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Come già detto per molti altri invertebrati la
classificazione di queste specie è assolutamente incompleta,
addirittura in questo caso si hanno notizie relativamente
precise solo di quelle che vivono nell'Oceano Pacifico e Indiano.

Al contrario sono veramente tantissimi gli appassionati che
sono riusciti ad allevarli con successo. Fin dai primi anni
'70, quando sono stati importati i primi esemplari, sono stati
molto apprezzati e ricercati.
Quindi si può sicuramente affermare che si conosce
molto di più delle loro abitudini nelle vasche piuttosto
che nei mari aperti; si pensi che l'esatto numero di specie
è ancora ignoto.
I Corallomorfari sono l'anello di congiunzione tra gli anemoni
e i coralli duri. Questo ordine di invertebrati assomiglia
infatti moltissimo ai coralli duri con i quali ha in comune
tanti aspetti anatomici. I Corallimorfari mancano però
totalmente di strutture scheletriche.

Vediamo come in natura questi animali siano stati in grado di sviluppare
moltissime forme diverse adattandosi ai vari habitat, questo fattore
non facilita la divisioni in famiglie e in specie perchè la varietà
è veramente impressionante.
Questi invertebrati possono presentare e anche non presentare le alghe
zooxanthellae, ed è facile trovare delle specie che vivono sui
fondali profondi e altre invece che vivono in superficie o quasi.
Inoltre il disco orale dei Coralli morfari può avere dimensioni
di pochi centimetri fino alla dimensione massima di qualche decimetro;
anche la presenza dei tentacoli non è sempre la stessa: a volte
possono essere ben formati e dotati di piccole spazzole e a volte sono
solo accennati.
Con queste premesse si comprende come mai ancora oggi non si abbia una
esatta classificazione di questi animali e come sia difficile trovare
anche un metodo per poterli dividere in gruppi omogenei.
| Phylum |
Classe |
Sottoclasse |
Ordine |
Famiglia |
| Celenterati |
Scifozoi |
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Idrozoi |
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Antozoi |
Octocoralli |
Alcionacei |
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Helioporacea |
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Pennatulacei |
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Esacoralli |
Actiniari |
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Zoantiniari |
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Corallimorfari |
Corallimorphidae |
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Ricordidae |
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Discosomatidae |
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Scleractinie |
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Ceriantipatari |
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I polipi
Come visto in precedenza i Corallimorfari possono assumere
dimensioni diverse e si adattano a vivere praticamente dappertutto.
Vediamo un po' di anatomia per comprendere meglio come si nutrono e
quindi come cresco: allo stesso modo di altri polipi di altri ordini
hanno la cavità gastrovascolare che risulta delimitata da uno
strato di pelle chiamato endoderma, lo strato esterno di pelle
si chiama esoderma ed entrambi delimitano lo strato gelatinoso
intermedio.
Questo strato può assumere diverse consistenze: più molle
nel caso dei Discosoma e più duro e consistente nel caso
di Amplexidiscus e Corallimorphus. Naturalmente nel secondo
caso contribuisce a sostenere il polipo.
Come nel caso dei polipi dell' ordine degli Zoantiniari questi polipi
si dividono in due parti: la superiore chiamata capitilum
e il tubo inferiore scapus, il disco superiore
può essere dotato di tentacoli più o meno sviluppati che
possono essere retratti completamente oppure no.
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I tentacoli di un Corallimorfaro fotografato
da vicino. |
La cavità gastrovascolare è direttamente
collegata alla bocca nel disco orale come in quasi tutti i tipi di polipi,
in questo caso non risulta che abbia una funzione idrostatica per compensare
la differenza di pressione tra l'interno e l'esterno del polipo.
Interessante è il loro modo di nutrirsi, a parte le specie che
basano la loro dieta principalmente sui prodotti delle alghe zooxanthella
con cui hanno instaurato un ottimo rapporto di simbiosi, vi sono altri
che hanno un loro metodo personale per ottenere il cibo.
Si nutrono sempre dei piccoli organismi presenti nell'acqua ma non usano
direttamente i tentacoli per catturali. Hanno imparato a sfruttare il
movimento dell'acqua creando una specie di vortice intorno alla bocca,
qui la preda viene catturata e bloccata nella cavità gastrovascolare.
