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Questo articolo è rivolto ai principianti e vuole essere
una mini guida per quelle persone che nonostante le innumerevoli
prove non sono mai riuscite ad avere dei risultati soddisfacenti
con le proprie piante.
Il Perché delle piante in acquario.
Tutti voi avrete prima o poi visto delle immagini di acquari,
che oltre ad essere un contenitore di pesci, sprigionavano il
fascino di un pezzo di natura incastonato tra i vetri (citazione
andrea dis)
Il fascino di pesci sani e piante rigogliosissime colpisce subito
qualsiasi osservatore e l’armonia tra gli elementi che questo
sprigiona regala pace e tranquillità ad un qualsiasi osservatore.
Le piante in acquario però, oltre che ricoprire un aspetto
decorativo, rivestono un ruolo biologico fondamentale, aiutano
l’ecosistema chiuso assorbendo sostanze nocive (composti
azotati) donando stabilità al sistema.
Le piante inoltre durante il giorno producono ossigeno, che è
di fondamentale importanza per la vita di tutti gli organismi
viventi, pesci, batteri, ecc..

Cosa serve alle piante per crescere ?
Se a un pesce non date da mangiare, questo nel giro di poco presenterà
dei segni molto visibili di malessere e alla fine morirà,
ma se voi vi ricorderete di esso dando del cibo, questo continuerà
la sua vita regalandovi magari dei bei piccoli.
Per le piante funziona più o meno nella stessa maniera,
solo che i parametri da rispettare non sono il semplice dare da
mangiare e quindi spesso si incorre in errori grossolani.
Non sempre, inoltre, all’occhio inesperto, è possibile
vedere dei segni tangibili di carenze. Quindi, il fornire quello
che manca, non avviene di solito nei tempi minimi.
Alle piante in acquario servono fondamentalmente 4 cose:
· Luce
· Sostanze nutritive
· Fondo
· Acqua
La luce
Questo capitolo è forse quello più complesso da
trattare, anche perché non si sono mai fatti degli studi
approfonditi su tutti i vari aspetti della questione.
Uno degli aspetti sempre e comunque sottovalutati a riguardo della
luce è la quantità. Spesso si sentono delle formule
alchemico matematiche che dovrebbero risolvere ogni problema,
es. i famosi 0,5w per litro di acqua. Non c’è nulla
di più sbagliato. Intanto teniamo presente che questi parametri
vanno in funzione della profondità della vasca, del tipo
di piante che vogliamo coltivare, alla trasparenza dell’acqua
(es se usiamo torba) ecc….

L’unità di misura corretta adatta a misurare l’intensità
luminosa, non è il watt bensì il lux. Purtroppo
dato che quasi nessuno di noi possiede un luxmetro dovremo trovare
una mediazione.
Partiamo dal presupposto che qualsiasi pianta in natura avrà
sicuramente più luce rispetto ad una in acquario, quindi
inibire la crescita o addirittura arrestarla per la troppa luce
in acquario è quasi impossibile.
Diciamo, invece, che senza la giusta illuminazione nessuna pianta
riuscirà a sopravvivere, magari semplicemente non crescerà
per 2/3 mesi e poi inevitabilmente foglia dopo foglia questa perirà,
oppure si allungherà enormemente alla disperata ricerca
di luce fino ad assumere un aspetto molto diverso da quello che
avevamo immaginato al momento dell’acquisto.
Vi siete mai chiesti come mai nel 90% degli acquari c’è
posto per più lampade neon, rispetto a quanti ne monta
il vostro? Il motivo è semplice, i pesci con poca luce
o addirittura senza, vivono, e quindi per non spaventarvi all’acquisto
di un acquario cercano di limitare i costi, commettendo il grosso
errore di permettervi solo la coltivazione delle solite 3 o 4
specie di piante sciafile**, che riescono a vivere anche nella
penombra, finendo poi inevitabilmente a comprare quelle fantasticherie
“siliconiche” che “tanto sembrano vere “!!
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Attenzione all'acquisto!
