Tutte
le foto sono di Roberto Sozzani.

Femmina del gamberetto Dasycaris zanzibarica (11 mm.) commensale
su un corallo.
Nel
linguaggio comune, con il termine simbiosi, si intende il particolare
rapporto che si instaura tra due individui di specie differenti.
Il termine deriva dal greco ed è l'unione di due parole che significano
rispettivamente: insieme e vivere.
Si noti che la relazione interspecie può avvenire all'interno
del mondo animale, all'interno del mondo vegetale e tra specie del mondo
animale e del mondo vegetale.

Amphiprion ocellaris e Amphiprion perideraion, protetti dalle attinie:
un classico esempio di simbiosi.
Vediamo, con
una rapida spiegazione, come e in che modo possano nascere le relazioni tra individui di specie diverse.
In realtà l'interrelazione che si instaura molte volte non è
un vero rapporto paritario: vi sono casi in cui solo uno dei due individui
ne trae vantaggi ed altri in cui addirittura uno dei due risente negativamente
di questo rapporto così stretto.
Quindi la relazioni tra specie diverse può essere sia positiva
che negativa.
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Il condominio:
in questa Pennatula
vediamo al centro il minuscolo granchio 'Porcellanella triloba' detto appunto
della Pennatula. Sul corpo dell'invertebrato gamberetti di pochi
millimetri. Sopra e sotto il granchio, tra le diramazioni, si intravvedono
altri minuscoli gamberetti e granchi (per individuarli cercate gli
occhi).
Un incredibile, ma non raro esempio di commensalismo. E' estramamente
frequente infatti incontrare Crinoidi, Alcionacei o altri invertebrati
sui quali si nascondono un infinità di piccoli organismi
che assumono il colore dell'animale che li ospita: dai piccoli gamberetti,
ai granchi, alle ofiure, ai Gobidi, ai Gasteropodi, ecc. |
Se
specie diverse usano le stesse risorse è ovvio che prima o poi
entreranno in contatto, non per cercare un rapporto di collaborazione,
ma per entrare in competizione; questo è il tipico esempio di
rapporto negativo.
Può capitare che una specie riesca a sopraffare l'altra, ma è
più probabile che il risultato sia una diminuzione della popolazione
di entrambe le specie, in modo tale da raggiungere un equilibrio e dividersi
l'habitat.

Il granchio Hoplophrys oatesii commensale su una Dendronephthya - Gobide su un corallo.
Altri
tipi di rapporto che possono essere indicati come negativi sono quello
tra predatori e prede e quello tra organismi parassiti e loro
ospiti.
Con "parassitismo" si intende quel rapporto tra due specie
che alla fine porta alla morte o al deperimento di uno dei due individui,
mentre l'altro trae solo vantaggi.
Al contrario come positivi si indicano i seguenti tipi di rapporto:
- Inquilinismo;
- commensalismo;
- protocooperazionismo;
- mutualismo.
Questi rapporti sono stati elencati seguendo una certa logica evolutiva:
è probabile che all'inizio i primi rapporti tra individui diversi
sia nata come semplice condivisone degli spazi (inquilinismo), per poi
svilupparsi nel tempo fino ad arrivare a relazioni più stabili
e strette (mutualismo).
Idroide inquilino di una Attinia - Gamberetto Periclimenes tosaensis
commensale in una Plerogyra.
Con
"commensalismo" si intende un rapporto in cui un individuo
non trae nè vantaggi nè svantaggi nel rapporto
con l'altro individuo, ma è quest'ultimo quello che ci guadagna nell'interrelazione.
Per questo motivo spesso si è
sentito parlare di "inquilinismo". Con questo termine si intende
che due specie occupano pacificamente lo stesso spazio.
Con "protocooperazionismo" si intende il rapporto tra due
individui di specie diverse che traggono entrambi vantaggi dal loro
vivere insieme, ma la loro relazione non è obbligatoria.
Con "mutualismo" si intende il rapporto tra due individui
di specie diverse che traggono entrambi vantaggi dal loro vivere insieme,
ma la loro relazione è obbligatoria.
In natura quindi il rapporto tra le varie specie è molto diverso;
questo dipende dalla grande varietà di specie che ci sono nei
fondali marini e nelle acque dolci e non solo; il termine simbiosi,
come già detto, viene usato sia per il mondo animale e vegetale,
sia per il mondo sommerso e terrestre.
Ecco una comoda tabella dei vari casi esaminati:
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Neutralismo
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le specie non hanno relazioni tra di loro
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Competizione
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le specie condividono le stesse esigenze contendendosele
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| Protocooperazione |
entrambe le specie traggono vantaggio dal loro rapporto
obbligatorio
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Mutualismo
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entrambe le specie traggono vantaggio dal loro rapporto non
obbligatorio
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Commensalismo
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una specie trae dei vantaggi, l'altra non ottiene nulla, ma
non perde nulla
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Inquilinismo
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una specie trae dei vantaggio, l'altra no
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Parassitismo
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una specie ottiene dei forti vantaggi, l'altra addirittura ne
soffre
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Predazione
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Una specie domina sull'altra
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Gli
individui di specie diverse, seguendo la linea
evolutiva, con il passare del tempo hanno imparato ad interagire tra di loro; a volte sfruttando
debolezze di altre specie (parassitismo), a volte rafforzando il legame
con altre specie per poter vivere meglio (commensalismo o mutualismo).
Si pensi, come esempio più evidente, a quelle specie che sono
troppo deboli per fronteggiare apertamente avversari, perché non
sono sufficiente forti e trovano allora riparo presso individui di specie diversa.
Anche in questo caso le possibilità sono tantissime.

