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Vorrei iniziare riassumendo il concetto della "Classificazione
tassonomica"e cioè affermando che è un
sistema di raggruppamento e denominazione degli organismi
in base a criteri di varia natura. Lo scopo della classificazione
è quello di disporre in maniera ordinata i viventi
in modo che tutti gli studiosi, tassonomi e i sistematici,
si possano comprendere l'uno con l'altro, senza possibilità
di errore, sull'identità degli organismi che sono oggetto
di ricerca.
La tassonomia e la sistematica costituiscono due discipline
che in buona parte si sovrappongono; la tassonomia si occupa
più della costruzione di un sistema gerarchico e dell'attribuzione
della nomenclatura, cioè dell'assegnazione dei nomi
agli organismi o ai gruppi di organismi, mentre la sistematica
cerca di individuare le correlazioni evolutive esistenti tra
i diversi gruppi.
Questa non vuole essere una classificazione tassonomica ufficiale,
che lasciamo ovviamente agli studiosi del ramo, ma una semplice
classificazione secondo quelli che sono i punti di interesse
riscontrati nella mia qualità di "tenutaria di
vasche".
Innanzitutto è bene incominciare con un riassunto
generale.
Il regno vegetale si divide in:
Tallofite (organismi molto primitivi e semplici, senza fusto,
foglie o radici);
Briofite (organismi leggermente più complessi, ma sempre
primitivi, con foglie e fusto poco specializzati e privi di
radici vere e proprie come epatiche e muschi);
Cormofite (piante con cormo, cioè provviste di radici,
fusto e foglie specializzati).
Le alghe appartengono al primo raggruppamento (Tallofite)
assieme ai batteri, ai funghi ed ai licheni. Tutti questi
sono caratterizzati dalla mancanza di distinzione tra radice,
fusto e foglie (Tallo).
Le alghe sono vegetali molto semplici che, come le piante
(facenti invece parte del raggruppamento delle Cormofite),
svolgono fotosintesi grazie a corpuscoli denominati Cloroplasti
che contengono la clorofilla. Assieme ad i Cloroplasti esistono
altri corpuscoli contenenti svariati pigmenti che, oltre a
dare il colore alle cellule, permettono alle alghe di sfruttare
diversi tipi di radiazioni luminose a seconda dell'habitat
in cui vivono ed alla profondità.
Per questo motivo le alghe verdi vivono solo in ambienti luminosi,
visto che assorbono principalmente le radiazioni rosse che
difficilmente riescono a penetrare profondamente nell'acqua.
Al contrario le alghe rosse, grazie al pigmento rosso riescono
ad assorbire radiazioni blu e verdi e quindi a vivere a maggiori
profondità. Le alghe marroni riescono ad assorbire
un po' tutte le radiazioni e riescono a vivere a profondità
variabili.
A differenza delle piante, le alghe, mancano di specializzazione
cellulare ossia tutte le cellule che compongono i filamenti
dell'alga sono perfettamente identici. Ne consegue che non
troveremo ne tessuti ne organi e quindi tutto il corpo dell'alga
non è altro che un agglomerato più o meno definito
di cellule. Come se le cellule costituissero, anziché
dei tessuti, come avviene per le piante, esclusivamente delle
serie infinite di tasselli perfettamente identici, uniti solo
per comodità evolutiva. A volte ci possiamo trovare
di fronte ad esempi estremi, come le alghe marine del genere
Caulerpa, la cui struttura è costituita da una sola
cellula molto complessa.
Assieme ai funghi ed ai licheni costituiscono i vegetali più
antichi e primitivi, capaci di riprodursi in modo sessuato,
con giunzione dei gameti, ed in modo asessuato, ossia esclusivamente
per scissione o gemmazione. Spesso i due metodi riproduttivi
si alternano in base ai fattori ambientali ed alla presenza
o meno di partner. Questa capacità, unita all'estrema
facilità di adattamento (molto più delle piante)
fa di questi vegetali i precursori della vita in ambienti
ostili ed una risorsa vitale per tutte le creature della terra,
compreso l'uomo. Esse sono le principali produttrici di ossigeno
nei mari e nei laghi ed oltre alle alghe ben visibili esistono
molte specie che vivono in simbiosi con molti coralli e molluschi,
tutto l'insieme di queste alghe (Zooxanthelle) e delle alghe
sparse nelle acque dolci e marine riesce a produrre più
ossigeno di tutte le foreste equatoriali del mondo.
Le alghe, gruppo di organismi fotosintetici caratterizzati
da un'organizzazione strutturale molto semplice, sono microscopiche,
misurano 1 o 2 micrometri di diametro (1 micrometro è
pari alla milionesima parte di un metro).
Lo studio delle alghe viene chiamato ficologia o algologia.