Il classico acquario con un solo neon. Il modo di aggiurnene
si trova sempre, ma è meglio pensarci prima.
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Ricordate che l’occhio umano, non è uno strumento
di misura della luce, quindi anche se voi vedete l’acquario
ben illuminato non è detto che questa intensità
luminosa sia sufficiente alle piante.
Non esitate, quindi, a riempire al massimo tutti i vani del vostro
acquario e vedrete che i risultati saranno immediati!
Tanti si chiedono: “Sì, però quanto spenderò
in corrente?”, bene vi aiuto volentieri
Una lampada al neon da 20 w accesa per 12 ore al giorno, vi costerà
1,75€ al mese iva. inclusa, ipotizzando che la vostra fascia
di consumo sia la più cara e cioè 5 centesimi di
euro al giorno. Non credo che andrete in rovina per un paio di
lampade in più!
Un altro errore frequente è di credere che i neon vadano
cambiati quando si rompono, tenete presente che dopo un anno di
attività a 12 ore al giorno i tubi fluorescenti calano
di intensità luminosa oltre il 30%, e c’è
chi sostiene che variano anche lo spettro di emissione avvantaggiando
le alghe.
Quindi ogni anno questi vanno assolutamente sostituiti.
** dicesi sciafila una pianta che raggiunge l’optimun della
fotosintesi con una scarsa illuminazione, il contrario è
eliofila.
Il fotoperiodo
Anche il fotoperiodo spesso genera dei forti errori di interpretazione.
Una pianta non può vivere se al giorno non vengono fornite
almeno 8 ore di luce, o perlomeno sopravvive per qualche mese
per poi morire inesorabilmente.
Dalle 8 ore alle 12 ore invece è il numero consigliato
che varia anche in funzione del tipo di piante e quanto queste
sono fertilizzate. Ricordiamoci sempre che se teniamo accese le
luci per più tempo dovremo anche apportare maggiori sostanze
nutritive!
Il fotoperiodo DEVE sempre essere costante e NON DEVE mai essere
diviso in 2 parti, conosco persone che accendono l’acquario
la mattina ALLE 8 e lo spengono Alle 12, lo accendono alle 20
e lo spengono a mezzanotte … “Sai almeno lo vedo acceso”
dicono…..Ma stiamo scherzando? In natura, a parte le eclissi,
non si verificano mai queste condizioni! E quindi mai dobbiamo
ricrearle nel nostro ecosistema. Interrompere il processo di fotosintesi
e riprenderlo causa dispendio inutile di energie, inoltre avvantaggia
le alghe, sempre pronte ad approfittarsene a scapito delle piante
più lente nel modificare il proprio metabolismo. (ne parliamo
più avanti)
Quali neon scegliere?
Questa è la famosa domanda da 6 milioni di euro!
Il mio personale consiglio è: qualsiasi sia per acquariofilia
e nel caso che ne montiate più di una (lo spero) sceglietene
sempre di tipo differente, magari una daylight, una fitostimolante,
una 10.000 kelvin…. Ecc… La marca non conta, tanto
vale che optiate per quelle tipo philips o sylvania o osram…..
( ma non tutte sono adatte ).
Lo so che alcuni di voi stanno già pensando alle alghe,
perché spesso ed erroneamente si associa all’illuminazione
l’unica causa del loro sviluppo, ma questa non è
mai determinata da un unico motivo!( l’argomento verrà
trattato in seguito).
Le sostanze nutritive
Le piante oltre che di luce, necessitano anche per il loro sviluppo
di sali minerali dei quali si nutrono. Il cibo in eccesso e gli
escrementi dei pesci trasformati dai batteri in sostanze inorganiche,
sono elementi preziosi di nutrimento. Durante questo processo
però vengono infatti ad accumularsi in acqua anche nitrati
(no3) e fosfati (po4), le piante nonostante se ne nutrano ritrasformandoli,
non possono assorbirli completamente, ed è per questo che
noi acquariofili dobbiamo cambiare l’acqua una volta alla
settimana nell’ordine del 10-15%
Oltre che di sostanze azotate, le piante per la crescita necessitano
anche di macro elementi, tra cui il potassio, ferro, calcio, magnesio,
e di oligoelementi come azoto, fosforo, carbonio, zolfo, manganese,
molibdeno , boro, cloro, rame, zinco.
