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Scheda:
- Philum: Arthropoda
- Categoria: Crostacei
- Sottoclasse: Malocostraca
- Ordine: Decapoda
- Subordine: Brachyura
- Superfamiglia: Ocypodoidea
- Famiglia: Ocypodidae
- Subfamifamiglia: Ocypodinae Monolifera Uca
- Genere Uca

Un maschio di Uca pugilator. Foto di Gabriele Andreoni.
Le prime notizie di questo tipo di granchio si hanno nel 1758 quando
è stato studiato e catalogato per la prima volta, è una particolare
specie di granchio che può essere definito lo spazzino delle coste.
Il primo studioso che ha illustrato la specie con un disegno è stato
Seba, in seguito per molti anni i suoi disegni sono stati usati per
descrivere e studiare questa specie di granchio. Ecco alcuni nomi che
nel corso degli anni sono stati attribuiti a questo genere: Vocans Herbst
nel 1782; Heterochelos Lamarck nel 1801; Uka Shaw e Nodder nel 1802;
e infine Uca nel 1814. Questi per anni sono stati dei sinonimi, perché
tutti gli studiosi si sono basati sulle immagini e sulla descrizione
fatte da Seba che, come detto, risalivano al 1758.
L'inizio dello studio approfondito di questa specie compiute sul campo
nel loro habitat naturale risalgono quindi al 1837. Ci vollero ancora
altri 60 anni per arrivare a una tassonomia abbastanza precisa e una
identificazione esatta dei componenti di questo genere, comunque problemi
nell' identificare bene i granchi si sono avuti fino alla seconda metà
degli anni 60.
Infatti fino ad oggi tra specie e sottospecie sono state riconosciute
addirittura quasi 100 varietà, ma tutte hanno in comune almeno due cose:
il loro aspetto fisico e il fatto che vivono in luoghi, diciamo disagiati.
Ecco un elenco di alcune principali specie tra le 96 che sono state
riconosciute fino ad ora: australiae, batuenta, burgersi, coloradensis,
dampieri, elegans, flammula, galapagensis, heteropleura, inversa, lactea,
principale, musica, panacea, pugilator, pugnax, rhizophorae, stylifera,
tangeri, tetragonon, uruguayensis, vocans e zacae.
L'ultima ricerca al riguardo è stata fatta nel 2001 da Rosenberg che
ha indicato i seguenti sottogeneri: Uca Uca, Minuca, Gelasimus, Paraleptuca,
Tubuca, Leptuca, Australuca.
Habitat:
In natura si trovano facilmente lungo le coste americane da Boston
passando per la Florida fino al Texas, ma si trovano anche nelle coste
Est indiane e nel Sud-Est dell'Asia. Essi si sono abituati a vivere
sulle coste degli oceani, lungo le spiagge e le foci dei fiumi oppure
nelle paludi dove spesso l'acqua varia di salinità, non è corretto quindi
parlare di caratteristiche dell'acqua ideali perché in realtà il granchio
si adatta a varie situazioni.
Comunque riesce a sopravvivere soprattutto dove l'acqua non è inquinata
da sostanze chimiche, quindi spesso viene usato come indicatore della
qualità generale dell'acqua.
In natura vive in buche che scava sulle spiagge che possono arrivare
ad una profondità di circa 30 centimetri, queste gallerie in genere
hanno più di una via di uscita e sono costruite in modo tale che riescano
a reggere ai continui movimenti dell'acqua dovuti alle maree oppure
ai continui cambiamenti di livello che si hanno sulle rive dei fiumi.
Inoltre le gallerie terminano tutte con una specie di stanza non troppo
grande e neanche confortevole, ma scavata in modo tale che se l'acqua
sommerge gli ingressi nella camera centrale ci sia sempre una bolla
di aria.
Quando la marea si ritira il granchio esce allo scoperto e girando nelle
zone limitrofi alla sua tana con le sue chele scava nel fondo marino
mangiando tutti i micro alimenti che trova.
I granchi di questo genere si alimentano raccogliendo con i loro piccoli
artigli quello che riescono a trovare nel fango setacciandolo alla ricerca
di detriti. Questi detriti in genere sono resti di animali o di piante
che cadono nel fango, si tratta di resti di organismi morti che però
durante la loro vita hanno immagazzinato delle utilissime sostanze nutritive
nei loro tessuti; l 'uca è quindi una specie detrivora.
Attenzione che se riescono non disdegnano anche i piccoli pesci che
però devono essere particolarmente lenti per farsi prendere da questi
granchi, infatti è molto raro che riescano a prenderne uno a meno che
non siano quasi morenti o privi di energie.
Si può tranquillamente dire che non sono dei bravi cacciatori, ma al
massimo dimostrano una grande pazienza nell'aspettare che qualche pesce
finisca letteralmente nelle loro chele. Nella sua ricerca del cibo è
raro che si allontani troppo dalla tana perché è pronto a rientrarci
ogni volta che percepisce un pericolo.