La più recente classificazione proposta da Margulis
e Schwartz riunisce tutte le alghe, unicellulari e pluricellulari,
in un unico regno, quello dei prototisti (cellule con un'organizzazione
strutturale molto primitiva) e degli eucarioti unicellulari
(organismi con cellule eucariote cioè con una organizzazione
cellulare complessa - nucleo racchiuso dalla membrana nucleare).
Invece, gli organismi fotosintetici procarioti, un tempo denominati
alghe azzurre, sono oggi più correttamente chiamati
cianobatteri e vengono classificati per l’appunto nel
regno dei procarioti (con organizzazione cellulare semplice
- nucleo privo di membrana nucleare).
Le alghe rosse sono prevalentemente confinate ad habitat marini,
sono abbondanti nelle acque tropicali limpide, dove il loro
pigmento rosso, la ficoeritrina, permette lo svolgimento della
fotosintesi a maggior profondità rispetto alle alghe
verdi.
Le alghe brune o feofite, come le alghe rosse, vivono prevalentemente
in habitat marini.
Le alghe del genere Sargassum, sebbene siano comuni in tutti
i mari caldi, sono famose perché galleggiano in enormi
quantità nel mar dei Sargassi.
Altre alghe brune comuni sono quelle appartenenti al genere
Fucus.
Diatomee o bacilliarofite sono alghe unicellulari con una
pigmentazione simile, ma non identica, a quella delle alghe
brune e si trovano in tutti i tipi di acque, nonché
nei terreni umidi. Le diatomee possono comportarsi da organismi
planctonici oppure aderire alle rocce e ad altre superfici
e contribuiscono in modo significativo alle catene alimentari
degli habitat acquatici.
Le alghe verdi o clorofite contengono sia clorofilla a che
clorofilla b ed immagazzinano le sostanze nutrienti prodotte
dalla fotosintesi in forma di amido. La maggior parte di esse
è unicellulare o coloniale e forma una componente importante
del plancton degli habitat d'acqua dolce. Le forme d'acqua
dolce più evolute appartengono, invece, alla classe
delle caroficee, ben rappresentate dal genere Chara; secondo
alcuni studiosi, tuttavia, queste alghe sarebbero più
correttamente classificate in un phylum a sé stante,
quello delle carofite.
Ed è per questa diversità di pigmentazione
che le elencherò in base ad un criterio di colore e
forma, soprattutto per come esse ci appaiono.
Ospiti indesiderati in acquario, per evitare che diventino
un problema è indispensabile trattarle con rispetto:
studiandole e imparando a conoscerle infatti, è indubbiamente
più facile evitarle. La stretta affinità esistente
tra alghe e piante superiori, rende spesso molto difficile
combattere le proliferazioni algali infatti molte sostanze
che danneggiano le alghe risultano nocive anche alle piante.
Esistono molti gruppi di alghe che provocano effetti diversi
sull'acquario. Alcuni risultano più o meno innocui,
risultando ottimi indicatori biologici in grado di rivelare
la presenza di problemi nelle nostre vasche, altri estremamente
pericolosi, poiché in caso di sviluppo eccessivo possono
deteriorare le condizioni di vita di pesci e piante.
Ed è per questa diversità di effetti che le
elencherò come pericolose ed inoffensive.
Spesso in acquario, le alghe sembrano apparentemente generarsi
da sole, in realtà però le loro strutture riproduttive,
minuscole spore, sono presenti in quasi tutti gli acquari,
introdotte con le piante, con l'acqua in cui sono trasportati
i pesci, oppure in seguito a contatti con altri acquari dovuti
a scambi di materiale.
Una loro indesiderata proliferazione è poi di norma
legata alle condizioni di vita in cui si trovano le piante,
infatti, è possibile limitare l'esplosione algale favorendo
una ottimale crescita delle piante con una adeguata fertilizzazione,
senza eccessi che produrrebbero contrari effetti, monitorando
i valori chimici dell'acqua ed effettuando regolari cambi.
Questo in linea generale ma i fattori che contribuiscono alla
loro proliferazione sono molteplici e vanno ricercati nella
rottura di quegli equilibri che ogni buon acquariofilo anela
di raggiungere.
Ad esempio, spesso ci si chiede: Come mai pur avendo i Nitrati
a zero nella mia vasca spuntano le alghe?
La risposta è da ricercarsi nella purificazione biologica
dell'acqua ad opera dei batteri nitrificanti e denitrificanti.
Quando è presente una buona attività batterica
le alghe non si manifestano in maniera eccessiva, perchè
i batteri hanno scisso le sostanze organiche in un continuo
susseguirsi di scambi chimici, per cui i rifiuti dei pesci
vengono resi assimilabili dalle piante passando attraverso
la continua elaborazione dell'ammonio/ammoniaca ad azoto.