Mentre i primi, a parte il ferro, vengono introdotti abbondantemente
con l’acqua, i secondi vanno invece integrati periodicamente,
con un fertilizzante liquido. Sulle confezioni di fertilizzanti
si trovano delle indicazioni di impiego con le relative dosi,
ricordatevi che quando iniziate una fertilizzazione, dovrete partire
con 1/6 delle dosi consigliate e poi ogni 2 settimane aumentarle
piano piano fino a raggiungere il vostro optimum che spesso non
raggiungerà mai comunque le dosi consigliate.
Fertilizzanti liquidi di varie marche.
Se mancasse anche solo uno degli elementi, probabilmente la pianta
dopo poco cesserebbe la crescita, quindi è importante che
durante la vostra fertilizzazione siate costanti, anche per non
avvantaggiare un inatteso sviluppo algale !
Il più importante elemento nutritivo dal punto di vista
quantitativo è la Co2, che viene trasformata durante la
fotosintesi in materiale organico. La quantità consigliata
di co2 in acqua parte da circa 8 mg/litro e arriva ad oltre 30mg/litro,
ovviamente maggiore questa sarà e maggiori saranno anche
i problemi che questa potrebbe causare ai pesci, quindi fate sempre
molta attenzione. Inoltre, è importante sapere che se la
pianta non trova tutti gli elementi che ho appena citato, ma solo
tanta Co2, questa non la assimilerà tutta, ma solo quella
che potrà “immagazzinare” in relazione alle
sostanze sopracitate presenti in acquario…
Il fondo
E’ stato provato che la maggior parte delle piante assorbe
le sostanze nutritive principalmente dalle foglie, quindi la fertilizzazione
tramite fertilizzante liquido è indispensabile, cosa che
invece non lo è quello da fondo.
Certo che pur di vendere nei depliant non sono mai molto esaustivi
in merito, ma bisogna innanzitutto chiedersi quali sono le piante
che recuperano la maggior parte delle sostanze nutritive dalle
radici? Beh diciamo che gli echinodorus, le criptocorine, la glossostigma
elentinoides, e altre necessitano di un fondo fertile per crescere
bene, ma se nel vostro acquario avete una limnophilla, un microsorium
o una anubias cosa vi serve fertilizzare il fondo? Ve lo dico
io, serve a creare una bomba che prima o poi esploderà
regalandovi l’incredibile spettacolo della sopraffazione
algale. Senza voler essere un’allarmista, nel fondo si accumulano
comunque molte sostanze e molti batteri e spesso dopo un avvio
del sistema acquario di circa 6 mesi questo per opera dei batteri
trasforma molte sostanze organiche rendendole subito disponibili
per le piante. In poche parole un acquario ben avviato si autofertilizza!
Anche per questo alcuni prodotti in commercio come gli stick hanno
una durata di 6 mesi, in modo da rifornire di sostanze nutritive
il fondo che nei primi mesi è quasi inerte (nel caso della
ghiaia, sabbia, ceramica ecc…).
Ci sono comunque casi in cui un’ulteriore apporto di ferro
o di altre sostanze è necessario e quindi si consiglia
la fertilizzazione del fondo, cosa che comunque consiglierei SOLO
a chi è veramente esperto.

Fertlizzanti da fondo.
Oltre ai fondi classici, ci sono i cosiddetti terricci, di questi
se ne trovano innumerevoli in negozio, da quelli commerciali e
proposti dalle più famose case produttrici a quelli “impropri”
ovvero prodotti ottimi per l’acquario, ma venduti per differenti
scopi. E’ il caso della akadama, kamuna, pomice, lava ecc..
questi terricci/argille hanno il grande pregio di non creare zone
anossiche nel terreno e oltre che apportare nutrimenti, garantiscono
un ottimo sviluppo radicale. Il prezzo è infatti maggiore,
ma sono indubbiamente migliori.
