
adulta, di attaccare individui dello stesso genere.
Se la fase iniziale da esito positivo, l'allevamento non presenta più
alcun problema. Sono molto soggetti alla malattia dei puntini bianchi
ed alle infezioni intestinali.
Zebrasoma scopas

Lunghezza
fino a 18 cm.
Diffusione
Oceano Pacifico e Indiano.
Biotopo
Barriere coralline e lagune con coralli solitari.
Comportamento in natura
Gli esemplari più giovani (lunghi fino a 12 cm) vivono tendenzialmente
in branchi di 20 individui a differenza degli adulti che prediligono
una vita solitaria, in coppia o meno frequentemente in gruppetti di
non oltre 5 unità.
Le alghe sono nel mirino alimentare di questa specie.
Habitat in acquario
Condizione ideale per far prosperare questa specie è una
vasca non sovraffollata. gli esemplari giovani, infatti risentono della
presenza di pesci voraci, anche se sono più facili da acclimatare.
E' opportuno introdurli subito in un ambiente idoneo ricco di rocce
vive per fornirgli un alimentazione ricca di alghe naturali
L'aggressività della specie si manifesta contro i propri simili,
mentre è pacifico nei confronti degli altri pesci.
Tale benevolenza si riduce leggermente quando gli ospiti sono stati
appena introdotti nella vasca.
E' consigliabile somministrare mangime vegetale per soddisfare appieno
Zebrasoma scopas.
Particolarità
Diversi ittiologi classificano, a tutt'oggi, Zebrosoma scopas
come una varietà di Zebrasoma flavescens.
Zebrasoma veliferum

Lunghezza
Fino a circa 30 cm.
Diffusione
Mar Rosso, Oceano Indiano e Pacifico.
Biotopo
Vive in barriere coralline.
Comportamento in natura
Vive prevalentemente solitario: la parola branco non ha alcun significato
per questa specie che solo occasionalmente vive in coppia.
Habitat in acquario
I pesci giovani si acclimatano con più facilità all'habitat
in acquario.
Basta nutrirli con alghe, verdure e mangime animale a piccole dosi.
E' opportuno introdurli subito in un ambiente idoneo ricco di rocce
vive per fornirgli un alimentazione ricca di alghe naturali.
Per converso, gli individui adulti stentano ad acclimatarsi e risultano
aggressivi verso i propri simili; per quest'ultimo motivo è raccomandato
non tenere più di un'esemplare nella stessa vasca.
Non vede di buon occhio anche altre specie di Acanturidi e, come
Zebrasoma flavescens, difende il proprio territorio da eventuali
intrusioni. con attacchi intimidatori e ricorrendo alla pulizia della
zona di appartenenza.
A causa di questo comportamento ostile, gli altri pesci fanno uso di
nascondigli per ricomparire soltanto quando viene somministrato il mangime.
Zebrasoma veliferum è munito di una splendida pinna dorsale
che esibisce a scopo d'intimidazione soltanto quando è spaventato.
Sono abbastanza soggetti ad infezioni intestinali ed alla malattia dei
puntini bianchi.
Particolarità
Tale specie differisce da Zebrasoma desjardinii (Bennett
la classifica specie propria, la cui area di diffusione è nel
Mar Rosso e in prossimità di Mauritius e Zanzibar) per il maggior
numero di raggi molli nella pinna dorsale e in quella anale.
Piccole differenze si possono notare anche nel disegno della livrea,
particolarmente in quella giovanile.
Zebrasoma xanthurum

Lunghezza
Fino a 20 cm.
Diffusione
Mar Rosso, Golfo di Aden e Sri Lanka (Ceylon).
Biotopo
vive in barriere coralline, specialmente nelle acque più
profonde, verso il mare aperto.
Comportamento in natura
La ricerca di alghe e piccoli animali avviene durante il giorno;
in questa fase l'esemplare nuota solitario o in coppia.
Comportamento radicalmente differente quello del tardo pomeriggio: i
pesci si radunano numerosissimi in grossi branchi che stazionano sopra
il reef.
Habitat in acquario
La facilità con cui lo si alleva in cattività va a
scapito della sicurezza degli altri pesci; specialmente quelli di introduzione
recente.
Come altri Acanturidi, si rivelano ostili verso gli esemplari
della stessa specie; questa caratteristica varia comunque da un'esemplare
all'altro:quelli pacifici (soprattutto i giovani) convivono senza problemi
con gli altri ospiti, mentre i più bellicosi sono in grado di
ferire mortalmente i propri avversari.
A differenza di altre specie, sembra che attribuiscano meno importanza
al mangime vegetale. Sono abbastanza soggetti alla malattia dei puntini
bianchi. E' opportuno introdurli subito in un ambiente idoneo ricco
di rocce vive per fornirgli un alimentazione ricca di alghe naturali.
Zebrasoma desjardinii

Lunghezza
Fino a circa 30 cm.
Diffusione
Mar Rosso.
Biotopo
Vive in barriere coralline.
Comportamento in natura
Vive prevalentemente solitario: la parola branco non ha alcun significato
per questa specie che solo occasionalmente vive in coppia.
Habitat in acquario
I pesci giovani si acclimatano con più facilità all'habitat
in acquario.
Basta nutrirli con alghe, verdure e mangime animale a piccole dosi.
E' opportuno introdurli subito in un ambiente idoneo ricco di rocce
vive per fornirgli un alimentazione ricca di alghe naturali.
Viceversa, gli individui adulti stentano ad acclimatarsi e risultano
aggressivi verso i propri simili; per quest'ultimo motivo è raccomandato
non tenere più di un'esemplare nella stessa vasca.
Non vede di buon occhio anche altre specie di Acanturidi e, come
Zebrasoma flavescens, difende il proprio territorio da eventuali
intrusioni. con attacchi intimidatori e ricorrendo alla pulizia della
zona di appartenenza.
Zebrasoma desjardinii è munito di una splendida pinna
dorsale che esibisce a scopo d'intimidazione soltanto quando è
spaventato. Sono soggetti ad infezioni intestinali ed alla malattia
dei puntini bianchi.
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parziale, del testo e delle foto presenti in questo articolo,
senza il consenso dell'autore.
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