Quando l'attività batterica è carente, e come
attività batterica mi riferisco non solo a quella presente
nei nostri filtri ma soprattutto all'attività dei batteri
che sono ovunque nell'acqua e nel ghiaietto, il materiale
organico non viene scisso, a seconda della quantità
di ossigeno presente in vasca, come ad esempio in condizioni
di carenza di ossigeno, potranno essere rilevate sostanze
come l'ammonio anzichè avere prevalenza di nitrati.
E Sappiamo bene che l'ammonio o ammoniaca, dipende dal pH,
è altamente nocivo per i pesci nonchè indice
di una mancata trasformazione, a conclusione del procedimento,
delle sostanze organiche dei pesci in azoto.
Inoltre, riguardo questo processo è anche da tener
presente la qualità delle sostanze in acqua. La presenza
di "materiali differenti" e cioè composti
organici a struttura più complessa di quelli ad esempio
rilasciati dai pesci, non è gradita dalle piante con
conseguente mancata assimilazione da parte delle stesse e
conseguente rallentamento della crescita, le alghe invece,
grazie a degli enzimi propri, riescono a rompere queste molecole
per assimilarle, avvantaggiandosene e sfruttandole per il
loro accrescimento.
Ed è per questo motivo che si può avere proliferazione
algale anche con NO3 nn rilevati.
Stesso ragionamento vale per i fosfati e la mancata assimilazione
di questi ultimi da parte delle piante è verificabile
dal deposito sul fondo per la proprietà di questi di
legarsi col ferro. La sola differenza stà nel fatto
che i fosfati risultano sempre presenti in quanto in equilibrio
con quelli presenti in acqua.
Poi c'è da considerare anche il Ferro introdotto con
la fertilizzazione, che se in quantità eccessiva è
sfruttato dalle alghe, dalla intensità della illuminazione,
insomma le alghe saranno sempre presenti nelle nostre vasche,
l'unica è di non farne prendere il sopravvento sulle
piante.
Nella loro lunga storia evolutiva, durata miliardi di anni,
quindi, molte specie di alghe hanno trovato modo di sopravvivere
anche in condizioni di vita sfavorevoli, per cui risulta di
grande importanza il ruolo ricoperto dall'azoto, sotto forma
di nitrati, ed il fosforo, sotto forma di fosfati. Le piante
in natura si sono adattate a coprire il loro fabbisogno di
queste importanti sostanze con un minuscolo apporto di azoto
e fosforo nell'acqua. In acquario, invece, si raggiungono
spesso concentrazioni da 100 a 1000 volte superiori a quelle
naturali. La causa di questa situazione sfavorevole va ricercata
nella struttura stessa dell'acquario, dove molti pesci vengono
allevati in uno spazio ridotto e quindi le sostanze chimiche
disciolte in acqua finiscono per concentrarsi in grandi quantità.
Anche i resti di cibo e di piante marcescenti, i fondi non
bene ossigenati, e i filtri poco curati possono avere un peso
determinante in queste reazioni.
Concludendo si può affermare che la presenza delle
alghe nei nostri acquari solitamente è per eccesso
di organico e per carenza.
Per chiunque volesse sapere che tipo di alga è presente
nella sua vasca qui sono classificate secondo quelle che sono
le necessità più comuni di conoscenza. Alle
domande: Che tipo di alga è?, è pericolosa?
e a quale classe appartiene? - si è cercato di dare
una risposta sintetizzata, mentre per ciò che riguarda
i metodi di rimozione di dette alghe si rimanda ad altre letture,
dato che questo articolo vuol essere solo una classificazione
semplicistica per meglio identificarle.
Classificazione secondo il loro aspetto
La prima cose che ci colpisce è come le alghe ci appaiono,
sia dal punto di vista del colore: verdi, marroni, nere, rossicce
e azzurre, che dalla loro forma, per cui ritengo porre in
primo piano la classificazione secondo il loro aspetto.
Alghe Verdi Puntiformi
Sono alghe che si formano in vasche con acqua di buona qualità,
non sono dannose per le piante e tantomeno per i pesci. Solitamente
formano dei piccoli puntini di colore verde o verde scuro
sia sulle piante che sui vetri, sono molto tenaci e difficilmente
i classici mangiatori di alghe riescono a debellarle. Spesso,
a seconda dei valori chimici dell'acqua, possono scomparire
o riapparire senza motivo apparente.
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Alghe Verdi Puntiformi.
(Foto di LadydarKness) |
Alghe Verdi Filamentose
Le loro esigenze sono simili a quelle delle piante e la loro
crescita indica, solitamente, un buono stato generale della
vasca e dei valori chimici. Sono alghe del genere Spirogyra
e non provocano danni se non di concorrenza verso le piante.
Solitamente sono stimolate dalla forte irradiazione luminosa.
