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27 Novembre 2014
 
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    Riproduzione di Lysmata in acquario di Gabriele Andreoni     Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    


Riprodurre questi gamberetti sembrava fino a non molto tempo fa quasi impossibile; il problema maggiore non era riuscire ad avere la produzione di larve, ma era quello di nutrirle correttamente.
Il primo scoglio con cui ci si scontra è quello di cercare di formare una coppia che sia in grado di riprodursi: una femmina che produca le uova e un maschio che le fecondi.


Lysmata Grabhami. Foto Marco Rosetti.

I Lysmata pur essendo molto sensibili ai cambiamenti di valori dell’acqua una volta che si sono aclimatati in una vasca diventano una specie molto resistente e robusta. E’ quindi facile avere delle produzioni di uova da parte della femmina regolari nel tempo. A volte la causa di una mancata riproduzione è la mancata fecondazione, bisogna appunto formare una coppia di riproduttori.

Le varietà di questo crostaceo sono molte, ognuna ha sviluppato un diverso modo di accoppiarsi.
Il Lysmata Wurdemanii è tipico delle coste della Florida e del Pacifico dove preferisce vivere tra le spugne. E’ molto amato perché utilissimo nella lotta contro le aiptasie. Essi sono una specie ermafrodita, cioè un esemplare è contemporaneamente maschio e femmina. Questo vuol dire che avendo due qualsiasi esemplari si è sicuri di avere la possibilità di farli accoppiare con successo.

Lysmata Wurdemanii

Il Lysmata Grabhami è il più famoso gambero pulitore, sulle scogliere forma delle vere stazioni di pulizia per i grossi pesci che si fermano lì per farsi togliere i brandelli di pelle morta e i parassiti. Nella vasca rimane molto attivo anche durante il giorno. Essi sono contemporaneamente ermafrodita e proterandica. Infatti questi animali cambiano il sesso a secondo della loro età; da giovani sono maschi crescendo diventano femmine: in altre parole gli esemplari più grandi sono femmine.
Ad essere esatti crescendo non perdono gli organi riproduttivi maschili, ma acquisiscono quelli femminili, in questo modo si garantiscono una maggior efficienza riproduttiva. Questa è stata una delle prime, se non la prima, specie riprodotta in cattività.

Lysmata Grabhami

Il Lysmata Debellius gambero più timido dei primi due, molto ricercato per la sua livrea più bella. E’ più facile vederlo in azione di notte.
In natura vive sui fondali più profondi ed esce soprattutto di notte, è questo un motivo per cui durante le immersioni è difficile individuarli. Inoltre la livrea più scura gli permette di mimetizzarsi meglio.
Essi hanno i sessi divisi e la coppia deve essere affiatata perché spesso uno dei due rifiuta l’accoppiamento e l’altro può diventare così asfisiante da ucciderlo.