L’acqua
Come sapete i valori dell’acqua hanno una grande importanza
per noi acquariofili, anche se spesso la misura di questi ci costa
molti soldi in apparecchiature e molto tempo.
Ma è indispensabile la ricerca dei valori perfetti ?? La
risposta è no, spesso si assistono a differentissimi risultati
ottenuti con i valori più disparati, diciamo però
che in presenza di un basso kh (2-3) con una giusta quantità
di co2 (20mg/litro) riusciremmo ad ottenere un pH di 6,5/6,8 senza
l’aggiunta di acidificanti (torba). (relazione tra kh,co2,ph)
Questo valore di pH ha diversi vantaggi e il primo è quello
di permettere al ferro di mantenere la sua struttura chelata,
cosa che non avviene con pH superiori a sette dove il ferro viene
ossidato (ossidazione da fe2 a fe3) e quindi le piante dovranno
ritrasformare ( fe3 in fe2 ) per poterlo assimilare, disperdendo
così preziose energie. Questo accade per ogni sostanza
chelata presente nei fertilizzanti.
Insomma avere dei valori “perfetti” non è indispensabile
ma aiuta!
Un ultimo accorgimento è dato dal movimento dell’acqua,
in natura molte specie vivono nei ruscelli o addirittura dentro
le cascate, non abbiate paura del getto di uscita della vostra
pompa che le scuote, questa aiuterà le piante a fusto a
fortificarsi e per tutte le altre a eliminare le sostanze metaboliche
di rifiuto portando nuovi nutrimenti.
Le Alghe
Una volta mi è capitato di vedere un acquario completamente
coperto di alghe a pennello…. Beh se devo proprio essere
sincero, l’effetto uniforme era veramente notevole, sembrava
quasi un pratino alla Amano! Se non volete intraprendere la stessa
strada, ecco qualche consiglio.
Parto con questo spinoso argomento, che sta a cuore di tutti,
cercando di essere il più esaustivo possibile.
Ci sono diverse sostanziali differenze tra le alghe e le piante,
ma quella che interressa maggiormente noi acquariofili è
che le alghe hanno la capacità di adattare il loro metabolismo
molto, molto più velocemente rispetto alle piante, in funzione
degli stimoli esterni.
Da questa affermazione ne deriva che ogni cambiamento o modifica
di gestione del nostro ecosistema DEVE e DOVRA’ sempre essere
condotta il più lentamente possibile. Non sottovalutate
quanto appena detto!
I valori determinanti nel combattere le alghe sono
Il ferro, (fe)
I nitrati, (no3)
I fosfati (po4)
Se notate non ho menzionato la luce, perché la ritengo
di assoluta minor importanza (a meno che non sia quantitativamente
scarsa), rispetto a tutto il resto.
Il ferro
Come forse tutti saprete, il ferro viene introdotto principalmente
tramite i fertilizzanti, questo in acquario non dovrebbe mai superare
le concentrazioni di 0,1 mg/litro. In commercio ci sono vari test
per la misurazione del ferro, alcuni misurano solo il ferro bivalente
(fe2), tralasciando invece i composti chelati e il ferro trivalente,
alcuni invece ci forniscono la quantità reale di ferro
presente a prescindere dalla forma. Le piante si nutrono in modo
immediato del ferro bivalente del ferro chelato,invece le alghe
possono assorbire velocemente anche il ferro trivalente utilizzando
degli speciali enzimi, e quindi a fronte di una grossa quantità
di ferro (fe3) non misurabile dai comuni test, ma facilmente assimilabile
dalle alghe, possiamo incorrere a grossolani errori di misurazione.
Soluzione: Acquistare uno degli innumerevoli test che misurano
tutte le forme di ferro presenti in acqua. Accertarsi che la concentrazione
dopo la fertilizzazione non sia di molto superiore allo 0,1mg/litro
e che il giorno prima di rifertilizzare questo in acqua non sia
più misurabile.