Alghe verdi filamentose (foto di Maria Vurchio)
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Spirogyra fotografata al microscopio
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Alghe Verdi a pelliccia
Sono alghe verdi del genere Oedogonium, formano fitte foreste
di esili filamenti di colore verde su tutte le piante, in
particolare su quelle esposte maggiormente alla luce. Sono
alghe che crescono rapidamente infestando ogni sorta di pianta
ed arredamento, crescendo a macchia d'olio ed espandendosi
su ambienti limitrofi alla colonia. I valori chimici dell'acqua
(pH, GH, KH) non sono determinanti per la loro crescita. Solitamente
valori di nitrati e di fosfati molto alti sono elementi scatenanti
per queste alghe. I pesci vegetariani asportano solo le parti
giovani e tenere.
Alghe Verdi a pelliccia (Foto di C3b8)
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Oedogonium fotografata al microscopio
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Alghe Nere Puntiformi
Compaiono solitamente sulle piante con foglie coriacee a seguito
di grossi innalzamenti di composti azotati e fosforici. Solitamente
sono il segno di una trascuratezza nella cura dell'acquario
e della qualità dell'acqua. Filtri sporchi, mancanza
di regolari cambi d'acqua e sovrappopolazione sono le cause
principali d'infestazione. Sopraggiungono come singoli punti
neri o nero verdastri, per poi formare ampie macchie scure sulle
foglie, fino a sopprimere le piante troppo colpite.
Alghe a Gomitolo
Sono alghe del genere Ulotrix (alghe Cloroficee) e formano
lunghi filamenti di colore verde chiaro, che tendono ad arrotolarsi
a gomitolo. Sono alghe di formazione e sopraggiungono a maturazione
di vasche nuove, quando cioè le sostanze organiche
nel nostro acquario non sono più sufficienti per la
crescita delle piante e le stesse tendono a fermarsi. Non
sono alghe dannose e non fanno danni, se non consideriamo
la sottrazione furbesca dei nutrienti che spettano alle piante.
Alghe Nere a pennello
Sono il terrore di ogni acquariofilo. Solitamente compaiono
come piccoli ciuffi di colore nero, per poi formare una sorta
di barba lungo il margine fogliare di piante coriacee. Sono
alghe del genere Audouinella e possono presentarsi in due
forme. Una più bassa e non lunga più di 5 mm,
un'altra lunga anche 20 mm. Solitamente, al contrario di quanto
si dice in giro, è un'alga che non ama le acque sporche
o cariche di composti organici, al contrario, un eccesso di
nitrati e fosfati rallenta la loro crescita. Un aumento graduale
della concentrazione dell'anidride carbonica disciolta, con
l'ausilio di un diffusore, e l'introduzione di veloci antagonisti,
come piante del genere Limnophila e Hygrophila, permette dei
buoni risultati.
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Alghe Nere a pennello (Foto di C3b8)
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Alghe Nere a pennello (Foto di Silve)
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Alghe Nere a pennello |
Alghe a Barba
Le alghe a barba sono alghe rosse del genere Compsogon, solitamente
sono di colore verde grigiastro ed hanno forma ramificata con
una lunghezza fino a 15 cm. Solitamente hanno consistenza coriacea
e di preferenza crescono in zone superficiali con forte illuminazione.
Prediligono acque calcaree con bassa concentrazione di anidride
carbonica ed elevata quantità di nitrati e fosfati.
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Alghe a Barba (Foto di Raziel) |
Alghe Verdi a Ciuffo
Sono alghe di un colore verde intenso o verde chiaro appartenenti
al genere Phitophora e formano ciuffi, grandi anche qualche
centimetro, su foglie ed arredi. I singoli ciuffi sono poco
aderenti al substrato e si strappano con facilità senza
lasciare traccia. In linea di massima preferiscono come substrato
rocce e legni fortemente illuminati. Le piante vengono danneggiate
di rado, per questo si preferisce pensarle come un elemento
decorativo inusuale per i legni.
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Alghe Verdi a Ciuffo (Foto di C3b8)
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Fioriture Algali
Le fioriture algali sono ad opera di alghe unicellulari del
genere Volvox, sono di colore giallo o giallo verde. Quando
compaiono l'acqua tende a colorarsi di un verde opaco. Solitamente
le fioriture algali sono stimolate da alte concentrazioni
di azoto e fosforo, oltre ad un alta luminosità. L'unica
cura possibile ed auspicabile è l'utilizzo di speciali
lampade a raggi UV ultravioletti sterilizzanti. Logicamente
l'utilizzo di queste lampade elimina solo le alghe, la pulizia
ed il rispetto delle norme di manutenzione igienica della
nostra vasca ci aiuteranno ad evitare altri problemi.
Acquario con fioriture algali e Volvox fotografato al microscopio.