Altro fattore caratteristico è che non risente assolutamente della vicinanza
di altre tane di suoi simili. Alcuni studi hanno rivelato che è
uno dei crostacei con più alta densità di popolazione
nei luoghi in cui risiede.
Caratteristiche fisiche:
Esteticamente si riconoscono perché il maschio e la femmina hanno
il tipico carapace comune a molte altre varietà di granchi, però in
questo caso la femmina è dotata di due chele perfettamente identiche,
al contrario del maschio che è dotato di una chela di dimensioni più
o meno simili a quelle della femmina e l'altra chela invece è molto
più grossa, infatti è di dimensioni paragonabili a quelle del corpo.
Facile quindi è la distinzione tra maschio e femmina, ancora da comprendere
con esattezza è la reale funzione di questa chela veramente enorme.
Di sicuro si sa che non può essere usata per procurarsi il cibo, infatti,
il granchio non riesce a muoverla bene come riesce con quella più piccola.
Da questo punto di vista in America si sono fatti alcuni esperimenti
impiantando al posto di una chela grande una chela delle dimensioni
diciamo normali; il risultato a cui si è giunti è che sembra che i maschi
dotati di due chelette si siano resi conto come sia più facile procurarsi
il cibo avendo ben due chele a disposizione, invece che una sola.
In realtà la chela più grande ha però almeno due funzioni sociali, la
prima è la più ovvia che è quella di permettere i combattimenti tra
due maschi: praticamente i granchi si sfidano tra di loro spingendosi
con la chela più grande. Queste lotte quasi mai o mai finiscono con
il ferimento di uno dei due contendenti anche perché in realtà spesso
i combattimenti sono solo delle sfide che avvengono a distanza e i due
contendenti mostrano la chela in segno di sfida, ma non arrivano mai
al contatto. Si può affermare tranquillamente che la specie è pacifica
e non è assolutamente territoriale si è anche verificato che in natura
spesso alcuni individui si uniscono in gruppi per poter andare in giro
tranquillamente e spaventare più facilmente i predatori.
L'altra uso sociale riguarda l'accoppiamento: i granchi maschi per cercare
di attirare l'attenzione di una femmina usano roteare in aria ritmicamente
le due chele con un movimento ritmatico da destra verso sinistra e viceversa.
In pratica è come se si mettessero in piedi sulle zampine con le chele
protese verso l'alto per farsi vedere il più lontano possibile.
Le chele, infatti, che sono protese il più in alto possibile si vedono
da lontano e il loro movimento richiama l'attenzione della femmina.
L'accoppiamento è molto interessante perché il maschio dopo aver attirato
l'attenzione di una femmina la invita ad entrare nella sua tana e quando
raggiungono la stanza centrale si avvinghieranno uno in fronte all'altro
e incomincerà il vero e proprio rapporto.
Si è invece ipotizzato che nella chela grande vi siano delle ghiandole
che modificano il comportamento del maschio. Infatti, quando gli sono
state impiantate due piccole chele i maschi hanno smesso di praticare
la loro danza rituale come se pensassero di essere femmine.
Hanno di interessante anche gli occhi che sono in realtà posti su due
antennine che sono in grado di ritrarsi contro il corpo del granchio
e questo serve per proteggerli da eventuali pericoli.
Hanno un buon sistema visivo che gli permettere di vedere bene sia fuori
che dentro l'acqua però si è giunti alla conclusione che individuino
come predatore una figura che arrivi dall'alto piuttosto che una figura
che arrivi dall'orizzonte; questo è dovuto al fatto che il loro campo
visivo è più completo sull'orizzontale e invece rimane scoperta tutta
la parte superiore; quindi se qualcosa si avvicina dall'alto questa
non può essere riconosciuta fino a quando non è davanti e quindi viene
preso per un predatore. In questi casi il granchio ha due possibilità
o si schiaccia a terra oppure si rifugia nella sua tana.
I granchi in media vivono un anno oppure un anno e mezzo. Durante questo
periodo crescono in dimensioni senza però mai superare i 2.5-3 cm del
corpo centrale; si è avuta notizia di esemplari che sono vissuti anche
fino a tre anni.
Fanno molte mute e quando le fanno amano rintanarsi in posti tranquilli
e dove nessuno li disturba perché in questo momento stanno usando tantissime
loro energie. Se per caso perdono le chele o le zampe queste nella muta
seguente ricrescono senza alcun problema: in genere all'inizio quando
ricrescono sono un po' più piccole e solo in seguito raggiungono le
dimensioni normali.
Discorso a parte è quello sulle chele grosse dei maschi: se un maschio
perde la chela piccola non ci sono assolutamente problemi in quanto
questa ricrescerà come spiegato prima, al contrario se perde la chela
grande la situazione si complica. Si è osservato che molto velocemente
la chela più piccola, che è rimasta, tenderà a crescere di misura fino
a raggiungere la massima dimensione; solo allora il granchio farà la
muta e ricomparirà anche la chela più piccola. E' per questo motivo
che i granchi maschi possono apparire sia mancini che non, il tutto
dipende da quante volte hanno perso la chela principale.