Lysmata Debellius

Escluso queste differenze sul modo di accoppiarsi la crescita delle larve non rileva particolari differenze tra una specie e l’altra.
Trovata la giusta coppia per la riproduzione resta il problema di fornire le corrette condizioni ambientali.
Come primo fattore non bisogna sottovalutare questi fattori: le condizioni dell’acqua, la durata del fotoperiodo pari ad 12 ore, la temperatura costante intorno ai 23°-25°C e la corretta alimentazione.
Non è stato verificato, ma sembra che avere caulerpa all’interno della vasca sia di aiuto alla coppia per completare l’accoppiamento.
Attenzione perché quando un individuo ha le uova queste vengono fecondate dallo sperma del suo compagno, in genere dopo un accoppiamento il gamberetto riesce a produrre due o tre serie di uova senza aver bisogno che il partner le fecondi ancora.
Questo sembra che sia dovuto al fatto che questi crostacei sono in grado di tenere lo sperma e poi riutilizzarlo in seguito.
Non è mai stato verificato un caso di auto fecondazione anche se in linea di principio questo è possibile.
Si spiega il motivo per cui quando si hanno più esemplari quello che ha appena liberato le larve viene lasciato in disparte, in quanto non è ancora pronto per un nuovo accoppiamento.
Accorgersi che il gambero sta producendo le prime uova è facile perché sul dorso sotto la corazza si vedono come delle macchie verdine , queste strisce di uova si trovano verso la coda dell’animale.
Nel giro di due giorni il crostaceo compirà la muta e sposterà le uova nella parte bassa della sua corazza.
Accorgersi che il gamberetto ha le uova è facile perché si vedono questi puntini verdi sotto il carapace, se si vuole avere la conferma basta cercare con la vista l’esoscheletro della muta.
Ogni volta il crostacei produce dalle 600 alle 1500 uova, più le uova si avvicinano alla schiusa più si sbiancano per passare poi al colore grigiastro che le caratterizza pochi giorni prima della nascita.
Poco prima della schiusa le larve sono così sviluppate che se si guarda attentamente si riesce a distinguere i puntini neri degli occhi dei piccoli gamberetti.
In genere la gestazione finisce dopo 15-20 giorni, ma dato che non sempre si è in grado di dire quando è iniziata basta tenere a mente i colori delle larve per seguirne lo sviluppo.
Si è verificato che il ciclo può essere influenzato dalle fasi lunari, la deposizione spesso coincide con la luna piena.
In genere la liberazione delle larve avviene una oretta o poco meno lo spegnimento delle luci. E’ facile seguire la deposizione usando una torcia per illuminare la zona vicino all’animale.
Se la luce lo colpisce in pieno si ritarda solo la deposizione, questa in pratica è una specie di danza. Il crostaceo nuota a pancia all’aria liberando piano piano le larve nella vasca.
Per poterle catturare subito dopo la loro deposizione basta illuminare un punto della vasca, le larve reagiscono e si avvicinano alla fonte di luce. In natura infatti sono attirate verso la superficie del mare dalla luce del sole e qui riescono a trovare il plancton con cui nutrirsi.
Sarebbe meglio toglierle subito dalla vasca principale perché se no faremmo solo la felicità degli invertebrati e dei pesci.
Per prenderle non bisogna usare un retino, ma un piccolo bicchiere per evitare di danneggiarle; ricordiamo che in questo stato le più grandi saranno lunghe 2 mm.
Adesso viene la parte più difficile, far crescere attraverso i vari stai le larve.
Le alternative sono molte importante è mettere le larve in una vasca in cui non corrano troppi pericoli. Ad esempio le bolle di un ossigenatore possono diventare letali in quanto trascinano violentemente i piccoli animali che non sono proprio dei grandi nuotatori.
Il movimento generato da una pompa risulta dannoso e rischiamo di veder uccise tutte le larve, qualcuno consiglia di allestire le vasche come si faceva molto tempo fa: con il filtro sotto sabbia. Anche in questo caso il movimento dell’acqua può essere letale. Alla fine la soluzione migliore è prevedere una vasca senza alcun filtro nella quale cambiare l’acqua se non giornalmente quasi. L’acqua la prenderemo dalla vasca principale.
Se invece l’acquario principale è di dimensioni notevoli si può procedere anche in un altro modo.
Bisogna procurarsi quelle sale parto che si usano nel dolce e cercare di tappare le fessure con una retina a maglie così sottili da impedire il passaggio delle piccole larve. Si tiene la sala parto nella vasca principale in modo tale da garantire una qualità dell’acqua ottimale e anche la giusta illuminazione.
Questa è forse la soluzione migliore anche perché le dimensioni della vasca permettono di avere una temperatura costante cosa che è molto difficile da ottenere in un piccolo contenitore.
Se non si riesce a trovare oppure non si ha una sala parto adatta si può usare il contenitore immergendolo nell’acqua della vasca principale in questo modo perdiamo il vantaggio di avere l’acqua della vasca principale , ma almeno abbiamo la temperatura costante.
Per alimentarli abbiamo molte possibilità; dai naupli di artemia salina a specie di piccoli omogeneizzati che possiamo preparare noi stessi usando il mangime in scaglie.
La preparazione dell’omogeneizzato è abbastanza facile basta sciogliere con l’acqua in un contenitore a parte una certa quantità di cibo; è meglio prendere quello di derivazione vegetale oppure dall’alga spirulina.
Di questo preparato se ne somministra solo una parte, qualche goccia per volta.
Questo regime alimentare deve essere seguito almeno per i primi 6-7 giorni, a questo punto la maggior parte dei gamberetti avrà sviluppato la tipica forma dei crostacei e saranno lunghi fino a 0.5 cm.
L’alimentazione dovrebbe essere il più completa possibile, si consiglia di dare da mangiare un paio di volte al giorno.
Fondamentale è mettere il cibo proprio dove sono i gamberettini perché non riescono a seguire il cibo ma riescono a nutrirsi solo quando ne sono immersi.
Dopo la settimana i gamberettini saranno capaci di nuotare abbastanza bene e quindi di catturare meglio i naupli di artemia salina; si potrà gradatamente diminuire la dose degli omogeneizzati e incominciare a somministrare del cibo a fiocchi il più piccoli possibile.
Ormai i gamberetti sono in grado di nuotare e l’omogeneizzato rischia solo di inquinare l’acqua perché non consumato e i naupli di artemia salina rischiamo di essere insufficienti.
A distanza di 30 giorni dalla nascita i gamberetti saranno cresciuti fino alle dimensioni di quasi 1 cm, adesso stanno diventando proprio dei veri gamberetti e incominciano ad avere esigenze alimentari pari a quelle degli esemplari adulti.
Lo sviluppo non è uguale per tutti gli individui, ma dovrebbero superare il periodo critico in 45-60 giorni. Studi fatti in America sostengono che solo il 20-25% delle larve recuperate riescono ad arrivare a questo stadio.
Dopo un primo periodo in cui i gamberettini crescono velocissimamente la crescita sembra rallentarsi: a 60 giorni saranno al massimo lunghi 1.5 cm.