Alghe azzurre
Le alghe azzurre, dette più propriamente cianobatteri,
non sono vere e proprie alghe ma sono organismi unicellulari
che si riuniscono in agglomerati più o meno diffusi
di colore verde brillante o rosso brunastre, o ancor meglio
di colore tendente all'azzurro che dà loro il nome
appunto di alghe azzurre. Per meglio specificare la questione
del colore c'è da dire che posseggono solo la clorofilla
a e il colore verde è nascosto da alcuni pigmenti che
le fanno apparire di colore blu verde o verde bruno. Mi è
stato detto, ma non l'ho mai sperimentato, che immergendole
in alcool perdono il colore verde della clorofilla e mostrano
il loro reale colore sull'azzurro. Ne esistono molteplici
specie. Sono anche parte di licheni: organismo vegetale dato
dall'unione tra un micobionte (fungo) e un fotobionte (alga
o cianobatterio), dando luogo ad una simbiosi che le permette
di vivere in particolari ambienti sfruttando le qualità
dei funghi e sopperendo così alle proprie carenze.
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Cianobatterie verdi
Cianobatterie blu-verdi |
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Cianobatterie rosse
Cianobatterie rosso-marroni |
Classificazione come innocue e pericolose
Ora dopo aver identificato l'alga secondo come ci appare vediamo
se essa è pericolosa.
Nella sintesi sopra esposta, si è detto che:
- le alghe brune vivono prevalentemente in habitat marini,
mentre le diatomee si trovano in tutti i tipi di acque e sono
simili alle prime dal punto di vista della pigmentazione.
Esse sono alghe innocue.
- le alghe verdi vivono in acqua dolce come anche negli ambienti
lentici tipo i laghi in zone sufficientemente illuminate.
In genere indicano buone condizioni dell'acqua, ma non per
questo devono essere tollerate. Esse sono alghe innocue.
Le alghe innocue
Alghe brune e diatomee
E' possibile che già pochi giorni dopo l'allestimento
di un acquario, compaia un velo sottile e marrone sui vetri,
ed eventualmente anche sulle pietre, sul termometro ecc. Si
tratta sicuramente di diatomee, alghe silicee considerate
pioniere, che in seguito scompaiono completamente. Questa
patina marrone può essere facilmente eliminata con
un raschietto calamitato o con un batuffolo di lana di perlon.
Non appena le piante iniziano a crescere bene e si raggiungono
valori ottimali di ossigeno in acquario, queste alghe si riducono
progressivamente fino a scomparire.
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Diatomee sopra un sasso. |
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Diatomea fotografata al microscopio.
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Le alghe verdi
Anche le alghe verdi possono essere annoverate tra le alghe
innocue. E' inoltre possibile considerarle indicatori biologici.
Esse sono anche le più affini alle nostre piante d'acquario.
Si presentano spesso come filamenti di colore da verde a giallo-verde,
oppure anche come delicati batuffoli. Nonostante si tratti di
alghe non pericolose, non devono essere tollerate in acquario.
Sono infatti in competizione con le piante per le sostanze nutritive.
La loro eliminazione di regola non crea problemi: si lasciano
facilmente prelevare con le mani oppure avvolgere su un bastoncino.
Nella sintesi sopra esposta, si è detto che:
- le alghe azzurre ora sono più propriamente chiamate
cianobatteri e fanno parte di un regno a sè, posseggono
una sola clorofilla: la a e dei pigmenti accessori che le
permettono di vivere anche con riduzioni di emissione di luce;
inoltre, può vivere in simbiosi con alcuni funghi,
da qui la loro pericolosità anche per i pesci. Esse
sono alghe pericolose.
- le alghe rosse vivono in profondità grazie al loro
pigmento rosso con il quale catturano i picchi di emissione
della luce nel blu che si sa è quella che raggiunge
gli ambienti più profondi. Esse sono alghe pericolose.
Quindi, al contrario di quelle alghe già descritte,
non vanno tollerate e la loro rimozione deve essere fatta
tempestivamente poiché esse possono portare velocemente
l'acquario in una situazione di pericolo, specialmente se
si lascia loro il tempo di insediarsi.
Le alghe pericolose
Le alghe azzurre
Sono considerate le alghe più pericolose; sono osservabili
spesso nella fase iniziale di un acquario. Approfittano facilmente
delle condizioni che si vengono a creare quando il sistema
acquario non è ancora in equilibrio. Riconoscibili
per l'aspetto di una pellicola blu-verde, talvolta anche bruno-nerastra,
che riveste foglie, rocce, legni e materiali di fondo, hanno
un odore oltremodo penetrante. Vengono anche chiamate alghe
patinose per il loro aspetto untuoso. Al contrario delle alghe
verdi, segnalano uno stato di allarme: troppe sostanze nutritive
disciolte in acqua, soprattutto nitrati e fosfati, acqua non
sufficientemente curata, piante sofferenti. Appena individuate,
vanno asportate velocemente con un tubo aspirante; l'operazione
va ripetuta fino a che esse non sono completamente e definitivamente
scomparse. Questa operazione di norma dura pochi giorni, solo
raramente più a lungo. Per fortuna non è difficile
eliminarle.