Per respirare riescono a non avere problemi sia fuori che dentro l'acqua
però non sono dotati di vere e proprie branchie, questo vuol dire che
non possono stare in immersione sempre, ma ogni tanto hanno bisogno
di uscire all'aria aperta per ossigenarsi meglio. E' anche vero che
il loro apparato respiratorio deve sempre rimanere umido per non perdere
in efficienza.
In vasca:
Sono animali veramente curiosi che tendono a scappare facilmente quindi
è meglio avere una vasca chiusa.
Per poterli allevare correttamente non hanno particolari esigenze se
non che devono poter uscire dall'acqua, essendo degli ottimi scalatori
basta avere un sasso o una radice che abbia una sporgenza all'aria aperta.
Per la qualità dell'acqua non c'è molto da dire in quanto in natura
sono abituati agli sbalzi dei valori senza risentirne in particola modo,
quindi i principali valori che vanno bene per i pesci vanno bene anche
per questi granchi. Per quanto riguarda la temperatura invece è importante
che questa sia compresa tra i valori 23°-28°C.
Per la salinità si sono fatti alcuni esperimenti e si è scoperto che
tenerli in vasche con una salinità troppo elevata può portarli alla
morte in quanto la concentrazione salina per effetto osmosi influenza
la percentuali di liquidi che sono contenuti all'interno del granchi
e troppo sale diventa in breve tempo pericoloso. Al contrario si riesce
a tenerli tranquillamente nelle vasche di sola acqua dolce.
Sono animali molto vivaci e spesso passano la giornata a cercare di
togliere la patina di alghette verdi che si formano sulle foglie delle
piante in quanto sembra che apprezzino molto questo tipo di cibo. Se
malauguratamente un pesce ospite delle vasche muore i granchi si impadroniranno
della carcassa e se ne ciberanno senza molti problemi.
Si adattano altrettanto bene alle pillole vegetali per i pesci di fondo
e quando ne trovano una difficilmente se la lasciano scappare: la prendono
con la chela e fuggono fino a quando non trovano un luogo sicuro dove
mangiarsela.
Attualmente ho quattro esemplari, due maschi e due femmine e fino ad
ora sono riuscito ad avere un solo accoppiamento, ma i granchi hanno
già fatto molte mute e sembrano stare bene.
Mi è capitato una volta un fatto strano: un granchio era scomparso e
io pensavo fosse morto; in realtà, probabilmente cercando di fuggire,
era riuscito ad arrampicarsi fino a sopra la vasca ed era finito nel
filtro. L'ho ritrovato dopo tre settimane in fondo al filtro che stava
lì in quella specie di melmetta; comunque era tranquillo e stava benissimo.
Attenzione a volte non perdono il vizio di scavare le buche che però
in acquario se il fondo è sbagliato crollano e loro si ritrovano mezzi
seppelliti.
Riproduzione
Come già detto una coppia di granchi ha un incontro dentro la stanza
principale delle tane scavate nel fango, in acquario se la coppia è
molto affiatata non è difficile che avvenga l'unione dei due granchi.
Se il rapporto ha un buon fine alla femmina sotto la pancia compaiono
subito dopo le uova fecondate, in genere sono di colore nerastro che
risalta con la pancia di colore bianco del granchio.
Le uova sono fecondate se non vengono subito dopo perse dalla madre,
infatti se sono state fecondate la madre le terrà sotto il suo corpo
per due-tre settimane. In questo periodo il granchio sarà molto più
timido e protettivo: ogni volta che un pesce le si avvicina tende a
schiacciarsi sul fondo come se volesse proteggere la pancia. Parte del
periodo lo passera sommersa altre volte invece se ne starà fuori dall'acqua.
Non cercherà in questo lasso di tempo di avere altri rapporti con il
maschio che anzi sembra ignorarla. Dopo tre settimane le uova sono liberate
in acqua e sono in realtà tantissime piccolissime larve, le quali in
genere vanno ad arricchire il plancton del mare. Queste larve si chiamano
zoeae nuotano negli spazi aperti degli oceani. Come per altri crostacei
le uova vengono rilasciate o in mare aperto oppure nelle foci del fiume.
Le larve passeranno almeno tre stadi e solo alla fine assumeranno la
forma tipica dei granchi, non vi sono molte possibilità che una larva
completi il ciclo vitale infatti in genere queste deposizioni sono composte
da tantissime uova, porprio per permettere a pochi esemplari di sopravvivere
ai predatori.
Nel caso si voglia provare in acquario bisogna provvedere ad aggiungere
il sale nell'acqua e a un filtraggio che non assorba le piccolissime
larve.
La quantità di sale consigliata è un cucchiaio da cucina in 10 litri
di acqua. Sinceramente fino ad ora non sono mai riuscito a completare
una riproduzione, anche se credo di essere a buon punto.
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