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Questo progetto può essere utile a chi vuole automatizzare,
la fertilizzazione nell’acquario d’acqua dolce,
o la somministrazione di determinati oligoelementi nell’acquario
marino. Il principio di funzionamento è l'inverso delle
locomotive a vapore: un movimento rotatorio viene trasformato
in uno oscillatorio. In pratica, il disco di un timer, ruotando,
spinge lo stantuffo della siringa su e giù; quest’ultima,
infine, viene collegata ad un meccanismo a pompa. Per inciso,
la parte relativa al timer, l’ho ripresa da un sito
internet, l’altra è "farina del mio sacco".
Questo progetto, rispetto a molte altre soluzioni presenti
in internet, ha i seguenti vantaggi:
E’ pratico e di non difficile realizzazione.
E’ economico. La spesa principale riguarda un timer
giornaliero di tipo meccanico.
E’ privo di rischi da eccesso di somministrazione.
Se vengono rispettate le precauzioni, in caso di malfunzionamento,
al massimo si può ridurre o bloccare l’erogazione.
Prevede una lenta cessione. La somministrazione, non avviene
in pochi secondi, ma in diverse ore. La quantità erogata
va da 0 a 1 ml circa.
Materiale necessario
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1 timer giornaliero, meccanico
(le immagini successive si riferiscono ad un timer
della GBC cod.49.6930.150).
2 dosatori (recuperabili da contenitori di sapone
liquido per le mani).

Le valvole vere e proprie, sono 2 mini sfere di
acciaio che, per gravità, tengono chiusi
i fori degli attacchi, ed impediscono all'acqua(aria
e fluidi + o - viscosi) di scendere, ma non di
salire.
Minuteria che ho utilizzato, vale a titolo orientativo
(utilizzate quello che vi trovate a casa)

N° 1 Uno spezzone di profilato in allumino
a "C", misure cm 8 x cm 2, adatto a
contenere la siringa.
N° 2 Una siringa da 2,5ml-5 ml(acquistabili
in farmacia a 0,25 euro). Per una somministrazione
di circa 10-12 gocce, quella da 2,5ml, dovrebbe
essere più che sufficiente.
N° 3 Una staffa ad "L", misure lato
corto cm 2,5 e lato lungo cm 3,5, larghezza cm
1,5.
N° 4 Un pezzetto di plastica rigida(meglio
ancora della basetta per stampato) misure cm 5,5
x cm 1.
N° 5 Un bulloncino da mm 3 x 16.
N° 6 Tre bulloncini da mm 3 x 10.
N° 7-8 Sei dadi da 3mm e rondelle relative
al 5 e 6.
N° 9 Una rondella da 3,5 - 4 mm
N° 10 Due viti x legno, lunghezza 1 cm.
N° 11 Due dadi da 4mm.
N° 12 Un pezzetto di classico tubo per acquariofilia
(quello rigido verde), circa 4 cm.
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Realizzazione
I Fase
Prendete il profilato di alluminio n°1 e praticate un
foro da 3mm, a circa 1,5 cm dall’ estremità,
poi, con un seghetto, praticate un taglio trasversale, a circa
5mm dall’esterno, in modo da poter inserire le "alette"
della siringa.
Incastrate le alette, si fissa definitivamente la siringa,
con del nastro adesivo.
Nel lato corto della staffa n°3, al centro, praticate
un foro da 3mm, e due fori da 3mm sul lato lungo, a circa
5mm dall’estremità(distanza tra i fori 10mm,
vedi fig 9). Utilizzate, il bulloncino n°6, la rondella
n°9, tra profilato e staffa, poi rondella n°8, dado
e contro dado n°7. Stringete, in modo che la siringa possa
oscillare liberamente. Con una tenaglia, tagliando l’estremità
della siringa, realizzate una specie di rettangolino, e praticate
un piccolo foro trasversale. Fate passare una graffetta e
con una pinza create un piccolo anello.
Alla fine dovreste avere qualcosa di simile alla fig3.

Fig 3.

Fig 4.
II Fase
Prendete il timer e svitate le 4 viti posteriori; tolto il
coperchio dovreste trovare qualcosa di simile alla fig4. La
parte del disco è ad incastro. Per smontarla, dovete
fare leva nei quattro punti segnati dalle freccie, facendo
particolare attenzione a non rompere le linguette in plastica
indicate in giallo. Aiutatevi con un piccolo cacciavite. Sollevata
delicatamente la copertura, dovreste trovare qualcosa di simile
fig5..
Segnatevi la posizione degli ingranaggi e toglieteli, per
il momento. Il componente indicato dalla freccia, presenta
qualche difficoltà al momento della chiusura, si può
anche levare(in questo modo però, rinunciate alla funzionalità
propria del timer).
Adesso dovete forare la parte superiore del timer, vedi fig
6-7. Praticate 2 fori da 3mm distanti tra loro 10 mm, al centro,
distanti dalla parte inferiore 10 mm.

Fig 5

Fig 6
Fig 7
Fig 9
Fig 7
Fig 10
III Fase
Facendo delicatamente leva sulle linguette segnate in fig10,
spingete la parte centrale verso l’esterno. Una volta
sganciata, avrete 3 pezzi fig11

Fig 11
Prendete il disco orario e praticate, in posizione centrale,
2 fori da circa 2mm, in corrispondenza delle 12/24 Fig 12.