Gobidi Bryaninops yongei e il Gamberetto Dasycaris zanzibarica commensali
su dei coralli.
Vi sono alcune teorie che sostengono che i predatori non sono altro
che dei parassiti di altri animali, che gli erbivori
sono parassiti del mondo vegetale e così via.
Comunque tutti si sono evoluti nel tentativo di poter ottenere lo
stesso fine: vivere e procreare.
Nel fare questo, le varie specie si sono adeguate cercando di espandersi
e sfruttare al meglio quello che la natura gli aveva fornito; questa
competizione spesso è finita in cooperazione, nel tentativo di
occupare tutto l'ambiente a disposizione.
Facciamo una precisazione: il mondo animale deve ancora rivelare molti
dei suoi segreti quindi, quando facciamo una divisione tra animali commensali,
inquilinisti, ecc., non si può essere molto precisi perchè
spesso la linea di confine non è ben definita ed è facile
passare da un gruppo all'altro.
Vi sono varie ipotesi su come le prime specie abbiano incominciato a
collaborare tra di loro: la più plausibile sostiene che i primi
rapporti tra individui di specie diverse siano incominciati come dei
rapporti di inquilinismo.
Molte conchiglie, poriferi e tubi di anellidi policheti ospitano al
loro interno organismi commensali che sono dei semplici inquilini, ovvero
non sono nè pericolosi nè utili.
Attenzione, come già detto sopra, in alcuni casi la linea di
separazione tra inquilinismo e commensalismo è veramente sottile,
poiché un animale potrebbe usare l'ospite per ottenere alimenti,
che nella maggior parte dei casi sono i rifiuti organici e resti di
cibo.
Vediamo alcuni esempi di inquilinismo che a volte possono sfociare in
commensalismo:
la conchiglia Haliotis lamellosa è l'organismo che ospita
il Bataeus che è un gamberetto di mare.
Un'altra conchiglia che offre ospitalità ai granchi della specie
Pinnotheres e ai gamberetti della specie Pontonia è
la Pinna nobilis; in questo caso, come nel precedente, si offre
un riparo dall'attacco di predatori.
Altro esempio tipico è un pesciolino del mediterraneo, il Fieraster
che vive alla fine dell'intestino delle Oloturie. Esce solo per
procurarsi il cibo e vi rientra appena ha finito la sua ricerca. Il
pesce vive così in un posto sicuro, ma non si capisce cosa ottenga
l'ospite.

Gamberetto Periclimenes venustus commensale in una Sclerattinia e
Gobide Pleurosicya boldinghi su due tipi di Dendronephthya.
Adesso parliamo di commensalismo.
Vi sono moltissimi esempi di questo tipo di rapporto in cui una delle
due specie trae enormi vantaggi e l'altra, almeno a prima vista, non
ne risente, ma neanche si avvantaggia di questa situazione.
Vi sono spugne che riescono ad offrire la stessa protezione di una conchiglia,
ma a tantissimi individui di specie diverse. Le spugne, infatti, spesso raggiungono dimensioni
notevoli, mentre gli ospiti no. Sono state individuate spugne così
grandi che al loro interno contenevano più di 1000 individui:
piccoli gamberetti, gobidi, gasteropodi, ofiure e granchi. Ad esempio
la spugna Speciospongia può ospitare molti esemplari di
gamberetto Spongicola. Lo stesso può accadere con altri
invertebrati che possono raggiungere grosse dimensioni, come i Crinoidi
e gli Alcionacei.
Come
si può immaginare l'organismo commensale entra nell'ospite nella
prima fase della sua vita e non vi uscirà mai, o quasi mai, per
il resto della sua vita, legando le sue sorti a quelle dell'ospite.
Spesso i piccoli commensali muoiono all'interno dell'animale ospite;
questo è forse uno dei vantaggi che l'invertebrato trae dal
rapporto con l'altra specie: materiale organico. Gli avanzi di
cibo consumato, i loro resti organici e, alla fine, il loro cadavere
è quello che gli invertebrati guadagnano dal loro rapporto con
gli organismi ospitati al loro interno.