Le mie esperienze
Purtroppo non sono riuscito ad andare oltre il quindicesino giorno. Sero ad ogni modo di dare un contributo per far si che qualcuno possa superare questo periodo.

Il Lysmata con le uova.

Per prima cosa ho preparato una vaschetta di 15 x 10 x 12 altezza, cioè complessivamente 1.650 litri.
Nella vasca ho messo acqua della vasca e due rametti di caulerpa e una piccola roccetta viva. Ho riempito la vasca solo 15 giorni dopo che mi sono accorto delle uova, e ogni mattina ne cambiavo metà prendendo l’acqua dalla vasca principale . Questo per mantenerla “fresca”, in quanto nella vasca non era previsto alcun filtro o pompa di movimento.

Particolare delle uova.

1° giorno
22-10-2002/21:30 nascita dopo circa 30-40 minuti lo spegnimento delle luci, non posso essere preciso perché non mi sono accorto subito che le larve erano state liberate.
22-10-2002/22:00 ho trasferito con un bicchiere tutte le larve che riuscivo a prendere. Ho spento le pompe e accesso una piccola luce per attirare le larve. La maggior parte o viene mangiata dal pesce oppure dagli stessi lysmata.
La vasca nursery è arredata con un paio di foglie di caulerpa e un sassino vivo.
22-10-2002/23:00 ho somministrato una specie di omogeneizzato preparato con spirulina e acqua della vasca. Ho somministrato una micro goccia. I gamberettini sembrano gradire. Ho notato che non sono dei grandi nuotatori e vanno solo all’indietro.


La larva dopo un giorno dalla schiusa fotografata al microscopio.

2°giorno
23-10-2002/9:00 ho contato una cinquantina di larve nella vasca a parte, la nursery. Quelle recuperate si sono salvate tutte e hanno superato la notte. Stanno sempre in gruppo uno vicino all’altro saranno lungi 2-3 mm. Si riconoscono gli occhi, il carapace(molto trasparente e senza alcuna livrea di riconoscimento) e l’ammasso degli organi interni. A essere sinceri questi ultimi sono un puntino bianco. Adesso possono essere molto veloci.
23-10-2002/11:00 somministrato una goccia di nuovo polpettone fatto con pillola di spirulina, cibo congelato e briciole di cibo in scaglie per pesci. Il tutto sciolto in acqua della vasca lasciato evaporare e poi somministrato.
Le larve sembrano gradire si buttano subito incontro. Ho tolto la roccetta viva in quanto ho notato che le larve ci stanno molto lontano forse al suo interno vivono predatori che io non riesco a vedere.
23-10-2002/19:00 altra goccia di omogeneizzato preparato sciogliendo la spirulina e scaglie di cibo secco, le larve sembrano gradire e cercano i pezzi che metto nella vasca e sembrano rubarsi il cibo.
23-10-2002/23:00 cambio di metà acqua della vasca con acqua presa dalla vasca principale.

3°giorno
24-10-2002/11:00 sempre attratti dalla luce anche in pieno giorno, per non far perdere il cibo per la vasca li attiro con una piccola luce in un angolo della vasca e poi somministro il cibo.
24-10-2002/19:00 cambio di metà acqua con acqua nuova della vasca principale
24-10-2002/21:00 altro pranzo a base di omogeneizzati, sembrano gradire.

4°giorno
25-10-2002/9:00 colazione con omogeneizzati, si muovo tantissimo e non credo di aver avuto perdite. Non capisco se stanno crescendo. Ancora nessuna livrea di riconoscimento.
25-10-2002/11:00 nella vaschetta in cui sono erano cresciute delle alghette sulle pareti, soprattutto negli angoli.
I gamberettini sembrano strappare le alghe dalla parete di plastica e se le mangiano.
25-10-2002/13:00 cambio della ricetta per gli omogeneizzati, per cercare di rendere la loro dieta il più completa ho cambiato gli ingredienti base. Usando altri cibi in scaglie e altre pillole alla spirulina in modo tale di riuscire ad avere magari delle sostanze nutritive che i primi prodotti non contenevano. Non sembra che loro si siano accorti di nulla mangiano allo stesso modo di prima.
25-10-2002/20:00 cena con il solito omogeneizzato.
25-10-2002/23:00 le larve non più attirate dalla luce come lo erano prima.