I nitrati
I nitrati come avrete già sperimentato sono il prodotto
finale del ciclo dell’azoto; ammonio, nitriti, nitrati.
Questi non potendo più essere trasformati vengono in parte
assimilati dalle piante ed in parte vanno ad accumularsi in acqua,
fornendo così utili riserve di cibo per le alghe. L’unico
modo valido per eliminarli è quello di effettuare dei cambi
periodici di acqua. Questi sono misurabili da tutti i test in
commercio e anche se costosi servono proprio per controllare lo
stato della nostra acqua. Ricordiamoci che i cambi di acqua vanno
fatti in funzione del numero di pesci, ma soprattutto della quantità
di nitrati presenti! Nel mio caso ne cambio il 10-15% in ogni
acquario alla settimana. La concentrazione ideale di nitrati sarebbe
inferiore ai 5 mg/litro, ma sono accettabili valori fino a 15
mg/litro.
I fosfati
I fosfati principalmente vengono introdotti in acqua tramite il
cibo (soprattutto quello scadente). Questo se non viene mangiato,
si putrefà sul fondo, producendo ammonio, fosfati e altre
schifezze inquinanti. Ovviamente le alghe se ne nutrono molto
facilmente e quindi la loro concentrazione in acqua deve essere
sempre sotto gli 0,25mg/litro meglio 0,1mg/litro. Attenzione quando
fate il test dei fosfati ripetetelo sempre 2 volte, uno prendendo
l’acqua dalla superficie e il secondo campione da una zona
del fondo dove circola poco l’acqua.
Se riuscirete a mantenere questi valori nel giusto range questo
sarà già un grande passo verso la sconfitta delle
alghe.
Ricordiamoci che il miglior modo, dopo il controllo dei valori,
è quello di creare antagonismo tra le specie, le piante
mangiano ciò che mangiano anche le alghe, e se le piante
sono sane e crescono bene, queste assimileranno i nutrimenti prima
che lo possano fare le alghe.
Ma supponiamo invece che da un giorno all’altro decidiamo
di fertilizzare maggiormente di colpo o decidiamo di sospendere
la fertilizzazione di colpo.
Nel primo caso, le piante di accorgeranno che in acqua c’è
maggior nutrimento, ma prima che queste accelerino il loro metabolismo
le alghe avranno già incominciato a nutrirsene.
Nel secondo le piante si troveranno senza nutrimento facilmente
assimilabile e inizieranno a consumare le scorte interne, anche
le alghe si troveranno senza nutrimento, ma visto che le scorte
interne rispetto alle piante sono infinitamente inferiori, queste
per sopravvivere dovranno adattarsi subito alle nuove condizioni,
iniziando così ad assorbire nutrimento da altre fonti,
spendendo energia e trasformando quindi altri elementi presenti
in acqua, cosa che dopo molto tempo anche le piante inizieranno
a fare, ma più lentamente rispetto alle alghe.
Questo accade al variare di ogni condizione, luce, nutrimento,
temperatura ecc…
Ricordatevi quindi che se vorrete ad esempio allungare il fotoperiodo
da 8 a 10 ore dovrete farlo in più tappe e diluendo il
cambiamento in almeno un mese.
Se vi trovate a contrastare le alghe ricordatevi comunque che
i risultati si farranno sempre attendere e anche se la conduzione
del vostro ecosistema sarà da manuale, probabilmente di
alcune alghe vi libererete solo dopo settimane (in alcuni casi
dovrete addirittura eliminare le foglie colpite).
Vediamo ora i più comuni tipi di alghe e a cosa sono dovute.
Alghe verdi azzurre
Dette anche cianobatteri
Ricoprono come un tappeto compatto, il materiale di fondo, le
piante (a volte sembra della ragnatela verde) e i sassi. Se annusate
spesso puzzano di marcio.
Le cause sono molteplici:
Troppo materiale organici in acqua, cibo/pesci/fondo in putrefazione.
Insufficienti cambi di acqua.