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Alcuni Corallimorfari si richiudono su se stessi
formando una sorta di palloncino per catturare la preda. |
Proprio per questo loro strano modo di nutrirsi si è
anche osservato che uno schiumatoio sovradimensionato e una intensa
filtrazione con carboni attivi rallentano la crescita, in quanto rendono
l' acqua troppo povera di sostanze nutritive.
Riproduzione
Fino ad ora in acquario è stata osservata solo
la riproduzione asessuale che permette alla colonia in breve
tempo di espandersi e coprire molte zone della vasca.
Capita spesso che la riproduzione avvenga in vari modi che possono essere
diversi a secondo delle varie specie: ad esempio può avvenire
per divisione in due o più colonie più piccole di colonie
più grandi Questa divisione può avvenire sia lungo l'asse
longitudinale che ad esempio per il distacco di alcune parti alla base
della colonia madre, quest'ultima è il metodo di riproduzione
più diffuso. E' praticata da tutti i coralli appartenenti a questo
ordine.
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Divisione di un Discosoma. |
Vi sono specie che invece preferiscono praticare la riproduzione
asessuale per frammentazione: un pezzo di colonia viene rotto
a causa di predatori o della corrente e cadendo a terra pone le
radici per un nuovo insediamento.
Alcune specie di Discosoma e Amplexidiscus praticano
questo tipo di riproduzione soprattutto se la colonia ha raggiunto
delle dimensioni notevoli, in questo caso è l'animale stesso
che stacca alcuni sui pezzi per aumentare le sue possibilità
di moltiplicarsi.
Altre specie di Rhodictas e a volte di Discosoma preferiscono
praticare il metodo di scissione longitudinale che è molto
più lento, ma crea tanti individui tutti uguali, come se
fossero dei cloni. In questo caso la riproduzione richiede settimane.
Dal punto di vista della riproduzione sessuale si sono fatte molte
esperienze in acquario che hanno consentito di osservare la facilità
con cui alcune specie di Rhodactis indonsinsis espellano
sia le uova e che lo sperma.


Questo in realtà è già abbastanza raro come
avvenimento per altre specie di invertebrati soprattutto se sono
tenuti in un acquario, invece questa specie sembra particolarmente
propensa ad espellere uova e sperma. Non si ha notizia di alcun
acquariofilo sia riuscito a portare a termine la riproduzione
sessuale.
Ad essere più esatti si sono fatti vari esperimenti e si
è giunti alla conclusione che questa specie predilige la
riproduzione sessuale o asessuale a secondo di vari fattori ambientali
di cui il principale è la temperatura, si è arrivati
alla conclusione che a secondo delle diverse temperature dell'acqua
gli animali siano in grado di "decidere" quale tipo
di riproduzione possa avere più successo.
Nel caso in cui questa specie pratichi una riproduzione asessuale
oltre ai soliti metodi di divisione longitudinale, talee, distacco
di frammenti, vi è un suo metodo particolare che si chiama
talea inversa.
In questo caso il polipo incomincia a raddoppiare il disco orale
da cui si formerà un nuovo corpo che poi metterà
radici altrove. Con questo metodo si previene anche la formazione
di colonie troppo grosse nello stesso posto, il difetto di questo
tipo di riproduzione è che richiede mesi.
Difese
Non presentano particolari tipi di difese chimiche come veleni
o sostanze tossiche.
Sono in grado di spostarsi molto lentamente, riescono addirittura
a muovendosi parecchi mm. in un mese. Questo lento movimento gli
permette di raggiungere luoghi più sicuri per loro. Si
può cadere nell'errore di pensare che la loro scarsa velocità
sia insufficiente per salvarli da eventuali contatti con altre
specie.
Alcuni invertebrati invece di spostarsi hanno imparato ad usare
un filamento mesenziale che in pratica avvolge gli animali
vicini come una specie di tentacolo ed essendo ricoperto di enzimi
digestivi distrugge le colonie adiacenti.
