Eliminazione dei graffi
Per eliminare graffi leggeri è necessaria della polvere
di ossido di cerio, un pezzo di legno e dei comuni feltrini.

Incollare con il suo biadesivo il feltro al legno.

Spargere un po' di polvere di cerio sulla parte da trattare, se il
vetro è in verticale la polvere va sparsa sul feltro.

Impugnare saldamente e iniziare a strofinare con tutta la forza disponibile.
Effettuare movimenti avanti ed indietro e circolatori. L'operazione
è molto faticosa e può durare diversi minuti.
Attenzione, funziona solo con graffi superficiali, se i graffi sono
profondi l'operazione è ininfluente.

Incollaggio delle lastre di vetro
Per incollare il vetro si utilizza il silicone (siliconi strutturali
a reticolazione acetica).
Ci sono poche multinazionali che producono silicone, le altre aziende
non fanno altro che prendere questi siliconi puri, metterli nei loro
barattoli e tagliarli con dei solventi, maggiore è la quantità
di solvente utilizzata minore è la qualità del silicone
e la resistenza ai raggi ultravioletti (si deteriora e si stacca più
velocemente) e minore il prezzo.
Per garantire una buona tenuta e durata si consiglia di utilizzare
Siliconi di ottima qualità. Orientarsi pertanto su siliconi
puri come ad esempio General elettric o il Down corning (il Saratoga
ad esempio non è altro che Down corning tagliato).
Può essere utilizzato indifferentemente silicone trasparente
o nero. Il secondo è esteticamente più bello ma più
difficile da lavorare (si notano subito eventuali imperfezioni).

Il beccuccio va tagliato di circa 45°. In questo modo nel momento
della stesura rimane parallelo al vetro

Fondamentale per evitare perdite è stendere il silicone in
modo uniforme in una sola passata su tutto il bordo del vetro, senza
interruzioni. La molla delle pistole per silicone si arrugginiscono
facilmente e spesso si incastrano durante l'operazione. Per evitarlo
lubrificare bene la molla ed il tubo in metallo scorrevole.

Il silicone va steso con decisione, diritto e in una sola passata.
Per aiutarsi a stendere diritto il silicone appoggiare il dito al
vetro ed il beccuccio al dito. Fate scorrere il dito su tutto il bordo
del vetro e nel contempo stendete il silicone. Usate dei guanti da
chirurgo per non sporcarvi le mani.

Unite le due lastre premendo leggermente facendo fuoriuscire il silicone
in esubero. Non toccate il silicone fuoriuscito ed aspettate 24 ore.

Quando il silicone è indurito è più semplice
toglierlo utilizzando una lametta. Incidete prima da un lato e poi
dall'altro.

Il silicone in questo modo si stacca facilmente e la finitura risulta
precisa. Eventuali aloni di silicone rimasti vanno rimossi con la
lametta.

Nella foto sotto i vetri saldati con il silicone rifinito all'esterno
e all'interno. Questo tipo di saldatura se stesa correttamente è
assolutamente sufficiente ad evitare perdite.

Se non siete sicuri del lavoro fatto, potete stendere un altro strato
di silicone all'interno.
Posizionate due strisce di carta adesiva a tre/quattro millimetri
dallo spigolo interno.

Stendete nuovamente il silicone.

Questo strumento è utilissimo per effettuare finiture precise.

Raccogliete, prima che il silicone asciughi, il silicone in esubero.
Togliete le strisce di carta adesiva.

Nella foto sotto i vetri con l'angolo riempito di silicone.
In vasche di misure superiori ai 100/120 cm, per aumentare il quantitativo
di silicone interposto è meglio inserire dei microspessori
(ad esempio una strisciolina di pvc dello spessore di un millimetro).
Quando il silicone si sarà indurito i microspessori vanno sfilati.
Il buco rimasto va riempito bene di silicone da entrambi i lati.

In questi casi è anche meglio incollare dei tirantini di vetro
sul perimetro del fondo della vasca.

Pulizia del vetro.
L'acetone è utile per eliminare tracce leggere di silicone.

Per la pulizia del vetro prima e dopo la lavorazione con il silicone
è molto efficace utilizzare una miscela al 50% di alcool e
ammoniaca. La miscela ottenuta va spruzzata sulle lastre con un nebulizzatore.
Queste ultime vanno poi strofinate con un panno in microfibra. In
seguito risciacquare abbondantemente con acqua.