Le alghe rosse
Rappresentano un grande gruppo di alghe che vengono chiamate
dagli acquariofili, a seconda dell'aspetto, alghe filamentose,
alghe a pennello o alghe a ciuffo. Sono molto sgradevoli in
acquario, in quanto assai difficili da eliminare. Spesso è
necessario rimuovere l'intera foglia infestata oppure, all'occorrenza,
perfino l'intera pianta. La loro comparsa, a volte massiccia
e repentina, è oltremodo pericolosa per l'acquario.
Le alghe filamentose si riconoscono da un lungo filamento
azzurroverde o nerastro, che cresce di preferenza sul margine
delle foglie delle piante. Ma anche i piccioli e gli spigoli
degli oggetti di plastica e di legno sono luoghi di crescita
preferenziali. Anche queste alghe devono essere eliminate
con interventi energici, spesso con l'asportazione dell'intera
parte contaminata; tali interventi devono essere ripetuti
fino alla loro completa scomparsa. Anche le cosiddette alghe
a ciuffo e a pennello appartengono alle alghe rosse. E' tipico
il loro colore nerastro- verde sporco, mentre la colorazione
rossa è mascherata e appare solo quando le alghe vengono
immerse in alcool. Anch'esse si insediano, come le alghe filamentose,
su margini di foglie non più intatte, su piccioli,
sassi, legni e parti di plastica.
Classificazione secondo la loro diffusione in 5 classi
principali
Alghe brune (Feoficee)
Le alghe brune sono alghe tipicamente marine, sono alghe macroscopiche
che spesso presentano tallo diviso in Rizoide, Cauloide e
Filloide, che non sono vere radici, fusto e foglie ma parti
che assumono forme simili a quelle tipiche delle piante. Vengono
dette anche alghe superiori ma non sono troppo dissimili dalle
altre, se non ai nostri occhi. Tra le più note ricordiamo
il Sargasso.
Alghe rosse (Rodoficee)
Le alghe rosse sono alghe macroscopiche che possiedono tallo
diviso come le alghe brune. Sono alghe principalmente marine
e sono spesso chiamate alghe calcaree per la loro predisposizione
a fissare il carbonato di calcio in formazioni più
o meno complesse. Altre possiedono forme gelatinose brunastre
che spesso vengono confuse con le alghe con le alghe azzurre.
Tipiche formazioni gelatinose sono il cosiddetto agar-agar.

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Foto di Rodhodophyta al microscopio |
Alghe verdi (Cloroficee)
Le alghe verdi comprendono più di 5000 specie e sono
le tipiche alghe che infestano i nostri acquari. Possono essere
sia unicellulari che pluricellulari, sia isolate che coloniali,
in filamenti semplici o ramificati. A seconda del tipo di
alga, possono dare luogo ad infestazioni di forma e causa
diversa. Anche le cause scatenanti possono essere diverse
a seconda delle specie prese in esame.

Foto di Alghe verdi al microscopio Alghe
gialle (Xantoficee)
Sono alghe unicellulari che vivono sia isolate che in colonie,
il loro colore deriva da pigmenti di colore giallo (Caroteni
e Fucoxantina), che spesso mascherano la clorofilla. Tra le
alghe gialle annoveriamo le Diatomee dette anche Alghe Silicee,
per il loro caratteristico involucro esterno siliceo a forma
di scatola. I grandi depositi fossili di queste alghe sono
presenti spesso in enormi ammassi silicei, a cui si dà
il nome di roccia incoerente, per la poca adesione tra le
singole parti (diatonie). Questi materiali vengono utilizzati
spesso come antidetonante per la nitroglicerina, formando
la Dinamite. In acquario sono presenti in patine brunastre
spesso fissati in modo coerente a piante ed arredi, non amano
ne le acque particolarmente tenere ne gli acquari molto illuminati.
Solitamente vivono a pH superiore al 7.5. la comparsa di queste
alghe è il sintomo di un'illuminazione inadeguata e
di valori di durezze non adatti alla vita delle piante. La
cura migliore risulta sempre il controllo dell'illuminazione,
la sostituzione di lampade eccessivamente vecchie o inadatte
e l'aumento delle ore di luce. Un controllo delle durezze
utilizzando acqua osmotica con le giuste integrazioni, eviterà
l'introduzione di sostanze inadatte come i silicati (SiO2).