Fig 12
Potete utilizzare una pinza e un chiodo riscaldato su una
fiamma, ma fate attenzione, perchè, se troppo caldo,
si rischia di deformare, irrimediabilmente, la circonferenza
interna.
Quindi prendete il n° 4 e le viti n° 10 della fig2,
e praticate i due fori corrispondenti al disco orario, della
larghezza giusta, per le viti legno. Sempre sul n° 4 praticate
una scanalatura da 3mm x 15 mm, inserite la vite lunga n°5,
le rondelle n°8 e i due dadi n°7, in modo da avere
un perno rigido. Utilizzate i due dadi n° 11, come due
distanziatori(per compensare lo spessore della vite n°5).
Vedi Fig13 –14

Fig 13

Fig 14
Verificate che la siringa sia in asse con la staffa, in particolare
tra il suo gancio e il perno. Fig15
Smontate quello che avete appena avvitato, posizionate tutti
gli ingranaggi al loro posto(mettete un pò di grasso)
ed iniziate a rimontare il timer(senza mettere il "tappo"
per il momento) secondo questa sequenza: figg.16-17-18

Fig 15

Fig 16

Fig 17

Fig 18
Ora potete montare il tappo, messo in linea, basta spingerlo.Verificate
che il disco orario giri perfettamente e senza particolare
sforzo, quando viene agganciata la siringa. Il pistone sale
e scende, e la siringa oscillando deve poter assecondare il
movimento del disco.
IV Fase
Adesso prendiamo i dosatori, vedi Fig1. Sono classiche pompette
a molla. Vanno smontate completamente, togliendo il beccuccio
fate attenzione a non perdere la sferetta di acciaio all’interno.
Aiutatevi con un grosso cacciavite come in Fig19

Fig 19
Della prima, dovete eliminare la molla che non serve; all'interno
il pistoncino deve rimanere fermo(tanto c'è la siringa
che funge), bastano alcune goccie di super attack.
A metà circa praticate un foro, per l'innesto del
tubo rigido n°12, infine, mettete un pò di attack,
vedi fig20.
Della seconda, tolta la molla, dovete semplicemente bloccare
con un pò di attack il pistoncino, quindi va unita
alla prima, sfruttando gli incastri tra lo stesso tubicino
in dotazione, indicato in a, e del tubicino b, più
piccolo(rimediato da un normale spruzzino) vedi figura fig21.
Lo stesso tubicino b inseritelo nell’attacco superiore,
così non si corre il rischio di perdere la sferetta.
In entrambi casi, non forzate il tubicino b fino in fondo
altrimenti bloccate le sferette.
Nota: funziona anche con una sola pompetta, la seconda serve
a fissare meglio il numero di goccie in fase di taratura.

Fig 20

Fig 21
Adesso potete fare i collegamenti. Consiglio di tagliare
con un cutter l’attacco dell’ago, quindi, inseritelo
con un pò di attack nel tubo e poi innestatelo nella
siringa.

Fig 22

Fig 23
Per controllare l’erogazione, consiglio di utilizzare
piccoli contenitori, così potete verificare meglio,
il graduale svuotamento del serbatoio.

Fig 24

Fig 25
Risultato finale figg. 24-25: da notare, le due pompette
"impilate", CHE DEVONO STARE NECESSARIAMENTE IN
VERTICALE, e il contenitore in vetro che assicura una maggiore
stabilità e nasconde all’interno la pompetta
inferiore.
V Fase
Il sistema è autoinnescante. Basta girare, manualmente,
il disco; verificate che non ci siano più bolle d’aria.
Per riempire il tubo, che va dalla pompetta alla siringa,
staccatelo, per un attimo, da questa. Quindi, sollevando il
contenitore, per caduta, il tubo, inizierà a "sifonare".
Per fare la taratura iniziale, girate molto lentamente il
disco e controllate il numero delle gocce che escono dal tubo
in alto. Per diminuire il numero delle gocce, bisogna spostare
il perno della fig14, verso il centro, viceversa, per aumentarle.
Purtroppo è necessario, verificare, che tale taratura
manuale, corrisponda a quella automatica (occorrono 24 ore,
armatevi di pazienza!). Quest’ultima, generalmente,
è leggermente inferiore, è dipende da tanti
fattori, in primis dalla lunghezza e dall’ "elasticità"
dei tubi utilizzati per i collegamenti.
Per stabilire i tempi di erogazione, procedete in questo
modo:
Girate, molto lentamente, il disco e segnatevi quando cade
la prima goccia, nel mio caso, alle 24.
Poichè mi interessa l’erogazione, a partire
dalle 11 del mattino, sommerò 13 ore, al momento della
programmazione del timer. Esempio: ore 17,00, regolo il timer
come se fossero le 6,00(17+13=30 cioè 24+6). Risultato:
ogni giorno, tra le 11 e le 19, verranno erogate 10 gocce.
PRECAUZIONI (Banali, ma meglio ribadirle.......)
Il tubo di uscita, deve stare, sempre, ad un livello più
alto, rispetto al contenitore/serbatoio, pena, un effetto
sifone, e quindi un sovradosaggio sicuro.
Evitate assolutamente, schizzi d’acqua al timer, tanto
per ricordare va a 220 volts. Assicuratevi, che l’attacco
della siringa, sia ben fisso, per evitare che fuoriuscendo
dell’acqua, si crei un rischio di folgorazione. Se va
messo ad una presa a muro, inseritelo con la siringa rivolta
verso il basso.
Nel timer prerso in esame, e anche nella maggior parte dei
modelli simili, le viti, in metallo, da inserire, saranno
ben lontane dai collegamenti elettrici. Tuttavia, vi sono
modelli di timer compatti, dove questo spazio non esiste,
quindi, in tali casi, evitate di procedere.
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