Il vetro e le sue caratteristiche (di Gabriele
Andreoni)
Premettiamo che non vogliamo fare un discorso preciso sulla
produzione del vetro, ma solo una spiegazione veramente semplice
sul perché di certe cose: non entreremo nei particolari e
non saremo precisi, speriamo che nessuno ce ne voglia!
Le vasche dei nostri acquari sono costruite principalmente
in vetro che è un materiale che viene apprezzato per la sua
trasparenza, resistenza agli agenti chimici ed atmosferici
(che nessuno provi a verificare queste parole fidatevi che
è meglio!); però ha il difetto di essere poco elastico (anche
qui direi di lasciare da parte qualsiasi idea di fare una
verifica).
Detto in poche parole, stiamo parlando di come si rompe un
vetro; si spera sempre che non capiti, ma, a volte, succede
e allora sono dolori per noi che vediamo distrutto il nostro
acquario, ma soprattutto per i nostri amici pesci che vedono
distrutta la loro casa.
Visto che trovarsi la casa allagata non è il sogno segreto
di nessuno di noi (almeno credo), cerchiamo di spiegare con
poche parole e semplificando al massimo, cosa si nasconde
dietro una semplice rottura di un vetro.
Incominciamo con una veloce spiegazione di come si producono
le lastre di vetro, a noi interessano solo le lastre, perché
così possiamo capire più facilmente una delle cause che possono
portare alla rottura dell’acquario.
La temperatura di fusione del vetro è molto alta, questo impone
l’uso di particolari stampi in materiale refrattario (materiali
che resistono alle alte temperature, quando sono caldi è meglio
non avvicinarsi) o in ghisa, l’importante è che il vetro sia
ancora ben fluido, perché, in caso contrario, non lo si potrebbe
lavorare.
Il cosiddetto vetro piano può essere fabbricato con diversi
metodi: vediamo di studiarne uno, forse il più bello da vedere,
ma non è l’unico, per analizzare poi le conseguenze pratiche
che ci interessano.
Ecco il processo di produzione, relativamente recente, che
può essere riassunto molto velocemente in questo modo: il
vetro liquido nei forni viene messo sopra un letto di metallo
fuso che costituisce la base piana e, attraverso un forno
a tunnel, viene raffreddato e poi lavorato per ottenere ogni
sua variante piana. In questo modo, si sfrutta l’intervallo
di temperatura in cui il vetro è allo stato plastico e si
comporta quasi come se fosse gelatina, ma il vetro è molto
più fluido. Con questo metodo produttivo una delle due facce
della lastra di vetro è a contatto con metallo liquido mentre
la faccia superiore è a contatto con l’ambiente esterno. La
lastra poi subisce altre lavorazioni e viene anche ripetutamente
spostata fino ad arrivare all’acquariofilo che sta pensando
di costruirsi la sua vasca nuova.
Nelle lastre, di conseguenza, si possono formare dei micro
tagli che, a occhio nudo, sono invisibili. Tutti abbiamo presente
i sacchetti di plastica usati per fare la spesa; se sono integri
riescono a reggere anche pesi abbastanza elevati. Sarà capitato
a tutti di vedere rompersi dei sacchetti che magari non erano
neanche stati riempiti tanto: perché queste rotture? In genere
capita perché nel sacchetto era presente un tagliettino che
magari a prima vista sembrava piccolo e innocuo, ma in realtà,
quando viene riempito il sacchetto, lo sforzo si concentra
maggiormente intorno ad esso e la plastica, non reggendo più
il peso, si rompe: ecco spiegato a grandi linee l’effetto
di intaglio (attenzione se volete provare vi sconsiglio di
farlo con la spesa soprattutto se avete comprato le uova).
Lo stesso problema si presenta con le lastre di vetro che
sono soggette ad una scarsa elasticità e quando, per qualche
motivo, (può essere un colpo o altro) vengono sollecitate
nelle vicinanze di un’imperfezione si possono rompere. Ecco
spiegato perché, a volte, le vetrate colpite da una pallonata
non vanno in frantumi e altre (la maggior parte dei casi,
quindi fate un po’ voi…) invece, si rompono.
Adesso non preoccupatevi se nel vostro acquario ci sono dei
graffi sul vetro il problema si presenta quando ci sono una
serie di cause che si accaniscono contro di noi; ad esempio
il vetro deve essere molto sollecitato quindi una causa è
averlo scelto troppo sottile (esistono delle tabelle apposite
in cui si tiene conto di questo attraverso dei coefficienti
di sicurezza), oppure, non sappiamo bene per quale motivo,
avete deciso di giocare a calcio prendendo a calci il vetro
dell’acquario (io lo sconsiglio primo perché i pesci ne soffrirebbero,
secondo perché il vetro alla fine può essere duro da rompere).
Questo non vuol dire che il vetro sia fragile e, prima o poi,
toccando il punto giusto si romperà, ma vuol dire che quando
decidete di autocostruirvi un acquario dovete porre particolare
attenzione alla scelta dei vetri prima di trovarsi con delle
brutte sorprese.
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