Troppo breve durata del fotoperiodo
Luce diretta solare
Cartenza di ossigeno generata da troppi pesci.
Soluzione:
Eliminare le possibili cause.
Fare spesso grossi cambi di acqua aspirandole tutte, poiché
vannovia facilmente.
Acidificare con torba.
Inserire piante a crescita veloce, consigliata soprattutto elodea
e urticularia.
Sifonare abbondantemente e spesso il fondo.
Alghe marroni tipo lenticchie o a macchie
Dette Diatomee
Appaiono solitamente sempre all’avvio di un nuovo acquario,
solitamente sui vetri e sui sassi.
Le cause:
Poco ossigeno
Acqua non stabile, acquario appena allestito, insufficiente trasformazione
dei composti azotati.
Scarsa illuminazione o fotoperiodo inferiore alle 10 ore.
Ph basico (sopra 7)
Soluzione:
Eliminare le cause, introdurre pesci litofagi o lumache (otocinclus,
girinochelius, ampullarie, caridinie jap. Ecc..)
Alghe a pennello
Se ne trovano di differenti colori , nere, grigie, verdi, marroni
e si attaccano alle foglie solitamente a quelle robuste (anubias,
echinodorus ecc…)
Cause:
Kh oltre i 12°
Ph instabile e basico
Troppi No3
Assenza di Co2
Soluzione:
eliminare le cause.
E utilizzare torba.
Alghe filamentose
Cause:
Solitamente vengono introdotte in acquario tramite spore presenti
in acqua o attaccate alle piante.
Si presentano quando le condizioni dell’acqua sono ottime.
Soluzione:
Eliminarle con regolarità e introdurre pesci e lumache
litofaghe
Alghe a ciuffi
Assomigliano alle alghe a pennello, ma raggiungo anche i 7/8 cm
di lunghezza
Cause:
Vengono introdotte dall’esterno
Troppi No3
Assenza di Co2
Soluzione:
Aggiungere Co2
Eliminare le foglie colpite
Filtrare con torba.
Alghe Pelose
Cause:
Introdotte dall’esterno:
Troppi No3
Insufficiente trasformazione dei composti azotati.
Soluzione:
Eliminarle manualmente
Filtrare con torba
Effettuare abbondanti cambi di acqua.
Introdurre pesci o lumache litofaghe
Alghe Unicellulari
Sono la causa della fioritura dell’acqua, ovvero un vistoso
intorbidimento verde della stessa.
Causa:
Introdotte in acquario dall’esterno, ad esempio tramite
cibo vivo raccolto in natura o non proveniente da allevamenti
sicuri.
Soluzione:
Raggi Uv.
Abbondanti cambi d’acqua ogni tre giorni.
Diminuzione della portata della pompa al minimo.
Oppure introducendo diverse piante di urticularia e di Egeria,
queste piante hanno proprietà allopatiche.
Spero che questi consigli vi aiutino nel combattere la alghe
e ricordate sempre che l’acqua va cambiata con regolarità
inglese, così come la fertilizzazione e il cambio dei neon.
Date poco da mangiare ai vostri pesci (il giusto) e non variate
mai nessun valore improvvisamente in nessun caso.
Addirittura spesso si consiglia in caso di alghe di spegnere la
luce e interrompere la fertilizzazione per 2 giorni…. Io
non sono assolutamente d’accordo.
Questo principio si basa sulle famose riserve che le piante hanno
mentre le alghe no.
Spegnedo le luci si dovrebbero uccidere le alghe per poi recuperare
le piante, il risultato è che le alghe difficilmente muoiono
e trovando le piante debilitate faranno festa!
Pensiamo invece sempre a creare la competizione giusta e a non
lasciare sostanze nutritive facilmente disponibili in acqua.
È tutto, Spero che questa breve guida vi abbia chiarito
qualche piccolo dubbio.
Buona coltivazione allora !
p.s. Per ulteriori dettagli mi trovate sempre sul forum di AcquaPortal
nella sezione “Tecnica Dolce”.
Niomix
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