Alghe azzurre (Schizoficee)
Le alghe azzurre sono organismi unicellulari a nucleo diffuso,
che spesso si riuniscono in agglomerati più o meno
diffusi di colore verde brillante o rosso brunastre. La Clorofilla
è sempre presente anche se può essere mascherata
da altri pigmenti di colore azzurro, la Ficocianina (Phycocyan),
che vale loro il nome di alghe azzurre e che conferisce loro
il colore blu verde o verde bruno. Esistono circa 400 specie
di alghe azzurre e spesso le conosciamo con il nome di Alghe
Cianoficee o solo come Cianobatteri. Solitamente vivono in
ambienti molto poveri di sostanza organica, ove altri vegetali
non riescono a sopravvivere. Sfruttano la luce e si sviluppano
molto velocemente. In acquario sono solite presentarsi dopo
grosse degenerazioni delle colonie azotofissatrici e di conseguenza
a problemi di crescita delle piante. Debellarle non risulta
difficile, anche senza l'ausilio di antibiotici. Gli alghicidi
classici possono funzionare ma anche il semplice Verde di
Malachite ottiene buoni risultati. Ciò nonostante non
sarà necessario l'ausilio di prodotti chimici, la soluzione
viene dalla natura stessa: migliorando le condizioni ambientali
per le piante, quindi: l'introduzione di piante a crescita
veloce, l'aumento graduale del carico organico al giusto livello,
il miglioramento e l'integrazione con fertilizzanti nel giusto
livello e aumentando la somministrazione di anidride carbonica,
potremo combattere efficacemente le alghe azzurre.
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Foto di Cianobatteri
visti al microscopio |
I Cianobatteri meglio se un regno a se
3 milioni e mezzo di anni fa la terra era un pianeta inabitabile:
L'atmosfera risultava priva di ossigeno e piena di quei gas
che sono oggi responsabili del cosiddetto effetto serra. All'improvviso
si verificò un evento miracoloso, comparvero semplici
forme di vita monocellulari: i batteri. Fu proprio una famiglia
di batteri a realizzare per la prima volta il miracolo della
fotosintesi, producendo quell'ossigeno atmosferico che in
seguito avrebbe permesso lo sviluppo della catena alimentare
in tutta la sua ricca diversità. Questi microrganismi
generatori di vita erano i cianobatteri, ovvero le alghe verdi-azzurre.
I cianobatteri iniziarono a produrre ossigeno, che però
veniva sottratto da numerosi processi ossidativi. Data la
diffusione delle alghe azzurrre in tutti i mari del pianeta,
la produzione di ossigeno aumentò e circa 2,3 miliardi
di anni fa, l'atmosfera cominciò a possedere un piccolo
tenore di ossigeno. Questo tenore continuò a crescere
finchè toccò un massimo di circa il 30% durante
il carbonifero, circa 300 milioni di anni fa. Successivamente
il tenore di ossigeno nell'atmosfera è calato, per
poi mantenersi intorno al 21 % che abbiamo oggi. Ancora oggi,
esse rimangono i più efficienti fotosintetizzatori
del pianeta. Utilizzando l'energia della luce, il biossido
di carbonio dell'aria e l'idrogeno e l'ossigeno dell'acqua,
danno il via a una combinazione super energetica di sostanze
nutritive. Le alghe sono direttamente responsabili della produzione
di circa l'80% dell'ossigeno del pianeta e sono in ogni senso
le promotrici della vera fondazione biologica della vita sulla
terra, una caratteristica unica delle alghe verdi-azzurre
è il loro essere al contempo piante, animali e batteri.
Il motivo? compiono la fotosintesi come le piante, anche se
a differenza di quest'ultime hanno una parete cellulare ricca
di elementi nutritivi che noi possiamo digerire e assimilare,
nonché un contenuto di proteine che va dal 51 al 71%.
In quanto batteri, invece, possiedono una eccezionale adattabilità,
grazie alla capacità di scambiare informazione genetica
e conoscenza. Insomma, il possesso simultaaneo di carateristiche
che normalmente non si trovano mai insieme in natura fa delle
alghe verdi-azzurre un regno a sè, dotandole di una
potenzialità nutrizionale già in passato ampiamente
conosciuta: erano parte integrante della dieta di varie popolazioni
in africa, in sud america e in giappone. Le alghe verdi-zzurre
costituiscono una fonte di energia, ricche come sono di proteine
non animali e tuttavia nobili (cioè contengono tutti
gli otto amminoacidi essenziali), di ossigeno (clorofilla),
di vitamine e minerali: un vero e proprio alimento, completo
e vitale.
Molte piante posseggono diverse clorofille, ma le più
comuni sono la a e la b. Tra i procarioti, i cianobatteri
posseggono la clorofilla a.
Perché gli organismi possiedono diversi tipi di clorofilla
in grado di assorbire la luce a differenti lunghezze d'onda?