5°giorno
26-10-2002/9:00 le larve ormai non sono decisamente più attirate dalla luce , sono sparse per tutta la vasca e nuotano in giro tranquille
26-10-2002/11:00 altra ricetta fatta si un goccio di acqua, scaglie di cibo(cercando di cambiare le scaglie che metto dentro) e artemia salina congelata.
Mi sono accorto che il cibo viene mangiato più velocemente se è stato appena preparato se gli sommistro alla sera quell preparato alla mattina quasi lo snobbano.
Cambio di acqua fatto con una siringa: prelevo l’acqua dalla vasca nursery e la butto, dopo prendo l’acqua dalla vasca principale e la metto nella vaschettina. Le larve sono molto meno sballotate da una parte all’altra della vasca.
Con la stessa siringa ho anche aspirato i resti di cibo per lasciare la vasca il più pulita possibile.
26-10-2002/12:00 ormai l’ennesima nuova versione dell’omogeneizzato è pronta e gliela somministro con la solita siringa. Visto che non sono più attirate dalla luce è un po’ più difficile dosare il cibo in quanto le larve sono sparse per tutta la vasca.
In realtà la luce le attira ma molto di mano, arrivano solo dopo molto tempo.

6°giorno
Oggi hanno fatto tutti una muta e sono diventati decisamente più grossi.
Più passa il tempo più si riconoscono i lineamenti tipici dei lysmta.
Per evitare che gli esoscheletri inquinassero troppo l’acqua ho trasferiti tutti i lysmata in un’altra vaschetta preparata con la stessa acqua della vasca principale.
Dopo gli ho dato il solito omogeneizzato per cercare di ridargli forza dopo lo sforzo della muta.
Osservando bene alcuni pezzi che sembrano esoscheletri della muta mi sono reso conto che qualcuno non ce l’ha fatta ed è morto: non sono esoscheletri ma il corpo dell’animale morto.

7°giorno
Nella notte qualche esemplare è morto, forse lo stress del cambio vasca oppure lo sforzo dovuto alla muta.
Ho cercato di togliere tutti i cadaveri, per fare questo ho dovuto aspettare la sera illuminare un angolo della vasca ed ho eliminato con una siringa aspirandoli tutti gamberettini che non si avvicinavano alla luce.
E’ anche vero che adesso la luce li attira, come detto sopra, molto di meno quindi devo stare attento di non aspirare esemplari vivi
Continuo l’alimentazione alternando i vari tipi di omogeneizzato che ho usato in precedenza.

8°giorno
Non è successo nulla di particolare escluso qualche morte degli esemplari più deboli.
Credo che il problema sia l’inquinamento che gli omogeneizzati lasciano nell’acqua, cerco di risolvere il problema cambiando sempre un po’ di acqua con quella proveniente dalla vasca principale.

9°giorno
Finalmente mi decido e provo con i naupli appena schiusi, i gamberetti sembrano gradire, ma non riesco a capire se si nutrono a sufficienza.
Per essere sicuri alla sera ho somministrato ancora omogeneizzato che comunque è sempre gradito.

10°giorno
Riprovo con i naupli che sembrano essere graditi, ma nella notte ho avuto altre perdite.
Sempre con il solito metodo cerco di eliminare gli esemplari deceduti.

11°giorno
Ormai gli esemplari sopravvissuti nuotano senza problemi e sembrano gradire sia i naupli che l’omogeneizzato.
Il problema secondo me è l’inquinamento dell’acqua della vaschetta dovuto ai residui del cibo che non riesco a somministrare in modo preciso a ciascun sopravvissuto.
Per il cibo alterno omogeneizzati e naupli.

12°giorno
Poche novità se non una costante e lenta morte di alcuni esemplari, sopravvivono solo quelli più grossi, che sono i prii a mangiare.

13°giorno
Non poso fare molto se non aspettare e sperare che i pochi sopravvissuti riescano a farcela.
Sono molto cresciuti, ,ma sono ancora troppo piccoli per dire che sono fuori pericolo.
Se li mettessi nella vasca principale sarebbero una preda troppo facile oppure sarebbero risucchiati di sicuro dal movimento delle pompe.

14° giorno
Nella morte sono morti tutti escluso uno.
Non credo stia bene neanche lui, si muove poco. Speriamo bene

15°giorno
E’ morto anche l’ultimo.

Credo che il problema maggiore sia la qualità dell’acqua, se all’inizio una vasca piccola può essere sufficiente con il passare del tempo le esigenze diventano maggiori e forse una vasca più grande avrebbe garantito stabilità nei valori.
E’ da verificare comunque almeno sono sopravvissuti un po’.

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