Gobidi commensali di una Dendronephthya, una Spugna ed una Gorgonia.
L'evoluzione seguente è la protocooperazione, che significa
un vantaggio chiaro e preciso per tutti e due gli individui.
Molti cnidari si attaccano al carapace di alcuni granchi: in questo
modo gli invertebrati sono trasportati in giro e possono catturare molto più
facilmente il cibo, mentre i granchi si mimetizzano meglio e vengono
protetti dalle sostanze velenose dei tentacoli degli cnidari. In quest'ultimo
caso, comunque, il granchio non dipende necessariamente dallo cnidario
e viceversa.
Anzi a volte questo tipo di rapporto è sfociato nel parassitismo
perchè l'invertebrato, crescendo troppo, ingloba il granchio e
alla fine lo soffoca.

Vir philippinensis (Bubble Coral Shrimp) - Helcogramma striatum.
Come
anticipato, la linea di confine non è molto precisa.
La naturale evoluzione del protocooperazionismo è il mutualismo:
organismi che non riescono a vivere separati.
In effetti la naturale evoluzione del protocooperazionismo è
proprio il rapporto di stretta dipendenza tra due specie: ovvero
quando le due specie riescono a sopravvivere solo insieme.
In natura vi sono vari esempi: il più evidente è la relazione
che si instaura tra alcune specie di paguro "Bernardo" e
di anemone.
In realtà, a seconda delle specie di paguro e anemone e dalla
particolare situazione ambientale, il loro rapporto è a volte
protocooperazionismo e a volte mutualismo.
I primi hanno compreso che i tentacoli urticanti dell'anemone li possono
proteggere, i secondi invece hanno capito che l'essere trasportati aumenta
il movimento dell'acqua e quindi la possibilità di ottenere cibo.
Non si pensi che sia solo uno dei due a cercare l'altro; vi sono casi
in cui è il paguro che si carica sul guscio l'anemone (Pagurus
arrosor) e casi in cui è l'anemone che cerca un guscio di
paguro (Calliactis parasitica).
In alcuni casi il rapporto non è obbligatorio: ci sono infatti
dei paguri che non trasportano attaccato al guscio nessun anemone; si
pensi alla famiglia dei Diogenidi.

Il paguro Dardanus pedunculatus con due Attinie - Camposcia
retusa (Granchio decoratore) con pezzetti di spugne, conchiglie, alghe,
ecc.

Un granchio in simbiosi con Cassiopea andromeda - Lauriea
siagiani (Galatea della spugna).

Cyclocoeloma tuberculata
Spesso
questi paguri hanno l'abitudine di utilizzare lo stesso anemone quando
crescono e sono costretti a cercarsi una conchiglia più grande. Essi staccano
l'anemone dalla vecchia conchiglia e lo posizionano su quella nuova.
In natura sono stati fatti moltissimi studi, ma anche un semplice acquario
può essere un ottimo biotipo per studiare questo particolare
tipo di simbiosi.
Gli anemoni nelle vasche si spostano fino a quando non trovano un posto che
li faccia sentire a loro agio. Se si attaccano ai vetri della vasca,
è stato riscontrato che il legame che riescono ad avere con la
superficie liscia del vetro è molto forte.
In genere questo legame è più forte di quello che l'anemone
riesce ad instaurare con una roccia; ciò nonostante non è
così forte come quello che può instaurare con il guscio
di un paguro.
Si è visto, infatti, che se si introduce un paguro nella vasca,
l'anemone stesso comincerà a staccarsi dal vetro, o dalla roccia
cui si era attaccato, per cercare il guscio del paguro.
Anche il paguro si avvicinerà all'anemone e incomincerà
a stimolarlo con dei movimenti delle chele fino a quando l'anemone non
si attaccherà al guscio del paguro.

Granchio Naxioides taurus in una Dendronephthya - Ofiura su una spugna
- Gamberetto Periclimenes imperator nelle branchie di una Ballerina
spagnola (Hexabrancus sanguineus).
Una volta che l'anemone si è attaccato al paguro, difficilmente si riuscirà
a staccarlo; il legame che si instaura tra i due è infatti molto forte.
Ecco un elenco più completo di paguri che si comportano in questo
modo Dardanus arrosor, Eupagurus bernhardus, Eupagurus prideauxi,
Pagurus arrosor, Pagurus prideaxi e Paguristes oculatus legandosi
all'anemone Adamsia palliata e Calliactis parasitica.

Ofiura commensale su una Dendronephtya, Pesce ventosa del
crinoide (Crinoid cling fish).
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