Una ragione sembra essere legata alla possibilitá di
utilizzare in questo modo una maggiore quantità di
energia dello spettro elettromagnetico. Poiché soltanto
la luce assorbita può essere utilizzata biologicamente,
gli organismi, essendo dotati di diverse clorofille, possono
utilizzare la maggior parte dell'energia luminosa. Grazie
al fatto di possedere pigmenti diversi, due organismi non
strettamente correlati, possono coesistere in uno stesso habitat
sfruttando ciascuno luce a diversa lunghezza d'onda. Quindi,
la diversità di pigmenti ha anche un significato ecologico.
I cianobatteri e le alghe rosse contengono le ficobiliproteine
che, in questi organismi, sono i principali pigmenti responsabili
della cattura della luce. Le ficobiliproteine possono essere
di colore rosso o blu. Il pigmento rosso, chiamato ficoeritrina,
assorbe luce a lunghezza d'onda di circa 55O nm, mentre il
pigmento blu, quella a 62O nm. Un terzo pigmento, chiamato
alloficocianina. assorbe a circa 65O nm. Le ficobiliproteine
contengono tetrapirroli a catena aperta chiamate ficobiline,
coniugati a proteine. Le ficobiliproteine si presentano come
grossi aggregati ad alto peso molecolare denominati ficobilisomi,
associati alle membrane fotosintetiche. I ficobilisomi sono
organizzati in modo tale che le molecole di alloficocianina,
circondate da molecole di ficocianina e ficoeritrina, siano
a contatto con le membrane fotosintetiche. La ficoeritrina
assorbe luce a lunghezze d'onda più corte (alta energia)
e la trasferisce alla alloficocianina e quindi alla clorofilla
del centro di reazione, alla quale è strettamente legata.
I ficobilisomi permettono, quindi, un efficiente trasporto
di energia dal complesso di biliproteine alla clorofilla a,
permettendo la crescita dei cianobatteri anche ad intensità
di luce abbastanza basse. Infatti, il contenuto di ficobilisomi
aumenta nei cianobatteri al diminuire dell'intensità
della luce, così che le cellule ricche in ficobilisorni
sono quelle che crescono alle intensità di luce più
basse. Ed è qui che interviene la presenza di pigmenti
accessori come i carotenoidi la cui funzione è quella
di agenti fotoprotettivi. La luce molto intensa può
spesso essere dannosa per le cellule, in quanto può
causare diverse reazioni di fotossidazione che possono portare
alla distruzione della clorofilla e dell'apparato fotosintetico
stesso. I carotenoidi assorbono gran parte di questa luce
dannosa proteggendo la clorofilla; quindi, negli organismi
fototrofi che devono vivere in presenza di luce, il ruolo
fotoprotettivo dei carotenoidi è molto importante.
La presenza di pigmenti accessori come carotenoidi e ficobiline
è ovviamente vantaggiosa per l'organismo in quanto
la luce solare è distribuita nell'intero spettro del
visibile, ma la clorofilla assorbe solo in una parte di questo
spettro. Grazie alla presenza di pigmenti accessori, l'organismo
è in grado di catturare gran parte della luce disponibile.
Ecco perché nn è utile combatere i cianobatteri
con la riduzione della luce.
I cianobatteri fanno anche parte di un organismo vegetale
chiamato lichene: ogni lichene è formato dalla stretta
alleanza fra due organismi molto diversi fra loro quali un
fungo e un'alga verde e/o un cianobatterio. La loro unione
prende il nome di simbiosi mutualistica; entrambi gli individui
infatti traggono vantaggio dalla presenza del "partner".
Il fungo può utilizzare parte dei composti organici
prodotti dall'attività fotosintetica dell'alga e l'alga
stessa riceve protezione, acqua e sali minerali dal fungo.
L'unione tra il micobionte (fungo) e il fotobionte (alga o
cianobatterio) dà luogo alla formazione di un organismo
vegetale chiamato lichene.
I funghi sono organismi privi di clorofilla. Il corpo del
fungo, chiamato tallo è formato da un intreccio fittissimo
di filamenti detti ife. I funghi si riproducono attraverso
la formazione di spore. Esistono funghi saprofiti, che si
nutrono decomponendo i residui organici, parassiti, che si
nutrono aggredendo altri organismi e simbionti, che vivono
in stretta relazione con altri organismi senza però
danneggiarli. A questi ultimi appartengono i "funghi
lichenizzati".
Le alghe sono un gruppo variegato di vegetali fotosintetici,
quindi autotrofi. Si distinguono alghe unicellulari ed alghe
pluricellulari. Non tutte le alghe vivono nell'acqua ma alcune
crescono anche all'interno delle nostre città su svariati
tipi di substrato come muri, tronchi, rocce o addirittura
vetri. Le alghe dei licheni sono soprattutto le "alghe
verdi" (cloroficee). Le "alghe azzurre" (cianobatteri),
invece, non possiedono cloroplasti.
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