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Foto ravvicinata della bocca di un Corallimorfaro
che sta producendo il filamento mesenziale. |
Questa specie di tentacolo allungato esce dalla bocca
e in genere sembra che si crei solo alcune ore dopo che la
colonia è entrata in contatto con qualche animale pericoloso,
come altri invertebrati.
Questo metodo usato dai Corynactis californica può
essere usato anche per digerire grosse prede; comunque il
filamento raggiunge difficilmente la lunghezza di 5 cm quindi
non è molto efficace come difesa, a meno che l'altra
colonia non sia particolarmente vicina.
Dannosa per i componenti di questo ordine è la crescita
di alghe tipo Caulerpa tra la colonia stessa, ben presto
questa crea una irritazione che entro breve tempo può
portare gli animali al deperimento.
Attenzione perchè questi animali, soprattutto delle
specie Discosoma e Rhodactis, sono particolarmente
sensibili ad una malattia che poi si può facilmente
espandere ad altri invertebrati: Helicostoma nonatum.
Questa appare come gelatina sciolta sopra alla colonia, il
colore di questa sostanza è marrone chiaro; è
molto probabile se non quasi certo che l'infezione si propaghi
a tutta la colonia e infetti anche gli animali vicini.
L'unica soluzione è evitare l'acquisto degli invertebrati
infettati e lasciare in una vasca separata quelli che si sono
ammalati in seguito.
Allevamento in acquario
Come già detto non richiedono un grande controllo
della qualità dell'acqua e inoltre sono anche molto
belli da vedere.
Si adattano facilmente a diversi tipi di filtraggio e di mantenimento
della vasca, si è notato che resistono facilmente a
concentrazioni di nitrati vicino ai 40 mg/l. Riescono a vivere
bene anche in vasche prive di schiumatoio. In natura delle
grosse colonie sono cresciute vicino agli scarichi degli Hotel
o dei piccoli villaggi, questo è un indice di come
riescano ad adattarsi benissimo a molti tipi di condizione
che per altri invertebrati invece sono avverse.

I Corallimorfari non gradiscono un valore di pH troppo basso,
sarebbe maglio avere un valore pari a circa 8.2 oppure più
alto.
In acquario vi sono specie che richiedono una forte illuminazione
e altre che invece non necessitano affatto di questo particolare
attenzione, ad esempio sembra che la specie Discosoma
preferisca una scarsa oppure media illuminazione.
Per questa loro caratteristica spesso soffrono l'esposizione
diretta ai raggi della lampada HQI, quindi è meglio
esporli a una illuminazione indiretta, nascondendoli magari
sotto delle rocce sporgenti. Questo è l'unico modo
per far sopportare loro le intense radiazioni emesse dalle
lampade al mercurio. I raggi UV troppo intensi sono dannosi
perchè aumentano la concentrazione degli ioni negativi
O2, prodotti in eccesso dalle alghe zooxanthellae, che si
combinano facilmente con l'idrogeno a formare acqua ossigenata.
Quest'ultima in alte concentrazioni diventa indirettamente
tossica per l'organismo perchè le zooxanthellae incominciano
a produrre troppi particolari enzimi che risultano dannosi
al polipo ospite (gli enzimi vengono prodotti dalle alghe
stesse non dai polipi).
Attenzione però a non fare l'errore opposto e fornire
agli animali troppa poca luce perchè l'effetto finale
è lo stesso: la colonia deperisce. In questo caso l'invertebrato
preavvisa il pericolo sfiorendo lentamente e muovendosi sempre
di meno.
Il problema più grande è riuscire a far adattare
questi animali alle luce presente nelle vasche perchè
in natura la luce arriva non sempre con la stessa intensità,
infatti il movimento delle onde tende a smorzare i raggi del
sole e a fornire un fotoperiodo non costante. Questo in acquario
si può realizzare, ma non è strettamente necessario,
bisogna cercare di capire quando la colonia soffre e cercare
di trovare il posto adatto per le sue esigenze.
Le famiglie
Vediamo nel dettaglio le tre famiglie che appartengono
all'ordine dei Corallimorfari:
E' assolutamente vietata la riproduzione, anche
parziale, del testo e delle foto presenti in questo articolo,
senza il consenso dell'autore.
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